Manifestazioni e pubblico spettacolo

Ci avete rotto il TULPS!

Ok forse così il concetto è stato troppo sintetizzato, ma argomentandolo leggermente di più possiamo dire che NON tutte le manifestazioni temporanee sono assoggettate al TULPS e di conseguenza alla commissione di vigilanza se superiori ai 200 ospiti. Scopriamo il perché.

 

Premessa

Le norme tecniche ed i vari chiarimenti emessi nel corso del tempo hanno portato ad una definizione di “locale di pubblico spettacolo” non sempre univoca e di immediata identificazione e ad interpretazioni procedurali disomogenee, in particolare in occasione delle manifestazioni temporanee dove si riscontrano una gran varietà di situazioni diverse.

I Vigili del Fuoco di Venezia hanno pertanto ritenuto necessario realizzare un documento - in aggiornamento della precedente versione del 2012 - con lo scopo di rendere più chiara l’individuazione delle attività da considerarsi di pubblico spettacolo ed univoca l’interpretazione delle procedure, al fine di rendere uniforme l’attività di controllo da parte del personale del Comando dei Vigili del Fuoco, delle Commissioni Locali di Vigilanza dei Locali di Pubblico Spettacolo e delle Amministrazioni Comunali competenti tramite i propri organi (Polizia Locale, Uffici Commercio e Uffici Tecnici).

Sono stati identificati i locali e le attività da considerarsi di pubblico spettacolo e quindi rientranti nel potere di controllo della Commissione di Vigilanza dei Locali di Pubblico Spettacolo ai sensi dell’art. 80 del TULPS.

Dal documento restano escluse norme ed indicazioni in materia sanitaria, di impatto acustico, di sicurezza e igiene sugli ambienti di lavoro, di viabilità, ecc, che sono in capo ai rispettivi Enti di competenza e Organi di controllo.

 

Cos'è un locale di pubblico spettacolo?

Il concetto di locale di pubblico spettacolo si può riassumere nelle seguenti situazioni, ovviamente in presenza di spettacoli, intrattenimenti, manifestazioni sportive, trattenimenti danzanti, conferenze (congressi, convegni, presentazioni al pubblico a carattere culturale, ecc.) aperti al pubblico:

  1.  un locale, un edificio, una struttura temporanea, un’area aperta circoscritta (es. con edifici, transenne, recinzioni o comunque delimitata), anche se privi di strutture per lo stazionamento del pubblico;
  2. un’area aperta con presenza di strutture per lo stazionamento del pubblico (es. sedie o tribune);
  3. locale normalmente non adibito a pubblico spettacolo (bar, ristorante, ecc) che viene temporaneamente “trasformato” per ricavare aree specifiche per lo spettacolo, per il ballo, per conferenze o con distribuzione delle sedie a platea o in circolo oppure nel caso in cui lo spettacolo o intrattenimento diventi parte preponderante rispetto all’attività di somministrazione di alimenti e/o bevande.

Cosa NON è un locale di pubblico spettacolo?

Non sono da considerarsi attività di pubblico spettacolo quelle non ricomprese nell’elenco precedente, in particolare:

1)  i bar, disco bar, video bar, ristoranti e simili dove c’è un accompagnamento musicale e ricorrono contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

  1. accesso libero senza sovrapprezzo,
  2. è preponderante l’attività di somministrazione, per cui l’evento è meramente complementareed accessorio rispetto all’attività di ristorazione e di somministrazione alimenti,
  3. non sono presenti spazi appositamente predisposti per lo spettacolo (piste da ballo, sediedisposte a platea, ecc.),
  4. evento non pubblicizzato se non in modo complementare all’attività principale,
  5. evento organizzato in via eccezionale, non periodico o ricorrente (es. ogni fine settimana)*;

* Nota DCPREV prot. n. 5918 del 19/05/2015 “In generale, comunque, per attività temporanee, [...] si possono intendere quelle caratterizzate da una durata breve e ben definita, non stagionali o permanenti, né che ricorrano con cadenza prestabilita.”

