Diagnostica degli edifici nel post-incendio

Diagnostica degli edifici nel post-incendio

Proprio come un medico si appresta alla cura dell’ammalato, anche noi Ingegneri dobbiamo essere pronti a comprendere i differenti segnali di degrado che le strutture ci indicano, in modo da poter agire e risolvere al meglio le complicanze dovute al post-incendio.

scenario tipico post-incendio

 

A tal proposito, le prove non distruttive dimostrano sempre più di avere un ruolo fondamentale ai fini della diagnostica strutturale. Oltretutto, possono anche essere adoperate, tenendo conto di opportuni accorgimenti tecnici, nelle caratterizzazioni dei materiali in sito nel post-incendio.

Permettono, inoltre, di adoperare ottime politiche di risparmio nel caso di edifici colpiti da incendi, indagando gli effettivi danni subiti dal riscaldamento, in modo da individuare gli elementi che possono essere riutilizzati dopo opportuni trattamenti.

Sarà fondamentale, dunque, comprendere affondo il comportamento dei differenti materiali, in modo da studiarne la risposta alle alte temperature per mezzo di opportuni metodi di diagnosi strutturale.

Un primo esempio potrebbero essere le prove ultrasoniche: tenendo conto di un materiale omogeneo, isotropo ed elastico lineare, è possibile ottenere le seguenti relazioni:

Solitamente dalle prove si misura solo Vp , quindi il modulo elastico E viene ricavato dall'espressione della velocità delle onde primarie, assegnando un dato valore del coefficiente di Poisson.

In questo modo si ottiene un modulo di elasticità di tipo dinamico: solitamente E è dato dalla pendenza della curva sforzo-deformazione, nel ramo elastico. In questo caso, per mezzo di Vp, si ottiene un valore di E superiore del 20-30% rispetto al modulo elastico statico.

Noto E in sito, è possibile risalire alla temperatura massima a cui l’elemento è stato assoggettato durante l’incendio.

Il primo passaggio da compiere, in modo da individuare la temperatura massima, è quello di svolgere alcune prove ultrasoniche su elementi della medesima struttura che non abbiano subito il degrado termico.

In questo modo possiamo individuare il modulo elastico statico in sito prima dell’evento, per poi poterlo utilizzare come valore di riferimento.

In un secondo momento, si compie una campagna di prove ultrasoniche nella zona in cui si intende individuare le proprietà meccaniche dei materiali degradati.

I moduli elastici statici individuati andranno normalizzati in funzione di quelli non degradati.

Nota la curva E-T, data dagli Eurocodici, è possibile individuare il range di temperature massime sui differenti elementi.

 

Eurocodice

 

In questo modo, si possono anche effettuare estese analisi di omogeneità sull’intera struttura o sulle singole membrature, indagando il materiale in sito e individuando le zone degradate, i difetti puntuali e lo spessore dello strato in cui vi è un decremento delle proprietà meccaniche.

Poiché la velocità degli ultrasuoni è legata alla densità e alle costanti elastiche del materiale attraversato, qualunque variazione di quest’ultima indica una variazione di queste grandezze caratteristiche.

In questo modo, si può anche risalire alla zona in cui la possibilità di innesco dell’incendio risulta maggiore, creando una mappatura termica, la quale permette di notare come l’incendio si sia propagato nella struttura e quali zone risultino maggiormente degradate in termini di resistenza meccanica.

Successivamente, è possibile avvalorare le ipotesi proposte con la mappatura termica, tramite un modello fluido-dinamico a volumi finiti per evidenziare la bontà dei risultati.

Nei casi in cui si vuole risalire ad un possibile carico d’incendio (classica richiesta assicurativa), è possibile ipotizzare differenti curve naturali che sollecitano la struttura finché non si rientra nei valori di resistenza individuati in sito.

