sistemi o impianti a disponibilità superiore

Che cos'è un impianto a disponibilità superiore?

In parole semplici è un impianto che deve avere probabilità malfunzionamento in caso di emergenza molto più remote di un impianto tradizionale. Deve funzionare! Perché uno dei concetti che non ci stancheremo mai di ripetere è che se un impianto c'è, si deve considerare funzionante. Certo, questa considerazione deve essere supportata da una precisissima e molto approfondita progettazione impiantistica e gestionale al fine di poter far risparmiare sui costi di adeguamento il cliente finale. Rispettando la legge.

Quando servono gli impianti a disponibilità superiore?

Il Codice versione 2.0 introduce il concetto di "disponibilità superiore dell'impianto". Nello specifico lo troviamo nei seguenti passaggi, che sono decisamente significativi sia in caso di progettazione ordinaria che in caso di progettazione ingegneristica.

G.3.4 Profilo di Rischio Rambiente

Comma 3

Se non diversamente indicato nel presente documento o determinato in esito a specifica valutazione del rischio, il profilo di rischio Rambiente è ritenuto non significativo:

  1. negli ambiti protetti da impianti o sistemi automatici di completa estinzione dell’incendio (capitolo S.6) a disponibilità superiore;
  2. nelle attività civili (es. strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere…)

 

M1.8 Requisiti aggiuntivi per la gestione della sicurezza antincendio

Comma 5

Qualora i sistemi di protezione attiva siano considerati ai fini della riduzione della potenza termica rilasciata dall’incendio RHR(t) (capitolo M.2) o comunque contribuiscano a mitigare gli effetti dell’incendio, devono essere installati sistemi a disponibilità superiore

Come garantisco la disponibilità superiore?

La disponibilità superiore per sistemi o impianti è ottenuta tramite:

  1. migliore affidabilità
  2. maggiore manutenibilità e supporto logistico della manutenzione

Al fine di mantenere il livello di sicurezza assicurato all'attività, si prevede la gestione degli stati degradati o dello stato di indisponibilità del sistema.

Miglior affidabilità

La miglior affidabilità si ottiene da una serie di fattori. Possiamo scegliere componenti con ratei di guasto inferiori (es: componentistiche NFPA ed FM Global anzichè UNI) e/o andare a rendere ridondanti i componenti più critici. Queste operazioni però, se si vuol dire che si sta eseguendo una buona progettazione sono da misurare in modo quantitativo tramite la Fault Tree Analysis.

Tramite la Fault Tree Analysis possiamo calcolare la probabilità di non funzionamento di un impianto andando a migliorare quello che può essere il risultato numerico di un impianto ordinario, portandolo ad essere un impianto a maggior affidabilità.

Come è evidente, questo vuol dire che la valutazione è necessario eseguirla su un progetto impiantistico definitivo, con componentistiche e layout definiti.

Miglior manutenibilitá

La miglior manutenibilitá invece si ottiene da una serie di fattori tecnico-gestionali. É infatti opportuno prevedere aspetti all'interno del Sistema di Gestione della Sicurezza avanzato che consentano di innalzare un impianto ad alta affidabilità ad un impianto a disponibilità superiore vero e proprio. All'interno di questo tema è necessario gestire gli stati degradati dell'impianto, calibrando costantemente le frequenze di controllo e manutenzione sulla base del reale rateo di guasto dei componenti.

Iter autorizzativo VVF (consigliato)

FASE 1

  • Progettazione antincendio con il Codice di Prevenzione Incendi
  • Allegato ingegneristico con soluzioni alternative con approccio ingegneristico (con Fire Risk Assasment e coinvolgimento del comparto strutturale)
  • Progettazione definitiva impianto di protezione attiva automatico ad alta affidabilità
  • progettazione SGSA

FASE 2

  • Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco provinciale;
  • Progettazione esecutiva impianto di protezione attiva automatico ad alta affidabilità
  • Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio avanzato
  • SCIA Antincendio ed ottenimento CPI

 

distanze si separazione Idrogeno

Le distanze di separazione della NFPA 2 in presenza di idrogeno

La normativa indica delle distanze minime di separazione in funzione della pressione, del diametro della tubazione e del "gruppo di esposizione" in cui ricadono i bersagli che stiamo analizzando. Nello Specifico in Tabella 7.3.2.3.1.1.

