Scadenza imminente per l’adeguamento antincendio delle strutture sanitarie

Il Decreto 19 marzo 2015, aggiornò la regola tecnica di prevenzione incendi per le strutture sanitarie pubbliche e private (Allegato del Decreto del Ministro dell’Interno 18 settembre 2002), con la quale si previdero degli adeguamenti a carico di determinati tipologie di strutture sanitarie.

In particolare, per quelle strutture che erogavano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, con superficie maggiore di 500 m² e fino a 1.000 m2, sia di nuova costruzione che esistenti dalla data di entrata in vigore del suddetto Decreto, erano previsti degli adeguamenti ai requisiti di sicurezza antincendio previsti nel Titolo IV, Capo II del decreto del Ministro dell’interno 18 settembre 2002, (successivamente sostituito dall’Allegato II del Decreto 19 marzo 2015) contenente una serie di prescrizioni previste per punti e che dovevano essere osservate dalle strutture sanitarie sopra indicate.

Nello specifico

Secondo l’Art. 3, comma 1, lettera a, per alcuni punti delle prescrizioni il termine previsto per l’adeguamento era di sei mesi, mentre per i restanti punti del titolo IV, Capo II del decreto, a completamento dell’opera di adeguamento, “entro sei anni dal termine previsto alla lettera a)”.

Tuttavia, con il successivo Decreto 20 febbraio 2020 furono prorogate di un ulteriore anno le scadenze di adeguamento di prevenzione incendi per le strutture sanitarie, previste nel 2015.

Eccoci, dunque, giunti in prossimità della scadenza. Il 24 ottobre 2022 scade il termine per completare l’adeguamento antincendio delle suddette strutture sanitarie ed entro la medesima data dovrà essere presentata la segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A) a dimostrazione del completamento dell’adeguamento antincendio.

 

D.M. 1° settembre 2021: entrata in vigore e novità

L’obiettivo dei tre Decreti Ministeriali del 2021 è quello di superare il D.M. 10 marzo 1998 “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.  Il primo di questi 3 D.M. ad entrare in vigore è il D.M. 1° settembre 2021 “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio”, entrato in vigore dallo scorso 25 settembre. Tuttavia, con il Decreto del Ministero dell’Interno 15 settembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.224 del 24 settembre 2022, è stata confermata la proroga esclusivamente limitata all’articolo 4 relativo alla qualificazione dei tecnici manutentori, che entrerà in vigore a decorrere dal 25 settembre 2023. Sono state previste, inoltre, importanti modifiche all’allegato II del D.M. 1° settembre 2021.

Cosa comporta la proroga?

Poiché la proroga riguarda la sola applicazione dell’articolo 4 del D.M. 1° settembre 2021, sarà dunque, dal 25 settembre 2023 che gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio, saranno eseguiti da tecnici manutentori qualificati. Le modalità di qualificazione del tecnico manutentore sono definite all’interno dell’Allegato II del suddetto Decreto, e viene articolato in:

  • Generalità;
  • Docenti;
  • Contenuti minimi della formazione per la qualifica del tecnico manutentore.

In sostanza, l’allegato si articola in un “Prospetto” dove vengono riportate le conoscenze, le abilità e le competenze che deve possedere il tecnico manutentore qualificato per ciascun compito che deve svolgere e diversi “Prospetti” che riportano i contenuti minimi della formazione teorica e delle esercitazioni pratiche per gli impianti, le attrezzature ed i sistemi di sicurezza antincendio maggiormente utilizzato all’interno dei luoghi di lavoro.

Evidentemente, questa proroga nasce dalle difficoltà riscontrate nell’attuare i percorsi di qualifica nei tempi previsti originariamente.

Modifiche all’Allegato II

Oltre all’aggiunta di precisazioni di carattere sostantivo per completare il significato terminologico di alcune affermazioni/definizioni, la modifica sostanziale ricade sulla costruzione dei prospetti riguardanti i contenuti minimi e durata dei corsi di formazione teorico pratica per il tecnico manutentore qualificato.

In particolare, il prospetto 3.8 riguardante i contenuti minimi per i sistemi per lo smaltimento del fumo e del calore, che inizialmente considerava unitamente sia i sistemi naturali (SENFC) che forzati (SEFFC), con la nuova modifica viene scorporato in due distinti prospetti:

  • 8.1: specifico per i sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC);
  • 8.2: specifico per i sistemi di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC) e sistemi di ventilazione orizzontale del fumo e del calore (SVOF).

