FSE nelle attività commerciali

S.4 Esodo - soluzione alternativa

Un'altra attività commerciale che beneficia della nuova RTV. Soluzione alternativa per la strategia S.4 anziché una complessa deroga sulle vie di esodo verticali. Qui vediamo (in caso di incendio a piano terra) quando possa influire in termini di tempo l'equa distribuzione sulle due scale, anziché su una sola.

Scopri come l'FSE potrebbe risolvere le problematiche antincendio nella tua attività commerciale:

 

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edifici serviti da una sola scala

 

Il problema degli edifici serviti da una sola scala

Tra i principali benefici apportati dalla nuova versione del Codice (ricordiamoci però che è ancora in bozza) abbiamo quella del calcolo del corridoio cieco in presenza di una unica scala. Con la vecchia versione infatti, si aveva un "bug" normativo che condizionava l'interpretazione della norma, facendola derivare dalla realtà oggettiva della dinamica dell'incendio. 

In altri termini, se un compartimento era servito da una unica scala di tipo protetto (con percorso diretto verso luogo sicuro all'esterno della costruzione), la porzione all'interno di essa doveva comunque essere considerata come corridoio cieco.

Questa interpretazione normativa strideva enormemente con la realtà dei fatti in quanto, una volta raggiunta la scala protetta, ci si trova in un luogo sicuro temporaneo e SICURAMENTE non si attraversano più locali potenzialmente invasi da fumo.

Cosa prevede la nuova versione del Codice?

La nuova versione prevede di omettere la verifica della porzione di corridoio cieco all'interno della scala filtro (protetta) in accordo alla tabella S.4-21. Qui si vede chiaramente come, coerentemente con la dinamica dell'incendio, se si tratta di una scala aperta è necessario considerare la lunghezza di corridoio cieco anche all'interno della scala (tabella S.4-20), mentre se questa è di tipo protetto, la si può omettere. Fantastico!

 

 

Un esempio

Spesso ci è capitato di imbatterci in questo limite, e pertanto riportiamo di seguito, quanto possa far la differenza nel caso di un centro direzionale disposto su 2 livelli fuori terra con scala protetta, che con l'attuale versione del Codice risulta illogicamente "non verificato", mentre con la nuova versione lo sarebbe senza nessuna prescrizione aggiuntiva.

 

 

Corridoio cieco con la nuova versione del Codice

 

Corridoio cieco con l'attuale versione del Codice

Per maggiori informazioni

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Bando Isi settore pesca

In cosa consiste?

l nuovo Bando ISI INAIL, con uno stanziamento di oltre 369 milioni di euro, mette a disposizione contributi in conto capitale fino a un massimo di 130.000 euro per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

A chi è destinato?

Per i progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori Pesca (codice Ateco 2007 A03.1).

 

Presentazione domande per il Bando ISI INAIL 2019

  • 11 aprile 2019: apertura della procedura informatica per la compilazione delle domande
  • 30 maggio 2019: chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande
  • 6 giugno 2019: acquisizione codice identificativo per l’inoltro online e comunicazione relativa alle date dell’inoltro online

 

Per maggiori infomazioni

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fonte INAIL

Modifiche al DM 3 agosto 2015

 

La frase epocale

Partiamo subito dalla frase più emblematica di questa prima storica modifica al DM 3 8 2015: "In alternativa alle norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, è fatta salva la possibilità di applicare le norme tecniche indicate...". Cosa vuole dire questo? Che è il Codice adesso il testo di riferimento per la prevenzione incendi in Italia, e sono le vecchie regole tecniche ad essere un'alternativa (fortunatamente limitata). Bellissimo.

 

Ampliamento del campo di applicazione

Si aggiungono le attività di cui al DPR 151/2011 le n° 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 67, 69, 73, 75

 

Un unico riferimento normativo, ancora e sempre di più

In realtà era già così, ma molto spesso tecnici e funzionari VVF continuavano a citare Decreti Ministeriali "old-style" all'interno delle pratiche progettate con il Codice. Con le modifiche all'art.5, sono state inserite le specifiche norme alle quali NON fare più riferimento. Era ora!

Da quando?

