Riqualificazione di impianto antincendio NFPA 13

Cosa fare quando ho un impianto esistente a cui non sono stati applicati staffaggi anti-sismici? In questo articolo parliamo di Laser-scanner, nuvola di punti e progettazione idraulica.

Il problema del rilievo e della ricostruzione dell'esistente

Quando si deve mettere in opera una riqualificazione impiantistica antincendio è necessario partire da una base solida di informazioni tecniche e geometriche dell'impianto esistente. Non sempre però il rilievo può essere svolto facilmente. E' il caso infatti di questo stabilimento industriale, caratterizzato da una geometria che avrebbe reso complicato e sopratutto lungo nei tempi l'attività di rilievo. (era infatti molto complicato interrompere il processo produttivo per procedere al rilievo).

 

 

Come la tecnologia arriva in soccorso

In questo progetto di riqualificazione sismica di impianto antincendio, abbiamo utilizzato diversi strumenti, in prima battuta il rilievo è stato eseguito con Laser Scanner ed in seconda battuta è stato ricostruito il tutto su CAD 3D. Questo secondo passaggio può al giorno d'oggi èssere direttamente svolto in modalità BIM, ma per questo caso specifico è stata scelta la metodologia CAD.

il rilievo è stato attuato attraverso una nuvola di punti generata da laser scanner, da quest'ultimo è stato possibile ricostruire lo stato di fatto dell'impianto e generare un modello virtuale.

 

Nuvola di punti - vista d'insieme

 

Nuvola di punti - vista di dettaglio

 

Nuvola di punti - vista di dettaglio

 

La progettazione impiantistica

Con il modello virtuale è stato possibile analizzare tutte le criticità presenti e determinare in breve tempo le soluzione tecniche più economiche per rendere l'impianto idoneo ad operare in zona sismica.

 

Modello 3D CAD - vista di dettaglio

 

Modello 3D CAD - vista di dettaglio

 

Vantaggi

Nel caso specifico, i principali vantaggi sono stati:

  • velocità di rilievo
  • precisione nel rilievo e nella modellazione 3D
  • basso impatto economico dell'operazione, paragonata alle tecniche tradizionali.

 

La FSE nelle piccole attività

Dal primo giorno abbiamo sempre puntato ad applicare la FSE in tutte le attività per le quali il cliente ne avrebbe tratto un beneficio tecnico ed economico. Le piccole attività lo meritano come le grandi, sopratutto in un tessuto fatto di piccole e medie imprese come il nostro. 

Nuovo allegato 1 DPR 151/2011, potenziata l’applicabilità della Fire Safety Engineering

Nella seduta del Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) del 27 maggio scorso sono state presentate le bozze di decreto aventi per oggetto la revisione dell’Allegato 1 del DPR 151/2011;

La prima proposta riguarda l’aggiornamento dell’elenco delle “attività soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco”, con nuove soglie di assoggettabilità e nuova distribuzione delle categorie A, B e C.

Le esigenze della collettività

Nel merito dei lavori svolti, è stato elaborato il documento avendo a riferimento:

  • la necessità di procedere ad un’ulteriore semplificazione delle procedure di prevenzione incendi e conseguente riduzione degli oneri amministrativi a carico dell’utenza;
  • le esperienze maturate e le criticità segnalate dalle strutture territoriali del C.N.VVF. a seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. 151/2011;
  • l’evoluzione normativa nel frattempo intervenuta, in particolare, l’emanazione del D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i. con le correlate RTV nonché altre regole tecniche quali, ad esempio, la norma di prevenzione incendi per le strutture in aria aperta (campeggi), gli asili nido e le attività di autodemolizione;
  • l’emanazione dei decreti del ministro dell’interno del 12 aprile 2019 e del 18 ottobre 2019;

Semplificazione totale

Nell’ottica dello snellimento procedurale, sono state modificate in quasi tutto delle attività le soglie discriminanti tra le categorie A,B, C.

In particolare, sono stati fortemente ampliati i limiti per le categoria A ed elevati i limiti di soglia massima per le categorie B; conseguentemente è stato elevato anche il limite di ingresso nella categoria C che sarà, quindi, effettivamente riservata a quelle attività maggiormente complesse dal punto di vista antincendio, in quanto caratterizzate da valori dei parametri di assoggettamento effettivamente elevati in termini di affollamento di persone presenti o di quantità di materiali stoccati o, ancora, di potenze sviluppate degli impianti.

