Stop alle Deroghe nelle autorimesse

Scopo e campo di applicazione

 

Continua la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Regole Tecniche Verticali, finalmente anche alle Autorimesse (attività 75 del DPR 151/2011) potrà essere applicato il Codice di Prevenzione Incendi.

Un  notizia davvero positiva, che conferma l'enorme sforzo del corpo Nazionale dei VVF per ampliare e rinnovare il panorama normativo italiano e allinearlo con gli standard europei ed americani.

Con il DM 21/02/2017 possiamo dire finalmente addio alle Deroghe nelle Autorimesse. Ad oggi, circa il 50% di deroghe presentate ai comandi VVF hanno oggetto un'autorimessa. Spesso le prescrizioni difficili da rispettare sono la larghezza delle rampe di accesso e corsie di manovra (che poco hanno a che fare con l'antincendio), la resistenza al fuoco delle strutture, l'insufficiente superficie di aerazione dei locali e la lunghezza dei percorsi d'esodo.

Con il nuovo decreto, questi aspetti sono stati ammorbiditi e la possibilità di ricorrere alle soluzioni alternative permetterà di eliminare la necessità di ricorrere all'istituzione della Deroga. La competenza quindi, anche in caso di applicazione di approccio ingegneristico (FSE) rimarrà al comando provinciale, senza percorrere un iter spesso lungo e tortuoso al CTR.

Finalmente sarà possibile, regolarizzare situazioni ad oggi in stallo per i costi troppo alti di adeguamento oppure per l'impossibilità tecnico-architettonica di eseguire gli adeguamenti.

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    Resistenza al fuoco negli Alberghi

     

    REI o non REI? Questo è il problema!

     

    Come ben sappiamo, spesso gli Alberghi Italiani possono avere problemi di resistenza al fuoco delle strutture. Chiaramente questo avviene più frequentemente in edifici storici, con solai in legno, ma possiamo avere problemi anche in strutture in C.A. o muri divisori per la componente di compartimentazione in edifici più moderni.

    Il Codice di prevenzione incendi del 2015, integrato con l'RTV del 2016, già di suo introduce delle semplificazioni a riguardo, riducendo in alcuni casi la Classe minima di resistenza al fuoco nelle nuove attività, rispetto alla vecchia normativa del 1994. Spesso però anche con le nuove classi, non è possibile verificare il requisito di resistenza al fuoco senza proteggere le strutture.

    Ma una soluzione c'è, e può evitare costi importanti di protezione delle strutture.

    Prima di parlarne è interessante riepilogare quello che prevede la normativa oggi:

    Tabella equiparativa requisito "R".

     

    E se il mio albergo non è in grado di garantire la classe di Resistenza al Fuoco richiesta sono obbligato a rivestire e proteggere le strutture?

    Non sempre! Con i nuovi metodi di progettazione è possibile ridurre al minimo necessario, ed in certi casi evitare completamente, i rivestimenti protettetivi, mediante la modellazione di incendio avanzata, con curva naturale. Per ulteriori informazioni, contattaci per un sopralluogo nella vostra attività.

     

    Approfondimento tecnico

    Quello che notiamo è che se prima vi era una distinzione tra attività nuove ed esistenti, oggi con il Codice questa caratteristica non c'è più. La scelta di uniformare la normativa è stata assolutamente corretta, in quanto non vi è senso fisico (in termini di Temperature raggiunte all'interno dei locali incendiati) a ridurre la classe di resistenza al fuoco nelle strutture esistenti, tant'è che per altri aspetti, si è dimostrato che rendere a norma una struttura alberghiera con DM 9 aprlie 1994 come attività esistente, non garantisce il soddisfacimento dei requisiti minimi di sicurezza in caso di incendio. In poche parole, troppi sconti e fatti male.

    Da queste considerazioni quindi il codice prevede una unica classe di riferimento, che sempre nell'ottica di "alleggerimento" rispetto alle vecchie normative, equipara tutte le strutture a classi di resistenza al fuoco similari a quelle delle attività esistenti della vecchia normativa. Sono scomparsi gli "sconti" a seguito dell'installazione della rilevazione automatica e della presenza h24 degli addetti antincendio, queste infatti sono misure, importantissime, ma che contribuiscono notevolmente all'esodo degli occupanti, e molto poco alla resistenza al fuoco della struttura.