Dall'entrata in vigore dovranno passare 180 giorni, perciò appuntamento al 20/10/2019

FSE in Europa

 

I metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio stanno diventando sempre più comuni in Europa. Su alcuni aspetti ci sono molte differenze tra i paesi, ma anche molte somiglianze.

Questo articolo (fonte) riporta i risultati di un sondaggio condotto per conto del gruppo di coordinamento dei capitoli europei (ECCG), facente parte della Society of Fire Protection Engineers (SFPE). Lo scopo è identificare lo stato di Fire Safety Engineering (FSE) in Europa.

Sondaggio sull’applicazione FSE

L’impianto normativo nazionale consente l'applicazione di FSE? Da quando? 
Tutti gli intervistati hanno risposto positivamente a questa domanda, ad eccezione di due paesi: l'Estonia, e la Repubblica Slovacca, che non consente la FSE. In particolare, molti grandi paesi, come Germania, Francia, Spagna e Italia, hanno iniziato a consentire l’approccio prestazionale in FSE solo nell'ultimo decennio. Vedi tabella 1.

Tabella 1: anni in cui FSE è stato autorizzato per la prima volta

 

Ci sono linee guida per FSE che vengono utilizzate?

Le linee guida per la FSE devono essere utilizzate in Islanda, Italia, Lituania e Svezia.

Esistono linee guida nazionali per l'uso della FSE (anche se il loro uso non è obbligatorio)? 
La risposta a questa domanda è stata un po’ più articolata, con approssimativamente una divisione uniforme. Un riepilogo delle risposte è riportato nella Tabella 2.

 

Tabella 2: linee guida riconosciute per la FSE

 

Lo stato di questi documenti guida (dove esistono) varia. In un certo numero di paesi, i documenti sono in fase di preparazione o revisione.

 

Quali sono le linee guida specifiche (incluse quelle nazionali) per la FSE? 
Linee guida specifiche in uso in diversi paesi sono tipicamente costituite da linee guida internazionali comuni, come le International Fire Engineering Guidelines (IFEG) , gli standard ISO e il manuale SFPE di Fire Protection Engineering e le linee guida SFPE.

Vengono utilizzati anche gli standard britannici, sia all'interno che all'esterno del Regno Unito. Inoltre, un certo numero di paesi pubblica e applica le proprie linee guida, che coprono vari aspetti della FSE.

Esistono requisiti per la qualifica dei professionisti della FSE? 
In Norvegia e Svezia è in vigore un sistema di approvazione nazionale volontario. In altri paesi esiste una combinazione di certificazione e istruzione; tuttavia, nella maggior parte dei casi non esiste un requisito obbligatorio per la qualifica dei professionisti della FSE. Vedi tabella 3.

 

Tabella 3: Requisiti per la qualifica

 

Esiste un programma educativo per i professionisti dell'FSE? 
Nella maggior parte dei paesi che hanno risposto, sono disponibili corsi di formazione sul FSE. Vedere la figura 1. Disponibile attraverso le università, essi comprendono laurea magistrale o laurea di primo livello.

Figura 1: Status dei diversi tipi di educazione alla sicurezza antincendio nei Paesi che rispondono

 

I programmi di formazione vanno dalla tecnologia antincendio all'ingegneria della sicurezza antincendio. L'educazione alla tecnologia antincendio si concentra sulle abilità per l'applicazione, l'installazione, il funzionamento e la manutenzione della sicurezza antincendio integrata. Sono inclusi corsi introduttivi di matematica e scienze.

Esiste un programma di certificazione di professionisti FSE? 
Sebbene esista un programma di certificazione nei paesi indicati nella Tabella 4, non esiste alcun requisito formale per ottenere la certificazione da praticare. Nonostante questo, il livello di certificazione varia e non tutti i candidati superano lo standard richiesto.


Sistema normativo legale ed edilizio

Chi è responsabile per verificare la conformità con i regolamenti? 

Le responsabilità di verifica gravano pesantemente sulle autorità in alcuni paesi, mentre in altri paesi, vengono utilizzati professionisti autorizzati. Paesi come la Norvegia e la Svezia sono molto liberali, con un ampio grado di libertà per i professionisti. Vedi la Figura 2.

