autotrasportatori: rimborso sul gasolio consumato

 

Autotrasportatori: novità 2018

In questo articolo parliamo di una novità che interessa gli autotrasportatori con deposito privato di carburante (tank mobile). Infatti nel 2018, i benefici per il gasolio da autotrazione, hanno subito notevoli cambiamenti. Ad aprile, quando si dovranno comunicare i dati per Benefici gasolio autotrazione 1° trimestre 2018, al fine del recupero delle accise, nel modulo sarà necessario comunicare gli estremi autorizzativi del distributore privato di carburate.

Come ottenere il rimborso sul gasolio consumato?

Dal 2018 è necessario possedere l’autorizzazione comunale tramite SUAP, e per fare ciò in prima battuta è necessario ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi, al fine di avere l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco.

pertanto i passaggi obbligatori sono:

  1. Certificato di Prevenzione Incendi
  2. Autorizzazione SUAP come distributore privato;
  3. Compilazione modulo recupero delle accise.

Come faccio a regolarizzarti?

Se vuoi regolarizzarti per non perdere il beneficio fiscale delle accise sul carburante contattaci, abbiamo un servizio dedicato agli autotrasportatori che ti permetterà di regolarizzare il distributore privato, in 3 semplici passi.

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Contenitori/distributori di carburanti

La nuova regola tecnica

Prosegue il rinnovamento del panorama normativo antincendio italiano. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale tramite il DM 22 novembre 2017 la regola tecnica di prevenzione incendi per l’installazione e l’esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante liquido di categoria C.

Cosa abroga?

contestualmente sono abrogate le seguenti disposizioni:

  1. DM 19 marzo 1990 recante «Norme per il rifornimento di carburanti, a mezzo di contenitori-distributori mobili, per macchine in uso presso aziende agricole, cave e cantieri»;
  2. DM 12 settembre 2003 recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l’installazione e l’esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m3, in contenitori-distributori rimovibili per il rifornimento di automezzi destinati all’attività di autotrasporto»;
  3. 5, comma 4 del DM 27 gennaio 2006 recante «Requisiti degli apparecchi, sistemi di protezione e dispositivi utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, ai sensi della direttiva n. 94/9/CE, presenti nelle attività soggette ai controlli antincendio»;

Quando entra in vigore?

il DM 22 novembre 2017 entra in vigore il 6 gennaio 2018.

NOVITA' MAGGIO 2018

La commercializzazione e l’installazione dei contenitori-distributori di tipo approvato conformi alle specifiche tecniche contenute nel decreto del Ministro dell’interno del 19 marzo 1990  e nel decreto del Ministro dell’interno del 12 settembre 2003 è consentita per un periodo non superiore a nove mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La disposizione si applica ai contenitori-distributori prodotti prima dell’entrata in vigore prima del DM 22 novembre 2017.

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Il ruolo del progettista con il Codice

Paragrafo G.2.5.1 del Codice

 

Il progettista al centro

Dal DPR 151/2011 è partito l'accentramento delle responsabilità sul progettista, su vari aspetti uno di questi la progettazione. Il primo segno tangibile sono le categorie A, dove non vi è una valutazione progetto, ma è il progettista che applicando una regola tecnica verticale attesta la conformità alle normative antincendio.

Ma come ben sappiamo, per le attività B e C vige ancora l'obbligatorietà della valutazione progetto. Un passaggio sicuramente importante perché permette di valutare l'intera progettazione con un occhio anche operativo piuttosto che solo di tipo tecnico e dal confronto, quasi sempre, ne esce una progettazione qualitativamente più alta.

Una novità sostanziale, estremamente innovativa che il Codice porta con se è la non opinabilità delle misure compensative del rischio. Se è vero il fatto che già da prima del Codice erano chiare le metodologie di valutazione del rischio, solo ora sono altrettanto chiare le relative misure di compensazione. Questo è stato fatto con l'obiettivo di unificare su tutto il territorio nazionale l'applicazione delle norme alle medesime attività.

Concetto che nella sua innovazione deve sicuramente essere digerito da progettisti e funzionari VVF.

 

Paragrafo G.2.10 del Codice

 

Il Codice e il ruolo del progettista

Il DM 3 agosto 2015 al paragrafo S.2.5.1 Valutazione del rischio di incendio per l'attività esplicita al comma 1 quanto segue: “Il progettista valuta il rischio di incendio per l'attività e le attribuisce tre tipologie di profili di rischio…” ed al G.2.10 Valutazione del progetto antincendio riporta al comma 2 “Il progettista assume piena responsabilità in merito alla valutazione del rischio di incendio riportata nella documentazione progettuale relativa all'attività.

Pertanto, prese nota delle due definizioni normative si evince come il Codice sia in linea con il DPR 151/2011, e che se per qualche ragione si volessero imporre delle misure compensative che il Codice non prevede, con la nuova struttura sono da inserire al capitolo V.1 Attività a rischio specifico, e non modificando l'Rvita affinché queste ricadano nella loro obbligatorietà.

normativa antincendio ristoranti

 

 

I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio solo se, al loro interno sono presenti attività soggette ai controlli dei VVF, come ad esempio le Cucine con più di 116kW di potenza. Questo chiarimento è stato emanato da parte del dipartimento dei vigili del fuoco con il protocollo 0017072.