Tale impostazione comporterà, quindi, un ampliamento del numero della attività in categoria A che, pertanto, potranno iniziare ad esercire senza alcun procedimento preventivo obbligatorio a carico dell’utenza esterna.

Analogamente, le attività in categoria B saranno caratterizzate da parametri di assoggettabilità più elevati rispetto a quelli attuali che, pertanto, è giustificata l’esigenza di una preventiva valutazione del progetto da parte dei Comandi VF.

Come sopra accennato, la categoria C sarà destinata a quelle attività maggiormente complesse per le quali è necessario quindi mantenere anche il controllo obbligatorio da parte del C.N.VV.F. o per le quali è comunque previsto un sopralluogo in ambito di un organo collegiale.

Tale impostazione generale è stata resa possibile, come in premessa accennato, dall’entrata in vigore, avvenuta nel corso degli anni successivi al 2012, di diverse regole tecniche di prevenzione incendi (elaborate sia con approccio “RTO/RTV” che di tipo tradizionale) che hanno dettato disposizioni tecniche in attività in precedenza non normate e la cui SCIA, pertanto, necessitava di una preventiva valutazione del progetto.

In tale casistica, sono ricomprese anche tutte quelle attività in passato denominate “non normate” e che oggi, alla luce del D.M. 12 aprile 2019, sono invece progettabili con il Codice di prevenzione incendi.

Svolta per la Fire Safety Engineering nelle piccole attività

Altra importante novità introdotta è il collegamento delle soglie di assoggettabilità alle tre categorie A, B, C di alcune attività soggette alle soluzioni progettuali del Codice di prevenzione incendi; infatti, per le attività che devono essere progettate con RTO ai sensi del D.M. 12 aprile 2019 e del D.M. 18 ottobre 2019, è previsto che l’assoggettamento in cat. A o B non dipenda solamente dai consueti parametri quantitativi caratterizzanti l’attività stessa (affollamento, quantitativo di materiale, estensione superficiale, ecc...) ma anche dal tipo di progettazione antincendio adottata.

Si risolve il paradosso normativo attuale che costringeva il professionista antincendio ad istituire la Deroga in caso di soluzione alternativa in attività soggetta di categoria A.

In sintesi, adottando le soluzioni conformi del D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i., ma cautelativamente solo fino a certi valori di soglia prefissati, l’attività è inquadrata in categoria A mentre, con l’adozione delle soluzioni alternative, la stessa attività ricade in categoria B. È lecito ritenere che tale approccio possa inoltre costituire stimolo per la diffusione della progettazione attraverso il Codice di prevenzione incendi, utilizzando anche sempre più soluzioni alternative.

In sintesi

Premesso quanto sopra, si riporta di seguito una sintesi riepilogativa delle principali modifiche apportate:

  • 12: inserito uno specifico regime per gli imprenditori agricoli (recependo le disposizioni già vigenti fissate dalla Legge 116/2014) e per i depositi di olio di oliva;
  • 13: introdotta esclusione per contenitori - distributori di carburanti con 3 punto di infiammabilità superiore a 65 °C di capacità geometrica fino a 6 m .
  • 18: eliminati i prodotti pirotecnici “in libera vendita” in quanto non più esistenti;
  • 34: elevato a 10.000 Kg la soglia di assoggettabilità dei depositi di carta, cartone ecc...;
  • 41: elevata a 25 persone la soglia di assoggettabilità dei teatri per posa e televisivi;
  • 42 elevata da 200 m2 a 1000 m2 la soglia di assoggettabilità dei laboratori per scenografie;
  • 49: esplicitato che la potenza da prendere a riferimento è quella nominale ed elevata a 50 kW la soglia di assoggettabilità;
  • 58: escluse dall’assoggettabilità le macchine radiogene di P< a 2000 Kev e le sorgenti mobili soggette all’art. 27 comma 1 bis del Dlsg. 230 /1995 e s.m.i.;
  • 65: eliminato il parametro dei 200 m2 per le palestre e gli impianti sportivi;
  • 66: portate in cat. A le strutture ricettive sino a 100 posti letto in soluzione conforme;
  • 68: esplicitata l’assoggettabilità delle case di riposo per anziani e collocate in cat. B;
  • 72: riformulata definizione dell’attività soggetta – (Edifici o porzioni di edificio sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico e destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre, nonché qualsiasi altra attività aperta al pubblico contenuta nel presente Allegato).
  • 73: riformulata definizione dell’attività soggetta in particolare eliminando il riferimento alla promiscuità strutturale e limitando quella impiantistica agli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio – (Edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con presenza di persone superiore a 300 unità, ovvero di superficie complessiva superiore a 5.000 m2, indipendentemente dalla relativa diversa titolarità);
  • 77: riformulata definizione dell’attività soggetta specificando che trattasi solo di edifici di civile abitazione;
  • 80: riformulata la categorizzazione delle gallerie in particolare mantenute in cat. A quelle dotate di normativa tecnica (tutte le gallerie ferroviarie e le gallerie stradali disciplinate dal D.lgs. 264/2006) e portate in cat. B quelle attualmente prive di disposto normativo.
  • 81: inserita specifica attività per gli stabilimenti ed impianti di trattamento rifiuti.

