RTV Autorimesse 2020

Nuova regola tecnica verticale per autorimesse (RTV)

E' stato pubblicato il decreto del Ministro dell'interno 15 maggio 2020 inerente la regola tecnica verticale per le autorimesse, secondo il Codice di prevenzione incendi. Costituisce quindi la nuova normativa antincendio per autorimesse.

Cosa sostituisce?

La nuova norma antincendio sostituisce totalmente il capitolo V.6 - Autorimesse 1.0, entra in vigore il 19 novembre 2020.

 

ADDIO

DM 1 febbraio 1986

Cosa abroga?

E' contestualmente abrogato il decreto del Ministro dell'interno 1° febbraio 1986, eliminando pertanto il doppio binario per le attività di autorimessa.

A cosa si applica?

Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2; locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m2; depositi di mezzi rotabili (treni, tram ecc.) di superficie coperta superiore a 1.000 m .

distanziamento sociale nella tua attività

 

Valutazione gratuita del distanziamento sociale nella tua attività

Scopri qual è la miglior gestione del flusso di persone all’interno dei tuoi locali

Subito pronti per la Fase 2

Ce lo hanno ripetuto un milione di volte, la fase 2 sarà caratterizzata dal distanziamento sociale. Ma andiamo subito al sodo, come posso riprogrammare al meglio i percorsi all’interno della mia attività? Ingressi, uscite, flussi… Sono tutti aspetti che avrebbero necessità di essere testati per poi trovare la soluzione migliore. La soluzione che consenta di ridurre al minimo le attese dei clienti, quelle che consentano il maggior afflusso di persone possibile pur rispettando rigorosamente il distanziamento sociale.

Esiste però un’alternativa alla prova pratica. Stiamo parlando infatti della simulazione di esodo con distanziamento sociale COVID-19. Abbiamo deciso infatti di regalare a chi lo vorrà le nostre competenze e capacità di simulare le varie opzioni, per scegliere quella migliore e raggiungere quindi la massima efficienza nel minor tempo possibile. (è semplice: provare 10 configurazioni differenti nella realtà richiede tempo, a livello di simulazione poche decine di minuti invece).

Siamo una società di ingegneria antincendio, da anni utilizziamo questi simulatori per studiare il comportamento delle persone in caso di incendio mentre si accingono ad abbandonare in tutta fretta l’edificio durante un incendio. Abbiamo progettato aziende, scuole, negozi, teatri, musei e tanto altro. Oggi è arrivato il momento di contribuire al bene comune, e abbiamo deciso di farlo così.

 

 

valutazione gratuita del distanziamento sociale nella tua attività

scopri qual è la miglior gestione del flusso di persone all’interno dei tuoi locali

 

 

Cosa ci serve per farlo?

Abbiamo bisogno di:

  • Planimetria
  • Affollamento medio (se non lo sai ci pensiamo noi, usiamo quello suggerito dalle norme)
  • Brevissima descrizione della tua attività
  • Le opzioni che vorresti valutare (se non le hai ancora pensate, possiamo proporle noi)

Quello che si ottiene dalle simulazioni (affollamento, utilizzo dei passaggi, n° di persone che utilizzano una porta e tanto altro):

vista dall'alto dell'attività commerciale

utilizzo delle porte di ingresso ed uscita

Per maggiori informazioni:

335 384310

[email protected]

La valutazione del rischio incendio Rvita, Rbeni, Rambiente

Se stai cercando come eseguire una corretta valutazione del rischio incendio con il DM 18 Ottobre 2019 "Codice di Prevenzione Incendi 2.0" sei nel posto giusto e ti consigliamo di continuare la lettura. Se cercavi altro, ritenta!

La valutazione del rischio incendio per l’attività con il Codice di prevenzione incendi.

Già con il DM 10 marzo 1998 il progettista antincendio era chiamato ad eseguire la valutazione del rischio incendio per tutte le attività sprovviste di regola tecnica verticale. Essa veniva eseguita in modo qualitativo, lasciando al progettista il compito di individuare le misure antincendio necessarie a mitigare il rischio incendio.

