Fire Safety Engineering in Europa ad oggi

Molto interessante l'articolo pubblicato (Feb. 2014) sul magazine dell'SFPE dall'Ingegnere Michael Strömgren che fotografa la Fire Safety Engineering nei principali paesi europei. Fornendo interessanti informazioni su diffusione, istruzione, professionalità e grado di controllo nei paesi del nostro continente.

Di seguito viene riportato l'articolo di Michael Strömgren rielaborato in lingua italiana.

 

L’approccio in Fire Safety Engineering alla sicurezza antincendio sta diventando sempre più comune in Europa. Nonostante ci sono molte differenze tra i paesi europei, troviamo sotto alcuni aspetti anche molte somiglianze. Tutti i paesi devono affrontare nuove sfide per il patrimonio del costruito: tutele ambientali, nuove architetture, mutevoli esigenze della società e il costante progresso tecnologico. La Fire Safety Engineering (FSE) è uno strumento che consente approcci non tradizionali alla sicurezza antincendio, ed essa viene utilizzata sempre più in Europa.

Questo articolo riporta i risultati di un sondaggio condotto per conto della European Chapters Coordination Group (ECCG), che è una sezione della Society of Fire Protection Engineers (SFPE). Lo scopo è quello di identificare lo stato della Fire Safety Engineering (FSE) in Europa e per sostenere le attività del ECCG. Tutti i paesi europei sono stati invitati a partecipare al sondaggio. Le domande riguardano una vasta gamma di argomenti, dalla scuola ai regolamenti per la certificazione con l'intento di individuare il livello di utilizzo della FSE in tutto il continente.

fig_1

Leggi tutto

Fire Investigation: applicazione in edificio civile a torre

Interessante applicazione della FSE per lo studio di eventi già accaduti, al fine di studiare la dinamica evolutiva dell'incendio in termini di calore, ma sopratutto, quando si parla di vite umane, di fumi. Questo approccio viene definito di Fire Investigation, e l'esempio che vi proponiamo è molto utile a scoprire il suo apporto estremamente positivo alla materia della sicurezza in caso di incendio.

Sommario

Il 26 febbraio 2008 un incendio interessa un edificio di grande altezza ubicato nel centro di Padova. L’edificio che si sviluppa su 14 piani fuori terra, è adibito a civile abitazione ed uffici ed al momento dell’incendio è occupato da circa 80 persone.
L’articolo evidenzia gli aspetti dell’intervento dei Vigili del Fuoco allo scopo di confrontare i dati dell’incendio reale con quelli ottenuti mediante una simulazione con software FDS (fire dynamics simulator). Dal riscontro emergono elementi utili alla definizione delle misure di contenimento delle conseguenze in caso d’incendio in edifici di grande altezza.

La sicurezza antincendio negli edifici pluripiano e costruiti in un ambiente urbano di centro storico, trova la sua naturale espressione nel cosiddetto approccio di tipo “prestazionale”, attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi di ingegneria della sicurezza antincendio che tendono a privilegiare l’aspetto analitico, rispetto a quello “tradizionale” basato invece su prescrizioni chiuse e di tipo deterministico.

Diventa dunque indispensabile avviare un processo di cambiamento e rinnovamento che valuti, pianifichi e predisponga la sicurezza antincendio degli edifici, per i quali la semplice applicazione di norme e regole di carattere prescrittivo risultano spesso inadeguate od erroneamente dimensionate per soddisfare le esigenze e gli obiettivi di sicurezza previsti.

Nell’articolo si sviluppa lo studio di un evento di incendio realmente accaduto alla luce dei dati rilevati/acquisiti con il metodo della Fire Investigations e della Fire Engineering, al fine di definire alcuni possibili criteri pratici per la messa in sicurezza degli edifici pluripiano posti nei centri storici delle città italiane.

