FSE in Europa

 

I metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio stanno diventando sempre più comuni in Europa. Su alcuni aspetti ci sono molte differenze tra i paesi, ma anche molte somiglianze.

Questo articolo (fonte) riporta i risultati di un sondaggio condotto per conto del gruppo di coordinamento dei capitoli europei (ECCG), facente parte della Society of Fire Protection Engineers (SFPE). Lo scopo è identificare lo stato di Fire Safety Engineering (FSE) in Europa.

Sondaggio sull’applicazione FSE

L’impianto normativo nazionale consente l'applicazione di FSE? Da quando? 
Tutti gli intervistati hanno risposto positivamente a questa domanda, ad eccezione di due paesi: l'Estonia, e la Repubblica Slovacca, che non consente la FSE. In particolare, molti grandi paesi, come Germania, Francia, Spagna e Italia, hanno iniziato a consentire l’approccio prestazionale in FSE solo nell'ultimo decennio. Vedi tabella 1.

Tabella 1: anni in cui FSE è stato autorizzato per la prima volta

 

Ci sono linee guida per FSE che vengono utilizzate?

Le linee guida per la FSE devono essere utilizzate in Islanda, Italia, Lituania e Svezia.

Esistono linee guida nazionali per l'uso della FSE (anche se il loro uso non è obbligatorio)? 
La risposta a questa domanda è stata un po’ più articolata, con approssimativamente una divisione uniforme. Un riepilogo delle risposte è riportato nella Tabella 2.

 

Tabella 2: linee guida riconosciute per la FSE

 

Lo stato di questi documenti guida (dove esistono) varia. In un certo numero di paesi, i documenti sono in fase di preparazione o revisione.

 

Quali sono le linee guida specifiche (incluse quelle nazionali) per la FSE? 
Linee guida specifiche in uso in diversi paesi sono tipicamente costituite da linee guida internazionali comuni, come le International Fire Engineering Guidelines (IFEG) , gli standard ISO e il manuale SFPE di Fire Protection Engineering e le linee guida SFPE.

Vengono utilizzati anche gli standard britannici, sia all'interno che all'esterno del Regno Unito. Inoltre, un certo numero di paesi pubblica e applica le proprie linee guida, che coprono vari aspetti della FSE.

Esistono requisiti per la qualifica dei professionisti della FSE? 
In Norvegia e Svezia è in vigore un sistema di approvazione nazionale volontario. In altri paesi esiste una combinazione di certificazione e istruzione; tuttavia, nella maggior parte dei casi non esiste un requisito obbligatorio per la qualifica dei professionisti della FSE. Vedi tabella 3.

 

Tabella 3: Requisiti per la qualifica

 

Esiste un programma educativo per i professionisti dell'FSE? 
Nella maggior parte dei paesi che hanno risposto, sono disponibili corsi di formazione sul FSE. Vedere la figura 1. Disponibile attraverso le università, essi comprendono laurea magistrale o laurea di primo livello.

Figura 1: Status dei diversi tipi di educazione alla sicurezza antincendio nei Paesi che rispondono

 

I programmi di formazione vanno dalla tecnologia antincendio all'ingegneria della sicurezza antincendio. L'educazione alla tecnologia antincendio si concentra sulle abilità per l'applicazione, l'installazione, il funzionamento e la manutenzione della sicurezza antincendio integrata. Sono inclusi corsi introduttivi di matematica e scienze.

Esiste un programma di certificazione di professionisti FSE? 
Sebbene esista un programma di certificazione nei paesi indicati nella Tabella 4, non esiste alcun requisito formale per ottenere la certificazione da praticare. Nonostante questo, il livello di certificazione varia e non tutti i candidati superano lo standard richiesto.


Sistema normativo legale ed edilizio

Chi è responsabile per verificare la conformità con i regolamenti? 

Le responsabilità di verifica gravano pesantemente sulle autorità in alcuni paesi, mentre in altri paesi, vengono utilizzati professionisti autorizzati. Paesi come la Norvegia e la Svezia sono molto liberali, con un ampio grado di libertà per i professionisti. Vedi la Figura 2.