È da notare che le prove ultrasoniche possono ulteriormente essere accompagnate da altre prove non distruttive e devono essere seguite da prove distruttive, in modo da ottenere, in funzione di un opportuno livello di conoscenza della struttura indagata, le reali caratteristiche meccaniche da utilizzare nei modelli fluidodinamici.

Le prove ultrasoniche, come abbiamo visto, risultano fondamentali su strutture in acciaio o su strutture miste in acciaio-calcestruzzo, poiché permettono di correlare direttamente la velocità delle onde con il modulo elastico. Questa correlazione risulta indispensabile in tali strutture, proprio perché il loro principale problema risulta essere il degrado del modulo elastico, in quanto un suo decremento comporta problemi di stabilità, che, come ben noto, si dimostra essere una seria complicazione per le strutture in carpenteria metallica.

Proprio a questo scopo risulta fondamentale, in fase di progettazione, ristabilire la gerarchia delle resistenze, anche a caldo con opportuni spessori di ricoprimento, come della vernice intumescente (anche modellando lo spessore con curve naturali di incendio e non con curve standard).

In particolare, queste prove su strutture in carpenteria metallica possono essere accompagnate da altre prove non distruttive, con lo scopo di individuare le zone su cui è possibile estrarre i provini da analizzare in laboratorio per le prove distruttive, concentrandosi, soprattutto, sulle prove di durezza.

Il durometro di Leeb permette di individuare localmente la resistenza del materiale che, a causa dell’urto della sonda battente, tende a plasticizzare. Inoltre, è importante che, durante la prova, si evitino eventuali vibrazioni del materiale causate dalla battuta: per tale motivo, è consigliabile eseguire la prova sull’ala della trave, in corrispondenza dell’anima sottostante.

La prova ultrasonica risulta molto utile nelle strutture in acciaio, poiché, durante la fase di riscaldamento, la temperatura può essere considerata uniforme su tutto il profilo a causa dell’alta conducibilità termica del materiale.

Sempre quest’ultime, con l’applicazione delle sonde all’intradosso e all’estradosso della sezione, permettono di ottenere un valore mediato tra la zona degradata e le zone in cui la temperatura non ha influito sulle caratteristiche meccaniche.

Per questo motivo, non risulta essere la prova più idonea (se utilizzata singolarmente) sul c.a., a differenza dell’acciaio. Visto che il calcestruzzo presenta una bassa conducibilità termica, la quale si oppone al passaggio del calore, la zona degradata risulta solo quella più esterna del materiale: in questo modo un valore mediato, dedotto da una prova ultrasonica, risulta poco veritiero per l’individuazione della resistenza residua in sito nel post-incendio.

A tale scopo, le prove ultrasoniche sul c.a.  possono essere accompagnate da altre PND, come ad esempio le prove chimiche.

In questo caso, la prova di riferimento è quella sulla carbonatazione che il materiale ha subito.

Durante l’incendio, infatti, si sviluppa nel calcestruzzo l’idrossido di calcio, che non permette alla fenolftaleina (da fenolo + ftaleina), applicata durante la prova, di reagire, lasciando il classico colore grigio nel provino. È, inoltre, fondamentale che la prova sia eseguita a secco, quindi sulla polvere di cls, poiché il contatto con l’acqua comporterebbe l’inefficacia della reazione. Oltretutto, dalla letteratura è noto che l’idrossido si sviluppi a temperature comprese tra i 450°C e 500°C, andando a descrivere l’isoterma 500 che permette di applicare il corrispettivo metodo di calcolo, proposto dall’Eurocodice, per determinare la resistenza residua della sezione tramite progettazione ingegneristica avanzata.

 

Modellazione FEM

 

 

Un altro metodo applicabile è quello della prova sclerometrica diretta, ovvero senza l’uso di opportune curve di correlazione, ma tenendo direttamente conto del valore segnato dallo strumento di misurazione, poiché risulterebbe inutile cercare una qualche correlazione con la resistenza in sito, dal momento che questa si dimostrerebbe una prova superficiale. Il maggior degrado, inoltre, agisce sul cls ed occorre tener conto di come il risultato possa essere influenzato da alcuni fenomeni, come lo spalling.