 

Interponendo queste distanze è possibile gestire gli effetti dell'incendio e ridurre (fino ad evitare) la propagazione dell'incendio a tutto ciò che viene considerato bersaglio in termini di prevenzione incendi. Questi dati sono desunti da prove e conservano fattori di sicurezza. Nel caso vi fosse la necessità è possibile approfondire la tematica utilizzando l'approccio ingegneristico FSE per valutare la possibilità di ridurle.

Per maggiori informazioni sull'applicazione:

 

333 2468160

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Nuova norma antincendio edifici civili

REGOLA TECNICA VERTICALE DI PREVENZIONE INCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE

Nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 30 maggio 2022 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 19 maggio 2022 inerente la regola tecnica verticale di prevenzione incendi (V.14) per gli edifici di civile abitazione, secondo il Codice di prevenzione incendi.
Le norme tecniche si applicano agli edifici destinati a civile abitazione, individuati con l’attività 77 dell’allegato I del D.P.R. 151/2011 ed entra in vigore il 29 giugno 2022.

 

Dove è obbligatorio applicarla?

La normativa antincendio è obbligatoria negli edifici destinati a civile abitazione di altezza antincendio >24m (n°77 del DPR 151) sia esistenti che di nuova realizzazione. In questo caso però la nuova normativa rappresenta una validissima alternativa al DM 16 maggio 1987 oramai decisamente obsoleto ma ancora in vigore.

 

 

Quale normativa mi conviene applicare?

Scoprilo con noi.

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NFPA 2 Hydrogen Technologies Code

Prevenzione incendi: Inquadramento internazionale sul Rischio incendio H2

L'NFPA 2 fornisce garanzie fondamentali per la produzione, l'installazione, lo stoccaggio, il trasporto, l'uso e l'utilizzo dell'idrogeno sotto forma di gas compresso (GH2) o liquido criogenico (LH2).

Requisiti generici di sicurezza

  • Soluzioni conformi per diverse casistiche
    • Stazioni di rifornimento;
    • Sistemi di generazione dell’idrogeno;
    • Parcheggi per auto ad idrogeno;
    • Ecc...
  • Soluzione performance base (FSE)
    • approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio;
  • Indicazioni supplementari alla NFPA 13
    • per gli impianti idrici.

Per maggiori informazioni sull'applicazione:

 

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Chiusure d’ambito degli edifici civili

Capitolo V.13 Chiusure d'ambito degli edifici civili

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 8 aprile 2022 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 30 marzo 2022 inerente la nuova regola tecnica verticale sulle facciate degli edifici civili, secondo il Codice di prevenzione incendi.
La normativa individua le prestazioni di sicurezza antincendio degli involucri edilizi, i requisiti dei materiali e le modalità realizzative finalizzate alla limitazione della propagazione dell’incendio tra i compartimenti per effetto delle facciate.

La normativa entra in vigore il 7 luglio 2022.

Dove si applica?

Si applicano alle chiusure d’ambito degli edifici civili a cui si applica il Codice di Prevenzione Incendi, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ovvero a quelli di nuova realizzazione.

La nuova disposizione sulle facciate non è una normativa autonoma ma corrisponde alla RTV V.13 del Codice di prevenzione incendi e quindi ne mantiene lo stesso campo di applicazione. Si applica a tutte quelle attività CIVILI alle quali è applicabile il Codice di prevenzione incendi, che possono essere sintetizzate come di seguito:

  • attività soggette al D.P.R. 151/2011 alle quali si applica il Codice di prevenzione incendi (art. 2 del D.M. 3/8/2015);
  • attività soggette e NON soggette, che costituiscono luoghi di lavoro (art. 3 del D.M. 3/9/2021);
  • attività NON soggette, classificate come luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, per le quali si applica il MINICODICE e dovrà essere rispettata la compartimentazione (art. 3 del D.M. 3/9/2021).

Cosa sostituisce?

la nuova RTV sostituisce i corrispondenti riferimenti tecnici contenuti nel Codice al paragrafo S.3.5.6 Superfici vulnerabili di chiusura esterna del compartimento che recita: "L’adozione di particolari tipi di superfici di chiusura verso l’esterno (es. facciate continue, facciate ventilate, coperture, ...) non deve costituire pregiudizio per l’efficacia della compartimentazione di piano o di qualsiasi altra compartimentazione orizzontale e verticale presente all’interno dell’edificio." In ultimo, sostituisce le indicazioni di cui alla Lettera circolare prot. n. 5043 del 15-04-2013 Guida tecnica su: “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili - Aggiornamento".

