Impianti di distribuzione gas naturale

Nuova norma antincendio su impianti di distribuzione di gas naturale liquefatto

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 13 luglio 2021 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 30 giugno 2021 inerente la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio di impianti di distribuzione di tipo L-GNL, L-GNC e L-GNC/GNL per autotrazione alimentati da serbatoi fissi di gas naturale liquefatto.

Obiettivi

Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di garantire le esigenze di sicurezza per la salvaguardia delle persone e la tutela dei beni contro i rischi di incendio o di esplosione, gli impianti di cui all’art. 1 sono realizzati e gestiti in modo da:

a) minimizzare le cause di rilascio accidentale di gas nonché di incendio e di esplosione;

b) limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;

c) limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici o a locali contigui all’impianto;

d) ridurre, per quanto possibile, la frequenza delle operazioni di riempimento dei serbatoi fissi;

e) agevolare l’effettuazione di interventi di soccorso dei vigili del fuoco in tutte le attività.

Applicazione

Le disposizioni si applicano agli impianti fissi di distribuzione carburante per autotrazione alimentati da serbatoi fissi di gas naturale liquefatto:

a) di nuova realizzazione;

b) esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto nel caso di interventi di ristrutturazione, anche parziale, o di ampliamento, successivi alla data di pubblicazione del presente decreto, limitatamente alle parti interessate dall’intervento.

Sono esclusi dalle disposizioni gli impianti fissi di distribuzione carburante che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, dispongano di un progetto approvato dal Comando dei vigili del fuoco.

Gli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto devono adeguarsi alle Norme di esercizio entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

superbonus 110 antincendio

Superbonus 110% e antincendio. Occhio al cappotto.

Intervento trainante

Uno degli interventi trainanti del super-bonus 110% fa i conti con la normativa di prevenzione incendi in quanto per le operazioni di isolamento termico bisogna valutare la messa a punto di accorgimenti tecnici necessari per ostacolare la propagazione di un eventuale incendio attraverso la facciata.

 

Nuovo ed esistente

Un onere che riguarda gli edifici di nuova costruzione, ma anche gli interventi sull'esistente che comportano il rifacimento di oltre la metà della superficie complessiva delle facciate.

 

grenfell tower
Grenfell tower

 

Dunque, se il condominio è soggetto ai controlli di prevenzione incendi, ossia ha un'altezza antincendio superiore a 24 metri e se l'intervento di coibentazione termica incide su almeno il 50% della superficie complessiva delle facciate che compongono l'edificio, allora i progettisti sono obbligati a porre attenzione a tre obiettivi primari sanciti dal DM 25 gennaio 2019:

 

  • evitare che la propagazione dell'incendio per mezzo dell'involucro edilizio vada a compromettere le compartimentazioni;
  • limitare il rischio di propagazione, all'interno dell'edificio, di fiamme originatesi all'esterno;
  • scongiurare il rischio che in caso di incendio parti della facciata possano cadere compromettendo l'esodo e la sicurezza dei soccorritori.

 

Le normative di riferimento

nuova normativa strutture sanitarie

Nuova Regola Tecnica Verticale sulle strutture sanitarie

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 del 9 aprile 2021 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 29 marzo 2021 inerente la regola tecnica verticale di prevenzione incendi per le strutture sanitarie, secondo il Codice di prevenzione incendi. La nuova RTV entrerà in vigore il 9 maggio 2021.

 

A cosa si applica la nuova RTV?

La regola tecnica verticale reca disposizioni di prevenzione incendi riguardanti:

  1. le strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno con numero di posti letto P > 25;
  2. le residenze sanitarie assistenziali (RSA) con numero di posti letto P > 25;
  3. le strutture sanitarie che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio, di superficie complessiva superiore a 500 m2 (si considera la superficie lorda della struttura comprensiva di servizi e depositi funzionali).

 

La valutazione del rischio incendio nelle strutture sanitarie

La progettazione della sicurezza antincendio deve essere effettuata attuando la metodologia di cui al capitolo G.2 e deve tener conto della necessaria continuità, anche in caso di incendio, delle cure salvavita eventualmente erogate nell’attività sanitaria. In tabella abbiamo riassunto un’indicazione, non esaustiva, del profilo di rischio Rvita per alcune aree delle attività sanitarie.