La prova sclerometrica risulta essere molto utile per temperature che si aggirano dai 500°C in su e permette di ottenere una mappa del danno sull’intera struttura, oltre che una maggior comprensione di quali facce del pilastro risultino esposte direttamente all’irraggiamento del focolare, individuando da quale zona l’incendio si sia innescato.

Fra i metodi sopra citati, per individuare le zone degradate nel cls, occorre ricordare anche quello della fotogrammetria applicata ricorrendo a termocamere, per determinare le eventuali lesioni che si sono formate nel materiale, o semplicemente la tessitura muraria.

 

Termocamera

 

 

Da queste prove si può notare come il calcestruzzo non abbia raggiunto temperature omogenee e come il decadimento si mostri più graduale, rispetto alle strutture in acciaio.  È anche vero che, in questo caso, la perdita di resistenza è totalmente irreversibile e nella fase di raffreddamento si evidenzia un ulteriore 10% di perdita.

Inoltre, le membrature in c.a possono subire il fenomeno dello spalling, ovvero dell’esplosione del copri-ferro a causa delle elevate pressioni, le quali sono generate dall’acqua presente nelle porosità dalla pasta cementizia, che tendendo ad evaporare, comporta uno stato di compressione nel materiale, che non potendosi spostare liberamente, tende a fessurarsi.

Un’opportuna soluzione al fine di evitare questo problema potrebbe essere l’utilizzo di un adeguato mix design in fase di progettazione, per tutte quelle strutture in cui il rischio d’incendio risulta veramente elevato.

Da queste brevi e semplici considerazioni è possibile già avere un’idea di come l’incendio si sia propagato nella struttura e di come questa ne abbia risentito, andando a predisporre gli interventi più adeguati.

per ulteriori informazioni:

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Normativa antincendio per Cinema e Teatri

 

La normativa di riferimento

Per garantire la sicurezza in caso di incendio in una attività di questo tipo è necessario applicare il DM 19 agosto 1996, che rappresenta la regola tecnica (old school) da seguire passo a passo in fase di progettazione. Alcuni passaggi di quest'ultima possono essere di difficile applicazione, sia in termini tecnici che economici. E' qui che entra in gioco l'Approccio Ingegneristico, istituendo la Deroga con il DM 9 maggio 2007 è possibile valutare soluzioni alternative validandole analiticamente.

Sei un tecnico?

Se sei un professionista antincendio e stai progettando un cinema o teatro e riscontri alcuni problemi nell'applicazione della regola tecnica, puoi utilizzare uno strumento molto potente, socopri cosa abbiamo in serbo per te con quello che abbiamo deciso di chiamare 100% ANTINCENDIO.

 

 

SPECIALE REGIONE LAZIO La legge

La Regione Lazio ha deliberato la L.R. 7/2017 , in sostituzione del precedente Piano casa, per cui è possibile (art.6 co 1) ampliare di un 20% gli edifici residenziali e di un 10% gli edifici "produttivi" ed anche (art.6 co 3), inserire all' interno di Cinema e Teatri , appunto, attività commerciali e artigianali, oltre che servizi, per un massimo del 30% della precedente volumetria/superficie, con un cambio di destinazione d' uso.

La sicurezza antincendio

Relativamente al Bando sulla messa in sicurezza di Cinema e Teatri di cui vi vogliamo parlare, si legge che vi sono Contributi per la realizzazione di progetti per abbattimento delle barriere architettoniche, per lavori di messa in sicurezza e per la dotazione di ausili audiovisivi o interpreti LIS nei teatri e nei cinema.