Figura 2: Responsabilità della verifica varia in base alla quale diversi paesi si affidano principalmente alle autorità

Come vengono risolte le controversie? 
Il meccanismo di risoluzione dei conflitti varia da paese a paese: la situazione più comune sono le decisioni delle autorità che hanno giurisdizione, negoziazioni o cause giudiziarie. Vedere la Tabella 5.

Prospettive assicurative

Le compagnie di assicurazione sono raramente, se non mai, coinvolte nel processo di costruzione. Poiché molti paesi si concentrano principalmente sulla sicurezza della vita, ciò significa che la protezione della proprietà non può essere presa in considerazione durante il processo di progettazione, tranne in alcuni rari casi.

 

Tabella 5: Risoluzione delle controversie

 


Riferimenti

https://www.sfpe.org/page/2014_Q1_4

Distributori di gas metano self-service

 

Finalmente in Italia possono essere installati impianti self-service di distribuzione di gas metano

Con il DM 12 marzo 2019, è stato introdotto in Italia il concetto di Apparecchi di distribuzione automatici di gas metano. A quali condizioni?

Gli apparecchi di distribuzione automatici (self-service) devono essere dotati di pistola di erogazione conforme la quale deve garantire l'erogazione solo ad accoppiamento avvenuto ed il suo impiego deve risultare agevole.

Ciascun apparecchio di distribuzione deve essere asservito ad un pulsante di ritenuta che comanda l'erogazione del gas mediante l'azione manuale sul dispositivo stesso. L'eventuale successiva pressione dello stesso pulsante deve bloccare immediatamente l'erogazione del gas. Il pulsante di ritenuta deve essere posizionato ad adeguata distanza dall'apparecchio di distribuzione in uso.

Impianti self-service presidiati

Negli impianti self-service presidiati, in zona sicura posta ad adeguata distanza dagli apparecchi di distribuzione, comunque in posizione tale da garantire una completa visione dell'apparecchio stesso, deve essere posizionato un sistema di comunicazione che permetta all'utente di ricevere assistenza da parte del personale addetto e deve essere installato almeno un punto di controllo a distanza dell'apparecchio di distribuzione dal quale il personale addetto possa comandare l'interruzione dell'erogazione.

Impianti self-service non presidiati

Negli impianti self-service non presidiati, in zona sicura posta ad adeguata distanza dagli apparecchi di distribuzione, comunque in posizione tale da garantire una completa visione dell'apparecchio stesso, deve essere previsto un sistema di comunicazione remoto, attivabile mediante un apposito pulsante o attraverso la chiamata ad un numero telefonico chiaramente esposto, con un centralino dedicato attivo h24, che consenta all'utente di ricevere assistenza all'operazione di rifornimento nonché permetta di segnalare un incidente o una situazione di emergenza ricevendo istruzioni sulle operazioni da compiere e sul comportamento da tenere. Il personale in servizio presso il suddetto centralino deve avere conseguito l'attestato di idoneità tecnica di cui all'art. 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609, a seguito della frequenza del corso di tipo C di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998.

Sistema di comunicazione remoto, attivabile mediante un apposito pulsante con chiamata ad un un centralino dedicato attivo h24. Il personale in servizio ha conseguito l'attestato di idoneità tecnica di tipo C di cui all'allegato IX del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998.

[email protected]

Sull'apparecchio di distribuzione automatico asservito ad un dispositivo self-service devono essere previsti dispositivi di segnalazione per il corretto riposizionamento della pistola di erogazione nell'apposito alloggiamento.

Rifornimento

Il rifornimento degli autoveicoli deve essere eseguito da personale addetto all'impianto, salvo nel caso in cui venga utilizzato un apparecchio di distribuzione automatico, adatto per il funzionamento in modalità self-service.

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il futuro è ora

 

Prevenzione Incendi, il futuro è adesso! Approvato il DM che obbliga alle norme prestazionali per 42 attività

E' stata ufficialmente approvata la bozza di decreto del ministero dell'Interno che va a modificare il campo di applicazione del DM 3 agosto 2015, a tutti conosciuto come Codice di Prevenzione Incendi.

Il Comitato Scientifico per la Prevenzione Incendi del Ministero dell'Interno (Dip. Vigili del Fuoco) ha infatti approvato, in data 21 febbraio 2019, la bozza di decreto del ministero dell'Interno che va a modificare il campo di applicazione del Codice, ossia il documento che ha rivoluzionato la rigidità delle tradizionali normative prescrittive per introdurre un approccio più flessibile che lascia spazio alle valutazioni del professionista, valorizzandone le competenze e l'alta specializzazione.