Vengono inoltre evidenziate alcune considerazioni sulla efficacia delle misure antincendio preventive e protettive adottate nella realtà, in confronto con i disposti normativi e proponendo ulteriori accorgimenti volti a conseguire un ottimale livello delle condizioni di sicurezza.

BARON - INCENDIO IN LARGO EUROPA. BARON - INCENDIO IN LARGO EUROPA.
i soccorsi
BARON - INCENDIO IN LARGO EUROPA. BARON - INCENDIO IN LARGO EUROPA.
la sorgente

Rilevamento degli incendi nei parchi di stoccaggio

Il dispositivo di monitoraggio incendi per i banchi di carbone funziona in continuo e in modo totalmente automatico. Il sistema permette una chiara visualizzazione degli "hot spot" presenti su tutta l'area di stoccaggio. Segnali di allarme a più livelli avvisano prontamente il personale in caso si verifichino situazioni di rischio.

Vantaggi principali

  • Misurazione accurata della temperatura, consente un controllo di processo ottimale da oltre 76000 misurazioni della temperatura individuali
  • Installazione semplice e facilità d'uso, riduce i costi di installazione e la complessità
  • Interfaccia flessibile – fornisce la connessione a un'ampia gamma di interfacce industriali standard ad. es. semplici piattaforme incrociate TCP/IP, OPC, segnali analogici o output di allarme.
  • Il design della purga d'aria ad alte prestazioni mantiene le lenti pulite assicurando performance continue e ottimali negli ambienti industriali
  • Gamma completa di funzioni di analisi e controllo di processo ad esempio misurazione della temperatura puntuale o nell'area, profili di temperatura, istogrammi, isoterme, misure di tendenza e zoom digitale
  • Monitoraggio e controllo fino a quattro imager alla massima velocità

Caratteristiche principali

  • Immagine termica radiometrica ad alta risoluzione fornisce informazioni dettagliate sulla temperatura trasmesse tramite una connessione digitale ad alta velocità
  • Progettato per ambienti industriali difficili assicura la massima affidabilità e disponibilità di misurazione
  • Custodia industriale sigillata – progettata per l'installazione negli impianti o nelle cabine di controllo
  • Touch screen opzionale – dà visualizzazione e controllo locali consentendo la massima flessibilità
  • Ampia capacità di temperatura ambiente – assicura che la termocamera possa essere usata anche negli ambienti più ostili
  • Supporto manuale integrato pan&tilt per l'allineamento semplice del sistema dopo l'installazione


LAND-combustione-cocarbone

 

fonte

Miramare: Incendio nella notte in un hotel: 150 turisti evacuati, 19 intossicati

MIRAMARE - Un grosso incendio ha costretto una notte fuori dalla loro camera ben 156 tra turisti e lavoratori dell’hotel Miramare di Gatteo Mare. E’ qui che è scoppiato un rovinoso rogo che ha comportato ben 19 persone soccorse dal personale del 118 per l’inalazione del fumo, ma per fortuna non per ustioni. L’incendio è scoppiato intorno alle due e mezza di notte tra mercoledì e giovedì nella struttura turistica a tre stelle di viale Giulio Cesare 63 a Gatteo Mare, all’incrocio con via Forlì.

Per sedare le fiamme nell’hotel si sono portate sul posto 9 squadre dei vigili del fuoco, in totale 25 pompieri, provenienti da Cesena, Savignano, Forlì, Rimini e Bellaria. Proprio il personale di Bellaria è stato il primo a raggiungere l’hotel per prestare i primi soccorsi. L’incendio è scoppiato per fortuna all’ultimo piano, il settimo, permettendo così il defluire degli ospiti verso l’uscita. Solo quelli dell’ultimo piano, in cui si trovavano 4 stanze per gli ospiti e gli alloggi del personale, si sono trovati intrappolati, tuttavia su due grossi terrazzoni laterali presenti nella struttura. In totale 15 persone, alcune delle quali hanno optato per scendere con l’autoscala, mentre le rimanenti, anche persone con scarsa capacità motoria, hanno atteso pazientemente sui terrazzi lo spegnimento e la messa in sicurezza.