 

 

Rvita D1, D2 paramenti che influenzano notevolmente le 10 strategie del Codice

Il coefficiente D nella definizione del parametro Rvita innalza i livelli di prestazione delle strategie del Codice in modo sostanziale. Questo è chiaramente legato al fatto che questa lettera rappresenta “occupanti che ricevono cure mediche” i quali rappresentano il più alto livello di rischio dell’interno panorama normativo. È semplice comprenderlo in quanto questi non possono abbandonare l’edificio (in alcuni casi neanche in modo assistito) e che in alcune situazioni la continuità impiantistica risulta letteralmente vitale (pensiamo alle sale operatorie o ad i reparti di terapia intensiva).

Detto ciò, riportiamo di seguito per le 10 strategie le conseguenze dell’Rvita D1 e D2, integrate dalle indicazioni principali della RTV.

 

S.1 Reazione al fuoco

Limitatamente a vie d’esodo verticali, percorsi d’esodo (corridoi, atri, filtri...) e spazi calmi, è necessario il Livello di prestazione IV. Quello massimo. Nessuna integrazione. Nessuna integrazione.

 

S.2 Resistenza al fuoco

Non ci sono ripercussioni dirette su questa strategia, ma è senz’altro opportuno valutare insieme alla committenza i mitologici Livelli di prestazione IV e V. Integrata dalle classi minime della RTV. Integrata con le classi minime in funzione della classificazione.

 

S.3 Compartimentazione

Il Codice ci suggerisce caldamente di valutare il Livello di prestazione III evidenziando l’importanza della tenuta ai fumi freddi (Sa). Obbligo della tenuta ai fumi freddi in alcune aree specifiche. Integrata con l'obbligo della tenuta ai fumi freddi in alcune aree specifiche ed alcune limitazioni all'ubicazione.

 

S.4 Esodo

Il Codice ci consente di applicare il Livello di prestazione I. Una strategia tutt’altro che banale per queste attività. Integrata con l'obbligo della realizzazione di un sistema d'esodo orizzontale progressivo.

 

S.5 Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio

Non plus ultra, è evidente come sia di fondamentale importanza applicare il Livello di prestazione III nelle strutture con più di 100 posti letto. Tutta la sicurezza in caso di incendio passa attraverso questa strategia nelle strutture sanitarie. Integrata con l'obbligo del livello massimo nelle strutture ad uso promiscuo.

 

S.6 Controllo dell’incendio

Il Codice in questa strategia non si lascia influenzare dal profilo D, consentendo un semplice Livello di prestazione III. Integrata con l'obbligo per alcune aree a rischio specifico dell'impianto automatico di livello IV.

 

S.7 Rivelazione ed allarme

Il Codice in questa strategia non si lascia influenzare dal profilo D, consentendo un semplice Livello di prestazione III. Integrata con specifiche indicazioni sull'intercomunicazione degli allarmi e dell'utilizzo dell'EVAC.

 

S.8 Controllo di fumi e calore

Il Codice in questa strategia non si lascia influenzare dal profilo D, consentendo un semplice Livello di prestazione III. Integrata con le caratteristiche minime delle superfici SE.

 

S.9 Operatività antincendio

Non plus ultra, è evidente come anche questa strategia sia di fondamentale importanza applicare il Livello di prestazione IV nelle strutture con più di 100 posti letto. Dovendo garantire il più possibile la continuità, è necessario che le squadre VVF possa intervenire tempestivamente ed agevolmente. Integrata con la necessità di ascensori antincendio.

 

S.10 Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio

Strategia non banale vista l’immensità di impianti presenti, seppur inquadrati nell’unico ed inimitabile Livello di prestazione I. Integrata da specifiche indicazioni per garantire la continuità durante un incendio.

 

Opera da costruzione con un numero di posti letto P < 25

Per le attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno e per le attività che erogano prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo o diurno, con numero di posti letto P 25 si applicano le prescrizioni del Codice di Prevenzione Incendi con le seguenti soluzioni progettuali complementari o sostitutive e prescrizioni aggiuntive per le aree TA. Ovvero si applicano i livelli di prestazione indicati nella tabella V.11-7.

 

 

 

 

 

Proroga Antincendio 2021

 

La Camera, nella seduta del 23 febbraio, ha approvato il testo di conversione in legge del cd. DL Milleproroghe (A.C. 2845 - Disegno di legge di conversione del decreto recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (Ue, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea), che arriva 'blindato' al Senato e che sarà convertito definitivamente entro il 1° marzo 2021.