Con il Codice, terminata la valutazione del rischio qualitativa, sono stati introdotti dei parametri quantitativi per illustrare meglio l’attività, al fine di applicare coerentemente tutte le 10 strategie antincendio.

Infatti, il progettista valuta il rischio di incendio per l'attività e attribuisce tre tipologie di profili di rischio:

  • Rvita, profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana; 

  • Rbeni, profilo di rischio relativo alla salvaguardia dei beni economici;
  • Rambiente, profilo di rischio relativo alla tutela dell'ambiente dagli effetti dell'incendio.

Determinazione Profilo di rischio Rvita

Il profilo di rischio Rvita è attribuito per singolo compartimento in relazione vari fattori, questi possono essere differenti nei locali che costituiscono il compartimento (Es1: in un hotel le gli occupanti che possono essere addormentati sono nelle camere, e non nella hall. Es2: un locale parzialmente aperto al pubblico può avere uffici occupati da soli lavoratori, e front office con ospiti che possono non aver familiarità con l’edificio), pertanto si tiene in considerazione sempre la situazione più sfavorevole di tutte le tipologie di occupanti che si possono trovare all’interno di un compartimento.

I fattori specifici che lo influenzano sono definiti con lettere e numeri e rappresentano le caratteristiche degli occupanti e la velocità caratteristica di crescita dell'incendio.

Caratteristiche prevalenti degli occupanti

δocc rappresenta le caratteristiche prevalenti degli occupanti che si trovano nel compartimento antincendio analizzato.

E' molto importante il concetto di "prevalente". A scopo chiarificatore, si riportano alcuni esempi:

  • Officina meccanica: sono presenti prevalentemente lavoratori di tipo A ed alcuni clienti di tipo B. La scelta ricade sulla tipologia A.
  • Scuola: staff, professori e studenti sono di tipologia A, genitori e visitatori sono di tipo B. La scelta ricade sulla tipologia A.
  • Hotel: i lavoratori sono di tipologia A, gli ospiti sono di giorno di tipo B mentre di notte tipo Ciii. La scelta ricade sulla tipologia Ciii.

Velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio

il secondo, δα rappresenta invece la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio riferita al tempo tα, in secondi, impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW. 


E' molto importante il concetto di "prevalente". A scopo chiarificatore, si riportano alcuni esempi:

  • Officina meccanica: il materiale è generalmente stoccato con una altezza < 3m, suggerendo una velocità pari a 2, è però presente una contenuta area di stoccaggio pneumatici di altezza superiore a 3 ma inferiore a 5, suggerendo una velocità pari a 3. La scelta ricade sulla velocità 2, con trattazione dello stoccaggio come area a rischio specifico in V1.
  • Magazzino: sono presenti materiali combustibili, con altezza di impilamento >3m h <5m, suggerendo una velocità pari a 3. Il carico di incendio specifico risulta essere <200MJ/m2, suggerendo una velocità pari a 1. La scelta ricade sulla velocità 1.

Incrociando i due parametri, si ottiene l’Rvita per ogni singolo compartimento dell’attività che stiamo progettando.

E' possibile notare che alcune combinazioni non sono ammesse, questo perché la velocità di crescita risulterebbe troppo rapida per le capacità di sfollamento degli occupanti. Se ti trovi in quella situazione, una possibile soluzione può essere quella di compartimentare i locali, per limitare il materiale eccessivamente pericoloso in compartimenti con accesso limitato.

Si riportano alcuni esempi:

Unico compartimento B4: i locali in cui ho una velocità pari a 4 li compartimento e li rendo accessibili ai soli lavoratori. Costituisco quindi un compartimento B3 ed uno A4, entrambi accettabili.

Unico compartimento D3: i locali in cui ho una velocità pari a 3 li compartimento e li rendo accessibili ai soli lavoratori. Costituisco quindi un compartimento D2 ed uno A3, entrambi accettabili.

Determinazione Profilo di rischio Rbeni

Il profilo di rischio Rbeni invece è attribuito per l'intera attività in funzione del carattere strategico dell’opera da costruzione e dell’eventuale valore storico, culturale, architettonico o artistico della stessa e dei beni in essa contenuti.