In aggiunta, viene introdotto il Prospetto 3.14 riguardante i contenuti minimi e durata dei corsi di formazione teorico pratica per il tecnico manutentore qualificato, specifico per i Sistemi a polvere, inizialmente non previsto.

In definitiva, l’intero D.M. 1° settembre 2021 entra in vigore a partire dal 25 settembre 2022, con le modifiche sopra enunciate, ad esclusione dell’articolo 4 dello stesso D.M. la cui entrata in vigore è stata prorogata al 25 settembre 2023.

Snellimento normativo nella pratica di prevenzione incendi

Nell’intento di proseguire nell’opera di snellimento normativo, è stata introdotta una importante novità volta a contrastare il rincaro energetico causato dalle recenti tensioni geopolitiche con effetti rilevanti in ambito energetico e, contemporaneamente, favorire la transizione energetica verso fonti rinnovabili. L’efficacia di una transizione veloce deve essere necessariamente accompagnata da “less bureaucracy” per poter velocizzare i tempi di approvazione di un progetto. Nel panorama energetico domina la scena l’impianto fotovoltaico a cui sempre più aziende volgono lo sguardo, acquisendo sempre più appeal.

Procedure di prevenzione incendi: gli impianti fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011, ma in funzione delle caratteristiche elettriche/costruttive e/o delle relative modalità di posa in opera, possono comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio e se sono a servizio di un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, richiedono, gli adempimenti previsti dal comma 6 dell’art. 4 del D.P.R. n. 151.

Le novità

In questo ampio contesto si innesta Il D.L. 144/2022, cosiddetto “Decreto Aiuti ter”, pubblicato sulla G.U. serie generale n.223 del 23/09/2022 e contiene una semplificazione volta a velocizzare le procedure di prevenzione incendi per l’installazione di impianti fotovoltaici e termici sulle coperture e sulle facciate degli edifici.

In sostanza, si dimezzano i tempi di risposta entro cui i Vigili del Fuoco devono pronunciarsi in caso di valutazione dei progetti. Il Comando dei Vigili del fuoco avrà, dunque, non più 60 ma 30 giorni di tempo, a partire dalla data di presentazione della documentazione completa, per pronunciarsi sulla conformità dei progetti. Il dimezzamento dei tempi non vale per sempre, ma fino al 31 dicembre 2024, per far fronte alle “esigenze poste dall’emergenza energetica in atto”.

Il decreto è entrato in vigore a partire dal 24 settembre

Centrali termiche a gasolio

CENTRALE TERMICA A GASOLIO

La conversione tra impianti termici a gas ed impianti termici a combustibili liquidi (diesel - gasolio)

Un tema estremamente attuale è l'innalzamento del costo del gas, e sempre più aziende per correre ai ripari in tempi brevi stanno valutando la sostituzione degli impianti a gas con quelli a gasolio. Questo cambiamento comporta una modifica sostanziale nella pratica di prevenzione incendi ed è necessario attivare la progettazione antincendio prima di eseguire la modifica.

L'attività di regolarizzazione è da svolgere anche se si ha già il CPI, perchè costituisce una modifica sostanziale.

Normativa antincendio centrale termica a gasolio

La norma di riferimento è il DM 28/04/2005 e l'iter autorizzativo dipende dalla potenza (fino 350kW non è necessaria una approvazione preventiva da parte dei VVF) e le misure di prevenzione e protezione riguardano vari aspetti come luogo d'installazione, areazione, deposito del combustibile liquido, distanze, impianto elettrico, estintori e segnaletica di sicurezza.

Adesso è il momento di cambiare combustibile

Contattaci per attivare subito la pratica di prevenzione incendi e/o modificare quella esistente per essere in regola con il Comando dei Vigili del Fuoco.

sistemi o impianti a disponibilità superiore

Che cos'è un impianto a disponibilità superiore?

In parole semplici è un impianto che deve avere probabilità malfunzionamento in caso di emergenza molto più remote di un impianto tradizionale. Deve funzionare! Perché uno dei concetti che non ci stancheremo mai di ripetere è che se un impianto c'è, si deve considerare funzionante. Certo, questa considerazione deve essere supportata da una precisissima e molto approfondita progettazione impiantistica e gestionale al fine di poter far risparmiare sui costi di adeguamento il cliente finale. Rispettando la legge.

Quando servono gli impianti a disponibilità superiore?

Il Codice versione 2.0 introduce il concetto di "disponibilità superiore dell'impianto". Nello specifico lo troviamo nei seguenti passaggi, che sono decisamente significativi sia in caso di progettazione ordinaria che in caso di progettazione ingegneristica.