Generalmente quindi NON sono individuati all’attività n°65 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) solo se presenti cucine.

E' possibile che in un ristorante possano trovarsi cucine e/o centrali termiche, che necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal ristorante più piccolo a quello più grande d’Italia.

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normativa antincendio condominio

 

I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°77 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Però è possibile che in un condominio possano trovarsi anche autorimesse e/o centrali termiche, anch’esse necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal condominio più piccolo al complesso edilizio più grande d’Italia.

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normativa antincendio uffici

 

Gli uffici, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°71 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dall’ufficio più piccolo al compelesso edilizio più grande d’Italia.

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RTV Scuole – Rampa di lancio per l’FSE

 

Con Decreto del Ministero dell'Interno del 7 agosto 2017 è stata approvata la Regola Tecnica Verticale per le le attività scolastiche, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. (17A05836)

 

Le attività scolastiche
Le attività di scolastiche di cui trattasi sono quelle previste all'allegato 1 del DPR n.151/2011, individuate con il numero 67 (edifici o locali adibiti ad attività scolastica di ogni ordine, grado e tipo, collegi e accademie, con affollamento superiore a 100 occupanti), esistenti o di nuova realizzazione. Tali norme tecniche si possono applicare in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi di cui al DM 26 ottobre 1992 (Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica).

Come si applica la regola tecnica verticale (V.7)

Entrando nel dettaglio della regola tecnica verticale e dell’integrazione con l’allegato I Norme tecniche di prevenzione incendi del decreto del 3 agosto 2015, il documento riporta indicazioni sulla classificazione delle scuole (in relazione al numero massimo di presenti: OA, OB, OC, OD, OE; massima quota di piani HA, HB, HC, HD, HE), aree di attività (TA, TM, TO, TK, TT, TZ).

I profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3. (tipicamente con Rvita: A2,A3)

Devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) attribuendo i livelli di prestazione secondo i criteri in esse definiti, fermo restando quanto indicato nei punti specifici della RTV che riportano le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO. Pertanto, alle soluzioni alternative non sono posti ulteriori vincoli, ma si applicano i metodi di cui al paragrafo G.2.6.

La doppia normativa

La nuova RTV entra in vigore dal giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ossia l’8 agosto 2017. All'esito del monitoraggio del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, saranno verificati, entro il 31 dicembre 2019, gli elementi raccolti al fine di determinare l'esclusiva applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto, in sostituzione delle norme di prevenzione incendi per le attività scolastiche di cui al decreto del Ministro dell'interno del 26 agosto 1992.

FIRE SAFETY ENGINEERING NELLE SCUOLE

La pubblicazione della Regola Tecnica Verticale rappresenta un passo fondamentale in termini di normativi. Da oggi non si dovrà più istituire la deroga per fare FSE nelle attività scolastiche, ma si potrà adottare la soluzione alternativa dove necessario. Questo si traduce in un inter procedurale più snello (la competenza rimane a livello di comando VVF provinciale) e quindi, applicando i metodi dell'ingegneria antincendio anche a importanti risparmi economici sulle opere di adeguamento antincendio.

S.4 Esodo: Soluzione Alternativa

S.4 Esodo: Soluzione Alternativa

RTV Attività scolastiche

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normativa antincendio autorimesse

 

Le autorimesse, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le autovetture ed il combustibile contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°75 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso, l’accesso all’autorimessa ed il suo utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dall’autorimessa condominiale più piccola al parcheggio multi-piano più grande d’Italia.

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normativa antincendio depositi merci

 

I depositi merci, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le grandi quantità di materiale contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all'attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°70 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimi oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal magazzino più piccolo al polo logistico più grande d’Italia.

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Strategia S.1 Reazione al Fuoco

Se stai cercando come individuare correttamente le soluzioni alle strategie antincendio (tra quelle possibili) con il DM 03 agosto 2015 "Codice di Prevenzione Incendi" sei nel posto giusto e ti consigliamo di continuare la lettura. Se cercavi altro, ritenta!

 

Le strategie antincendio S.1 Reazione al fuoco

La reazione al fuoco è una misura antincendio di protezione passiva (non serve infatti l’intervento di un operatore o di un impianto) che esplica i suoi principali effetti nella fase di prima propagazione dell'incendio (quella caratterizzata dall’esodo degli occupanti), con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione stessa dell'incendio. Si riferisce infatti al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni finali di applicazione (vedi Granfell Tower, e l’effetto camino), con particolare riguardo al grado di partecipazione all'incendio che essi manifestano in condizioni standardizzate di prova.

 

Individuazione del livello di prestazione

I livelli di prestazione per la reazione al fuoco dei materiali impiegati nelle attività sono riportati nella tabella S.1-1. Questi requisiti sono applicati agli ambiti dell'attività ove si intenda limitare la partecipazione dei materiali alla combustione e ridurre la propagazione dell'incendio. Come tutti i livelli di prestazione del Codice, sono individuati con numero romano (I, II, III, IV) e rappresentano idealmente le taglie di un vestito che deve potersi adattare al meglio alla nostra attività. Più alto è il livello e più alte saranno le restrizioni.