Ai fini della determinazione del profilo di rischio, un'opera da costruzione si considera vincolata per arte o storia se essa stessa o i beni in essa contenuti sono tali a norma di legge (es: vincolo della sovrintendenza dei beni culturali), oppure un'opera da costruzione risulta strategica se è tale a norma di legge o in considerazione di pianificazioni di soccorso pubblico e difesa civile o su indicazione del responsabile dell'attività (es: ospedali, scuole).

Su richiesta del responsabile dell’attività, in aggiunta agli obblighi normativi, il progettista può incrementare il valore del profilo di rischio Rbeni al fine di garantire obiettivi di sicurezza antincendio come la continuità d’esercizio a seguito d’incendio (business-continuity).

Determinazione Profilo di rischio Rambiente

Il progettista valuta il profilo di rischio Rambiente in caso di incendio, distinguendo gli ambiti dell'attività nei quali tale profilo di rischio è significativo, da quelli ove è non significativo.

La valutazione del profilo di rischio Rambiente tiene conto:

  1. dell'ubicazione dell'attività;
  2. della presenza di ricettori sensibili nelle aree esterne
    1. asili
    2. scuole
    3. ospedali
    4. case di riposo;
  3. della tipologia e dei quantitativi di materiali combustibili presenti;
  4. dei prodotti della combustione da questi sviluppati in caso di incendio;
  5. delle misure di prevenzione antincendio adottate;
  6. delle misure di protezione antincendio adottate.

il tema è decisamente importante ed articolato. Per questo si rimanda ad un nostro articolo specifico, sviluppato sulla base delle attuali tecniche e conoscenze.

Il profilo di rischio Rambiente è ritenuto non significativo:

  1. negli ambiti protetti da impianti o sistemi automatici di completa estinzione dell'incendio (capitolo S.6 Livelli IV o V) a disponibilità superiore (ESFR, schiuma alta espansione, gas inerte…);
  2. nelle attività civili (es. strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere,…) la classificazione catastale è utile riferimento per l’individuazione delle attività di tipo industriale.

Le operazioni di soccorso condotte dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sono escluse dalla valutazione, in quanto non necessario. Pertanto, tutto ciò che riguarda l'inquinamento di falda da parte delle acque utilizzate per lo spegnimento da parte dei VVF non è da considerare.

 

L'importanza di Rvita, Rbeni ed Rambiente

Questi 3 parametri sono fondamentali per 2 aspetti specifici, che rendono il Codice strumento inequivocabilmente migliore di qualsiasi altra normativa di prevenzione incendi italiana. E sono:

  • La valutazione del rischio spetta al progettista, non al funzionario VVF, che deve solo valutare l’appropriatezza degli obiettivi di sicurezza antincendio perseguiti, delle ipotesi di base, dei dati d’ingresso, dei metodi, dei modelli, degli strumenti normativi selezionati ed impiegati a supporto della progettazione antincendio. La corrispondenza delle misure di prevenzione incendi agli obiettivi di sicurezza perseguiti secondo le indicazioni del Codice e la correttezza nell’applicazione di metodi, modelli e strumenti normativi. Infatti, Il progettista assume piena responsabilità in merito alla valutazione del rischio d’incendio riportata nella documentazione progettuale relativa all’attività.
  • Le misure di prevenzione e protezione saranno calibrate su parametri certi, rendendo la progettazione meno qualitativa e più quantitativa (approccio semi-prestazionale).

 

Ora hai tutti i parametri necessari ad individuare i livelli di prestazione di ogni singola strategia antincendio del Codice. Ricordati di applicarle tutte e 10!

Riferimenti

Codice di Prevenzione Incendi DM 18 ottobre 2019

ISO/TR16738,

BS 9999, Section 2 - Risk profiles and assessing risk.

Today view: 7 - Total View: 4162

RTV Asili nido – rampa di lancio per l’FSE

E' stata pubblicata la nuova normativa antincendio riguardante gli Asili Nido. Se gestisci un asilo scorri a fine pagina, abbiamo sintetizzato (in blu) i principali benefici che l'applicazione di questa novità potrebbe apportare.