Novità e tempistiche

La modifica è di grande importanza poiché diventa obbligatorio applicare la normativa prestazionale del Codice a ben 42 delle 80 attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco. Infatti, la normativa prestazionale diventerà l'unica via percorribile per tutte le attività elencate nel DPR 151/2011 prive di una regola tecnica verticale, ossia per le attività che attualmente sono dette "soggette e non normate".

 

Differenza tra approccio prescrittivo e prestazionale/ingegneristico? guarda il video!

Richiedi un sopralluogo gratuito compilando il format qui sotto

antincendio edifici civili

 

Il tuo edificio è più basso di 12m? Sei già in regola così. Bravo!

Il tuo edificio è più alto di 12m? Leggi cosa il Decreto Ministeriale 25 Gennaio 2019 prevede. Occhio alle scadenze!

Il mio edificio è più alto di 12m

Se è così, ricadi negli obblighi di legge di adeguamento alla normativa prevista dal DM 25/01/2019 che prevede che gli edifici di civile abitazione esistenti siano adeguati alle disposizioni entro i seguenti termini:

due anni per le disposizioni riguardanti l’installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza

un anno per le restanti disposizioni.

Come devo fare per adeguarmi alla normativa antincendio?

E' semplice, chiamaci e ti forniremo tutte le informazioni necessarie, e se vorrai ci occuperemo noi di risolvere tutti i problemi. Mettere a norma gli edifici esistenti non è mai stato così semplice.

 

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Larghezza delle scale inferiore a 120

Il Codice di prevenzione incendi e la Lv minima

Lo sappiamo, uno dei punti più ostici del Codice sono le vie di esodo verticali, ovvero le scale. Ricordiamo benissimo il micidiale numero 120, ben 120cm come larghezza minima delle vie di esodo verticali previsti dalla soluzione conforme al livello di prestazione I della strategia S.4 Esodo, indipendentemente dall’affollamento.

Uno dei principali benefici nell’applicare la soluzione alternativa mediante l’ingegneria della sicurezza antincendio (FSE – approccio ingegneristico) è rappresentata dalla possibilità di regolarizzare scale di larghezza inferiore a 120cm.

Ma, spesso ci chiediamo: "quanto effettivamente può influire in termini di rallentamento?

 

Definizione di RSET

Come ben sappiamo, il tempo necessario ad abbandonare l’edificio è rappresentato dall’RSET, che in questo caso comporremo con un tempo Tdet di rilevazione, un Tpre di ricognizione e un Ttrav di percorrenza.

 

Esempio pratico

Simulando un edificio aperto al pubblico, con Rvita B2 ed affollamento 160 persone disposte su 4 livelli, si procede con l’individuazione del RSET come segue:

Tdet 60sec

Tpre 60s (1° percentile) – 180s (99° percentile)

Per calcolare il valore totale, comprensivo quindi del Ttrav si impostano i parametri all’interno del simulatore e si avviano i calcoli.

Simulazione 1: scala larga 120cm

280s

Simulazione 2: scala larga 80cm

290s

 

Conclusioni

Analizzando le due configurazioni, si rileva un rallentamento del 3,5% per il caso analizzato. Un valore assolutamente ininfluente che ci permette di validare il concetto che molto spesso anche con scale di larghezza inferiore a 120c, è possibile garantire il corretto esodo degli occupanti dall'edificio. Risolvendo quindi uno dei punti ostici del Codice di Prevenzione Incendi.

2019 Mood

 

 

2019 l'anno delle Soluzioni Alternative

Iniziamo il nostro 2019 così, perché dove applicare le soluzioni conformi diventa difficile o molto costoso per il cliente, noi percorriamo le soluzioni alternative con approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. Sempre di più, e assicurando il risultato.

FSE PROGETTI srl

RTV Attività Commerciali – Rampa di lancio per l’FSE

 

La regola tecnica

Con Decreto del Ministero dell'Interno del 23 Novembre 2018 è stata approvata la Regola Tecnica Verticale per le le attività commerciali. Pubblicato in gazzetta il 3 12 2018, entra in vigore a partire da 02 gennaio 2019.