 

Tabella S.1-1

 

Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione

Nelle tabelle S.1-2 ed S.1-3 sono riportati i criteri generalmente accettati per l'attribuzione agli ambiti dell'attività dei livelli di prestazione per la reazione al fuoco dei materiali.

Questa fase è estremamente importante, perché sarà quella che definirà l’entità delle misure antincendio. Il parametro fondamentale è l’Rvita, individuato a termine della valutazione del rischio incendio. La struttura del Codice, prevede la possibilità, in alcuni casi, che vi siano prescrizioni differenti tra le vie d'esodo dell'attività limitatamente a vie d'esodo verticali, percorsi d'esodo (corridoi, atri, filtri...) e spazi calmi, e gli altri locali dell’attività.

tabella S.1-2 e S.1-3

 

Soluzioni progettuali

Nel codice sono riportate, per ciascun livello di prestazione, le soluzioni conformi riferite ai gruppi di materiali GM0, GM1, GM2, GM3, GM4, e specifica che possono esclusi da valutazione dei requisiti di reazione al fuoco i materiali stoccati od oggetto di processi produttivi (es. beni in deposito, in vendita, in esposizione, ...), gli elementi strutturali portanti per i quali sia già richiesta la verifica dei requisiti di resistenza al fuoco e i materiali protetti con separazioni di classe di resistenza al fuoco almeno K 30 o EI 30.

Indipendentemente dalle soluzioni conformi adottate per i rivestimenti, sono comunque ammessi materiali, installati a parete o a pavimento, compresi nel gruppo di materiali GM4, per una superficie non superiore al 5% della superficie lorda interna delle vie d'esodo o dei locali dell'attività (es. somma delle superfici lorde di soffitto, pareti, pavimento ed aperture del locale).

Soluzioni conformi per il livello di prestazione II

Si considera soluzione conforme l'impiego di materiali compresi del gruppo GM3, ovvero:

Classe 1 italiana per: materiale per impianti, materiali di isolamento;

Classe 2 italiana per: arredamento, scenografie, tendoni per coperture, rivestimenti e completamenti;

Classe 4 italiana per: materiali di isolamento protetti.

 

Soluzioni conformi per il livello di prestazione III

Si considera soluzione conforme l'impiego di materiali compresi del gruppo GM2, ovvero:

Classe 1 italiana per: arredamento, scenografie, tendoni per coperture, rivestimenti e completamenti, materiale per impianti, materiali di isolamento;

Classe 3 italiana per: materiali di isolamento protetti.

 

Soluzioni conformi per il livello di prestazione IV

Si considera soluzione conforme l'impiego di materiali compresi del gruppo GM1, ovvero:

Classe 0 italiana per: rivestimenti a soffitto, controsoffitti, pavimentazioni sopraelevate, materiali di isolamento;

Classe 1 italiana per: arredamento, scenografie, tendoni per coperture, rivestimenti e completamenti, materiale per impianti;

Classe 2 italiana per: materiali di isolamento protetti.

 

Soluzioni alternative

Sono ammesse soluzioni alternative per tutti i livelli di prestazione, individuabili tra quelle previste da capitolo G.2.6 ovvero:

  • norme internazionali
  • prodotti innovativi
  • ingegneria della sicurezza antincendio.

 

RTV uffici (att. 71 del DPR 151/2011)

Nella regola tecnica verticale troviamo le seguenti indicazioni:

Nelle vie di esodo verticali, passaggi di comunicazione delle vie di esodo orizzontali (es. corridoi, atri, spazi calmi, filtri, …) devono essere impiegati materiali appartenenti almeno al gruppo GM2.

 

RTV Strutture ricettive turistico-alberghiere (att. 66 del DPR 151/2011)

Nella regola tecnica verticale troviamo le seguenti indicazioni:

All’interno delle aree TC (camere) i mobili imbottiti e i tendaggi devono appartenere al gruppo di materiali GM2 (classe 1 e 1IM italiana).

Ad esclusione delle aree TC, il limite del 5% di rivestimenti di classe GM4 può essere elevato al 25% limitatamente per i rivestimenti in legno.

 

RTV autorimessa (att. 75 del DPR 151/2011)

Nella regola tecnica verticale troviamo le seguenti indicazioni:

Nelle aree TA (parcamento autoveicoli) non è ammesso il livello di prestazione I.

Le strutture portanti e separanti delle attività SC (autosilo) devono essere realizzate con materiali del gruppo GM0 di reazione al fuoco.

 

Ora hai tutti gli strumenti necessari per applicare la strategia S.1 Reazione al fuoco, concetti fondamentali per rallentare (ma non fermare) la propagazione dell’incendio.

È ora di passare alla S.2 Resistenza al Fuoco delle strutture!

 

Riferimenti

DM 3 agosto 2015, Codice di Prevenzione Incendi

Commissione europea, Direzione generale per le Imprese e l'industria, “Construction - Harmonised European Standards”

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