Le fiamme sono scaturite da un locale lavanderia, dove si trovavano concentrati vari strumenti elettrici come lavatrici, asciugatrici e ferri da stiro, in una fase di piena attività dell’hotel, quindi anche con molto materiale tessile accatastato. Forse qualche attrezzo non adeguatamente spento ha determinato l’inizio del rogo, che si è sviluppato nel locale di servizio in quel momento deserto e quindi non è stato subito domato. Quando è scattato l’allarme, con oltre trenta chiamate al 115, il fumo aveva ormai invaso tutto il piano, verso le tre di notte.“

Gli ospiti hanno potuto far rientro nelle loro stanze solo alle 8 di mattina, stremati dalla notte passata senza chiudere occhio e la paura del rogo notturno. Tutto l’ultimo piano è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, mentre ulteriori accertamenti sono in corso per gli altri piani. Notevoli i danni alla copertura del locale lavanderia, agli impianti elettrici e idrici e alle attrezzature.“

 

 

fonte

Incendio a scuola, evacuati oltre mille studenti e due intossicati

EMPOLI. Paura all'istituto Ipia di Empoli per un incendio che si è sviluppato poco dopo le ore 9 in una costruzione staccato dal corpo principale. I 150 studenti che erano all'interno sono fuggiti fuori dal container che ospita aule e laboratori dell'istituto professionale, ma sono stati evacuati anche gli altri plessi adiacenti del Ferraris Brunelleschi: le lezioni sono state interrotte per oltre mille gli studenti. Due ragazzi sono rimasti intossicati.E sono al momento al San Giuseppe.

Il fuoco - secondo una prima ricostruzione - è partito probabilmente per un corto circuito di un quadro elettrico, all'esterno del container. Le fiamme si sono rapidamente propagate fino a raggiungere il tetto della della struttura in cemento e lamiera, distruggendolo. I ragazzi sono stati fati uscire, gli insegnanti e i bidelli hanno preso gli estintori e hanno iniziato a spengere le fiamme. Nel frattempo si alzata una colonna di fumo ben visibile da tutta la città, ed è scattato un fuggi-fuggi generale, tra grida e scene di panico.

Sul posto i vigili del fuoco che hanno circoscritto in breve le fiamme, il 118 e la polizia di Empoli, oltre agli agenti della polizia municipale dell'Unione dei Comuni, che hanno chiuso al traffico via Sanzio, con inevitabili ripercussioni sul traffico. L'istituto al momento è stato dichiarato inagibile anche perché l'Arpat deve fare i rilievi sulla qualità dell'aria. Al momento non sono stati segnalati casi di intossicazione.

2

La costruzione che ha preso fuoco era stata realizzata circa sette anni fa come provvisoria per ospitare alcune aule. Ma poi di fatto è rimasta. E da tempo gli insegnanti avevano segnalato la necessità di rimuovere questa struttura simile a un container, o almeno di intervenire con lavori di adeguamento: "Doveva essere una sistemazione temporanea - spiega il professore Marco Brusamolino - responsabile del plesso. E invece siamo ancora qua. In passato abbiamo più volte denunciato le cattive condizioni della struttura. Se davvero sarà accertato che l'incendio è partito da un quadro elettrico, sarà la riprova che è non sono stati fatti interventi di manutenzione adeguati". Brusamolino è stato tra i primi a intervenire: "Mi trovano nell'altro edificio, siamo stati attirati dalle urla e dal fumo. Abbiamo preso gli estintori, cercando di circoscrivere le fiamme e poi sono subito intervenuti i vigili del fuoco". I ragazzi comunque nel frattempo "erano già tutti fuori"  assicura il professore Giampaolo Morsellino.