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sprinkler fse nelle autorimesse

La carrozzeria dell'autovettura influenza l'efficacia dell'impianto sprinkler. In questo articolo vediamo cosa la nuova RTV V.6 Autorimesse richiede.

Con la pubblicazione della nuova Regola Tecnica Verticale è stato acquisito un concetto molto importate dalla prEN 1201-11 riguardante gli effetti dell'impianto di protezione attiva automatico su incendi di autovetture. Infatti a differenza degli incendi di materiale in deposito, la carrozzeria degli autoveicoli influenza l'efficacia dei sistemi automatici di controllo dell'incendio; pertanto la curva di rilascio della potenza termica non può essere limitata al valore raggiunto dall'incendio all'istante e tx di attivazione degli stessi sistemi ma si possono comunque ridurre percentualmente i valori della potenza termica rilasciata conservandone lo stesso andamento nel tempo.

Scenari per la verifica della capacità portante in caso di incendio

In caso di presenza di sistemi di controllo dell'incendio di tipo automatico all'istante tx di entrata in funzione dell'impianto automatico:

  1. Le curve di progetto possono essere ridotte fino al 50% della potenza termica indicata, mantenendo analogo andamento temporale;
  2. Può essere escluso l'effetto di propagazione dell'incendio ad altri autoveicoli.

Ricordiamoci che l'impianto sprinkler dovrà essere definito a disponibilità superiore al fine di poterlo considerare in termini quantitativi di abbattimento delle potenze termiche in gioco.

Esempio

Considerando un tempo di attivazione di 85s corrispondente al raggiungimento della potenza di 500kW ed una riduzione del 50% , si ottiene la seguente modifica della curva RHR(t):

Dove non si devono utilizzare queste curve RHR(t)?

La Regola Tecnica Verticale fornisce parametri quantitativi di RHR(t) con campo di applicazione limitato (correlato al test sperimentale eseguito per ottenerle). Resta facoltà del progettista antincendio quindi valutare se utilizzare queste curve anche in altre situazioni o in quel caso dotarsi di ulteriori RHR(t) sperimentali. In ultimo, bisogna ricordarsi l'effetto che sia ha nelle autorimesse a box correlato al controllo dell'incendio da parte della ventilazione.

 

Generalmente quindi non è obbligatorio adottarle:

  1. nelle autorimesse aperte le cui aperture di smaltimento costituiscono meno del 50% della superficie complessiva della facciata su cui sono attestate;
  2. autorimesse con compartimenti fuori terra organizzate a box auto;
  3. autorimesse interrate (sia aperte che a box auto);
  4. in tutti i casi si stiano perseguendo altri obiettivi di sicurezza in caso di incendio (es: esodo, smaltimento fumi e calore, sicurezza dei soccorritori...)

Resta intesa la necessità di considerare gli effetti dell'impianto sprinkler in accordo alla prEN 1201-11.

