Resistenza al fuoco negli Alberghi

 

REI o non REI? Questo è il problema!

 

Come ben sappiamo, spesso gli Alberghi Italiani possono avere problemi di resistenza al fuoco delle strutture. Chiaramente questo avviene più frequentemente in edifici storici, con solai in legno, ma possiamo avere problemi anche in strutture in C.A. o muri divisori per la componente di compartimentazione in edifici più moderni.

Il Codice di prevenzione incendi del 2015, integrato con l'RTV del 2016, già di suo introduce delle semplificazioni a riguardo, riducendo in alcuni casi la Classe minima di resistenza al fuoco nelle nuove attività, rispetto alla vecchia normativa del 1994. Spesso però anche con le nuove classi, non è possibile verificare il requisito di resistenza al fuoco senza proteggere le strutture.

Ma una soluzione c'è, e può evitare costi importanti di protezione delle strutture.

Prima di parlarne è interessante riepilogare quello che prevede la normativa oggi:

Tabella equiparativa requisito "R".

 

E se il mio albergo non è in grado di garantire la classe di Resistenza al Fuoco richiesta sono obbligato a rivestire e proteggere le strutture?

Non sempre! Con i nuovi metodi di progettazione è possibile ridurre al minimo necessario, ed in certi casi evitare completamente, i rivestimenti protettetivi, mediante la modellazione di incendio avanzata, con curva naturale. Per ulteriori informazioni, contattaci per un sopralluogo nella vostra attività.

 

Approfondimento tecnico

Quello che notiamo è che se prima vi era una distinzione tra attività nuove ed esistenti, oggi con il Codice questa caratteristica non c'è più. La scelta di uniformare la normativa è stata assolutamente corretta, in quanto non vi è senso fisico (in termini di Temperature raggiunte all'interno dei locali incendiati) a ridurre la classe di resistenza al fuoco nelle strutture esistenti, tant'è che per altri aspetti, si è dimostrato che rendere a norma una struttura alberghiera con DM 9 aprlie 1994 come attività esistente, non garantisce il soddisfacimento dei requisiti minimi di sicurezza in caso di incendio. In poche parole, troppi sconti e fatti male.

Da queste considerazioni quindi il codice prevede una unica classe di riferimento, che sempre nell'ottica di "alleggerimento" rispetto alle vecchie normative, equipara tutte le strutture a classi di resistenza al fuoco similari a quelle delle attività esistenti della vecchia normativa. Sono scomparsi gli "sconti" a seguito dell'installazione della rilevazione automatica e della presenza h24 degli addetti antincendio, queste infatti sono misure, importantissime, ma che contribuiscono notevolmente all'esodo degli occupanti, e molto poco alla resistenza al fuoco della struttura.

Come risolvo se la mia struttura alberghiera, allo stato attuale non soddisfa i requisiti della soluzione conforme (es. R60)?

Prima di procedere con l'installazione di pannelli protettivi, vernici intumescenti o altro, è opportuno valutare l'applicazione della Soluzione Alternativa con Approccio Ingegneristico (Fire Safety Engineering), mediante il calcolo delle reali temperature che possono svilupparsi all'interno dell'edificio a seguito di modellazione avanzata di incendio.

Esempio di una stanza d'albergo:

Prendiamo ad esempio questa tipica stanza da albergo. 24mq di superficie totale, altezza 3m e due superfici finestrate. La stanza è protetta da porta EI30, pertanto l'incendio viene alimentato dalle sole due superfici vetrate.

La camera oggetto di incendio

Per definire la curva naturale di incendio, si eseguono i seguenti step:

  • Calcolo dell'energia totale a disposizione: 8160MJ (240MJ/mq);
  • Rateo di crescita: 150sec (in accordo all'Eurocodice prospetto E.5);
  • Potenza massima generata: l'incendio è governato dalla ventilazione, perciò RHRmax=5,8MW (formula M.2-4 del Codice);
  • Modello di combustione: in questo caso si utilizza la reazione chimica dell'Eptano.

RHR analitica, stanza d'albergo

Viene quindi eseguita la modellazione avanzata di incendio con software FDS, calcolando il contributo e l'efficienza di smaltimento di fumo e calore da parte delle superfici vetrate (le quali si infrangono, raggiunti i 250°C) e se  ne studia l'andamento per tutta la durata dell'incendio.

La prima fase di propagazione
La fase di incendio generalizzato

 

Da questa modellazione avanzata, è possibile ottenere una curva tempo-temperatura che caratterizza la reale sollecitazione termica alla quale sono esposte le strutture portanti, che in questo caso è così rappresentata:

Sollecitazione termica naturale

Questa curva, viene quindi utilizzata in sostituzione della curva ISO-834, e applicata mediante un calcolo di resistenza al fuoco di tipo analitico alla struttura da certificare.

 

Quando conviene percorrere la soluzione alternativa?

In un Albergo, praticamente sempre. Non essendoci grandissimi quantitativi di materiale combustibile, ed essendoci caratteristiche tipiche per incendi governati dalla ventilazione, i benefici sono sempre considerevoli. Le temperature che realmente si sviluppano all'interno di un locale sono decisamente inferiori a quelle previste dalla classe minima di resistenza al fuoco con curva ISO-834.  

Giusto per contestualizzare, ecco la differenza tra R60 e incendio naturale :

ISO-834 (R60) vs incendio reale

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