Le attività commerciali
Le attività di commerciali di cui trattasi sono quelle previste all'allegato 1 del DPR n.151/2011, individuate con il numero 69 (Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico), esistenti o di nuova realizzazione. Tali norme tecniche si possono applicare in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi di cui al DM 27 luglio 2010 (Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq).

 

Come si applica la regola tecnica verticale (V.8)

Entrando nel dettaglio della regola tecnica verticale e dell’integrazione con l’allegato I Norme tecniche di prevenzione incendi del decreto del 3 agosto 2015, il documento riporta indicazioni sulla classificazione delle attività (in relazione alla superficie utile lorda: AA, AB, AC, AD, AE; massima quota di piani HA, HB, HC, HD), aree di attività (TA, TB1, TB2, TC, TK1, TK2, TM1, TM2, TM3, TT1, TT2, TZ).

I profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3. (tipicamente con Rvita: B2,B3)

Devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) attribuendo i livelli di prestazione secondo i criteri in esse definiti, fermo restando quanto indicato nei punti specifici della RTV che riportano le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO. Pertanto, alle soluzioni alternative non sono posti ulteriori vincoli, ma si applicano i metodi di cui al paragrafo G.2.6.

 

La doppia normativa

La nuova RTV entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

FIRE SAFETY ENGINEERING NELLE ATTIVITA' COMMERCIALI

La pubblicazione della Regola Tecnica Verticale rappresenta un passo fondamentale in termini di normativi. Da oggi non si dovrà più istituire la deroga per fare FSE nelle attività commerciali, ma si potrà adottare la soluzione alternativa dove necessario. Questo si traduce in un inter procedurale più snello (la competenza rimane a livello di comando VVF provinciale) e quindi, applicando i metodi dell'ingegneria antincendio anche a importanti risparmi economici sulle opere di adeguamento antincendio.

S.4 Esodo: calcolo RSET

S.4 Esodo: calcolo ASET

proroga alberghi 2019 – cosa fare?

Cosa si doveva fare?

Se sei arrivato qui è perché hai necessità di capire come gestire l'adeguamento antincendio del tuo hotel. Quest'anno era stato fissato il termine al 1° Dicembre 2018 per presentare la SCIA Parziale, al fine di poter beneficiare della proroga sino al 30/06/2019.

Perché è stato impossibile presentarla entro i termini?

Avendo molti clienti albergatori, ci siamo resi conto anche noi che nel periodo invernale, gli hotel marittimi, non sono assolutamente nelle condizioni di poter presentare la SCIA. Sono infatti completamente chiusi e "protetti" dagli agenti atmosferici. Ci è risultato davvero difficile poter fare il sopralluogo finale per il deposito della SCIA. E quindi?

Cosa succede adesso?

La normativa ci viene in aiuto, e recita: "le attività temporaneamente sospese (es. per chiusura stagionale) o che eserciscano temporaneamente con non oltre 25 posti letto (sotto soglia di assoggettabilità alle procedure di p.i.), possono comunque beneficiare dal regime di proroga al 30/6/2019 ai fini del completo adeguamento, presentando la SCIA parziale anche oltre il termine del 1/12/2018 allegando dichiarazione da cui risulti che in tale periodo l'attività è stata sospesa o mantenuta in esercizio con numero di posti letto sotto soglia di assoggettabilità."

Cosa devo fare?

E' semplice, se ci contatti possiamo fornire anche a te il nostro metodo per eseguire la comunicazione necessaria e nel frattempo avviare le procedure di raccolta dati per la presentazione della SCIA Antincendio prima dell'apertura estiva 2019. Grazie a questo metodo, è possibile risolvere le problematiche che si sono accumulate negli anni, con lavori fatti ad intermittenza. In questo modo inoltre, sarà possibile seguire passo a passo i lavori futuri, mantenendo sempre aggiornata la documentazione al comando di Vigili del Fuoco.

ANTINCENDIO: Come aumentare i quantitativi di materiale a deposito?

 

ANTINCENDIO: Come aumentare i quantitativi di materiale a deposito?