RTV Autorimesse 2020

Nuova regola tecnica verticale per autorimesse (RTV)

E' stato pubblicato il decreto del Ministro dell'interno 15 maggio 2020 inerente la regola tecnica verticale per le autorimesse, secondo il Codice di prevenzione incendi. Costituisce quindi la nuova normativa antincendio per autorimesse.

Cosa sostituisce?

La nuova norma antincendio sostituisce totalmente il capitolo V.6 - Autorimesse 1.0, entra in vigore il 19 novembre 2020.

 

ADDIO

DM 1 febbraio 1986

Cosa abroga?

E' contestualmente abrogato il decreto del Ministro dell'interno 1° febbraio 1986, eliminando pertanto il doppio binario per le attività di autorimessa.

A cosa si applica?

Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2; locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m2; depositi di mezzi rotabili (treni, tram ecc.) di superficie coperta superiore a 1.000 m .

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Subito pronti per la Fase 2

Ce lo hanno ripetuto un milione di volte, la fase 2 sarà caratterizzata dal distanziamento sociale. Ma andiamo subito al sodo, come posso riprogrammare al meglio i percorsi all’interno della mia attività? Ingressi, uscite, flussi… Sono tutti aspetti che avrebbero necessità di essere testati per poi trovare la soluzione migliore. La soluzione che consenta di ridurre al minimo le attese dei clienti, quelle che consentano il maggior afflusso di persone possibile pur rispettando rigorosamente il distanziamento sociale.

Esiste però un’alternativa alla prova pratica. Stiamo parlando infatti della simulazione di esodo con distanziamento sociale COVID-19. Abbiamo deciso infatti di regalare a chi lo vorrà le nostre competenze e capacità di simulare le varie opzioni, per scegliere quella migliore e raggiungere quindi la massima efficienza nel minor tempo possibile. (è semplice: provare 10 configurazioni differenti nella realtà richiede tempo, a livello di simulazione poche decine di minuti invece).

Siamo una società di ingegneria antincendio, da anni utilizziamo questi simulatori per studiare il comportamento delle persone in caso di incendio mentre si accingono ad abbandonare in tutta fretta l’edificio durante un incendio. Abbiamo progettato aziende, scuole, negozi, teatri, musei e tanto altro. Oggi è arrivato il momento di contribuire al bene comune, e abbiamo deciso di farlo così.

 

 

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Cosa ci serve per farlo?

Abbiamo bisogno di:

  • Planimetria
  • Affollamento medio (se non lo sai ci pensiamo noi, usiamo quello suggerito dalle norme)
  • Brevissima descrizione della tua attività
  • Le opzioni che vorresti valutare (se non le hai ancora pensate, possiamo proporle noi)

Quello che si ottiene dalle simulazioni (affollamento, utilizzo dei passaggi, n° di persone che utilizzano una porta e tanto altro):

vista dall'alto dell'attività commerciale

utilizzo delle porte di ingresso ed uscita

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La valutazione del rischio incendio Rvita, Rbeni, Rambiente

Se stai cercando come eseguire una corretta valutazione del rischio incendio con il DM 18 Ottobre 2019 "Codice di Prevenzione Incendi 2.0" sei nel posto giusto e ti consigliamo di continuare la lettura. Se cercavi altro, ritenta!

La valutazione del rischio incendio per l’attività con il Codice di prevenzione incendi.

Già con il DM 10 marzo 1998 il progettista antincendio era chiamato ad eseguire la valutazione del rischio incendio per tutte le attività sprovviste di regola tecnica verticale. Essa veniva eseguita in modo qualitativo, lasciando al progettista il compito di individuare le misure antincendio necessarie a mitigare il rischio incendio.

Con il Codice, terminata la valutazione del rischio qualitativa, sono stati introdotti dei parametri quantitativi per illustrare meglio l’attività, al fine di applicare coerentemente tutte le 10 strategie antincendio.

Infatti, il progettista valuta il rischio di incendio per l'attività e attribuisce tre tipologie di profili di rischio:

  • Rvita, profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana; 

  • Rbeni, profilo di rischio relativo alla salvaguardia dei beni economici;
  • Rambiente, profilo di rischio relativo alla tutela dell'ambiente dagli effetti dell'incendio.