3

A costruire il prefabbricato sono state la Provincia di Firenze e il Circondario Empolese Valdelsa. Ora la competenza  passata alla Città Metropolitana fiorentina, con manutenzione a carico dell'Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa. I danni, spiega il dirigente scolastico Daniela Mancini, hanno interessato tutto l'edificio. L'evacuazione degli altri studenti, aggiunge la preside,  "è stata suggerita dai vigili del fuoco in quanto il vento avrebbe potuto propagare i fumi anche negli edifici adiacenti". in programma un incontro tra i collaboratori della presidenza e i docenti responsabili dell'istituto professionale per redigere un piano organizzativo per concludere l'anno scolastico. Da giovedì gli studenti, eccetto quelli dell'Ipia, ovvero coloro i quali sono direttamente interessati dall'incendio, torneranno sui banchi di scuola.   "Ci impegneremo a far rientrare tutti in classe entro luned 18 maggio - dichiara Mancini - ma sia il nostro istituto che gli altri empolesi non hanno a disposizione spazi per compensare l'inagibilit delle aule del prefabbricato".

 

fonte

Scuole Italiane, solo il 30% sono a norma con la Prevenzione Incendi

Calcinacci per terra nell'aula della scuola materna M.L. King in via Bologna a Ciampino il 12 dicembre 2012. Una bimba e' rimasta ferita nel crollo di un pezzo di solaio della scuola, un'insegnante ha avuto un malore quando ha visto la bimba ferita. ANSA / ANGELO CARCONI

Scuole vecchie e senza agibilità, alcune esposte a rischi sismici e idrogeologici, altre con carenze igieniche e sanitarie. Su tutto l'urgenza di intervenire nel Paese in almeno 3 strutture su 10. Un quadro che lascia l'amaro in bocca quello disegnato dal nuovo rapporto di Legambiente, 'Ecosistema scuola', l'indagine con cui si scrivono sulla lavagna i buoni e i cattivi per la qualita' dell'edilizia scolastica. Il report di Legambiente - costruito sui dati relativi alle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado in 94 citta' - parla chiaro: il 32,5% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente.

Il 41,2% si trova in aree a rischio sismico ma solo il 22,2% degli edifici scolastici ha effettuato la verifica di vulnerabilità. Il 9,8% degli edifici si trova in aree a rischio idrogeologico e l'8,4% e' esposto a rischio vulcanico. Per l'associazione e' "poco rassicurante" il fatto che "il 58% delle scuole sia stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974". Mentre solo il 3,3% tra il 2001 e il 2013. E che scendano al 53,1% le scuole che hanno il certificato di agibilita', al 30,9% gli edifici con certificato di prevenzione incendi, al 58,1% quelle con il certificato di agibilità igienico-sanitaria. Piccola crescita sui requisiti di accessibilita' (84% degli edifici); in calo quelli dove sono previsti interventi per eliminare le barriere architettoniche: dal 16,4% del 2012 all'8,7% del 2013 (circa un 20% non possiede requisiti). Restano stabili i dati sugli impianti elettrici a norma (83,9%), mentre crescono quelli relativi alle porte antipanico (al 96,8%). Seguono linee di bioedilizia soltanto lo 0,6% delle scuole; il 7,8% segue invece criteri antisismici. Secondo Legambiente è necessario "ripartire dalle opere davvero utili: piu' di 41 mila edifici scolastici italiani hanno bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza".

 

Con la Fire Safety Engineering, ottimizzando al massimo gli interventi di adeguamento sarebbe possibile ottenere il CPI per tante scuole italiane, risparmiare in questo caso non vuole rinunciare alla sicurezza in caso di incendio, ma bensì evitare tutte quelle opere senza una reale funzione di protezione per la dinamica dell'incendio all'interno dell'edificio.