 

Adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici e degli asili nido

Il termine di adeguamento alla normativa antincendio:

  • è prorogato al 31 dicembre 2022, per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola (art. 4, co. 2, del D.L. 244/2016);
  • è differito al 31 dicembre 2022per gli edifici ed i locali adibiti ad asilo nido (art. 4, co. 2-bis, del D.L. 244/2016).

 

Adeguamento antincendio nelle strutture ricettive

In particolare, dispone:

  • la proroga di un anno (al 31 dicembre 2021) del termine per il completamento dell’adeguamento antincendio per le strutture ricettive con oltre 25 posti letto, ammesse al piano straordinario previsto dall’articolo 15 del DL 216/2011, che prevedeva una istanza da parte delle strutture interessate e la ammissione da parte di un decreto del Ministro dell’Interno (DM 16 marzo 2012), previa presentazione della SCIA che attesta il rispetto di almeno 4 dei requisiti indicati dal comma 1122 della legge n. 205 del 2017 entro il 30 giugno 2021;
  • per le strutture localizzate nei territori colpiti dagli eccezionali eventi metereologici verificatisi a partire del 2 ottobre 2018, nonché per i territori colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e 2017, e nei Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia in ragione degli eventi sismici del 21 agosto 2017, si prevede la proroga del termine di adeguamento al 31 dicembre 2022, previa presentazione della SCIA parziale al Comando provinciale dei vigili del fuoco, entro il 30 giugno 2021;
  • differisce di un anno, dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021, per i rifugi alpini, il termine (previsto dall’art. 38, comma 2, del D.L. 69/2013) per la presentazione, ai fini del rispetto della normativa antincendio dell’istanza preliminare per l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011) e della SCIA sostitutiva dell’istanza per l’ottenimento del certificato di prevenzione incendi (ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 151/2011).

E' ora di presentare la SCIA parziale!

 

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335 384310

SVOF

S8 Controlli fumi e calore - i Sistemi di Ventilazione Orizzontale Forzata SVOF

Tra le varie possibilità, la nuova versione del codice ha introdotto gli SVOF , ovvero i sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore.

 

Come li progetto?

Posso applicare per il livello di prestazione II la soluzione conforme? Teoricamente si, ma in virtù della mancanza di una norma di riferimento nazionale per la progettazione di SVOF, dovrò applicare una soluzione alternativa adottando i principi di progettazione e le modalità di installa­zione e gestione contenute in prCEN/TS 12101-11.

NB: solo nelle Autorimesse, a seguito dell'emanazione della relativa RTV, è possibile considerare gli SVOF una soluzione conforme.

 

E' importante sapere quali sono i possibili obbiettivi di sicurezza antincendio da garantire, che nella fattispecie sono riconducibili a:

  • Fornire condizioni tenibili per le squadre di soccorso;
  • proteggere le vie di esodo, ad esclusione di quelle nel compartimento di pri­mo innesco;
  • agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall’attività dopo l’incendio e ri­pristinare rapidamente le condizioni di sicurezza.

Attenzione però, per gli SVOF, non hanno la funzione di creare uno adeguato strato libero dei fumi durante lo sviluppo dell’incendio! Questo perché possono perturbare la stratificazione di fumo in particolare nel compartimento di primo innesco.

Quali sono i requisiti fondamentali da rispettare?

  • L’attivazione dello SVOF deve essere effettuata solo dopo l’evacuazione degli occupanti dal compartimento di primo innesco;
  • In caso di impianti di protezione attiva deve essere garantita la compatibilità tra i sistemi;
  • In presenta di IRAI devono essere previsti funzioni di comunicazione e controllo dello stato;
  • devono esser previste indicazione specifiche per la gestione in emergenza dello SVOF

Cosa è la prCEN/TS 12101-11?

Diciamo che ad oggi, è ancora lo stato di progetto di una Technical Specification, il cui l’ultimo aggiornamento è datato ottobre 2019.

Questa specifica tecnica fornisce i requisiti minimi di progettazione, installazione e messa in servizio per sistemi di controllo del fumo e del calore alimentati per parcheggi chiusi che utilizzano ventilazione alimentata a flusso orizzontale, con o senza protezione sprinkler, con lo scopo di fornire condizioni sostenibili per l'accesso al fuoco da parte dei vigili del fuoco, in modo che le squadre antincendio possano avvicinarsi per consentire le operazioni antincendio.