Questa è una domanda che spesso i responsabili di attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011) si chiedono, e senza girarci troppo attorno le soluzioni sono tre:

  1. Depositare un quantitativo maggiore di quello autorizzato, sperando che nessuno mai se ne accorga e/o non divampino incendi nell’attività, ricordandoci che post-incendio è possibile stimare la quantità di materiale a deposito. [SCELTA SCONSIGLIATA]
  2. Installare impianti di protezione attiva, come ad esempio gli impianti sprinkler che grazie al loro intervento sono in grado di contenere o addirittura sopprime l’incendio. Molto efficaci ma molto costosi, sia nella realizzazione che nella manutenzione. Una ulteriore alternativa potrebbe essere quella di proteggere gli elementi strutturali, stesso problema: il costo;
  3. Applicare i metodi dell’Ingegneria Antincendio (Fire Safety Engineering – FSE), che grazie a valutazioni molto più evolute sia lato sviluppo dell’incendio che della resistenza al fuoco delle strutture, consentono di aumentare i quantitativi di materiale autorizzato, senza necessariamente proteggere la struttura o installare impianti di protezione attiva. [SCELTA CONSIGLIATA]

In cosa consiste applicare la Fire Safety Engineering?

Per un responsabile di attività la differenza è poca, in quanto la variazione sostanziale è sugli aspetti progettuali. Diventa infatti centrale la fase di progetto, nel quale il progettista si affida a metodi riconosciuti a livello nazionale ed internazionale per “modellare” l’incendio al fine di valutare per ogni singolo caso (è a tutti gli effetti una progettazione ad-hoc) le reali conseguenze di un incendio all’interno dell’edificio. Generalmente infatti, scendendo così nello specifico si riescono a evitare gli eccessivi margini di sicurezza dei metodi semplificati. Il processo non si arresta qui, infatti questo prosegue con verifiche di resistenza al fuoco anch’esse avanzata che consento di valutare la reale resistenza al fuoco della struttura, sottoposta allo specifico scenario di incendio. Il bello di tutto ciò? Che si mantiene sempre e comunque il livello di sicurezza accettabile.

 

Scenario di Incendio - FSE

 

Quali sono i benefici della FSE per la tua attività?

Semplice, in questo caso sono due:

  1. Maggiore quantità di materiale di deposito autorizzato;
  2. Riduzione, fino in alcuni casi all’eliminazione, di opere di adeguamento con risparmio economico notevole.

Vuoi sapere nella tua attività quanto può essere il tuo beneficio?

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Regola tecnica per impianti distribuzione idrogeno

In vigore dal 5 dicembre prossimo le nuove regole per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti distribuzione idrogeno per autotrazione ai fini della prevenzione incendi

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 257 del 6 novembre 2018) il decreto 23 ottobre 2018 del Ministero dell’Interno, recante “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione.

Il provvedimento ha aggiornato le regole per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti di nuova realizzazione o oggetto di modifiche a partire dal 5 dicembre prossimo (data di entrate in vigore del decreto stesso).

Obiettivi

La regola tecnica contenuta in allegato al decreto è stata predisposta ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni, quali:

  • minimizzare le cause di rilascio accidentale di idrogeno, di incendio e di esplosione
  • limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone
  • limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/o locali contigui all’impianto
  • permettere ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza

Ubicazione

Nel provvedimento vengono individuate le zone in cui gli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione non possono sorgere. Viene anche precisato che l’attestazione, riportante che l’area prescelta per l’installazione dell’impianto non ricade in alcuna delle zone indicate nel provvedimento, deve essere rilasciata dal competente ufficio comunale.

Prodotti antincendio

Il decreto prevede, inoltre, delle regole per l’utilizzo dei prodotti per uso antincendio che devono essere impiegati negli impianti di distribuzione di idrogeno. In particolare tali prodotti devono essere:

  • identificati univocamente sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili
  • qualificati in relazione alle prestazioni richieste e all’uso previsto
  • accettati dal responsabile dell’attività, ovvero dal responsabile dell’esecuzione dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di identificazione e qualificazione

Entrata in vigore

Il provvedimento entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: il 5 dicembre 2018.

Dalla data di entrata in vigore è abrogato il decreto del Ministro dell’interno 31 agosto 2006, recante: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione.