Proroga antincendio alberghi 2018

Proroga 2018? Qui tutte le informazioni.

Se state cercando informazioni sulla proroga antincendio degli alberghi per il 2018 siete nel posto giusto. Tramite un emendamento alla Manovra 2018 approvato dalla commissione Bilancio del Senato, è stata approvata la proroga fino al 30 giugno 2019 dell’adeguamento delle norme antincendio da parte delle attività ricettive turistico-alberghiere con più di 25 posti letto, ad una condizione:

C'è tempo fino al 30 giugno 2019 per adeguarsi alle normative antincendio per tutti gli Alberghi iscritti al piano biennale, se entro il 1° dicembre 2018, consegneranno al comando provinciale dei Vigili del fuoco la SCIA PARZIALE, attestante il rispetto di almeno quattro prescrizioni.

Le prescrizioni riguardano:

  • resistenza al fuoco delle strutture;
  • reazione al fuoco dei materiali;
  • compartimentazioni;
  • corridoi,
  • scale,
  • ascensori e montacarichi;
  • impianti idrici antincendio;
  • vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco;
  • vie d’uscita a uso promiscuo, con esclusione dei punti dove è prevista la reazione al fuoco di materiali;
  • locali adibiti a deposito.

Quindi posso posticipare i lavori di adeguamento?

Si, se il tuo albergo è iscritto al piano biennale ai sensi del DM 16/03/2012, depositato la SCIA PARZIALE, ma non oltre il 1° dicembre 2018.

Come posso risparmiare presentando la SCIA PARZIALE?

E' semplice. L'ideale è assolvere alle richieste tramite metodi innovativi, che permettono di ridurre i costi di adeguamento ed ottenere la proroga fino al 2019. Sei un albergatore e vorresti sapere come fare? Contattaci, capiremo insieme la soluzione migliore per il tuo albergo.

+39 335 384310            info@fseprogetti.it

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vulnerabilità sismica impianti antincendio

Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile tramite la direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica a dicembre 2011 ha emanato la guida tecnica in merito alle linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica dell’impiantistica antincendio.

Problema riscontrato

gli studi effettuati a seguito dei terremoti hanno evidenziato situazioni di danno ricorrenti e, in particolare:

esternamente agli edifici:

  • rottura o schiacciamento di tubazioni interrate a causa di assestamenti o effetti di liquefazione che hanno provocato cedimenti del suolo;
  • consegne inadeguate di acqua in termini di volume e pressione, determinate da danni al sistema acquedottistico.

internamente agli edifici:

  • rottura delle tubazioni verticali (colonne montanti) a causa di forti spostamenti interpiano;
  • distacco dai relativi punti di ancoraggio dei ganci di sostegno dei tubi;
  • estrazione degli elementi di ancoraggio tra ganci e struttura dell’edificio a causa del carico sismico;
  • rottura delle testine degli sprinkler a causa dell’impatto con elementi strutturali o non strutturali adiacenti (ad es. pannelli di controsoffitto);
  • compromissione della tenuta di collegamenti e giunzioni di tubi;
  • danneggiamento di tubazioni che attraversavano giunti sismici non progettate per sopportare movimenti differenziali;
  • strappo di tubazioni dovute al trattenimento per ammorsamento alle pareti attraversate;
  • tubazioni di impianti sospese a pavimento o a soffitto, non adeguatamente controventate, sotto l’azione sismica hanno subito forti oscillazioni caricando fortemente i punti di ancoraggio e determinando danni di impatto sia sulle tubazioni che sulle testine;
  • crollo parziale delle tubazioni per rottura dei ganci e fuoriuscita dai supporti a causa della ciclicità di grandi spostamenti;

Si è inoltre riscontrato che fuoriuscite di gas dalle tubazioni hanno contribuito ad aggravare le conseguenze dell’evento sismico per persone e beni. È, quindi, di fondamentale importanza garantire il mantenimento della tenuta delle tubazioni e dei giunti o, in caso di perdite, la pronta interruzione dell’afflusso di gas.

Soluzione

Gli impianti antincendio, in particolare, devono essere considerati “life saving” e quindi progettati tenendo conto di tale caratteristica.

Si tratta di impianti normalmente inattivi ma che devono prontamente e correttamente funzionare in caso di necessità, pena gravi rischi per le persone e/o ingenti danni economici.

Soprattutto negli edifici strategici, nei quali si vuole preservare l’operatività post‐sisma ed evitare danni indiretti indotti da perdite incontrollate di acqua, particolare attenzione deve essere posta al controllo delle oscillazioni prodotte dallo scuotimento sismico e dei movimenti differenziali delle tubazioni rispetto alla struttura cui sono ancorate.

staffaggio sprinkler

E' necessario che i vari componenti siano dotati di una adeguata resistenza strutturale e che sia valutata la capacità di mantenimento della funzionalità.

Gli elementi di fissaggio alla struttura dell’edificio devono garantire una sufficiente resistenza alla forza sismica ed assicurare un movimento solidale con quello dell’edificio in modo tale che non si possa determinare un distacco dei supporti e non vi sia interazione con altri sistemi tale da provocare perdite di stabilità o tenuta.

Il dimensionamento degli ancoraggi e dei sostegni delle apparecchiature e delle tubazioni deve essere commisurato all’entità delle forze generate dal sisma.

Nella progettazione e installazione degli impianti e dei relativi componenti è inoltre necessario garantire la compatibilità con gli spostamenti differenziali delle diverse porzioni della struttura interessata.

 

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Diagnostica degli edifici nel post-incendio

Diagnostica degli edifici nel post-incendio

Proprio come un medico si appresta alla cura dell’ammalato, anche noi Ingegneri dobbiamo essere pronti a comprendere i differenti segnali di degrado che le strutture ci indicano, in modo da poter agire e risolvere al meglio le complicanze dovute al post-incendio.

scenario tipico post-incendio

 

A tal proposito, le prove non distruttive dimostrano sempre più di avere un ruolo fondamentale ai fini della diagnostica strutturale. Oltretutto, possono anche essere adoperate, tenendo conto di opportuni accorgimenti tecnici, nelle caratterizzazioni dei materiali in sito nel post-incendio.

Permettono, inoltre, di adoperare ottime politiche di risparmio nel caso di edifici colpiti da incendi, indagando gli effettivi danni subiti dal riscaldamento, in modo da individuare gli elementi che possono essere riutilizzati dopo opportuni trattamenti.

Sarà fondamentale, dunque, comprendere affondo il comportamento dei differenti materiali, in modo da studiarne la risposta alle alte temperature per mezzo di opportuni metodi di diagnosi strutturale.

Un primo esempio potrebbero essere le prove ultrasoniche: tenendo conto di un materiale omogeneo, isotropo ed elastico lineare, è possibile ottenere le seguenti relazioni:

Solitamente dalle prove si misura solo Vp , quindi il modulo elastico E viene ricavato dall'espressione della velocità delle onde primarie, assegnando un dato valore del coefficiente di Poisson.

In questo modo si ottiene un modulo di elasticità di tipo dinamico: solitamente E è dato dalla pendenza della curva sforzo-deformazione, nel ramo elastico. In questo caso, per mezzo di Vp, si ottiene un valore di E superiore del 20-30% rispetto al modulo elastico statico.

Noto E in sito, è possibile risalire alla temperatura massima a cui l’elemento è stato assoggettato durante l’incendio.

Il primo passaggio da compiere, in modo da individuare la temperatura massima, è quello di svolgere alcune prove ultrasoniche su elementi della medesima struttura che non abbiano subito il degrado termico.

In questo modo possiamo individuare il modulo elastico statico in sito prima dell’evento, per poi poterlo utilizzare come valore di riferimento.

In un secondo momento, si compie una campagna di prove ultrasoniche nella zona in cui si intende individuare le proprietà meccaniche dei materiali degradati.

I moduli elastici statici individuati andranno normalizzati in funzione di quelli non degradati.

Nota la curva E-T, data dagli Eurocodici, è possibile individuare il range di temperature massime sui differenti elementi.

 

Eurocodice

 

In questo modo, si possono anche effettuare estese analisi di omogeneità sull’intera struttura o sulle singole membrature, indagando il materiale in sito e individuando le zone degradate, i difetti puntuali e lo spessore dello strato in cui vi è un decremento delle proprietà meccaniche.

Poiché la velocità degli ultrasuoni è legata alla densità e alle costanti elastiche del materiale attraversato, qualunque variazione di quest’ultima indica una variazione di queste grandezze caratteristiche.

In questo modo, si può anche risalire alla zona in cui la possibilità di innesco dell’incendio risulta maggiore, creando una mappatura termica, la quale permette di notare come l’incendio si sia propagato nella struttura e quali zone risultino maggiormente degradate in termini di resistenza meccanica.

Successivamente, è possibile avvalorare le ipotesi proposte con la mappatura termica, tramite un modello fluido-dinamico a volumi finiti per evidenziare la bontà dei risultati.

Nei casi in cui si vuole risalire ad un possibile carico d’incendio (classica richiesta assicurativa), è possibile ipotizzare differenti curve naturali che sollecitano la struttura finché non si rientra nei valori di resistenza individuati in sito.

È da notare che le prove ultrasoniche possono ulteriormente essere accompagnate da altre prove non distruttive e devono essere seguite da prove distruttive, in modo da ottenere, in funzione di un opportuno livello di conoscenza della struttura indagata, le reali caratteristiche meccaniche da utilizzare nei modelli fluidodinamici.

Le prove ultrasoniche, come abbiamo visto, risultano fondamentali su strutture in acciaio o su strutture miste in acciaio-calcestruzzo, poiché permettono di correlare direttamente la velocità delle onde con il modulo elastico. Questa correlazione risulta indispensabile in tali strutture, proprio perché il loro principale problema risulta essere il degrado del modulo elastico, in quanto un suo decremento comporta problemi di stabilità, che, come ben noto, si dimostra essere una seria complicazione per le strutture in carpenteria metallica.

Proprio a questo scopo risulta fondamentale, in fase di progettazione, ristabilire la gerarchia delle resistenze, anche a caldo con opportuni spessori di ricoprimento, come della vernice intumescente (anche modellando lo spessore con curve naturali di incendio e non con curve standard).

In particolare, queste prove su strutture in carpenteria metallica possono essere accompagnate da altre prove non distruttive, con lo scopo di individuare le zone su cui è possibile estrarre i provini da analizzare in laboratorio per le prove distruttive, concentrandosi, soprattutto, sulle prove di durezza.

Il durometro di Leeb permette di individuare localmente la resistenza del materiale che, a causa dell’urto della sonda battente, tende a plasticizzare. Inoltre, è importante che, durante la prova, si evitino eventuali vibrazioni del materiale causate dalla battuta: per tale motivo, è consigliabile eseguire la prova sull’ala della trave, in corrispondenza dell’anima sottostante.

La prova ultrasonica risulta molto utile nelle strutture in acciaio, poiché, durante la fase di riscaldamento, la temperatura può essere considerata uniforme su tutto il profilo a causa dell’alta conducibilità termica del materiale.

Sempre quest’ultime, con l’applicazione delle sonde all’intradosso e all’estradosso della sezione, permettono di ottenere un valore mediato tra la zona degradata e le zone in cui la temperatura non ha influito sulle caratteristiche meccaniche.

Per questo motivo, non risulta essere la prova più idonea (se utilizzata singolarmente) sul c.a., a differenza dell’acciaio. Visto che il calcestruzzo presenta una bassa conducibilità termica, la quale si oppone al passaggio del calore, la zona degradata risulta solo quella più esterna del materiale: in questo modo un valore mediato, dedotto da una prova ultrasonica, risulta poco veritiero per l’individuazione della resistenza residua in sito nel post-incendio.

A tale scopo, le prove ultrasoniche sul c.a.  possono essere accompagnate da altre PND, come ad esempio le prove chimiche.

In questo caso, la prova di riferimento è quella sulla carbonatazione che il materiale ha subito.