L'impianto di rivelazione fumo deve essere in grado di localizzare l'origine dell'incendio, al fine di avviare la corretta sequenza di attivazione del sistema di ventilazione.

Vengono definiti diversi possibili valori dell’energia rilasciata in base alla presenza o meno di impianto sprinkler , e pendenza del pavimento.

 

Requisiti normativi

L'obiettivo della ventilazione è di opporsi alla diffusione del fumo in una direzione prescelta, in modo che il sistema mantenga almeno una via di accesso sufficientemente libera dal fumo per i vigili del fuoco dall'esterno o da una via di accesso protetta (es vano scala) ad una distanza di 15 m dal fronte dell’’incendio.

Inoltre, la propagazione del fumo a valle dell'incendio fino al punto di estrazione più distante attivato dalla corrispondente sequenza di attivazione non deve superare i 200 m.

In caso di progettazione basata sul CFD, una via di accesso per i vigili del fuoco è considerata sufficientemente libera dal fumo se le seguenti condizioni sono soddisfatte fino ad un'altezza di almeno 1,75 m dal pavimento e su una larghezza non meno di 5 m, o sulla larghezza totale tra le pareti se è inferiore a 5 m, 5 minuti dopo il momento in cui l'incendio ha raggiunto il suo massimo HRR.

La velocità dell'aria nelle zone nelle vie di fuga non deve superare i 5 m/s e la forza necessaria per aprire le porte di fuga non superi i 100 N.

La portata massica estratta dai ventilatori di scarico fumi e calore deve superare la portata massica totale di aria e fumo indotto dal sistema di ventilatori a getto. Mentre la posizione e la direzione della spinta dei ventilatori a getto dovrebbero essere coordinate con la posizione di qualsiasi vano scala, ingresso e/o porta di corridoio per evitare di esporre le porte a effetti di pressione dinamica che potrebbero causare il passaggio di fumo attraverso le porte.

Soluzioni progettuali

  • Design semplificato senza ventilatori a getto
  • Design semplificato CON ventilatori a getto
  • Design validato mediante CFD

impianti di rivelazione oltre i 12 anni

UNI 11224-2019 manutenzione e controllo iniziale dei sistemi di rilevazione

La novità principale riguarda le indicazioni sulla verifica generale del sistema e la modifica della sua periodicità e definizione di un processo di manutenzione continuo. Al tredicesimo anno si completa il “ciclo” e i sistemi, sia quelli collettivi, sia quelli indirizzati, dovranno essere sottoposti alla “verifica generale” che consiste nell’esecuzione di un nuovo “controllo preliminare dell’impianto”, cioè un collaudo completo dello stesso, previa verifica che non siano intervenute modifiche sostanziali al sistema e controllo della effettiva disponibilità di parti di ricambio per i vari componenti installati.

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Abbiano 3 opzioni:

  1. LA REVISIONE IN FABBRICA: da effettuarsi eventualmente entro i 6 anni successivi, su 1/6 del totale dei rivelatori ogni anno, più il controllo periodico semestrale (50%) dei restanti rivelatori
  2. LA SOSTITUZIONE CON RIVELATORI NUOVI, da effettuarsi entro i 6 anni successivi, su 1/6 del totale dei rivelatori ogni anno, più il controllo periodico semestrale (50%) dei restanti rivelatori
  3. LA PROVA REALE DEI RIVELATORI, da effettuarsi con le medesime modalità delle opzioni precedenti e secondo le indicazioni previste dalla UNI 9795 (per i Rivelatori Puntiformi di Fumo ed i Rivelatori Lineari Ottici di Fumo), da UNI/TR 11694 (per i Sistemi di Aspirazione ASD) e da indicazioni del Produttore e del Progettista per i Rivelatori di Fiamma.

Durante la revisione deve attuarsi l’accertamento preliminare della disponibilità di parti di ricambio identiche o compatibili con quelle installate, quale “conditio sine qua non” affinché il Sistema sia assoggettabile a manutenzione in caso di guasto successivo.

Ricordiamo inoltre l’accertamento della presenza del Manuale uso e manutenzione

2020 super

La nostra esperienza in un anno così delicato

Volge al termine questo anno davvero unico. Da una parte una pandemia mondiale causata dal COVID-19 che ha segnato e trasformato tutti noi. Dall'altro un 2020 all'insegna della strabiliante crescita del team e dei suoi risultati.