    Come risolvo se la mia struttura alberghiera, allo stato attuale non soddisfa i requisiti della soluzione conforme (es. R60)?

    Prima di procedere con l'installazione di pannelli protettivi, vernici intumescenti o altro, è opportuno valutare l'applicazione della Soluzione Alternativa con Approccio Ingegneristico (Fire Safety Engineering), mediante il calcolo delle reali temperature che possono svilupparsi all'interno dell'edificio a seguito di modellazione avanzata di incendio.

    Esempio di una stanza d'albergo:

    Prendiamo ad esempio questa tipica stanza da albergo. 24mq di superficie totale, altezza 3m e due superfici finestrate. La stanza è protetta da porta EI30, pertanto l'incendio viene alimentato dalle sole due superfici vetrate.

    La camera oggetto di incendio

    Per definire la curva naturale di incendio, si eseguono i seguenti step:

    • Calcolo dell'energia totale a disposizione: 8160MJ (240MJ/mq);
    • Rateo di crescita: 150sec (in accordo all'Eurocodice prospetto E.5);
    • Potenza massima generata: l'incendio è governato dalla ventilazione, perciò RHRmax=5,8MW (formula M.2-4 del Codice);
    • Modello di combustione: in questo caso si utilizza la reazione chimica dell'Eptano.

    RHR analitica, stanza d'albergo

    Viene quindi eseguita la modellazione avanzata di incendio con software FDS, calcolando il contributo e l'efficienza di smaltimento di fumo e calore da parte delle superfici vetrate (le quali si infrangono, raggiunti i 250°C) e se  ne studia l'andamento per tutta la durata dell'incendio.

    La prima fase di propagazione
    La fase di incendio generalizzato

     

    Da questa modellazione avanzata, è possibile ottenere una curva tempo-temperatura che caratterizza la reale sollecitazione termica alla quale sono esposte le strutture portanti, che in questo caso è così rappresentata:

    Sollecitazione termica naturale

    Questa curva, viene quindi utilizzata in sostituzione della curva ISO-834, e applicata mediante un calcolo di resistenza al fuoco di tipo analitico alla struttura da certificare.

     

    Quando conviene percorrere la soluzione alternativa?

    In un Albergo, praticamente sempre. Non essendoci grandissimi quantitativi di materiale combustibile, ed essendoci caratteristiche tipiche per incendi governati dalla ventilazione, i benefici sono sempre considerevoli. Le temperature che realmente si sviluppano all'interno di un locale sono decisamente inferiori a quelle previste dalla classe minima di resistenza al fuoco con curva ISO-834.  

    Giusto per contestualizzare, ecco la differenza tra R60 e incendio naturale :

    ISO-834 (R60) vs incendio reale

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      Analisi fluidodinamiche antincendio

      Quando serve fare modellazioni fluidodinamiche a supporto della progettazione di impianti di estrazione meccanica di fumo e calore?

      Con questo tipo di modellazioni si calcola esattamente l'efficienza dell'impianto si estrazioni fumi meccanico. Sono necessarie per eseguire la progettazione in accordo alla UNI 9494 quando si è fuori dal campo di applicazione, e possono essere utilizzate in ogni caso se si vuole ottimizzare l'impianto, riducendo al minimo necessario il numero di macchine da utilizzare. Sono utili anche a posizionare i componenti nelle posizioni migliori in termini di efficienza di estrazione fumi.

      Possono essere eseguite per:

      • supporto della progettazione UNI 9494 fuori campo di applicazione
      • supporto della progettazione UNI 9494 nel campo di applicazione, per ottimizzarle
      • pratica di prevenzione incendi con approccio ingegneristico

      Facendo ciò, si hanno notevoli vantaggi sopratutto negli edifici esistenti, in tutti i casi è possibile ottimizzare il numero di macchine, ed in alcuni (con l'approccio ingegneristico) evitarle completamente.