Detto ciò, tra i lavori di messa in sicurezza possiamo trovare quelli dedicati alla sicurezza in caso di incendio. Come ben sappiamo i cinema e/o teatri sono inquadrati come attività n°65 del DPR 151 e pertanto ricadono nell'obbligatorietà di possedere il Certificato di Prevenzione Incendi.

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    normativa antincendio ristoranti

     

     

    I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio solo se, al loro interno sono presenti attività soggette ai controlli dei VVF, come ad esempio le Cucine con più di 116kW di potenza. Questo chiarimento è stato emanato da parte del dipartimento dei vigili del fuoco con il protocollo 0017072.

    Generalmente quindi NON sono individuati all’attività n°65 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) solo se presenti cucine.

    E' possibile che in un ristorante possano trovarsi cucine e/o centrali termiche, che necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

    Cosa devo fare?

    È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

    Se non mi regolarizzo in materia di normative antincendio?

    Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

    Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

    Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal ristorante più piccolo a quello più grande d’Italia.

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      normativa antincendio condominio

       

      I condomini, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

      Generalmente sono individuati all’attività n°77 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

      Però è possibile che in un condominio possano trovarsi anche autorimesse e/o centrali termiche, anch’esse necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonistica tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

      Cosa devo fare?

      È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

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      Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività (in questo caso inibendone l'utilizzo), ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

      Perché affidarmi ad FSE PROGETTI per la progettazione antincendio?

      Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dal condominio più piccolo al complesso edilizio più grande d’Italia.

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        antincendio uffici dpr 151

         

        Gli uffici, tipicamente ricadono nell’obbligatorietà dell’adeguamento alle normative antincendio in quanto, l’importante affollamento presente, il combustibile contenuto e la geometria complessa dell’edificio possono produrre importanti effetti sulla salvaguardia della vita, sulla potenza dell’incendio e/o danni non trascurabili a livello economico e strutturale all’attività.

        Generalmente sono individuati all’attività n°71 del DPR 151/2011 (è un riferimento tecnico, se sei un cliente ti spiegheremo noi il significato), e pertanto necessitano di una corretta progettazione antincendio, eventuale installazione di impianti antincendio e cartellonista tali da ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

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        È molto semplice, se ci contatti un nostro Ingegnere potrà - senza impegno - proporti un sopralluogo per un preventivo, illustrandoti inoltre tutti i vantaggi e obblighi connessi alla materia antincendio.

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        Se decidi di non ottenere il CPI, incorri in sostanzialmente due problemi, il primo è che in caso di controlli da parte dei Vigili del Fuoco, questi ultimami oltre che a sanzionarti possono farti chiudere l’attività, ed il secondo è che in caso di evento incidentale, la polizza assicurativa contro gli incendi non copre il danno e pertanto non risarcisce economicamente.

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        Perché siamo specializzati in questo, siamo uno studio di ingegneria che si occupa esclusivamente di prevenzione incendi, e che grazie all’approccio ingegneristico (conosciuto anche come approccio prestazionale) possiamo ridurre al minimo i costi di adeguamento, dall’ufficio più piccolo al compelesso edilizio più grande d’Italia.

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          Stop alle Deroghe nelle autorimesse

          Scopo e campo di applicazione

           

          Continua la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Regole Tecniche Verticali, finalmente anche alle Autorimesse (attività 75 del DPR 151/2011) potrà essere applicato il Codice di Prevenzione Incendi.

          Un  notizia davvero positiva, che conferma l'enorme sforzo del corpo Nazionale dei VVF per ampliare e rinnovare il panorama normativo italiano e allinearlo con gli standard europei ed americani.

          Con il DM 21/02/2017 possiamo dire finalmente addio alle Deroghe nelle Autorimesse. Ad oggi, circa il 50% di deroghe presentate ai comandi VVF hanno oggetto un'autorimessa. Spesso le prescrizioni difficili da rispettare sono la larghezza delle rampe di accesso e corsie di manovra (che poco hanno a che fare con l'antincendio), la resistenza al fuoco delle strutture, l'insufficiente superficie di aerazione dei locali e la lunghezza dei percorsi d'esodo.