Cosa abbiamo imparato?

  • gestire progetti sempre più importanti e duraturi;
  • programmare le attività di progettazione e direzione in modo più armonioso;
  • l'importanza della fiducia all'interno del team;
  • l'importanza di collaborare e scegliere in modo oculato i gruppi di lavoro;
  • l'importanza di mantenere il clima e il monte ore di lavoro a-tipico della nostra società d'ingegneria che ci contraddistingue;
  • non fermarsi mai e cambiare la comunicazione quando gli altri ti inseguono;
  • il tempo per fare ricerca e sviluppo si deve creare, non si può pensare di averlo per grazia ricevuta nella nostra realtà;
  • l'importanza della nuova sede di Lucca.

Cosa potevamo fare meglio?

  • perdere meno tempo dietro ai clienti che come diciamo noi "non hanno voglia di fischiare";
  • ottimizzare le tempistiche di project managing;
  • ridurre il numero di ore passate in teleconferenza per fare l'ennesima riunione;
  • bere meno alcolici, oppure abbiamo imparato a bere più alcolici -punti di vista-.

Punto di vista COVID

Come abbiamo già detto, è stato un anno davvero particolare, ma vogliamo condividere con voi quello che per noi sono state scelte vincenti che ci hanno dato la possibilità di non solo superare il momento critico del primo lock-down, ma poter volare nei mesi successivi. In sintesi queste le tappe più importanti:

  • è stato fondamentale anticipare di un paio di giorni lavorativi lo smart-working a seguito del vociferare del primo lock-down nazionale. questo ci ha permesso di essere 100% operativi il 1° giorno di clausura, e mentre gli altri si "organizzavano" noi eravamo già pronti per lavorare;
  • è stato fondamentale non risparmiare nemmeno 1€ nella tecnologia. Dai sistemi di videoconferenza, ai PC portatili performanti;
  • è stato fondamentale essere un team giovane ed intelligente, con una altissima capacità di adattamento alle novità;
  • è stato fondamentale avere già assimilato da anni strumenti di condivisione e programmazione online tanto da non dover modificare nulla nel processo di gestione dei file;
  • è stato fondamentale vedersi sempre in viso durante le web-call, evitando il distanziamento di una webcam spenta;
  • è stato fondamentale organizzare un evento di team building online in pieno lock-down;
  • è stato fondamentale organizzare un evento di team building in presenza a Lucca e Viareggio;
  • è stato fondamentale non assecondare chi si approfittava di ritardare i pagamenti con scuse legate ingiustamente al COVID;
  • è stato fondamentale essere una società di ingegneria e non un libero professionista;
  • è stato fondamentale essere specializzanti in prevenzione incendi e non tuttologi;
  • è stato fondamentale avere un team che crede in FSE PROGETTI e che dimostra di tenerci ogni singolo giorno, su ogni singolo progetto.

#fseprogetti #bastaspeseinutili #iniziodiunanuovaera

#roadto2021

antincendio per autorimesse con superficie non superiore a 300m2

Requisiti tecnici antincendio per autorimesse con superficie non superiore a 300m2

Circolare n. 17496 del 18 dicembre 2020

Con l'emanazione del D.M. 15/5/2020 recante "Approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 del 23 maggio 2020, in vigore dal 19 novembre u.s., è stato abrogato il D.M. 1/2/1986 recante "Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili" in cui, oltre alle disposizioni tecniche riferite alle attività soggette al D.P.R. n. 151/2011, erano riportate anche indicazioni relative alle autorimesse c.d. "sotto soglia".

 

AUTORIMESSA SOTTO SOGLIA = AUTORIMESSA DI SUPERFICIE INFERIORE A 300m2

 

A seguito di tale abrogazione, dal mondo delle professioni è stata avanzata la richiesta di individuare comunque, sotto forma di guida tecnica non cogente a supporto dei progettisti, alcune indicazioni ai fini della prevenzione incendi e sicurezza antincendio anche per le autorimesse con superficie non superiore a 300 m2.

A tal proposito, in collaborazione con la Rete delle Professioni Tecniche, è stata elaborata la linea guida allegata alla presente, recante "Requisiti tecnici antincendio per autorimesse con superficie non superiore a 300 m2" ed approvata dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi. In particolare, il suddetto documento fa ampio ricorso al Codice di prevenzione incendi, che può, quindi, costituire un utile riferimento per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio delle autorimesse sotto soglia.