Durante l’incendio, infatti, si sviluppa nel calcestruzzo l’idrossido di calcio, che non permette alla fenolftaleina (da fenolo + ftaleina), applicata durante la prova, di reagire, lasciando il classico colore grigio nel provino. È, inoltre, fondamentale che la prova sia eseguita a secco, quindi sulla polvere di cls, poiché il contatto con l’acqua comporterebbe l’inefficacia della reazione. Oltretutto, dalla letteratura è noto che l’idrossido si sviluppi a temperature comprese tra i 450°C e 500°C, andando a descrivere l’isoterma 500 che permette di applicare il corrispettivo metodo di calcolo, proposto dall’Eurocodice, per determinare la resistenza residua della sezione tramite progettazione ingegneristica avanzata.

 

Modellazione FEM

 

 

Un altro metodo applicabile è quello della prova sclerometrica diretta, ovvero senza l’uso di opportune curve di correlazione, ma tenendo direttamente conto del valore segnato dallo strumento di misurazione, poiché risulterebbe inutile cercare una qualche correlazione con la resistenza in sito, dal momento che questa si dimostrerebbe una prova superficiale. Il maggior degrado, inoltre, agisce sul cls ed occorre tener conto di come il risultato possa essere influenzato da alcuni fenomeni, come lo spalling.

La prova sclerometrica risulta essere molto utile per temperature che si aggirano dai 500°C in su e permette di ottenere una mappa del danno sull’intera struttura, oltre che una maggior comprensione di quali facce del pilastro risultino esposte direttamente all’irraggiamento del focolare, individuando da quale zona l’incendio si sia innescato.

Fra i metodi sopra citati, per individuare le zone degradate nel cls, occorre ricordare anche quello della fotogrammetria applicata ricorrendo a termocamere, per determinare le eventuali lesioni che si sono formate nel materiale, o semplicemente la tessitura muraria.

 

Termocamera

 

 

Da queste prove si può notare come il calcestruzzo non abbia raggiunto temperature omogenee e come il decadimento si mostri più graduale, rispetto alle strutture in acciaio.  È anche vero che, in questo caso, la perdita di resistenza è totalmente irreversibile e nella fase di raffreddamento si evidenzia un ulteriore 10% di perdita.

Inoltre, le membrature in c.a possono subire il fenomeno dello spalling, ovvero dell’esplosione del copri-ferro a causa delle elevate pressioni, le quali sono generate dall’acqua presente nelle porosità dalla pasta cementizia, che tendendo ad evaporare, comporta uno stato di compressione nel materiale, che non potendosi spostare liberamente, tende a fessurarsi.

Un’opportuna soluzione al fine di evitare questo problema potrebbe essere l’utilizzo di un adeguato mix design in fase di progettazione, per tutte quelle strutture in cui il rischio d’incendio risulta veramente elevato.

Da queste brevi e semplici considerazioni è possibile già avere un’idea di come l’incendio si sia propagato nella struttura e di come questa ne abbia risentito, andando a predisporre gli interventi più adeguati.

per ulteriori informazioni:

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Normativa antincendio per Cinema e Teatri

 

La normativa di riferimento

Per garantire la sicurezza in caso di incendio in una attività di questo tipo è necessario applicare il DM 19 agosto 1996, che rappresenta la regola tecnica (old school) da seguire passo a passo in fase di progettazione. Alcuni passaggi di quest'ultima possono essere di difficile applicazione, sia in termini tecnici che economici. E' qui che entra in gioco l'Approccio Ingegneristico, istituendo la Deroga con il DM 9 maggio 2007 è possibile valutare soluzioni alternative validandole analiticamente.

Sei un tecnico?

Se sei un professionista antincendio e stai progettando un cinema o teatro e riscontri alcuni problemi nell'applicazione della regola tecnica, puoi utilizzare uno strumento molto potente, socopri cosa abbiamo in serbo per te con quello che abbiamo deciso di chiamare 100% ANTINCENDIO.