Si applica negli edifici esistenti?

Il Decreto non comporta adeguamenti per le attività che ricadano in uno dei seguenti casi:

  • già in regola con almeno uno degli adempimenti previsti dal DPR 151/2011;
  • siano state progettate sulla base al Codice di Prevenzione Incendi attualmente vigente, comprovati da atti rilasciati dalle amministrazioni competenti.

Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento delle attività esistenti, si applica il Codice di Prevenzione Incendi.

normativa antincendio depositi merci

NORMATIVA ANTINCENDIO DEPOSITI MERCI

I depositi merci, nonché i depositi di logistica tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, le grandi quantità di materiale contenuto possono produrre importanti effetti di potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all'attività.

Generalmente sono individuati all’attività n°70 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Cosa devo fare?

È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti una soluzione tecnica adatta a te, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio. L'aspetto più interessante è che potrai capire come l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio potrà ottimizzare la progettazione e farti risparmiare in termini di adeguamento antincendio.

Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimi oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

Perché siamo specializzati in questo, siamo una società di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale, FSE) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal magazzino più piccolo al polo logistico più grande d’Italia.

Centrali di produzione e stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi

NORMATIVA ANTINCENDIO PRODUZIONE E STOCCAGGIO DI IDROCARBURI

La normativa italiana prevede i controlli da parte dei vigili del fuoco in quanto queste attività sono comprese nella n. 7 dell'allegato al DPR 01/08/2011 n. 151, ovvero “Centrali di produzione di idrocarburi liquidi e gassosi e di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili, di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886 ed al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624”

 

att. n°7 del DPR 151/2011

Normativa antincendio per le centrali di produzione e stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi

Per la produzione e stoccaggio sotterraneo di idrocarburi i riferimenti sono 2. Il primo riguarda l'Integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere e delle cave, contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959,n.128, al fine di regolare le attività di prospezione, di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale.

Il secondo invece riguarda l'attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee.

Autorizzazione antincendio per le reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili

Per tutte le tipologie ricomprese, è necessaria l'approvazione preventiva da parte del Comando dei Vigili del Fuoco. E' necessario infatti presentare istanza di valutazione del progetto per Cat. C e solo successivamente la SCIA antincendio attendendo in ultimo il sopralluogo dei VVF per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Scopri come ottenere l'autorizzazione antincendio, ottimizzando i tempi, le modalità e l'impatto economico dell'intervento.

 

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Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili

NORMATIVA ANTINCENDIO RETI GAS

La normativa italiana prevede i controlli da parte dei vigili del fuoco in quanto queste attività sono comprese nella n. 6 dell'allegato al DPR 01/08/2011 n. 151, ovvero “Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica, con esclusione delle reti di distribuzione e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa.”

 

 

att. n°6 del DPR 151/2011

Normativa antincendio per le reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili

Per la Rete di Distribuzione del gas normale compresso si applica il DM 16/04/2008 ovvero la Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0,8.

Invece, per la Rete di Trasporto del gas normale compresso si applica il DM 17/04/2008 ovvero la Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8.

Autorizzazione antincendio per le reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili

In caso di pressione da 0,5 a 2,4 MPa, non è necessaria l'approvazione preventiva da parte del comando VVF. Si può eseguire la progettazione e presentare direttamente la SCIA antincendio.

In caso di pressione superiore a 2,4MPa è necessaria l'approvazione preventiva da parte del Comando dei Vigili del Fuoco. E' necessario infatti presentare istanza di valutazione del progetto per Cat. B e solo successivamente la SCIA antincendio.

Scopri come ottenere l'autorizzazione antincendio, ottimizzando i tempi, le modalità e l'impatto economico dell'intervento.

 

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Come evitare la distanza di separazione

É possibile evitare la distanza di separazione antincendio!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni sofisticate e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di FSE (acronimo inglese di Approccio Ingegneristico alla Sicurezza Antincendio). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare le distanze di separazione antincendio nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con metodologia FSE;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo (tanto da darci il nome). Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.

Come evitare la seconda scala antincendio

É possibile evitare la seconda scala antincendio!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni sofisticate e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di FSE (acronimo inglese di Approccio Ingegneristico alla Sicurezza Antincendio). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare la seconda scala antincendio nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con metodologia FSE;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo (tanto da darci il nome). Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.