Figura 2: Responsabilità della verifica varia in base alla quale diversi paesi si affidano principalmente alle autorità

Come vengono risolte le controversie? 
Il meccanismo di risoluzione dei conflitti varia da paese a paese: la situazione più comune sono le decisioni delle autorità che hanno giurisdizione, negoziazioni o cause giudiziarie. Vedere la Tabella 5.

Prospettive assicurative

Le compagnie di assicurazione sono raramente, se non mai, coinvolte nel processo di costruzione. Poiché molti paesi si concentrano principalmente sulla sicurezza della vita, ciò significa che la protezione della proprietà non può essere presa in considerazione durante il processo di progettazione, tranne in alcuni rari casi.

 

Tabella 5: Risoluzione delle controversie

 


Riferimenti

https://www.sfpe.org/page/2014_Q1_4

Distributori di gas metano self-service

 

Finalmente in Italia possono essere installati impianti self-service di distribuzione di gas metano

Con il DM 12 marzo 2019, è stato introdotto in Italia il concetto di Apparecchi di distribuzione automatici di gas metano. A quali condizioni?

Gli apparecchi di distribuzione automatici (self-service) devono essere dotati di pistola di erogazione conforme la quale deve garantire l'erogazione solo ad accoppiamento avvenuto ed il suo impiego deve risultare agevole.

Ciascun apparecchio di distribuzione deve essere asservito ad un pulsante di ritenuta che comanda l'erogazione del gas mediante l'azione manuale sul dispositivo stesso. L'eventuale successiva pressione dello stesso pulsante deve bloccare immediatamente l'erogazione del gas. Il pulsante di ritenuta deve essere posizionato ad adeguata distanza dall'apparecchio di distribuzione in uso.

Impianti self-service presidiati

Negli impianti self-service presidiati, in zona sicura posta ad adeguata distanza dagli apparecchi di distribuzione, comunque in posizione tale da garantire una completa visione dell'apparecchio stesso, deve essere posizionato un sistema di comunicazione che permetta all'utente di ricevere assistenza da parte del personale addetto e deve essere installato almeno un punto di controllo a distanza dell'apparecchio di distribuzione dal quale il personale addetto possa comandare l'interruzione dell'erogazione.

Impianti self-service non presidiati

Negli impianti self-service non presidiati, in zona sicura posta ad adeguata distanza dagli apparecchi di distribuzione, comunque in posizione tale da garantire una completa visione dell'apparecchio stesso, deve essere previsto un sistema di comunicazione remoto, attivabile mediante un apposito pulsante o attraverso la chiamata ad un numero telefonico chiaramente esposto, con un centralino dedicato attivo h24, che consenta all'utente di ricevere assistenza all'operazione di rifornimento nonché permetta di segnalare un incidente o una situazione di emergenza ricevendo istruzioni sulle operazioni da compiere e sul comportamento da tenere. Il personale in servizio presso il suddetto centralino deve avere conseguito l'attestato di idoneità tecnica di cui all'art. 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609, a seguito della frequenza del corso di tipo C di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998.

Sistema di comunicazione remoto, attivabile mediante un apposito pulsante con chiamata ad un un centralino dedicato attivo h24. Il personale in servizio ha conseguito l'attestato di idoneità tecnica di tipo C di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998.

[email protected]

Sull'apparecchio di distribuzione automatico asservito ad un dispositivo self-service devono essere previsti dispositivi di segnalazione per il corretto riposizionamento della pistola di erogazione nell'apposito alloggiamento.

Rifornimento

Il rifornimento degli autoveicoli deve essere eseguito da personale addetto all'impianto, salvo nel caso in cui venga utilizzato un apparecchio di distribuzione automatico, adatto per il funzionamento in modalità self-service.

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il futuro è ora

 

Prevenzione Incendi, il futuro è adesso! Approvato il DM che obbliga alle norme prestazionali per 42 attività

E' stata ufficialmente approvata la bozza di decreto del ministero dell'Interno che va a modificare il campo di applicazione del DM 3 agosto 2015, a tutti conosciuto come Codice di Prevenzione Incendi.