La regola tecnica

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 14 aprile 2020 è stato pubblicato il DM 6 aprile 2020 inerente la regola tecnica verticale per gli asili nido, secondo il Codice di prevenzione incendi. La nuova norma antincendio entra in vigore il 29 aprile 2020.

Gli asili nido
Le attività di cui trattasi sono quelle previste all'allegato 1 del DPR n.151/2011, individuate con il numero 67 (Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti; Asili nido con oltre 30 persone presenti), esistenti o di nuova realizzazione. Tali norme tecniche si possono applicare in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi di cui al DM 16 luglio 2014 (Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido).

Come si applica la regola tecnica verticale (V.9)

Entrando nel dettaglio della regola tecnica verticale e dell’integrazione con l’allegato I Norme tecniche di prevenzione incendi del decreto del 3 agosto 2015 e del 18 ottobre 2019, il documento riporta indicazioni sulla classificazione delle attività (in relazione della sola massima quota di piani HA, HB, HC, HD), aree di attività (TA, TB, TC, TM1, TM2,  TO, TZ).

I profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3. Viene però inserita una nota che recita:

"La valutazione del rischio di incendio deve tenere conto della vulnerabilità e delle capacità motorie, che non consentono di raggiungere autonomamente un luogo sicuro, nonché delle condizioni di permanenza deí bambini nella struttura (es. in culla, nei lettini, ...), soprattutto ai fusi della progettazione del sistema di esodo (capitolo S.4) e della gestione della sicurezza antincendio (capitolo S.5)."

pertanto, ragionando in questi termini potrebbe essere opportuno, per similitudine, assegnare in profilo di rischio D1, D2.

Devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) attribuendo i livelli di prestazione secondo i criteri in esse definiti, fermo restando quanto indicato nei punti specifici della RTV che riportano le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO. Pertanto, alle soluzioni alternative non sono posti ulteriori vincoli, ma si applicano i metodi di cui al paragrafo G.2.7.

La doppia normativa

La nuova RTV entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Fire Safety Engineering negli asili nido

La pubblicazione della Regola Tecnica Verticale rappresenta un passo fondamentale in termini di normativi. Da oggi non si dovrà più istituire la deroga per applicare l'FSE negli asili nido, ma si potrà adottare la soluzione alternativa dove necessario. Questo si traduce in un inter procedurale più snello (la competenza rimane a livello di comando VVF provinciale) e quindi, applicando i metodi dell'ingegneria antincendio anche a importanti risparmi economici sulle opere di adeguamento antincendio. In primis:

  • requisiti di resistenza al fuoco;
  • ubicazione;
  • comunicazione con altre attività;
  • vie di esodo e determinazione dei luoghi sicuri

Quali sono i principali benefici nell'applicare questa nuova normativa?

E' necessario eseguire una valutazione specifica per ogni attività, ma i principali benefici possono essere ricondotti a:

  • minori interventi di riqualificazione strutturale REI (i requisiti di resistenza al fuoco sono infatti più bassi);
  • minori vincoli in termini di comunicazione con altre attività;
  • impianti idrici antincendio non necessari se inferiori a 100 occupanti;
  • non è necessario il sistema EVAC;
  • maggior flessibilità in termini si procedure si evacuazione e protezione sul posto degli occupanti.

proroga COVID 15 giugno

Proroga prevenzione incendi COVID-19

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020 è stato pubblicato il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 che ha ulteriormente prorogato il periodo di validità di tutti gli atti amministrativi in scadenza.

In estrema sintesi, si legge che tutti i:

  • certificati,
  • attestati,
  • permessi,
  • concessioni,
  • autorizzazioni
  • atti abilitativi comunque denominati

in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 maggio 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Pertanto gli attestati di rinnovo periodico di conformità antincendio potranno essere presentati ai Comandi dei Vigili del fuoco entro il 15 giugno 2020.

 

Valutazione dei Progetti e procedimenti amministrativi ai sensi del DPR 151/2011

Inoltre, per la valutazione dei progetti e per qualunque altro procedimento amministrativo non si tiene conto, nel computo dei termini per la conclusione del procedimento, del periodo compreso tra la data del 23 febbraio e quella del 15 maggio 2020.

 

persona qualificata sprinkler

Analizziamo nel dettaglio le novità introdotte dalla UNI 12845:2020, nello specifico: Chi è la persona qualificata e cosa fa?

La norma richiede che il sistema sprinkler sia ispezionato periodicamente almeno una volta all'anno da una persona qualificata (vedere appendice Q). Il rapporto di ispezione dovrà valutare se il sistema è in conformità alla norma, ma non limitatamente alla manutenzione, anche al funzionamento e all'adeguatezza al rischio presente. Dovrà essere redatto un elenco degli scostamenti per intraprendere le azioni necessarie. 

Chi è la persona qualificata?

L'ispezione periodica, dovrà essere presa in carica da un organismo indipendente, cioè né il proprietario del sistema, né gli occupanti dell'edificio, né l'installatore del sistema (o installatore competente) neppure il fornitore di servizi o manutenzione (o il fornitore relativo competente). La persona qualificata sarà un individuo designato, formato opportunamente, competente sulla base di conoscenze ed esperienze pratiche e con la necessaria istruzione per consentire l'esecuzione delle prove e dei controlli.

 

*NB: è terreno non battuto, pertanto si ipotizzato azioni di chiarimento da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La normativa internazionale attualmente non fornisce un supporto esaustivo.

 

A cosa serve il rapporto di ispezione?

La normativa non fornisce dettagli in merito alle procedure, ma da impressioni condivise tra professionisti si identifica tale necessità nella non sempre verificata correlazione tra tipologia di impianto e rischio incendio.

In altre parole, a volte gli impianti sprinkler quando chiamati a funzionare non sortiscono l’effetto desiderato non tanto perché mal progettati o mal realizzati. Bensì perché negli anni il bene da proteggere ha subito dei cambiamenti che ne anno aggravato il rischio incendio, soprattutto in termini di magnitudo.

Spesso capita che il professionista antincendio esegua la valutazione del rischio, predisponga la specifica tecnica e realizzi autonomamente o demandando a progettisti terzi l’impianto sprinkler analizzato.

Nel tempo però cambia la tipologia di stoccaggio, magari da stoccaggio a terra (ST1) si trasforma in stoccaggio su scaffali (ST2), oppure semplicemente aumenta l’altezza di impilamento. Queste modifiche potrebbero non influenzare il carico di incendio e quindi non costituire aggravio e portare ad un rinnovo periodico di conformità antincendio senza mettere in atto alcuna misura.

Quello che succede però è che una configurazione differente (più grave) rischia di rendere inefficace l’impianto sprinkler in quanto ad esempio la densità di scarica potrebbe non essere sufficiente a raggiungere la base della fiamma, lasciando vincere quindi i moti convettivi ascensionali delle fiamme.

 

Cosa succederebbe se non facessi il controllo?

Che un impianto ben progettato, ben realizzato e ben manutenuto, in caso di incendio potrebbe non essere in grado di controllare un incendio. Il tutto per il “semplice” fatto che il bene da proteggere è mutato.

Sprinkler: nuova UNI EN 12845

 

UNI EN 12845:2020

E' stata pubblicata il 27/03/2020 la nuova edizione della norma UNI EN 12845 “Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler - Progettazione, installazione e manutenzione”.

Il documento, disponibile sia in inglese che in italiano, specifica i requisiti e fornisce le raccomandazioni per gli impianti fissi antincendio in edifici e in insediamenti industriali, in particolare per quanto riguarda i sistemi sprinkler, dando indicazioni costruttive necessarie a garantirne una prestazione soddisfacente.

 

Per cosa si utilizza?

La norma specifica i requisiti e fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione di impianti fissi antincendio sprinkler in edifici e in insediamenti industriali, ed i requisiti particolari per i sistemi sprinkler. Essa tratta la classificazione dei pericoli, le alimentazioni idriche, i componenti da utilizzare, l'installazione, le prove ed il collaudo del sistema, la manutenzione e l'ampliamento dei sistemi esistenti, ed individua, per gli edifici, le indicazioni costruttive necessarie per garantire una prestazione soddisfacente dei sistemi sprinkler.

 

Quali sono le novità?

La novità della nuova edizione riguarda in particolare il punto 21 del documento (“Ispezione di terza parte”). Il sistema sprinkler infatti, dovrà essere ispezionato periodicamente almeno una volta all'anno da una persona qualificata (vedere appendice Q). Il rapporto di ispezione dovrà valutare se il sistema è in conformità alla presente norma, ma non limitatamente, alla manutenzione, al funzionamento e all'adeguatezza al rischio presente. Dovrà essere redatto un elenco degli scostamenti per intraprendere le azioni necessarie. 

 

Chi è la persona qualificata?

L'ispezione periodica, dovrà essere presa in carica da un organismo indipendente, cioè ne il proprietario del sistema, ne gli occupanti dell'edificio, ne l'installatore del sistema (o installatore competente) neppure il fornitore di servizi o manutenzione (o il fornitore relativo competente). La persona qualificata sarà un individuo designato, formato opportunamente, competente sulla base di conoscenze ed esperienze pratiche e con la necessaria istruzione per consentire l'esecuzione delle prove e dei controlli.

Depositi e stabilimenti per la produzione della carta

Ti sei mai chiesto quali sono le novità in merito alla progettazione antincendio nelle Cartiere e nei depositi di carta e cartone in genere? Qui troverai qualche spunto interessante.

Depositi e stabilimenti per la produzione della Carta

Nella prevenzione incendi, la carta è un tema ben trattato. Infatti, se vero che la velocità di propagazione dell’incendio non è estremamente pericolosa, lo è invece il suo carico di incendio, ovvero la sua potenza totale generata una volta che l’incendio raggiunge uno stadio avanzato. L’incendio da carta, che tecnicamente è chiamato incendio a base cellulosica, è riconducibile alla tipologia di fuochi A ovvero materiali solidi. E’ per questo che l’acqua è uno degli estinguenti più utilizzati per il suo spegnimento.

La troviamo sia a livello produttivo nelle Cartiere e stabilimenti di produzione in genere, che anche solo a livello di materiale di deposito.

Quando è obbligatorio il CPI?

La normativa suddivide il mondo produttivo da quello di deposito attraverso il DPR 151/2011 in questo modo:

 

Attività 33: Stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti o con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 50.000 kg

Attività 34: Depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici, archivi di materiale cartaceo, biblioteche, depositi per la cernita della carta usata, di stracci di cascami e di fibre tessili per l'industria della carta, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg

 

In entrambi i casi, si ricade quindi nell’obbligatorietà di predisporre una progettazione antincendio per l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

 

 

Quale normativa devo rispettare?

Il Decreto di riferimento è il Codice di Prevenzione Incendi, uno strumento evoluto (la cui prima versione risale al 2015, aggiornata nel 2019) capace di cucire addosso all’attività le misure antincendio necessarie per garantirne la sicurezza. Questa normativa consente di percorrere soluzioni tecniche preconfezionate chiamate “conformi” e soluzioni più avanzate ed evolute chiamate “alternative”.

 

Che differenza c’è tra soluzioni conformi e soluzioni alternative?

Le prime sono più semplici tecnicamente da progettare, sono fornite direttamente dal normatore e lasciano poco margine di manovra al progettista ed al titolare dell’attività. Le seconde invece sono di tipo ingegneristico prestazionale e pertanto possono essere calibrate e condivise per il caso specifico. Queste sono ad alto contenuto tecnico e pertanto possono essere sviluppate esclusivamente da professionisti antincendio, possibilmente specializzati.

 

Qualche esempio di beneficio nelle Cartiere e relativi depositi?

Resistenza al fuoco: è possibile autorizzare quantitativi di materiale stoccato superiori, valutare le dinamiche di collasso delle strutture, soprattutto nelle attività in carpenteria metallica.

Compartimentazione: è possibile validare sistemi di separazione che non siano muri fisici, con ad esempio l’utilizzo di lame d’acqua e/o interposizione di distanze di separazione. Ridurre le distanze di protezione e garantire la limitata propagazione verso altre attività.

Esodo: è possibile autorizzare percorsi di esodo molto importanti, spesso derivanti da peculiari layout produttivi che ne impediscono la risoluzione ordinaria;

Controllo dell’incendio: è possibile ottimizzare impianti di protezione attiva automatici come sprinkler, ESFR, schiuma a bassa ed alta espansione e lame d’acqua limitando o azzerando l’impatto economico di tali presidi e beneficiandone al massimo dei loro effetti.

Smaltimento fumi e calore: è possibile ottimizzare tutto ciò che riguarda lo smaltimento, sia naturale che meccanico dei prodotti della combustione, limitando o azzerando l’impatto economico di tali presidi.

Rischio ambiente: oggi anche l’impatto ambientale di queste attività risulta non più trascurabile, tramite queste soluzioni è possibile ridurre l’impatto delle opere di mitigazione del rischio ambientale che un potenziale incendio potrebbe generare per la collettività.

Business-continuity: questi metodi consentono di valutare il reale rischio incendio ed il potenziale danno, così da ottimizzare i premi assicurativi e garantire la continuità produttiva all’interno degli stabilimenti.

 

Conclusioni

E' possibile ottenere questi benefici grazie ad una progettazione ingegneristica di maggior dettaglio, specifica per ogni attività. E' importante quindi concentrare gli sforzi tecnici ed economici in fase progettuale per beneficiarne enormemente in fase di adeguamento.

 

impianti di climatizzazione inseriti nelle attività soggette

 

E' stato pubblicato il DM 10 marzo 2020 inerente le disposizioni di prevenzione incendi per gli impianti di climatizzazione inseriti nelle attività soggette di cui al DPR 151/2011. La normativa si applica alle attività sia nuove che esistenti ed entra in vigore in data 8 giugno 2020.

Campo di applicazione

Le disposizioni contenute nel decreto si applicano alla progettazione, alla costruzione, all'esercizio e alla manutenzione degli impianti di climatizzazione inseriti nelle attività (sia nuove che esistenti) soggette ai controlli di prevenzione incendi.

Disposizioni tecniche

Negli impianti di climatizzazione e condizionamento, laddove è prescritto l'utilizzo di fluidi frigorigeni non infiammabili o non infiammabili e non tossici, è ammesso anche l'impiego di fluidi classificati A1  o  A2L secondo la norma ISO 817 «Refrigerants - designations and  safety classification» o norma equivalente, fermo restando la progettazione, l'installazione, l'esercizio  e  la  manutenzione  degli  impianti  a regola dell'arte.  Questi sono considerati impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendi. Pertanto, in fase di SCIA, deve essere allegata la dichiarazione di conformità, comprensiva del manuale di uso e manutenzione. Il manuale di uso e manutenzione viene predisposto, in lingua italiana, a cura dell'impresa di installazione dell'impianto di climatizzazione e condizionamento.

 

Disposizioni finali

Il decreto entra in vigore in data 8 Giugno 2020.

 

Fonte: Gazzetta ufficiale

Decreto Cura Italia

 

Con l'emergenza COVID-19 il Governo ha emanato il Decreto Legge 17.01.2020 n. 18 (Decreto Cura Italia) nel quale, all’art. 103 (Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza), comma 2, si prevede che:

 

"Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020″

 

Il provvedimento si applica quindi anche alle autorizzazioni ai fini antincendio (SCIA, Attestazione rinnovo periodico) in scadenza fino al 15 Aprile 2020.

EDIT 20/03/2020 : Comunicazione di avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di norme attinenti la prevenzione incendi. 

Così sintetizzato:

  1. Le aree sanitarie temporanee possono essere eseguite in deroga alle disposizioni di cui al DPR 151/2011. Il rispetto dei requisiti minimi antincendio si intende assolto con l'osservanza delle disposizioni del TU 81/08;
  2. Tutti gli atti in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020. In tale fattispecie ricadono in particolare: le attestazioni di rinnovo periodico della conformità antincendio, le omologazioni dei prodotti antincendio nonché i termini ai fini del mantenimento dell’iscrizione dei professionisti antincendio;
  3. Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi  in  particolare i procedimenti  ed i  controlli  di  cui al DPR 151/2011 e  quelli  relativi  al  D.Lgs. 105/2015.