Determinazione Profilo di rischio Rvita

Il profilo di rischio Rvita è attribuito per singolo compartimento in relazione vari fattori, questi possono essere differenti nei locali che costituiscono il compartimento (Es1: in un hotel le gli occupanti che possono essere addormentati sono nelle camere, e non nella hall. Es2: un locale parzialmente aperto al pubblico può avere uffici occupati da soli lavoratori, e front office con ospiti che possono non aver familiarità con l’edificio), pertanto si tiene in considerazione sempre la situazione più sfavorevole di tutte le tipologie di occupanti che si possono trovare all’interno di un compartimento.

I fattori specifici che lo influenzano sono definiti con lettere e numeri e rappresentano le caratteristiche degli occupanti e la velocità caratteristica di crescita dell'incendio.

Caratteristiche prevalenti degli occupanti

δocc rappresenta le caratteristiche prevalenti degli occupanti che si trovano nel compartimento antincendio analizzato.

E' molto importante il concetto di "prevalente". A scopo chiarificatore, si riportano alcuni esempi:

  • Officina meccanica: sono presenti prevalentemente lavoratori di tipo A ed alcuni clienti di tipo B. La scelta ricade sulla tipologia A.
  • Scuola: staff, professori e studenti sono di tipologia A, genitori e visitatori sono di tipo B. La scelta ricade sulla tipologia A.
  • Hotel: i lavoratori sono di tipologia A, gli ospiti sono di giorno di tipo B mentre di notte tipo Ciii. La scelta ricade sulla tipologia Ciii.

Velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio

il secondo, δα rappresenta invece la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio riferita al tempo tα, in secondi, impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW. 


E' molto importante il concetto di "prevalente". A scopo chiarificatore, si riportano alcuni esempi:

  • Officina meccanica: il materiale è generalmente stoccato con una altezza < 3m, suggerendo una velocità pari a 2, è però presente una contenuta area di stoccaggio pneumatici di altezza superiore a 3 ma inferiore a 5, suggerendo una velocità pari a 3. La scelta ricade sulla velocità 2, con trattazione dello stoccaggio come area a rischio specifico in V1.
  • Magazzino: sono presenti materiali combustibili, con altezza di impilamento >3m h <5m, suggerendo una velocità pari a 3. Il carico di incendio specifico risulta essere <200MJ/m2, suggerendo una velocità pari a 1. La scelta ricade sulla velocità 1.

Incrociando i due parametri, si ottiene l’Rvita per ogni singolo compartimento dell’attività che stiamo progettando.

E' possibile notare che alcune combinazioni non sono ammesse, questo perché la velocità di crescita risulterebbe troppo rapida per le capacità di sfollamento degli occupanti. Se ti trovi in quella situazione, una possibile soluzione può essere quella di compartimentare i locali, per limitare il materiale eccessivamente pericoloso in compartimenti con accesso limitato.

Si riportano alcuni esempi:

Unico compartimento B4: i locali in cui ho una velocità pari a 4 li compartimento e li rendo accessibili ai soli lavoratori. Costituisco quindi un compartimento B3 ed uno A4, entrambi accettabili.

Unico compartimento D3: i locali in cui ho una velocità pari a 3 li compartimento e li rendo accessibili ai soli lavoratori. Costituisco quindi un compartimento D2 ed uno A3, entrambi accettabili.

Determinazione Profilo di rischio Rbeni

Il profilo di rischio Rbeni invece è attribuito per l'intera attività in funzione del carattere strategico dell’opera da costruzione e dell’eventuale valore storico, culturale, architettonico o artistico della stessa e dei beni in essa contenuti.

Ai fini della determinazione del profilo di rischio, un'opera da costruzione si considera vincolata per arte o storia se essa stessa o i beni in essa contenuti sono tali a norma di legge (es: vincolo della sovrintendenza dei beni culturali), oppure un'opera da costruzione risulta strategica se è tale a norma di legge o in considerazione di pianificazioni di soccorso pubblico e difesa civile o su indicazione del responsabile dell'attività (es: ospedali, scuole).

Su richiesta del responsabile dell’attività, in aggiunta agli obblighi normativi, il progettista può incrementare il valore del profilo di rischio Rbeni al fine di garantire obiettivi di sicurezza antincendio come la continuità d’esercizio a seguito d’incendio (business-continuity).