Inoltre, anche per ciò che concerne le definizioni adottate nella linea guida si dovrà far riferimento a quanto contenuto nei capitoli G.1 e V.6 del DM 03/08/2015 e s.m.i.

 

Chiarimenti in merito alla nuova RTV Autorimesse

Infine, si coglie l'occasione per dar riscontro ad alcune segnalazioni pervenute da più parti in ordine alla corretta lettura ed interpretazione di alcune tabelle contenute nella regola tecnica allegata al D.M. 15/5/2020; nello specifico, quindi, si rappresenta che:

Tabella V.6-2: Caratteristiche minime delle comunicazioni tra compartimenti: nella colonna 3 alla prima riga (tipologia autorimessa SA, AB, HB), oltre alla nota [3] deve essere prevista anche la nota [5].

Tabella V.6-2: Caratteristiche minime delle comunicazioni tra compartimenti
Tabella V.6-2: Caratteristiche minime delle comunicazioni tra compartimenti

 

Tabella V.6-3: Livelli di prestazione per il controllo dell'incendio: anche per le autorimesse SB, AC, HB deve essere prevista la nota [1]. Di quanto sopra, verrà data formale evidenza in un prossimo aggiornamento della RTV in argomento.

 

Tabella V.6-3: Livelli di prestazione per il controllo dell'incendio

Tenibilità Vigili del Fuoco

Approfondimento sulla Tenibilità, ovvero sulle soglie di prestazione per l’intervento dei vigili del fuoco (dove il Codice non arriva).

Quali sono le soglie di prestazione per l'intervento dei Vigili del Fuoco?

Il Codice non riporta specifiche soglie di prestazione da garantire per l’intervento dei Vigili del Fuoco. Infatti, si parla solo di “soccorritori” con la dovuta specifica che questi non sono i VVF. A margine della tabella M.3-2: Esempio di soglie di prestazione impiegabili con il metodo di calcolo avanzato, viene riportato quanto segue:

"Ai fini di questa tabella, per soccorritori si intendono i componenti delle squadre aziendali opportunamente protetti ed addestrati alla lotta antincendio, all’uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree, ad operare in condizioni di scarsa visibilità. Ulteriori indicazioni possono essere desunte ad esempio da documenti dell’Australian Fire Authorities Council (AFAC) per hazardous conditions."

Analizzando quindi Australian Fire Authorities Council (AFAC) per hazardous conditions [1], si trovano delle indicazioni specifiche sui concetti di tenibilità delle squadre VVF, identificando 3 “periodi” di esposizione:

 

Routine condition

Condizioni di temperature elevate, ma radiazione termica indiretta. I valori soglia sono:

 

Tempo di esposizione = 25min

Temperatura (strato fumi freddi) = 100°C

Irraggiamento = 1 kW/m2

 

Hazardous condition

Condizioni dove ci si aspetta che i vigili del fuoco operino per un breve periodo di tempo ad alte temperature in combinazione con la radiazione termica diretta. I valori soglia sono:

 

Tempo di esposizione = 10min

Temperatura (strato fumi freddi) = 120°C

Irraggiamento = 3 kW/m2

 

Extreme condition

Queste condizioni si incontrerebbero in una situazione di salvataggio estremo o fuga dal flash-over. I valori soglia sono:

 

Tempo di esposizione = 1min

Temperatura (strato fumi caldi) = 280°C

Temperatura (strato fumi freddi) = 160°C

Irraggiamento = 4 – 4,5 kW/m2

Critical conditions

Queste condizioni si incontrerebbero in una situazione di salvataggio estremo o fuga dal flash-over. I valori soglia sono:

Tempo di esposizione = < 1min

Temperatura (strato fumi freddi) = > 235°C

Irraggiamento = >10 kW/m2

Viene inoltre evidenziato come quando lo strato di fumo si trova a meno di 1m sopra il livello del pavimento, la velocità di ricerca diventa ostacolata e il tempo per intraprendere l’intervento aumenta.

Conclusioni

Con tale documento, direttamente suggerito dal Codice è quindi possibile ottenere le soglie di prestazione sulla base delle quali è possibile validare quantitativamente le scelte progettuali fatte. Tipicamente queste soglie vengono utilizzate per le verifiche delle soluzioni alternative al livello di prestazione II della strategia S.8 Controllo di Fumi e Calore. Queste soglie sono generalmente da garantire fino al momento dell'arrivo dei Vigili del Fuoco presso l'attività. Questo valore può essere desunto dall'annuario statistico.