      Contattaci per sapere quanto puoi risparmiare nel tuo impianto con una modellazione fluidodinamica

      Autorimessa con estrazione meccanica dei fumi
      Autorimessa con estrazione meccanica dei fumi

      Modellazione con Jet-Fan
      Modellazione con Jet-Fan

       

      Analisi fluidodinamica deposito filobus

      Analisi fluidodinamica deposito interrato

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        Proroga antincendio alberghi 2017

         

        Se state cercando informazioni sulla proroga antincendio degli alberghi per il 2017 siete nel posto giusto. Sia dal fronte Vigili del Fuoco, che da quello del Ministero degli interni, che dagli ordini professionali, passando dalle associazioni di settore, quello che circolava era la notizia che non sarebbe stata inoltrata la richiesta per il 2017 della proroga all'adeguamento antincendio.

        [EDIIT] E invece no! Federalberghi l'ha richiesta, e come dal 1994 ad oggi l'ha ottenuta. C'è tempo fino al 31 Dic 2017 per adeguarsi alle normative antincendio per tutti gli Alberghi iscritti al piano biennale

         

        Si legge nel decreto

         

         

        Quindi posso posticipare i lavori di adeguamento?

        Si, se il tuo albergo è iscritto al piano biennale ai sensi del DM 16/03/2012, altrimenti è necessario eseguire la progettazione per potevi entrare.

        E se sono già iscritto al piano biennale? 

         

        A te la scelta, continuare a prorogare la chiusura dei lavori (eseguendo anche quelli superflui previsti nel tuo progetto) oppure valutare la ri-progettazione con metodi innovativi, che spesso permette di eliminare i lavori che ancora non sono stati eseguiti, ed ottenere il CPI senza costi aggiuntivi. 

         

         

        AGGIORNAMENTO 5 gennaio 2017: E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Milleproroghe 2017 entro il quale risultano oggetto di proroga antincendio le sole attività scolastiche.

        AGGIORNAMENTO 16 febbraio 2017: E' stato approvato il maxiemendamento entro il quale risultano oggetto di proroga antincendio anche le attività turistico-ricettive.

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          Antincendio edifici scolastici 2016

          Edificio scolastico
          Edificio scolastico

           

          Con il DM 12 maggio 2016 vengono fissati i termini per l'adeguamento delle scuole esistenti. Soffermandosi però sul motivo per il quale non sono già stati messi a norma gli edifici scolastici italiani, si può notare come le cause principali possono ricondursi a due, correlate tra loro. La prima è rappresentata dall'entità e quantità di lavori di adeguamento previsti nella fase di progettazione, e la seconda il loro costo a volte insostenibile dalle amministrazioni.

          Il DM 26 agosto 1992, che fissa i criteri di progettazione antincendio per gli edifici scolastici (attività 66 del D.P.R. 151/2011) con i suoi 24 anni di età, è entrato da tempo nell'obsolescenza. Prescrizioni troppo rigide, limitazioni di esercizio troppo oppressive e sopratutto misure di "sicurezza" spesso di natura poco funzionale.

           

          Modellazione d'incendio
          Modellazione d'incendio

           

          L'alternativa però esiste, ed è l'approccio prestazionale in Fire Safety Engineering in accordo al DM 9 maggio 2007, che permette (istituendo la Deroga) di riprogettare completamente l'edificio scolastico in ottica ingegneristica. Fissando quindi gli obiettivi (sicurezza degli occupanti, dei soccorritori, resistenza al fuoco delle strutture...) e ricorrendo a modellazioni avanzate di incendio e di esodo per verificare gli stessi. I vantaggi sono enormi, in termini di opere di adeguamento e di conseguenza di investimenti economici. Il tutto senza ridurre il livello di sicurezza, anzi in certi casi innalzandolo, avendo infatti modo di quantificare gli effetti dell'incendio sull'edificio e le persone.

          Alcuni vantaggi dell'FSE negli edifici scolastici:

          • regolarizzazione percorsi d'esodo troppo lunghi o troppo stretti (comprese le scale)
          • minor limitazioni nell'affollamento
          • minori necessità di protezione delle strutture dal fuoco

          Esodo edificio scolastico

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            Deroga autorimessa senza azioni compensative

             
             
            Ebbene si, con la Fire Safety Engineering è possibile andare in Deroga senza azioni compensative.