 

2)  le attività indicate all’art. 1 comma 2 del D.M. 19.08.1996:

    1. i luoghi all'aperto (non confinati o delimitati dove sia possibile l’accesso di fatto e di diritto achiunque), quali piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con uso di palchi o pedane per artisti e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora, purché installate in aree non accessibili al pubblico,
    2. i locali, destinati esclusivamente a riunioni operative, di pertinenza di sedi di Associazioni ed Enti,
    3. i pubblici esercizi dove sono impiegati strumenti musicali in assenza dell'aspetto danzante e di spettacolo,
    4. i pubblici esercizi in cui è collocato l'apparecchio musicale "karaoke" o simile, a condizione che non sia installato in sale appositamente allestite e rese idonee all'espletamento delle esibizioni canore ed all'accoglimento prolungato degli avventori, e la sala abbia capienza non superiore a 100 persone,
    5. i pubblici esercizi dove sono installati apparecchi di divertimento, automatici e non, in cui gli avventori sostano senza assistere a manifestazioni di spettacolo (sale giochi);

3) fiere, gallerie, mostre, all’aperto o al chiuso, se al loro interno sono assenti gli aspetti dello spettacolo o del trattenimento;

4)  circoli privati esercenti l'attività esclusivamente nei confronti dei propri associati;

5)  sagre e fiere di cui al D. Lgs. n.114/1998 e/o attività finalizzate alla raccolta di fondi per beneficenza, sempre che non vengano effettuate attività di pubblico spettacolo;

6)  mostre ed esposizioni di prodotti, animali o rarità in luoghi pubblici o aperti al pubblico;

7)  impianti sportivi, palestre, laghetti a pagamento per la pesca, scuole di danza o simili privi di strutture per lo stazionamento del pubblico;

8)  piscine private prive di strutture per il pubblico e non aperte all’accesso di una pluralità indistinta di persone (es. piscine a servizio esclusivo degli ospiti di strutture alberghiere, piscine in abitazioni private);

9)  convegni con accesso solo con invito e senza pubblicità, quindi non aperti alla pluralità di persone;

10)  singole giostre dello spettacolo viaggiante o piccoli gruppi in spazi aperti non delimitati, senza servizi comuni e non costituenti luna park (soggette singolarmente al rilascio della licenza di esercizio di cui all’art. 69 T.U.L.P.S).

regola tecnica campeggi, villaggi turistici e simili

La nuova Regola Tecnica

Con il DM 2 Luglio 2019 sono state approvate le Modifiche al decreto 28 febbraio 2014 in materia di re- gola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture turistico-ricettive in aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone.

 

Che fine fa il DM 28 Febbraio 2014?

La regola tecnica sostituisce integralmente quella di cui al decreto del Ministro dell’interno del 28 febbraio 2014.

A quali attività si applica?

Per le attività in regola con gli adempimenti previsti dal decreto del Ministro dell’interno del 28 febbraio 2014 ovvero che abbiano pianificato interventi di adeguamento alle disposizioni contenute nel citato decreto, il presente decreto non comporta adempimenti.

Si applica quindi a:

  • Attività di nuova realizzazione;
  • Attività sprovviste di autorizzazione di prevenzione incendi (senza CPI);
  • Modifiche sostanziali ad attività esistenti già autorizzate.

Per maggiori informazioni

 

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analisi sensibilità mesh in fds

Analisi di sensibilità della Mesh di calcolo in FDS

Il DM 03 08 2015 al paragrafo M.1.9 Criteri di scelta ed uso dei modelli e dei codici di calcolo recita:

Per i parametri di input del modello più rilevanti deve essere svolta analisi di sensibilità dei risultati alla variazione del parametro di input. Ad esempio, i risultati dell'analisi non devono essere significativamente dipendenti dalle dimensioni della griglia di calcolo.

Ma in cosa consiste? Di seguito la nostra traduzione.

 

L'analisi

L’analisi condotta consiste nella realizzazione di più modelli di calcolo con medesime caratteristiche geometriche, aperture di ventilazione, potenze e superfici dei bruciatori nonché posizionamento delle sonde. L’unica variabile risulta invece essere il passo della mesh.

Come lo stesso manuale FDS recita, deve essere adeguatamente dimensionata la mesh di calcolo in funzione delle potenze dell’incendio (la dimensione è correlata all’altezza della fiamma) e della geometria dei locali. Questo corretto dimensionamento serve per ottenere dei risultati coerenti e convergenti ad un valore più accurato possibile.

Seppur vero da un lato che raffinando in modo significativo si hanno valori sempre più accurati, è altrettanto vero che l’onere di calcolo e quindi i tempi computazionali ne risentono significativamente. Stiamo parlando di un rallentamento nell’ordine di n4 per ogni gradi di raffinamento.

È pertanto necessario definire un passo sufficientemente fine oltre il quale, pur raffinando ulteriormente, non si ottengono valori sensibilmente più accurati.