 

Altezza libera da fumi

1m

Temperatura (Z=1,5m)

100 (t < 25min)

120 (t < 10min)

°C

Irraggiamento (Z=1,5m)1 (t < 25min)

3 (t < 10min)

kW/m2

 

[1] GUIDELINE Version 3.0 14 April 2020 Doctrine ID 3068 Fire Brigade Intervention Model Manual.

 

Smaltimento di fumo e calore d’emergenza

Non tutti gli impianti di smaltimento fumo e calore devono possedere i requisiti delle UNI9494 come SEFNC oppure SEFFC. Con il Codice di Prevenzione Incendi è possibile utilizzare aperture e/o impianti di smaltimento di fumo e calore d’emergenza. Vediamo come.

Capitolo S.8 Smaltimento di Fumo e Calore

Per il Livello di prestazione II della strategia S.8 del Codice, viene chiesto al progettista che sia possibile smaltire fumi e calore dell’incendio dai compartimenti al fine di facilitare le operazioni delle squadre di soccorso. A tutti gli effetti infatti non viene richiesta una "soglia minima di prestazione" (es: 2m liberi dai fumi come gli SEFC) ma un sistema in grado sostanzialmente di "migliorare" le condizioni di intervento sull'incendio. Il Codice, come in tutte le strategie, ci da la possibilità di percorrere la soluzione conforme oppure quella alternativa (sono in rari casi la Deroga, che sempre più è vista molto male dai comandi VVF).

Soluzione conforme al Livello II

  1. Per ogni compartimento deve essere prevista la possibilità di effettuare lo smaltimento di fumo e calore d’emergenza.
  2. In esito alle risultanze della valutazione del rischio, è ammesso installare sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), anche in luogo delle aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza, in particolare in attività complesse dove risulti necessario garantire la sicurezza delle squadre di soccorso creando una via da accesso libera da fumi e calore sino alla posizione dell’incendio.

 

SOLUZIONE 1

Aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza

A differenza dei SEFC, correttamente dimensionati, lo smaltimento di fumo e calore d’emergenza non ha la funzione di creare un adeguato strato libero dai fumi durante lo sviluppo dell’incendio, ma solo quello di facilitare l’opera di estinzione dei soccorritori.

Lo smaltimento di fumo e calore d’emergenza può essere realizzato per mezzo di aperture di smaltimento dei prodotti della combustione verso l’esterno dell’edificio. Tali aperture coincidono generalmente con quelle già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell’attività (es. finestre, lucernari, porte, ...).

 

Caratteristiche

Le aperture di smaltimento devono essere realizzate in modo che:

  • sia possibile smaltire fumo e calore da tutti gli ambiti del compartimento;
  • fumo e calore smaltiti non interferiscano con il sistema delle vie d’esodo, non propaghino l’incendio verso altri locali, piani o compartimenti.

Le aperture di smaltimento devono essere protette dall’ostruzione accidentale durante l’esercizio dell’attività e devono essere previste indicazioni specifiche per la gestione in emergenza delle aperture di smaltimento (capitolo S.5).

Le aperture di smaltimento sono realizzate secondo uno dei tipi d’impiego previsti nella tabella. In relazione agli esiti della valutazione del rischio, una porzione della superficie utile delle aperture di smaltimento dovrebbe essere realizzata con una modalità di tipo SEa, SEb, SEc. (Ad esempio, la presenza esclusiva di aperture di smaltimento in posizione difficilmente accessibile è un fattore di rischio da valutare.)

Tabella S.8-4: Tipi di realizzazione delle aperture di smaltimento

 

Dimensionamento

La superficie utile minima complessiva SE delle aperture di smaltimento di piano è calcolata come indicato in tabella in funzione del carico di incendio specifico qf (capitolo S.2) e della superficie lorda di ciascun piano del compartimento A. Inoltre, la superficie utile SE può essere suddivisa in più aperture. Ciascuna apertura dovrebbe avere forma regolare e superficie utile ≥ 0,10 m2.