          Con il nuovo decreto, questi aspetti sono stati ammorbiditi e la possibilità di ricorrere alle soluzioni alternative permetterà di eliminare la necessità di ricorrere all'istituzione della Deroga. La competenza quindi, anche in caso di applicazione di approccio ingegneristico (FSE) rimarrà al comando provinciale, senza percorrere un iter spesso lungo e tortuoso al CTR.

          Finalmente sarà possibile, regolarizzare situazioni ad oggi in stallo per i costi troppo alti di adeguamento oppure per l'impossibilità tecnico-architettonica di eseguire gli adeguamenti.

          Chiedi informazioni per la tua attività:

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            Resistenza al fuoco negli Alberghi

             

            REI o non REI? Questo è il problema!

             

            Come ben sappiamo, spesso gli Alberghi Italiani possono avere problemi di resistenza al fuoco delle strutture. Chiaramente questo avviene più frequentemente in edifici storici, con solai in legno, ma possiamo avere problemi anche in strutture in C.A. o muri divisori per la componente di compartimentazione in edifici più moderni.

            Il Codice di prevenzione incendi del 2015, integrato con l'RTV del 2016, già di suo introduce delle semplificazioni a riguardo, riducendo in alcuni casi la Classe minima di resistenza al fuoco nelle nuove attività, rispetto alla vecchia normativa del 1994. Spesso però anche con le nuove classi, non è possibile verificare il requisito di resistenza al fuoco senza proteggere le strutture.

            Ma una soluzione c'è, e può evitare costi importanti di protezione delle strutture.

            Prima di parlarne è interessante riepilogare quello che prevede la normativa oggi:

            Tabella equiparativa requisito "R".

             

            E se il mio albergo non è in grado di garantire la classe di Resistenza al Fuoco richiesta sono obbligato a rivestire e proteggere le strutture?

            Non sempre! Con i nuovi metodi di progettazione è possibile ridurre al minimo necessario, ed in certi casi evitare completamente, i rivestimenti protettetivi, mediante la modellazione di incendio avanzata, con curva naturale. Per ulteriori informazioni, contattaci per un sopralluogo nella vostra attività.

             

            Approfondimento tecnico

            Quello che notiamo è che se prima vi era una distinzione tra attività nuove ed esistenti, oggi con il Codice questa caratteristica non c'è più. La scelta di uniformare la normativa è stata assolutamente corretta, in quanto non vi è senso fisico (in termini di Temperature raggiunte all'interno dei locali incendiati) a ridurre la classe di resistenza al fuoco nelle strutture esistenti, tant'è che per altri aspetti, si è dimostrato che rendere a norma una struttura alberghiera con DM 9 aprlie 1994 come attività esistente, non garantisce il soddisfacimento dei requisiti minimi di sicurezza in caso di incendio. In poche parole, troppi sconti e fatti male.

            Da queste considerazioni quindi il codice prevede una unica classe di riferimento, che sempre nell'ottica di "alleggerimento" rispetto alle vecchie normative, equipara tutte le strutture a classi di resistenza al fuoco similari a quelle delle attività esistenti della vecchia normativa. Sono scomparsi gli "sconti" a seguito dell'installazione della rilevazione automatica e della presenza h24 degli addetti antincendio, queste infatti sono misure, importantissime, ma che contribuiscono notevolmente all'esodo degli occupanti, e molto poco alla resistenza al fuoco della struttura.

            Come risolvo se la mia struttura alberghiera, allo stato attuale non soddisfa i requisiti della soluzione conforme (es. R60)?

            Prima di procedere con l'installazione di pannelli protettivi, vernici intumescenti o altro, è opportuno valutare l'applicazione della Soluzione Alternativa con Approccio Ingegneristico (Fire Safety Engineering), mediante il calcolo delle reali temperature che possono svilupparsi all'interno dell'edificio a seguito di modellazione avanzata di incendio.