Il Comitato Scientifico per la Prevenzione Incendi del Ministero dell'Interno (Dip. Vigili del Fuoco) ha infatti approvato, in data 21 febbraio 2019, la bozza di decreto del ministero dell'Interno che va a modificare il campo di applicazione del Codice, ossia il documento che ha rivoluzionato la rigidità delle tradizionali normative prescrittive per introdurre un approccio più flessibile che lascia spazio alle valutazioni del professionista, valorizzandone le competenze e l'alta specializzazione.

Novità e tempistiche

La modifica è di grande importanza poiché diventa obbligatorio applicare la normativa prestazionale del Codice a ben 42 delle 80 attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco. Infatti, la normativa prestazionale diventerà l'unica via percorribile per tutte le attività elencate nel DPR 151/2011 prive di una regola tecnica verticale, ossia per le attività che attualmente sono dette "soggette e non normate".

 

Differenza tra approccio prescrittivo e prestazionale/ingegneristico? guarda il video!

Richiedi un sopralluogo gratuito compilando il format qui sotto

antincendio edifici civili

 

Il tuo edificio è più basso di 12m? Sei già in regola così. Bravo!

Il tuo edificio è più alto di 12m? Leggi cosa il Decreto Ministeriale 25 Gennaio 2019 prevede. Occhio alle scadenze!

Il mio edificio è più alto di 12m

Se è così, ricadi negli obblighi di legge di adeguamento alla normativa prevista dal DM 25/01/2019 che prevede che gli edifici di civile abitazione esistenti siano adeguati alle disposizioni entro i seguenti termini:

due anni per le disposizioni riguardanti l’installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza

un anno per le restanti disposizioni.

Come devo fare per adeguarmi alla normativa antincendio?

E' semplice, chiamaci e ti forniremo tutte le informazioni necessarie, e se vorrai ci occuperemo noi di risolvere tutti i problemi. Mettere a norma gli edifici esistenti non è mai stato così semplice.

 

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Larghezza delle scale inferiore a 120

Il Codice di prevenzione incendi e la Lv minima

Lo sappiamo, uno dei punti più ostici del Codice sono le vie di esodo verticali, ovvero le scale. Ricordiamo benissimo il micidiale numero 120, ben 120cm come larghezza minima delle vie di esodo verticali previsti dalla soluzione conforme al livello di prestazione I della strategia S.4 Esodo, indipendentemente dall’affollamento.

Uno dei principali benefici nell’applicare la soluzione alternativa mediante l’ingegneria della sicurezza antincendio (FSE – approccio ingegneristico) è rappresentata dalla possibilità di regolarizzare scale di larghezza inferiore a 120cm.

Ma, spesso ci chiediamo: "quanto effettivamente può influire in termini di rallentamento?

 

Definizione di RSET

Come ben sappiamo, il tempo necessario ad abbandonare l’edificio è rappresentato dall’RSET, che in questo caso comporremo con un tempo Tdet di rilevazione, un Tpre di ricognizione e un Ttrav di percorrenza.

 

Esempio pratico

Simulando un edificio aperto al pubblico, con Rvita B2 ed affollamento 160 persone disposte su 4 livelli, si procede con l’individuazione del RSET come segue:

Tdet 60sec

Tpre 60s (1° percentile) – 180s (99° percentile)

Per calcolare il valore totale, comprensivo quindi del Ttrav si impostano i parametri all’interno del simulatore e si avviano i calcoli.

Simulazione 1: scala larga 120cm

280s

Simulazione 2: scala larga 80cm

290s

 

Conclusioni

Analizzando le due configurazioni, si rileva un rallentamento del 3,5% per il caso analizzato. Un valore assolutamente ininfluente che ci permette di validare il concetto che molto spesso anche con scale di larghezza inferiore a 120c, è possibile garantire il corretto esodo degli occupanti dall'edificio. Risolvendo quindi uno dei punti ostici del Codice di Prevenzione Incendi.

2019 Mood

 

 

2019 l'anno delle Soluzioni Alternative

Iniziamo il nostro 2019 così, perché dove applicare le soluzioni conformi diventa difficile o molto costoso per il cliente, noi percorriamo le soluzioni alternative con approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. Sempre di più, e assicurando il risultato.

FSE PROGETTI srl