 

Calibrazione mesh

Sono stati realizzati 3 modelli con passo mesh rispettivamente 50cmx50cm, 25cmx25cm, 12,5cmx12,5cm. Dimensioni del dominio 20mx10x10m e potenza 7MW.

 

modelli FDS a confronto
modelli FDS a confronto

 

In accordo alla formula che segue

 

Per il caso specifico viene suggerita una mesh 25cmx25cmx25cm e pertanto i valori verranno correlati a questa.

 

Parametri ottenuti

Si riportano di seguito, per le grandezze significative, i parametri ottenuti al variare del tempo nei 3 modelli.

 

Lettura necessaria al calcolo della sollecitazione termica strutturale

 

Letture necessarie per la correlazione con le soglie di prestazione relative all’esodo con metodi di calcolo avanzati

 

 

Letture necessarie per la correlazione con le soglie di prestazione relative all’esodo con metodi di calcolo semplificati

 

Output grafici discretizzazione fiamma e stratificazione fumi

 

Conclusioni

Per i parametri di input del modello più rilevanti è stata svolta l’analisi di sensibilità dei risultati alla variazione dei parametri di input. Rispettando i criteri di dimensionamento della mesh così come suggeriti dal manuale di FDS, questi non sono significativamente dipendenti dalle dimensioni della griglia di calcolo se adeguatamente dimensionata in accordo alla formula individuata.

 

In sostanza, anche raffinando ulteriormente la mesh non si otterrebbero valori sensibilmente più corretti.

Nuova normativa antincendio Centrali Termiche

nuova normativa antincendio centrali termiche

 

Con l’approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio degli impianti per la produzione di calore alimentati da combustibili gassosi, prosegue il processo di rinnovamento della prevenzione incendi in Italia.

Chi deve adeguarsi?

Il decreto su questo aspetto è chiaro, è necessario l’adeguamento alle nuove disposizioni per tutte le attività:

  • Esistenti che non sono in possesso dell’autorizzazione (CPI);
  • Esistenti che sono in possesso dell’autorizzazione ma che eseguono una modifica che comporti l’incremento della potenza superiore al 20% (a patto che questa avvenga una sola volta);
  • di nuova realizzazione.

 

Novità per i titolari di attività

Per la prima volta vengono introdotti a protezione degli impianti di cottura gli estintori di classe F.

tabella estintori classe F

 

Novità per i progettisti

La normativa di taglio sicuramente più moderno apporta una nuova metodologia di calcolo per le superfici di aerazione mentendo però invariate le classi di resistenza al fuoco. Vengono inoltre introdotti nuovi termini e definizioni.

nuovo calcolo aperture di aerazione
nuovo calcolo aperture di aerazione

 

classi di resistenza al fuoco
classi di resistenza al fuoco

 

Come fare?

La valutazione della reale necessità di adeguamento deve essere fatta da un professionista antincendio, che una volta verificata la posizione autorizzativa nei confronti del Comando dei Vigili del Fuoco sarà in grado di confermare la necessità o meno di adeguamento alle nuove disposizioni normative.

 

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scale antincendio esterne

 

Uno dei simboli più rappresentativi dei lavori di adeguamento sono sicuramente le scale antincendio esterne. Tipicamente in acciaio, costituiscono un'alternativa alla scala interna principale dell'attività. Ma sono sempre necessarie?

 

Quando sono necessarie le scale antincendio esterne?

Sono necessarie quanto gli occupanti dei piani sono tanti, e quindi impiegherebbero troppo tempo per abbandonare l'edificio a causa delle code che si verrebbero a creare. Oppure quando la lunghezza dei percorsi per raggiungere quelle interne sono eccessivamente estesi. Però esiste una alternativa.

Esiste un'alternativa alle scale antincendio esterne?

Certo che si. Ed solo grazie alle nuove normative antincendio ed all'approccio ingegneristico. Grazie ad una progettazione molto più sofisticata, è possibile evitare la realizzazione delle scale esterne, mantenendo comunque il livello di sicurezza minimo per ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi.

 

Alcuni esempi

Edificio commerciale multipiano servito da 3 scale: evitata la quarta scala antincendio esterna

Uffici multipiano serviti da due scale: evitata la terza scala antincendio esterna

Hotel multipiano servito da una sola scala: evitata la seconda scala antincendio esterna

 

FSE nelle attività commerciali

S.4 Esodo - soluzione alternativa

Un'altra attività commerciale che beneficia della nuova RTV. Soluzione alternativa per la strategia S.4 anziché una complessa deroga sulle vie di esodo verticali. Qui vediamo (in caso di incendio a piano terra) quando possa influire in termini di tempo l'equa distribuzione sulle due scale, anziché su una sola.