            Esempio di una stanza d'albergo:

            Prendiamo ad esempio questa tipica stanza da albergo. 24mq di superficie totale, altezza 3m e due superfici finestrate. La stanza è protetta da porta EI30, pertanto l'incendio viene alimentato dalle sole due superfici vetrate.

            La camera oggetto di incendio

            Per definire la curva naturale di incendio, si eseguono i seguenti step:

            • Calcolo dell'energia totale a disposizione: 8160MJ (240MJ/mq);
            • Rateo di crescita: 150sec (in accordo all'Eurocodice prospetto E.5);
            • Potenza massima generata: l'incendio è governato dalla ventilazione, perciò RHRmax=5,8MW (formula M.2-4 del Codice);
            • Modello di combustione: in questo caso si utilizza la reazione chimica dell'Eptano.

            RHR analitica, stanza d'albergo

            Viene quindi eseguita la modellazione avanzata di incendio con software FDS, calcolando il contributo e l'efficienza di smaltimento di fumo e calore da parte delle superfici vetrate (le quali si infrangono, raggiunti i 250°C) e se  ne studia l'andamento per tutta la durata dell'incendio.

            La prima fase di propagazione
            La fase di incendio generalizzato

             

            Da questa modellazione avanzata, è possibile ottenere una curva tempo-temperatura che caratterizza la reale sollecitazione termica alla quale sono esposte le strutture portanti, che in questo caso è così rappresentata:

            Sollecitazione termica naturale

            Questa curva, viene quindi utilizzata in sostituzione della curva ISO-834, e applicata mediante un calcolo di resistenza al fuoco di tipo analitico alla struttura da certificare.

             

            Quando conviene percorrere la soluzione alternativa?

            In un Albergo, praticamente sempre. Non essendoci grandissimi quantitativi di materiale combustibile, ed essendoci caratteristiche tipiche per incendi governati dalla ventilazione, i benefici sono sempre considerevoli. Le temperature che realmente si sviluppano all'interno di un locale sono decisamente inferiori a quelle previste dalla classe minima di resistenza al fuoco con curva ISO-834.  

            Giusto per contestualizzare, ecco la differenza tra R60 e incendio naturale :

            ISO-834 (R60) vs incendio reale

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              Analisi fluidodinamiche antincendio

              Quando serve fare modellazioni fluidodinamiche a supporto della progettazione di impianti di estrazione meccanica di fumo e calore?

              Con questo tipo di modellazioni si calcola esattamente l'efficienza dell'impianto si estrazioni fumi meccanico. Sono necessarie per eseguire la progettazione in accordo alla UNI 9494 quando si è fuori dal campo di applicazione, e possono essere utilizzate in ogni caso se si vuole ottimizzare l'impianto, riducendo al minimo necessario il numero di macchine da utilizzare. Sono utili anche a posizionare i componenti nelle posizioni migliori in termini di efficienza di estrazione fumi.

              Possono essere eseguite per:

              • supporto della progettazione UNI 9494 fuori campo di applicazione
              • supporto della progettazione UNI 9494 nel campo di applicazione, per ottimizzarle
              • pratica di prevenzione incendi con approccio ingegneristico

              Facendo ciò, si hanno notevoli vantaggi sopratutto negli edifici esistenti, in tutti i casi è possibile ottimizzare il numero di macchine, ed in alcuni (con l'approccio ingegneristico) evitarle completamente.