 

Tabella S.8-5: Tipi di dimensionamento per le aperture di smaltimento

 

Verifica della distribuzione uniforme delle aperture di smaltimento

Le aperture di smaltimento dovrebbero essere distribuite uniformemente nella porzione superiore di tutti i locali, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi caldi dagli ambiti del compartimento. E' utile considerare anche opportune superfici di immissione aria fresca, altrimenti fluido-dinamicamente lo smaltimento potrebbe essere fortemente compromesso.

L’uniforme distribuzione in pianta delle aperture di smaltimento può essere verificata imponendo che il compartimento sia completamente coperto in pianta dalle aree di influenza delle aperture di smaltimento ad esso pertinenti , imponendo nel calcolo un raggio di influenza roffset pari a 20 m o altrimenti determinato secondo le risultanze della valutazione del rischio.

Illustrazione S.8-1: Verifica dell’uniforme distribuzione in pianta delle aperture di smaltimento

 

SOLUZIONE 2

Aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza

I sistemi di ventilazione orizzontale forzata (jet-fan) possono essere progettati per uno o più dei seguenti obiettivi di sicurezza in caso di incendio:

  • fornire condizioni tenibili per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell’incendio; (per le condizioni di tenibilità si fa riferimento al capitolo M.3);
  • proteggere le vie di esodo, ad esclusione di quelle nel compartimento di primo innesco;
  • agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall’attività dopo l’incendio e ripristinare rapidamente le condizioni di sicurezza.

Come le aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza, anche gli SVOF non hanno la funzione di creare un adeguato strato libero dai fumi durante lo sviluppo dell’incendio. Gli SVOF possono perturbare la stratificazione di fumo e calore, in particolare nel compartimento di primo innesco dell’incendio. Gli SVOF possono essere installati anche limitatamente ad aree a rischio specifico.

Devono essere inoltre soddisfatti i seguenti requisiti:

  • l’attivazione dello SVOF deve essere effettuata solo dopo l’evacuazione degli occupanti dal compartimento di primo innesco;
  • in caso di presenza di sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell’incendio (es. sprinkler,...) deve essere garantita la compatibilità di funzionamento con lo SVOF utilizzato;
  • in presenza di IRAI devono essere previste funzioni di comunicazione e controllo dello stato dello SVOF.
  • Devono essere previste indicazioni specifiche per la gestione in emergenza dello SVOF (capitolo S.5).

SOLUZIONE 3

Soluzione alternativa al livello di prestazione II

Sono ammesse soluzioni alternative per questo livello di prestazione e al fine di dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione, il progettista può impiegare tra metodi del paragrafo G.2.7, l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio in accordo ai capitoli M1, M2 ed M3.

Nel Codice sono riportate alcune modalità generalmente accettate per la progettazione di soluzioni alternative. Il progettista può comunque impiegare modalità diverse da quelle elencate.

 

Aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza (§ S.8.5)

Si dimostri, anche con metodi analitici, che i soccorritori possano smaltire fumo e calore dell’incendio nella configurazione considerata o grazie ad un impianto di smaltimento meccanico. Possono essere impiegati i metodi di progettazione descritti nell’Appendice G “Smaltimento di fumo e calore di emergenza” della norma UNI 9494-1 e nell’Appendice H “Requisiti del sistemi meccanici per lo smaltimento del fumo e calore di emergenza” della norma UNI 9494-2. In questo caso l'approccio ingegneristico consente di ottimizzare gli impianti, i layout e dimostrare quantitativamente gli effetti dell'incendio nonché le condizioni di tenibilità.

 

Distribuzione uniforme delle aperture di smaltimento (§ S.8.5.3)

Sia garantita l’accessibilità protetta per i soccorritori a tutti i piani dell’attività e la disponibilità in prossimità di attrezzature e dispositivi di protezione antincendio, oppure si dimostri il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza per i soccorritori impiegando i metodi di cui al capitolo M.3. (Per soccorritori si intendono i componenti delle squadre aziendali opportunamente protetti ed addestrati alla lotta antincendio, all’uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree, ad operare in condizioni di scarsa visibilità).

 

Caratteristiche degli SVOF (§ S.8.6)

In assenza di norme, TS o TR adottati dall’ente nazionale di normazione, possono essere utilizzati i principi di progettazione e le modalità di installazione e gestione contenute in prCEN/TS 12101-11.

 

Tutti i casi

Si dimostri il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza ovvero: "Deve essere possibile smaltire fumi e calore dell’incendio dai compartimenti al fine di facilitare le operazioni delle squadre di soccorso".