            L’autorimessa in oggetto si presenta con una superficie di areazione naturale inferiore al minimo normativo. Il progetto esecutivo eseguito dal tecnico competente prevedeva una superficie di areazione della bocca di lupo doppia rispetto a quella effettivamente realizzata. Ad oggi, questo requisito mancante rende necessaria l’istituzione della Deroga. L’edifico così come si presenta, per motivi gestionali, tecnici ed economici rende impossibilitata la realizzazione di opere di adeguamento edili (aumentando quindi le sezioni delle superfici di areazione).
            Con la presente relazione in accordo al DM 9 maggio 2007 si istituisce la deroga in Fire Safety Engineering. Con l’applicazione del metodo ingegneristico si quantificano gli effetti dell’incendio all’interno dell’autorimessa, in funzione della geometria dei locali, delle sollecitazioni termiche fornite dall’incendio di autovetture in rapporto alla ventilazione a disposizione, dimostrando quindi l’efficienza dell’attuale sistema di ventilazione naturale, essendo in grado di garantire il livello di prestazione: salvaguardia della vita.

            Dati tecnici riassuntivi:

            Superficie autorimessa: 550 m2

            Aerazione da norma verticale: 22 m2

            Aerazione esistente: 15,5 m2

            SCENARIO DI RIFERIMENTO

            • stato, tipo e quantitativo del combustibile: automobile di grandi dimensioni (monovolume);
            • configurazione e posizione del combustibile: automobile posizionata all’interno del box a portone basculante chiuso;
            • tasso di crescita del fuoco e picco della potenza termica rilasciata (HRR max): si utilizza una curva HRR analitica, governata dalla ventilazione con picco di 374 KW e energia totale disponibile pari a 5028MJ;
            • tasso di sviluppo dei prodotti della combustione: in relazione alla reazione chimica dell’Eptano;
            • caratteristiche dell’edificio: l’automobile è posizionata all’interno del box adiacente alla via d’esodo verso l’edificio. La ventilazione è naturale e per mezzo della superficie priva di serramento posizionata in sommità al portone di accesso al box. Non vi sono finestre ne superfici che si chiudono in caso di incendio.
            • condizioni delle persone presenti: affollamento massimo pari a 44 persone (2 per posto auto), gli occupanti sono in stato di veglia e hanno familiarità con l’edificio.

            Andamento dei fumi
            Andamento dei fumi
            Andamento delle temperature
            Andamento delle temperature
            Andamento vettoriale dei moti convettivi all'interno della corsia
            Andamento vettoriale dei moti convettivi all'interno della corsia
            Parzializzazione della sezione di ingresso
            Parzializzazione della sezione di ingresso

            Verificati i parametri per l'esodo sicuro, confrontato l'ASET con l'RSET, è stato possibile dimostrare che anche con una sezione ridotta di ventilazione, la salvaguardia della vita è garantita.

            La risposta ufficiale
            La risposta ufficiale

             

            Fare FSE conviene, oltre che a risolvere situazioni complicate, può aiutare a contenere i costi di adeguamento antincendio.

            La scelta della combustione in FDS

             

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            Abbiamo deciso di riportare un articolo decisamente interessante sulla combustione in FDS, tratto dal Fire Protection Engineering Magazine a cura di David Stacy and Adam Edwards.

            Quello che è contenuto nell'articolo è davvero molto interessante, infatti focalizza l'attenzione sulla scelta della combustione all'interno della modellazione avanzata di incendio in FDS. Ci ricorda che spesso il progettista si focalizza solo sulla potenza, sulle dimensioni e sulle caratteristiche di crescita del bruciatore (burner) senza prestare troppa attenzione alla scelta del tipo di combustione.

            Come buona norma, quando si approccia in modo prestazionale, la prima cosa da fare è definire il livello di prestazione. Sappiamo benissimo che i due principali sono salvaguardia della vita e resistenza al fuoco delle strutture, ed è anche in funzione di quello che stiamo studiando che possiamo/dobbiamo scegliere il tipo di combustione.

            Se stiamo studiando la salvaguardia della vita, le differenti combustioni che possiamo modellare sono caratterizzate da produzioni mi fumo notevolmente differenti tra loro. Vediamone ad esempio due.