Scopri come l'FSE potrebbe risolvere le problematiche antincendio nella tua attività commerciale:

 

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edifici serviti da una sola scala

 

Il problema degli edifici serviti da una sola scala

Tra i principali benefici apportati dalla nuova versione del Codice (ricordiamoci però che è ancora in bozza) abbiamo quella del calcolo del corridoio cieco in presenza di una unica scala. Con la vecchia versione infatti, si aveva un "bug" normativo che condizionava l'interpretazione della norma, facendola derivare dalla realtà oggettiva della dinamica dell'incendio. 

In altri termini, se un compartimento era servito da una unica scala di tipo protetto (con percorso diretto verso luogo sicuro all'esterno della costruzione), la porzione all'interno di essa doveva comunque essere considerata come corridoio cieco.

Questa interpretazione normativa strideva enormemente con la realtà dei fatti in quanto, una volta raggiunta la scala protetta, ci si trova in un luogo sicuro temporaneo e SICURAMENTE non si attraversano più locali potenzialmente invasi da fumo.

Cosa prevede la nuova versione del Codice?

La nuova versione prevede di omettere la verifica della porzione di corridoio cieco all'interno della scala filtro (protetta) in accordo alla tabella S.4-21. Qui si vede chiaramente come, coerentemente con la dinamica dell'incendio, se si tratta di una scala aperta è necessario considerare la lunghezza di corridoio cieco anche all'interno della scala (tabella S.4-20), mentre se questa è di tipo protetto, la si può omettere. Fantastico!

 

 

Un esempio

Spesso ci è capitato di imbatterci in questo limite, e pertanto riportiamo di seguito, quanto possa far la differenza nel caso di un centro direzionale disposto su 2 livelli fuori terra con scala protetta, che con l'attuale versione del Codice risulta illogicamente "non verificato", mentre con la nuova versione lo sarebbe senza nessuna prescrizione aggiuntiva.

 

 

Corridoio cieco con la nuova versione del Codice

 

Corridoio cieco con l'attuale versione del Codice

Per maggiori informazioni

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Bando Isi settore pesca

In cosa consiste?

l nuovo Bando ISI INAIL, con uno stanziamento di oltre 369 milioni di euro, mette a disposizione contributi in conto capitale fino a un massimo di 130.000 euro per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

A chi è destinato?

Per i progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori Pesca (codice Ateco 2007 A03.1).

 

Presentazione domande per il Bando ISI INAIL 2019

  • 11 aprile 2019: apertura della procedura informatica per la compilazione delle domande
  • 30 maggio 2019: chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande
  • 6 giugno 2019: acquisizione codice identificativo per l’inoltro online e comunicazione relativa alle date dell’inoltro online

 

Per maggiori infomazioni

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fonte INAIL

Modifiche al DM 3 agosto 2015

 

La frase epocale

Partiamo subito dalla frase più emblematica di questa prima storica modifica al DM 3 8 2015: "In alternativa alle norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, è fatta salva la possibilità di applicare le norme tecniche indicate...". Cosa vuole dire questo? Che è il Codice adesso il testo di riferimento per la prevenzione incendi in Italia, e sono le vecchie regole tecniche ad essere un'alternativa (fortunatamente limitata). Bellissimo.

 

Ampliamento del campo di applicazione

Si aggiungono le attività di cui al DPR 151/2011 le n° 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 67, 69, 73, 75

 

Un unico riferimento normativo, ancora e sempre di più

In realtà era già così, ma molto spesso tecnici e funzionari VVF continuavano a citare Decreti Ministeriali "old-style" all'interno delle pratiche progettate con il Codice. Con le modifiche all'art.5, sono state inserite le specifiche norme alle quali NON fare più riferimento. Era ora!

Da quando?

Dall'entrata in vigore dovranno passare 180 giorni, perciò appuntamento al 20/10/2019

FSE in Europa

 

I metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio stanno diventando sempre più comuni in Europa. Su alcuni aspetti ci sono molte differenze tra i paesi, ma anche molte somiglianze.

Questo articolo (fonte) riporta i risultati di un sondaggio condotto per conto del gruppo di coordinamento dei capitoli europei (ECCG), facente parte della Society of Fire Protection Engineers (SFPE). Lo scopo è identificare lo stato di Fire Safety Engineering (FSE) in Europa.