              Contattaci per sapere quanto puoi risparmiare nel tuo impianto con una modellazione fluidodinamica

              Autorimessa con estrazione meccanica dei fumi
              Autorimessa con estrazione meccanica dei fumi

              Modellazione con Jet-Fan
              Modellazione con Jet-Fan

               

              Analisi fluidodinamica deposito filobus

              Analisi fluidodinamica deposito interrato

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                Proroga antincendio alberghi 2017

                 

                Se state cercando informazioni sulla proroga antincendio degli alberghi per il 2017 siete nel posto giusto. Sia dal fronte Vigili del Fuoco, che da quello del Ministero degli interni, che dagli ordini professionali, passando dalle associazioni di settore, quello che circolava era la notizia che non sarebbe stata inoltrata la richiesta per il 2017 della proroga all'adeguamento antincendio.

                [EDIIT] E invece no! Federalberghi l'ha richiesta, e come dal 1994 ad oggi l'ha ottenuta. C'è tempo fino al 31 Dic 2017 per adeguarsi alle normative antincendio per tutti gli Alberghi iscritti al piano biennale

                 

                Si legge nel decreto

                 

                 

                Quindi posso posticipare i lavori di adeguamento?

                Si, se il tuo albergo è iscritto al piano biennale ai sensi del DM 16/03/2012, altrimenti è necessario eseguire la progettazione per potevi entrare.

                E se sono già iscritto al piano biennale? 

                 

                A te la scelta, continuare a prorogare la chiusura dei lavori (eseguendo anche quelli superflui previsti nel tuo progetto) oppure valutare la ri-progettazione con metodi innovativi, che spesso permette di eliminare i lavori che ancora non sono stati eseguiti, ed ottenere il CPI senza costi aggiuntivi. 

                 

                 

                AGGIORNAMENTO 5 gennaio 2017: E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Milleproroghe 2017 entro il quale risultano oggetto di proroga antincendio le sole attività scolastiche.

                AGGIORNAMENTO 16 febbraio 2017: E' stato approvato il maxiemendamento entro il quale risultano oggetto di proroga antincendio anche le attività turistico-ricettive.

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                  Antincendio edifici scolastici 2016

                  Edificio scolastico
                  Edificio scolastico

                   

                  Con il DM 12 maggio 2016 vengono fissati i termini per l'adeguamento delle scuole esistenti. Soffermandosi però sul motivo per il quale non sono già stati messi a norma gli edifici scolastici italiani, si può notare come le cause principali possono ricondursi a due, correlate tra loro. La prima è rappresentata dall'entità e quantità di lavori di adeguamento previsti nella fase di progettazione, e la seconda il loro costo a volte insostenibile dalle amministrazioni.

                  Il DM 26 agosto 1992, che fissa i criteri di progettazione antincendio per gli edifici scolastici (attività 66 del D.P.R. 151/2011) con i suoi 24 anni di età, è entrato da tempo nell'obsolescenza. Prescrizioni troppo rigide, limitazioni di esercizio troppo oppressive e sopratutto misure di "sicurezza" spesso di natura poco funzionale.

                   

                  Modellazione d'incendio
                  Modellazione d'incendio

                   

                  L'alternativa però esiste, ed è l'approccio prestazionale in Fire Safety Engineering in accordo al DM 9 maggio 2007, che permette (istituendo la Deroga) di riprogettare completamente l'edificio scolastico in ottica ingegneristica. Fissando quindi gli obiettivi (sicurezza degli occupanti, dei soccorritori, resistenza al fuoco delle strutture...) e ricorrendo a modellazioni avanzate di incendio e di esodo per verificare gli stessi. I vantaggi sono enormi, in termini di opere di adeguamento e di conseguenza di investimenti economici. Il tutto senza ridurre il livello di sicurezza, anzi in certi casi innalzandolo, avendo infatti modo di quantificare gli effetti dell'incendio sull'edificio e le persone.

                  Alcuni vantaggi dell'FSE negli edifici scolastici:

                  • regolarizzazione percorsi d'esodo troppo lunghi o troppo stretti (comprese le scale)
                  • minor limitazioni nell'affollamento
                  • minori necessità di protezione delle strutture dal fuoco

                  Esodo edificio scolastico

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