 

 

SPECIALE REGIONE LAZIO La legge

La Regione Lazio ha deliberato la L.R. 7/2017 , in sostituzione del precedente Piano casa, per cui è possibile (art.6 co 1) ampliare di un 20% gli edifici residenziali e di un 10% gli edifici "produttivi" ed anche (art.6 co 3), inserire all' interno di Cinema e Teatri , appunto, attività commerciali e artigianali, oltre che servizi, per un massimo del 30% della precedente volumetria/superficie, con un cambio di destinazione d' uso.

La sicurezza antincendio

Relativamente al Bando sulla messa in sicurezza di Cinema e Teatri di cui vi vogliamo parlare, si legge che vi sono Contributi per la realizzazione di progetti per abbattimento delle barriere architettoniche, per lavori di messa in sicurezza e per la dotazione di ausili audiovisivi o interpreti LIS nei teatri e nei cinema.

Detto ciò, tra i lavori di messa in sicurezza possiamo trovare quelli dedicati alla sicurezza in caso di incendio. Come ben sappiamo i cinema e/o teatri sono inquadrati come attività n°65 del DPR 151 e pertanto ricadono nell'obbligatorietà di possedere il Certificato di Prevenzione Incendi.

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normativa antincendio ristoranti

 

 

I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio solo se, al loro interno sono presenti attività soggette ai controlli dei VVF, come ad esempio le Cucine con più di 116kW di potenza. Questo chiarimento è stato emanato da parte del dipartimento dei vigili del fuoco con il protocollo 0017072.

Generalmente quindi NON sono individuati all’attività n°65 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) solo se presenti cucine.

E' possibile che in un ristorante possano trovarsi cucine e/o centrali termiche, che necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal ristorante più piccolo a quello più grande d’Italia.

info per la tua attività:

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normativa antincendio condominio

 

I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°77 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Però è possibile che in un condominio possano trovarsi anche autorimesse e/o centrali termiche, anch’esse necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal condominio più piccolo al complesso edilizio più grande d’Italia.

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normativa antincendio uffici

 

Gli uffici, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°71 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dall’ufficio più piccolo al compelesso edilizio più grande d’Italia.

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normativa antincendio autorimesse

 

Le autorimesse, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le autovetture ed il combustibile contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°75 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

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Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso, l’accesso all’autorimessa ed il suo utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dall’autorimessa condominiale più piccola al parcheggio multi-piano più grande d’Italia.

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normativa antincendio depositi merci

 

I depositi merci, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le grandi quantità di materiale contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all'attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°70 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

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È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimi oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal magazzino più piccolo al polo logistico più grande d’Italia.

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Stop alle Deroghe nelle autorimesse

Scopo e campo di applicazione

 

Continua la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Regole Tecniche Verticali, finalmente anche alle Autorimesse (attività 75 del DPR 151/2011) potrà essere applicato il Codice di Prevenzione Incendi.

Un  notizia davvero positiva, che conferma l'enorme sforzo del corpo Nazionale dei VVF per ampliare e rinnovare il panorama normativo italiano e allinearlo con gli standard europei ed americani.

Con il DM 21/02/2017 possiamo dire finalmente addio alle Deroghe nelle Autorimesse. Ad oggi, circa il 50% di deroghe presentate ai comandi VVF hanno oggetto un'autorimessa. Spesso le prescrizioni difficili da rispettare sono la larghezza delle rampe di accesso e corsie di manovra (che poco hanno a che fare con l'antincendio), la resistenza al fuoco delle strutture, l'insufficiente superficie di aerazione dei locali e la lunghezza dei percorsi d'esodo.

Con il nuovo decreto, questi aspetti sono stati ammorbiditi e la possibilità di ricorrere alle soluzioni alternative permetterà di eliminare la necessità di ricorrere all'istituzione della Deroga. La competenza quindi, anche in caso di applicazione di approccio ingegneristico (FSE) rimarrà al comando provinciale, senza percorrere un iter spesso lungo e tortuoso al CTR.

Finalmente sarà possibile, regolarizzare situazioni ad oggi in stallo per i costi troppo alti di adeguamento oppure per l'impossibilità tecnico-architettonica di eseguire gli adeguamenti.

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