G.3.4 Profilo di Rischio Rambiente

Comma 3

Se non diversamente indicato nel presente documento o determinato in esito a specifica valutazione del rischio, il profilo di rischio Rambiente è ritenuto non significativo:

  1. negli ambiti protetti da impianti o sistemi automatici di completa estinzione dell’incendio (capitolo S.6) a disponibilità superiore;
  2. nelle attività civili (es. strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere…)

 

M1.8 Requisiti aggiuntivi per la gestione della sicurezza antincendio

Comma 5

Qualora i sistemi di protezione attiva siano considerati ai fini della riduzione della potenza termica rilasciata dall’incendio RHR(t) (capitolo M.2) o comunque contribuiscano a mitigare gli effetti dell’incendio, devono essere installati sistemi a disponibilità superiore

Come garantisco la disponibilità superiore?

La disponibilità superiore per sistemi o impianti è ottenuta tramite:

  1. migliore affidabilità
  2. maggiore manutenibilità e supporto logistico della manutenzione

Al fine di mantenere il livello di sicurezza assicurato all'attività, si prevede la gestione degli stati degradati o dello stato di indisponibilità del sistema.

Miglior affidabilità

La miglior affidabilità si ottiene da una serie di fattori. Possiamo scegliere componenti con ratei di guasto inferiori (es: componentistiche NFPA ed FM Global anzichè UNI) e/o andare a rendere ridondanti i componenti più critici. Queste operazioni però, se si vuol dire che si sta eseguendo una buona progettazione sono da misurare in modo quantitativo tramite la Fault Tree Analysis.

Tramite la Fault Tree Analysis possiamo calcolare la probabilità di non funzionamento di un impianto andando a migliorare quello che può essere il risultato numerico di un impianto ordinario, portandolo ad essere un impianto a maggior affidabilità.

Come è evidente, questo vuol dire che la valutazione è necessario eseguirla su un progetto impiantistico definitivo, con componentistiche e layout definiti.

Miglior manutenibilitá

La miglior manutenibilitá invece si ottiene da una serie di fattori tecnico-gestionali. É infatti opportuno prevedere aspetti all'interno del Sistema di Gestione della Sicurezza avanzato che consentano di innalzare un impianto ad alta affidabilità ad un impianto a disponibilità superiore vero e proprio. All'interno di questo tema è necessario gestire gli stati degradati dell'impianto, calibrando costantemente le frequenze di controllo e manutenzione sulla base del reale rateo di guasto dei componenti.

Iter autorizzativo VVF (consigliato)

FASE 1

  • Progettazione antincendio con il Codice di Prevenzione Incendi
  • Allegato ingegneristico con soluzioni alternative con approccio ingegneristico (con Fire Risk Assasment e coinvolgimento del comparto strutturale)
  • Progettazione definitiva impianto di protezione attiva automatico ad alta affidabilità
  • progettazione SGSA

FASE 2

  • Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco provinciale;
  • Progettazione esecutiva impianto di protezione attiva automatico ad alta affidabilità
  • Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio avanzato
  • SCIA Antincendio ed ottenimento CPI

 

distanze si separazione Idrogeno

Le distanze di separazione della NFPA 2 in presenza di idrogeno

La normativa indica delle distanze minime di separazione in funzione della pressione, del diametro della tubazione e del "gruppo di esposizione" in cui ricadono i bersagli che stiamo analizzando. Nello Specifico in Tabella 7.3.2.3.1.1.

 

Interponendo queste distanze è possibile gestire gli effetti dell'incendio e ridurre (fino ad evitare) la propagazione dell'incendio a tutto ciò che viene considerato bersaglio in termini di prevenzione incendi. Questi dati sono desunti da prove e conservano fattori di sicurezza. Nel caso vi fosse la necessità è possibile approfondire la tematica utilizzando l'approccio ingegneristico FSE per valutare la possibilità di ridurle.

Per maggiori informazioni sull'applicazione:

 

333 2468160

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Nuova norma antincendio edifici civili

REGOLA TECNICA VERTICALE DI PREVENZIONE INCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE

Nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 30 maggio 2022 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 19 maggio 2022 inerente la regola tecnica verticale di prevenzione incendi (V.14) per gli edifici di civile abitazione, secondo il Codice di prevenzione incendi.
Le norme tecniche si applicano agli edifici destinati a civile abitazione, individuati con l’attività 77 dell’allegato I del D.P.R. 151/2011 ed entra in vigore il 29 giugno 2022.