Sondaggio sull’applicazione FSE

L’impianto normativo nazionale consente l'applicazione di FSE? Da quando? 
Tutti gli intervistati hanno risposto positivamente a questa domanda, ad eccezione di due paesi: l'Estonia, e la Repubblica Slovacca, che non consente la FSE. In particolare, molti grandi paesi, come Germania, Francia, Spagna e Italia, hanno iniziato a consentire l’approccio prestazionale in FSE solo nell'ultimo decennio. Vedi tabella 1.

Tabella 1: anni in cui FSE è stato autorizzato per la prima volta

 

Ci sono linee guida per FSE che vengono utilizzate?

Le linee guida per la FSE devono essere utilizzate in Islanda, Italia, Lituania e Svezia.

Esistono linee guida nazionali per l'uso della FSE (anche se il loro uso non è obbligatorio)? 
La risposta a questa domanda è stata un po’ più articolata, con approssimativamente una divisione uniforme. Un riepilogo delle risposte è riportato nella Tabella 2.

 

Tabella 2: linee guida riconosciute per la FSE

 

Lo stato di questi documenti guida (dove esistono) varia. In un certo numero di paesi, i documenti sono in fase di preparazione o revisione.

 

Quali sono le linee guida specifiche (incluse quelle nazionali) per la FSE? 
Linee guida specifiche in uso in diversi paesi sono tipicamente costituite da linee guida internazionali comuni, come le International Fire Engineering Guidelines (IFEG) , gli standard ISO e il manuale SFPE di Fire Protection Engineering e le linee guida SFPE.

Vengono utilizzati anche gli standard britannici, sia all'interno che all'esterno del Regno Unito. Inoltre, un certo numero di paesi pubblica e applica le proprie linee guida, che coprono vari aspetti della FSE.

Esistono requisiti per la qualifica dei professionisti della FSE? 
In Norvegia e Svezia è in vigore un sistema di approvazione nazionale volontario. In altri paesi esiste una combinazione di certificazione e istruzione; tuttavia, nella maggior parte dei casi non esiste un requisito obbligatorio per la qualifica dei professionisti della FSE. Vedi tabella 3.

 

Tabella 3: Requisiti per la qualifica

 

Esiste un programma educativo per i professionisti dell'FSE? 
Nella maggior parte dei paesi che hanno risposto, sono disponibili corsi di formazione sul FSE. Vedere la figura 1. Disponibile attraverso le università, essi comprendono laurea magistrale o laurea di primo livello.

Figura 1: Status dei diversi tipi di educazione alla sicurezza antincendio nei Paesi che rispondono

 

I programmi di formazione vanno dalla tecnologia antincendio all'ingegneria della sicurezza antincendio. L'educazione alla tecnologia antincendio si concentra sulle abilità per l'applicazione, l'installazione, il funzionamento e la manutenzione della sicurezza antincendio integrata. Sono inclusi corsi introduttivi di matematica e scienze.

Esiste un programma di certificazione di professionisti FSE? 
Sebbene esista un programma di certificazione nei paesi indicati nella Tabella 4, non esiste alcun requisito formale per ottenere la certificazione da praticare. Nonostante questo, il livello di certificazione varia e non tutti i candidati superano lo standard richiesto.


Sistema normativo legale ed edilizio

Chi è responsabile per verificare la conformità con i regolamenti? 

Le responsabilità di verifica gravano pesantemente sulle autorità in alcuni paesi, mentre in altri paesi, vengono utilizzati professionisti autorizzati. Paesi come la Norvegia e la Svezia sono molto liberali, con un ampio grado di libertà per i professionisti. Vedi la Figura 2.

Figura 2: Responsabilità della verifica varia in base alla quale diversi paesi si affidano principalmente alle autorità

Come vengono risolte le controversie? 
Il meccanismo di risoluzione dei conflitti varia da paese a paese: la situazione più comune sono le decisioni delle autorità che hanno giurisdizione, negoziazioni o cause giudiziarie. Vedere la Tabella 5.

Prospettive assicurative

Le compagnie di assicurazione sono raramente, se non mai, coinvolte nel processo di costruzione. Poiché molti paesi si concentrano principalmente sulla sicurezza della vita, ciò significa che la protezione della proprietà non può essere presa in considerazione durante il processo di progettazione, tranne in alcuni rari casi.

 

Tabella 5: Risoluzione delle controversie

 


Riferimenti

https://www.sfpe.org/page/2014_Q1_4