            Dal legno al poliuretano la differenza è notevole infatti il primo materiale è caratterizzato da un valore di produzione di fumo (Soot Yeld) di 0,015 g/g, mentre il secondo da ben 0,227 g/g. 15 volte superiore.

            Perciò, in fase di modellazione d'incendio per lo studio dell'esodo, al fine di garantire la sicurezza antincendio con le caratteristiche non solo dell'istante esatto, ma anche durante tutta la vita dell'edificio, sceglieremo il poliuretano.

            Se studiamo invece la resistenza al fuoco delle strutture, la differenza è minore infatti la produzione di calore delle varie combustione è nell' stesso ordine di grandezza, con variazione sostanzialmente poco significative.

            Per studiare l'andamento della stratificazione dei fumi in un caso pratico, l'articolo riporta la modellazione di un edificio commericale, entro la quale sono stati modellati incendi con le stesse caratteristiche di potenza ma diverso tipo di combustione, andando infine a graficare le differenze in termini di stratificazione dei fumi.

             

            L'atrio oggetto di studio
            L'edificio oggetto di studio

             

             

            Tabella
            Le 5 combustioni modellate

             

            I risultati

             

            Le differenze sono notevoli, la visibilità minima di 10m si raggiunge nello scenario di incendio 100% legno dopo 360sec circa, mentre in quello di 100% poliuretano dopo soli 170sec. In mezzo di trovano le altre combustioni.

             

            per approfondire: articolo orginiale

            ClaRaF 3.0 – Calcolo del carico d’incendio

            ClaRaF 3.0
            ClaRaF 3.0

             

            La nuova versione del Codice

            Con l'uscita del nuovo Codice di Prevenzione Incendi, si è reso necessario aggiornare l'applicativo ClaRaF utilizzato per il calcolo del carico d'incendio nelle attività non normate verticalmente. Per quanto riguarda il calcolo del carico d'incendio specifico nulla cambia dalla versione precedente, in vista del fatto che anche a livello normativo la procedura è chiaramente rimasta invariata.

            Le novità le troviamo nel calcolo del carico d'incendio specifico di progetto, infatti ora i parametri per la definizione dei fattori riduttivi sono in accordo al paragrafo S.2.9 del Codice (DM 19 ottobre 2019).

             

            Vediamo insieme le principali novità:

            Nuovo Progetto
            Nuovo Progetto

             

            In fase di avvio del calcolo adesso ci viene chiesta qualche informazione accessoria, come il nome del progetto, quello del professionista, la Città e la Ragione Sociale. Chiaramente questi dati non sono vincolanti, ma si aggiungono alla stampa finale sottoforma di intestazione e piè di pagina.

             

            Tabella S.2-6
            Tabella S.2-6

             

            Tra le novità troviamo la schermata di selezione dei fattori di protezione in relazione alle misure antincendio adottate. Questa sezione è impostata esattamente come la tabella S.2-6 del Codice DM 19 ottobre 2019.

             

            Resistenza al Fuoco

             

            Ulteriore novità è rappresentata dall'assenza della classe di riferimento minima da rispettare in caso di applicazione della Fire Safety Engineering in soluzione alternativa al livello di prestazione III della strategia S.2 Resistenza al Fuoco. Oggi con in nuovo codice non è più prevista questa "strana" verifica.

             

            Esempio di calcolo
            Esempio di calcolo

            Cosa posso fare quando la classe di riferimento risulta troppo alta per la struttura?

            La soluzione più classica è quella di proteggere la struttura con costosi protettivi o ridurre il quantitativo di materiale depositato riducendo notevolmente l'efficienza del deposito. Esiste però una strada molto più economica e performate ed è costituita dalla soluzione alternativa con approccio ingegneristico. Percorrendo la seconda opzione si ha la possibilità di eseguire verifiche di resistenza al fuoco avanzate, riducendo notevolmente i costi di adeguamento strutturali sino ad eliminarli completamente.

            335 384310

            [email protected]

             

             

            L'applicativo è scaricabile direttamente dal sito dei Vigili del Fuoco cliccando qui