 

Dove è obbligatorio applicarla?

La normativa antincendio è obbligatoria negli edifici destinati a civile abitazione di altezza antincendio >24m (n°77 del DPR 151) sia esistenti che di nuova realizzazione. In questo caso però la nuova normativa rappresenta una validissima alternativa al DM 16 maggio 1987 oramai decisamente obsoleto ma ancora in vigore.

 

 

Quale normativa mi conviene applicare?

Scoprilo con noi.

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NFPA 2 Hydrogen Technologies Code

Prevenzione incendi: Inquadramento internazionale sul Rischio incendio H2

L'NFPA 2 fornisce garanzie fondamentali per la produzione, l'installazione, lo stoccaggio, il trasporto, l'uso e l'utilizzo dell'idrogeno sotto forma di gas compresso (GH2) o liquido criogenico (LH2).

Requisiti generici di sicurezza

  • Soluzioni conformi per diverse casistiche
    • Stazioni di rifornimento;
    • Sistemi di generazione dell’idrogeno;
    • Parcheggi per auto ad idrogeno;
    • Ecc...
  • Soluzione performance base (FSE)
    • approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio;
  • Indicazioni supplementari alla NFPA 13
    • per gli impianti idrici.

Per maggiori informazioni sull'applicazione:

 

333 2468160

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Chiusure d’ambito degli edifici civili

Capitolo V.13 Chiusure d'ambito degli edifici civili

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 8 aprile 2022 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 30 marzo 2022 inerente la nuova regola tecnica verticale sulle facciate degli edifici civili, secondo il Codice di prevenzione incendi.
La normativa individua le prestazioni di sicurezza antincendio degli involucri edilizi, i requisiti dei materiali e le modalità realizzative finalizzate alla limitazione della propagazione dell’incendio tra i compartimenti per effetto delle facciate.

La normativa entra in vigore il 7 luglio 2022.

Dove si applica?

Si applicano alle chiusure d’ambito degli edifici civili a cui si applica il Codice di Prevenzione Incendi, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ovvero a quelli di nuova realizzazione.

La nuova disposizione sulle facciate non è una normativa autonoma ma corrisponde alla RTV V.13 del Codice di prevenzione incendi e quindi ne mantiene lo stesso campo di applicazione. Si applica a tutte quelle attività CIVILI alle quali è applicabile il Codice di prevenzione incendi, che possono essere sintetizzate come di seguito:

  • attività soggette al D.P.R. 151/2011 alle quali si applica il Codice di prevenzione incendi (art. 2 del D.M. 3/8/2015);
  • attività soggette e NON soggette, che costituiscono luoghi di lavoro (art. 3 del D.M. 3/9/2021);
  • attività NON soggette, classificate come luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, per le quali si applica il MINICODICE e dovrà essere rispettata la compartimentazione (art. 3 del D.M. 3/9/2021).

Cosa sostituisce?

la nuova RTV sostituisce i corrispondenti riferimenti tecnici contenuti nel Codice al paragrafo S.3.5.6 Superfici vulnerabili di chiusura esterna del compartimento che recita: "L’adozione di particolari tipi di superfici di chiusura verso l’esterno (es. facciate continue, facciate ventilate, coperture, ...) non deve costituire pregiudizio per l’efficacia della compartimentazione di piano o di qualsiasi altra compartimentazione orizzontale e verticale presente all’interno dell’edificio." In ultimo, sostituisce le indicazioni di cui alla Lettera circolare prot. n. 5043 del 15-04-2013 Guida tecnica su: “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili - Aggiornamento".

Si applica negli edifici esistenti?

Il Decreto non comporta adeguamenti per le attività che ricadano in uno dei seguenti casi:

  • già in regola con almeno uno degli adempimenti previsti dal DPR 151/2011;
  • siano state progettate sulla base al Codice di Prevenzione Incendi attualmente vigente, comprovati da atti rilasciati dalle amministrazioni competenti.

Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento delle attività esistenti, si applica il Codice di Prevenzione Incendi.

normativa antincendio depositi merci

NORMATIVA ANTINCENDIO DEPOSITI MERCI

I depositi merci, nonché i depositi di logistica tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le grandi quantità di materiale contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all'attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°70 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti una soluzione tecnica adatta a te, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio. L'aspetto più interessante è che potrai capire come l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio potrà ottimizzare la progettazione e farti risparmiare in termini di adeguamento antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimi oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo una società di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale, FSE) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal magazzino più piccolo al polo logistico più grande d’Italia.