Determinazione Profilo di rischio Rambiente

Il progettista valuta il profilo di rischio Rambiente in caso di incendio, distinguendo gli ambiti dell'attività nei quali tale profilo di rischio è significativo, da quelli ove è non significativo.

La valutazione del profilo di rischio Rambiente tiene conto:

  1. dell'ubicazione dell'attività;
  2. della presenza di ricettori sensibili nelle aree esterne
    1. asili
    2. scuole
    3. ospedali
    4. case di riposo;
  3. della tipologia e dei quantitativi di materiali combustibili presenti;
  4. dei prodotti della combustione da questi sviluppati in caso di incendio;
  5. delle misure di prevenzione antincendio adottate;
  6. delle misure di protezione antincendio adottate.

il tema è decisamente importante ed articolato. Per questo si rimanda ad un nostro articolo specifico, sviluppato sulla base delle attuali tecniche e conoscenze.

Il profilo di rischio Rambiente è ritenuto non significativo:

  1. negli ambiti protetti da impianti o sistemi automatici di completa estinzione dell'incendio (capitolo S.6 Livelli IV o V) a disponibilità superiore (ESFR, schiuma alta espansione, gas inerte…);
  2. nelle attività civili (es. strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere,…) la classificazione catastale è utile riferimento per l’individuazione delle attività di tipo industriale.

Le operazioni di soccorso condotte dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sono escluse dalla valutazione, in quanto non necessario. Pertanto, tutto ciò che riguarda l'inquinamento di falda da parte delle acque utilizzate per lo spegnimento da parte dei VVF non è da considerare.

 

L'importanza di Rvita, Rbeni ed Rambiente

Questi 3 parametri sono fondamentali per 2 aspetti specifici, che rendono il Codice strumento inequivocabilmente migliore di qualsiasi altra normativa di prevenzione incendi italiana. E sono:

  • La valutazione del rischio spetta al progettista, non al funzionario VVF, che deve solo valutare l’appropriatezza degli obiettivi di sicurezza antincendio perseguiti, delle ipotesi di base, dei dati d’ingresso, dei metodi, dei modelli, degli strumenti normativi selezionati ed impiegati a supporto della progettazione antincendio. La corrispondenza delle misure di prevenzione incendi agli obiettivi di sicurezza perseguiti secondo le indicazioni del Codice e la correttezza nell’applicazione di metodi, modelli e strumenti normativi. Infatti, Il progettista assume piena responsabilità in merito alla valutazione del rischio d’incendio riportata nella documentazione progettuale relativa all’attività.
  • Le misure di prevenzione e protezione saranno calibrate su parametri certi, rendendo la progettazione meno qualitativa e più quantitativa (approccio semi-prestazionale).

 

Ora hai tutti i parametri necessari ad individuare i livelli di prestazione di ogni singola strategia antincendio del Codice. Ricordati di applicarle tutte e 10!

Riferimenti

Codice di Prevenzione Incendi DM 18 ottobre 2019

ISO/TR16738,

BS 9999, Section 2 - Risk profiles and assessing risk.

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RTV Asili nido – rampa di lancio per l’FSE

E' stata pubblicata la nuova normativa antincendio riguardante gli Asili Nido. Se gestisci un asilo scorri a fine pagina, abbiamo sintetizzato (in blu) i principali benefici che l'applicazione di questa novità potrebbe apportare.

La regola tecnica

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 14 aprile 2020 è stato pubblicato il DM 6 aprile 2020 inerente la regola tecnica verticale per gli asili nido, secondo il Codice di prevenzione incendi. La nuova norma antincendio entra in vigore il 29 aprile 2020.

Gli asili nido
Le attività di cui trattasi sono quelle previste all'allegato 1 del DPR n.151/2011, individuate con il numero 67 (Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti; Asili nido con oltre 30 persone presenti), esistenti o di nuova realizzazione. Tali norme tecniche si possono applicare in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi di cui al DM 16 luglio 2014 (Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido).

Come si applica la regola tecnica verticale (V.9)

Entrando nel dettaglio della regola tecnica verticale e dell’integrazione con l’allegato I Norme tecniche di prevenzione incendi del decreto del 3 agosto 2015 e del 18 ottobre 2019, il documento riporta indicazioni sulla classificazione delle attività (in relazione della sola massima quota di piani HA, HB, HC, HD), aree di attività (TA, TB, TC, TM1, TM2,  TO, TZ).

I profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3. Viene però inserita una nota che recita:

"La valutazione del rischio di incendio deve tenere conto della vulnerabilità e delle capacità motorie, che non consentono di raggiungere autonomamente un luogo sicuro, nonché delle condizioni di permanenza deí bambini nella struttura (es. in culla, nei lettini, ...), soprattutto ai fusi della progettazione del sistema di esodo (capitolo S.4) e della gestione della sicurezza antincendio (capitolo S.5)."

pertanto, ragionando in questi termini potrebbe essere opportuno, per similitudine, assegnare in profilo di rischio D1, D2.

Devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) attribuendo i livelli di prestazione secondo i criteri in esse definiti, fermo restando quanto indicato nei punti specifici della RTV che riportano le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO. Pertanto, alle soluzioni alternative non sono posti ulteriori vincoli, ma si applicano i metodi di cui al paragrafo G.2.7.

La doppia normativa

La nuova RTV entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Fire Safety Engineering negli asili nido

La pubblicazione della Regola Tecnica Verticale rappresenta un passo fondamentale in termini di normativi. Da oggi non si dovrà più istituire la deroga per applicare l'FSE negli asili nido, ma si potrà adottare la soluzione alternativa dove necessario. Questo si traduce in un inter procedurale più snello (la competenza rimane a livello di comando VVF provinciale) e quindi, applicando i metodi dell'ingegneria antincendio anche a importanti risparmi economici sulle opere di adeguamento antincendio. In primis:

  • requisiti di resistenza al fuoco;
  • ubicazione;
  • comunicazione con altre attività;
  • vie di esodo e determinazione dei luoghi sicuri

Quali sono i principali benefici nell'applicare questa nuova normativa?

E' necessario eseguire una valutazione specifica per ogni attività, ma i principali benefici possono essere ricondotti a:

  • minori interventi di riqualificazione strutturale REI (i requisiti di resistenza al fuoco sono infatti più bassi);
  • minori vincoli in termini di comunicazione con altre attività;
  • impianti idrici antincendio non necessari se inferiori a 100 occupanti;
  • non è necessario il sistema EVAC;
  • maggior flessibilità in termini si procedure si evacuazione e protezione sul posto degli occupanti.

proroga COVID 15 giugno

Proroga prevenzione incendi COVID-19

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020 è stato pubblicato il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 che ha ulteriormente prorogato il periodo di validità di tutti gli atti amministrativi in scadenza.

In estrema sintesi, si legge che tutti i:

  • certificati,
  • attestati,
  • permessi,
  • concessioni,
  • autorizzazioni
  • atti abilitativi comunque denominati

in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 maggio 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Pertanto gli attestati di rinnovo periodico di conformità antincendio potranno essere presentati ai Comandi dei Vigili del fuoco entro il 15 giugno 2020.

 

Valutazione dei Progetti e procedimenti amministrativi ai sensi del DPR 151/2011

Inoltre, per la valutazione dei progetti e per qualunque altro procedimento amministrativo non si tiene conto, nel computo dei termini per la conclusione del procedimento, del periodo compreso tra la data del 23 febbraio e quella del 15 maggio 2020.

 

persona qualificata sprinkler

Analizziamo nel dettaglio le novità introdotte dalla UNI 12845:2020, nello specifico: Chi è la persona qualificata e cosa fa?

La norma richiede che il sistema sprinkler sia ispezionato periodicamente almeno una volta all'anno da una persona qualificata (vedere appendice Q). Il rapporto di ispezione dovrà valutare se il sistema è in conformità alla norma, ma non limitatamente alla manutenzione, anche al funzionamento e all'adeguatezza al rischio presente. Dovrà essere redatto un elenco degli scostamenti per intraprendere le azioni necessarie. 

Chi è la persona qualificata?

L'ispezione periodica, dovrà essere presa in carica da un organismo indipendente, cioè né il proprietario del sistema, né gli occupanti dell'edificio, né l'installatore del sistema (o installatore competente) neppure il fornitore di servizi o manutenzione (o il fornitore relativo competente). La persona qualificata sarà un individuo designato, formato opportunamente, competente sulla base di conoscenze ed esperienze pratiche e con la necessaria istruzione per consentire l'esecuzione delle prove e dei controlli.