 

fonte

L’approccio prestazionale: un’opportunità per una progettazione mirata alla riduzione dei rischi

Tavola-rotonda

Nella rubrica "Tavola Rotonda" della rivista Antincendio pubblicata gli scorsi mesi si pone l'obiettivo di presentare e far conoscere al pubblico i principi ispiratori del Codice di Prevenzione Incendi, proponendo delle riflessioni che alcuni componenti della Commissione Sicurezza Antincendio dell’Ordine degli ingegneri di Milano vorrebbero condividere con altri colleghi per proporre un tavolo di confronto ed un dialogo sull’argomento specifico.

Si tratta di semplici osservazioni scaturite dall’analisi che si sta affrontando da maggio 2014 per migliorare la conoscenza del Testo unico nelle successive versioni sino all’ultima editata come Codice di prevenzione incendi del dicembre 2014.

Gli autori che hanno inviato questi contributi sono convinti che ci sia, nell’approccio prestazionale, che si sostituirà alle regole tecniche prescrittive, un’importante opportunità per far confluire i risultati dell’analisi del rischio in una progettazione mirata alla mitigazione dei rischi e quindi nell’ottimizzare le risorse del Paese con soluzioni adeguate e non più determinate a priori come accade ora, e hanno quindi ritenuto utile proporre un momento di confronto comune su questo metodo innovativo.

FSE progetti accoglie volentieri la possibilità di contribuire con la propria opinione sul nuovo codice, e chiunque fosse interessato potrà scrivere direttamente alla rivista  tramite la casella di posta:  [email protected]

 

di seguito l'articolo completo

Esodo centro commerciale – DM 27/07/2011

Centro-Commerciale-FSE

Il DM 27/07/2011 "Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq" impone regole precise sulle vie di esodo, in particolare individua come lunghezza massima di esse 50m, incrementabili a 60m in caso di predisposizione di ventilazione meccanica per lo smaltimento dei fumi (Par. 4.3)

FSE progetti ha reso possibile regolarizzare un centro commerciale che non rispettava questi vincoli in quanto presentava lunghezze delle vie di esodo superiori ai 60m concessi. Per fare ciò si è seguito l'approccio prestazionale (FSE) che come richiesto dal Comando Dei VVF competente, ha potuto dimostrare la verifica dell'esodo degli interi occupanti dall'edificio. 

  • 1°step: definizione dell'affollamento massimo nei locali con conseguente modellazione FDS
  • 2°step: calcolo dell'RSET definito come tempo necessario al completo esodo
  • 3°step: modellazione degli scenari di incendio più significativi con relativo calcolo dell'ASET, tempo entro il quale sono garantiti i parametri vitali di esodo degli occupanti. In questo caso specifico, il comando chiedeva una particolare attenzione all'altezza dei fumi lungo le vie di esodo, ponendo condizione fondamentale un'altezza libera da essi pari a 2m da terra.
  • 4°step: verifica che ASET > RSET

A seguito di ciò si è ottenuto parere favorevole dei VVF con relativo rilascio del CPI (Certificato di Prevenzione Incendi).

Attività commerciali - Testo coordinato versione 2

Scenari di Evacuazione

La normativa prevede un strada alternativa a quella prescrittiva e la Fire Safety Engineering la percorre. Questa metodologia permette di calcolare esattamente i tempi necessari all'esodo degli occupanti, modellando l'edificio nel suo insieme ed inserendo l'affollamento massimo, per poi confrontare il tempo necessario all'esodo (RSET = Required Safe Escape Time) con quello disponibile dagli scenari di incendio più rilevanti (ASET = Available Safe Escape Time).

Leggi tutto

Pordenone, incendio in una biblioteca di San Martino al Tagliamento

pordenone

Nel pomeriggio di martedì 7 aprile, i Vigili del Fuoco sono intervenuti per l'incendio di un fabbricato di proprietà del comune di San Martino al Tagliamento utilizzato come biblioteca, centro sociale e sede di associazioni culturali. L'incendio, che ha avuto origine in un ripostiglio, ha successivamente coinvolto parte del primo piano, dove si trovava la biblioteca, attaccando anche parte della copertura in legno.

Leggi tutto