 

*NB: è terreno non battuto, pertanto si ipotizzato azioni di chiarimento da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La normativa internazionale attualmente non fornisce un supporto esaustivo.

 

A cosa serve il rapporto di ispezione?

La normativa non fornisce dettagli in merito alle procedure, ma da impressioni condivise tra professionisti si identifica tale necessità nella non sempre verificata correlazione tra tipologia di impianto e rischio incendio.

In altre parole, a volte gli impianti sprinkler quando chiamati a funzionare non sortiscono l’effetto desiderato non tanto perché mal progettati o mal realizzati. Bensì perché negli anni il bene da proteggere ha subito dei cambiamenti che ne anno aggravato il rischio incendio, soprattutto in termini di magnitudo.

Spesso capita che il professionista antincendio esegua la valutazione del rischio, predisponga la specifica tecnica e realizzi autonomamente o demandando a progettisti terzi l’impianto sprinkler analizzato.

Nel tempo però cambia la tipologia di stoccaggio, magari da stoccaggio a terra (ST1) si trasforma in stoccaggio su scaffali (ST2), oppure semplicemente aumenta l’altezza di impilamento. Queste modifiche potrebbero non influenzare il carico di incendio e quindi non costituire aggravio e portare ad un rinnovo periodico di conformità antincendio senza mettere in atto alcuna misura.

Quello che succede però è che una configurazione differente (più grave) rischia di rendere inefficace l’impianto sprinkler in quanto ad esempio la densità di scarica potrebbe non essere sufficiente a raggiungere la base della fiamma, lasciando vincere quindi i moti convettivi ascensionali delle fiamme.

 

Cosa succederebbe se non facessi il controllo?

Che un impianto ben progettato, ben realizzato e ben manutenuto, in caso di incendio potrebbe non essere in grado di controllare un incendio. Il tutto per il “semplice” fatto che il bene da proteggere è mutato.

Sprinkler: nuova UNI EN 12845

 

UNI EN 12845:2020

E' stata pubblicata il 27/03/2020 la nuova edizione della norma UNI EN 12845 “Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler - Progettazione, installazione e manutenzione”.

Il documento, disponibile sia in inglese che in italiano, specifica i requisiti e fornisce le raccomandazioni per gli impianti fissi antincendio in edifici e in insediamenti industriali, in particolare per quanto riguarda i sistemi sprinkler, dando indicazioni costruttive necessarie a garantirne una prestazione soddisfacente.

 

Per cosa si utilizza?

La norma specifica i requisiti e fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione di impianti fissi antincendio sprinkler in edifici e in insediamenti industriali, ed i requisiti particolari per i sistemi sprinkler. Essa tratta la classificazione dei pericoli, le alimentazioni idriche, i componenti da utilizzare, l'installazione, le prove ed il collaudo del sistema, la manutenzione e l'ampliamento dei sistemi esistenti, ed individua, per gli edifici, le indicazioni costruttive necessarie per garantire una prestazione soddisfacente dei sistemi sprinkler.

 

Quali sono le novità?

La novità della nuova edizione riguarda in particolare il punto 21 del documento (“Ispezione di terza parte”). Il sistema sprinkler infatti, dovrà essere ispezionato periodicamente almeno una volta all'anno da una persona qualificata (vedere appendice Q). Il rapporto di ispezione dovrà valutare se il sistema è in conformità alla presente norma, ma non limitatamente, alla manutenzione, al funzionamento e all'adeguatezza al rischio presente. Dovrà essere redatto un elenco degli scostamenti per intraprendere le azioni necessarie. 

 

Chi è la persona qualificata?

L'ispezione periodica, dovrà essere presa in carica da un organismo indipendente, cioè ne il proprietario del sistema, ne gli occupanti dell'edificio, ne l'installatore del sistema (o installatore competente) neppure il fornitore di servizi o manutenzione (o il fornitore relativo competente). La persona qualificata sarà un individuo designato, formato opportunamente, competente sulla base di conoscenze ed esperienze pratiche e con la necessaria istruzione per consentire l'esecuzione delle prove e dei controlli.