Come evitare la protezione REI delle strutture

É possibile evitare la protezione REI delle strutture!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni sofisticate e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di FSE (acronimo inglese di Approccio Ingegneristico alla Sicurezza Antincendio). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare la protezione REI delle strutture nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con metodologia FSE;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo (tanto da darci il nome). Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.

Come evitare l’estrazione fumi

É possibile evitare l'impianto di estrazione fumo e calore!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni sofisticate e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di FSE (acronimo inglese di Approccio Ingegneristico alla Sicurezza Antincendio). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare l’impianto di estrazione fumo e calore nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con metodologia FSE;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo (tanto da darci il nome). Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.

Come evitare la rete idranti

É possibile evitare la rete idranti!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni più complesse e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di Codice di Prevenzione Incendi (la normativa italiana dal 2015). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare l’impianto idranti o naspi nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con Codice di Prevenzione Incendi;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo. Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.

Come evitare lo sprinkler

É possibile evitare lo sprinkler!

Mettiamo però subito le cose in chiaro: È possibile solo con valutazioni sofisticate e a determinate condizioni. Non stiamo parlando di magia ma di FSE (acronimo inglese di Approccio Ingegneristico alla Sicurezza Antincendio). Ricordati che l’aspetto più importante rimane rispettare la legge.

Come posso evitare l’impianto sprinkler nella mia attività?

Senza scendere troppo nei tecnicismi normativi e procedurali (che dobbiamo conoscere bene noi tecnici e non tu titolare di attività) gli step in breve per ottenere questo fantastico risultato sono:

 

  1. Nuova progettazione con metodologia FSE;
  2. Approvazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco;
  3. Presentazione SCIA antincendio per ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

I Vigili del Fuoco accettano questa metodologia?

Certamente! È dal 2015 che presentiamo pratiche di questo tipo in giro per l’Italia ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, essendo all’avanguardia, approva sempre più velocemente questi progetti complessi. Certamente il fattore più importante è che la progettazione sia corretta e a norma di legge.

 

Chi può presentare questo progetto con la FSE?

Qualsiasi professionista antincendio con la competenza per farlo. Se vuoi, noi siamo specializzati in questo metodo (tanto da darci il nome). Possiamo occuparci interamente noi della pratica o supportare il tuo tecnico di fiducia.

 

Se vuoi risparmiare nei costi di adeguamento antincendio - rispettando la legge - siamo qui per te.

Prevenzione Incendi nelle cartiere

Prevenzione Incendi nelle Cartiere

Il tema antincendio nelle Cartiere non è banale. Se da una parte abbiamo un concetto molto semplice rappresentato dal pericolo fuoco-carta, dall’altro abbiamo una complessità impiantistica e logistica non indifferente.

Le cartiere sono delle vere e proprie entità, dall’approvvigionamento della materia prima (con i relativi stoccaggi) al confezionamento finale, passando dalla lavorazione più importante ovvero la creazione della bobina di carta.

 

L’obbligo del certificato di prevenzione incendi nelle cartiere

Il DPR 151/2011 individua l’attività n°33 ovvero Stabilimenti di impianti per la produzione della carta dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti o con materiali in lavorazione e in deposito superiore a 50.000 kg.

Chi gestisce un impianto di cartiera sicuramente non ha bisogno di nessuna spiegazione su come funzionano le pratiche di prevenzione incendi, quello che sicuramente importante è capire come tramite i nuovi metodi dell’approccio ingegneristico sia possibile ottimizzare la produzione, gli spazi ed il budget per l’esecuzione dei lavori di adeguamento.

 

Quali sono i benefici negli stoccaggi di materie prime di cartiera?

Generalmente questa tipologia di stoccaggi avviene all’esterno sotto tettoia. I benefici che si possono tenere sono senz’altro legati alla resistenza al fuoco di queste strutture che potrebbero essere in acciaio. Altro aspetto interessante può essere l’ottimizzazione della rivelazione automatica dell’incendio che può essere demandata all’impianto sprinkler se presente, anziché dover prevedere necessariamente un impianto IRAI dedicato.

Deposito cellulosa cartiera

 

Quali sono i benefici nel locale macchina di cartiera?

Questi locali sono davvero molto particolari, generalmente molto umidi molto grandi e multipiano per ospitare tutti i sotto impianti accessori necessari al corpo produttivo principale.

Generalmente qui i percorsi di esodo sono davvero molto lunghi e possono essere quindi regolarizzati con un calcolo avanzato tramite approccio ingegneristico.

La resistenza al fuoco delle strutture se analizzata con i metodi innovativi può ridurre sensibilmente l’impatto economico sui costi di adeguamento, così come poter evitare l’impianto sprinkler nonché gestire al meglio le superfici di smaltimento fumi calore che spesso non sono strategiche in questi locali.

Con i nuovi metodi abbiamo anche molti meno vincoli in termini di compartimentazione, questo non vuol dire che non si deve limitare all’interno dell’attività ma che si può ragionare in modo decisamente più prestazionali abbandonando le norme di tipo prescrittivo.

Locale cartiera
Locale cartiera

 

Quali sono i benefici nei locali di converting di cartiera?

In questi locali si parte dalla bobina appena realizzata e si vanno a produrre quelli che sono i veri propri prodotti finiti. Qui i macchinari sono spesso molto ingombranti e di percorsi di esodo lunghi, come per il locale macchinario, anche qui una simulazione avanzata di esodo può risolvere determinati problemi. La rivelazione dell’incendio in questi locali è molto complessa ed è opportuno quindi studiare impianti dedicati a queste tipologie di potenziali incendi per garantire la reale sicurezza aziendale. In ultimo ma non per importanza riguarda la resistenza al fuoco in quanto i carichi di incendio sicuramente non sono trascurabili.

 

Converting Cartiera

 

Quali sono i benefici nella logistica di cartiera?

Al giorno d’oggi la logistica è diventata uno dei fattori più importanti di tantissime realtà lavorative. Gli aspetti principali sono la velocità di smistamento e la capacità di stoccaggio dei locali stessi. Grazie l’approccio ingegneristico, questi locali possono essere oggetto di tantissimi benefici.

 

Sicuramente gli aspetti più importanti sono legati al fatto di poter stoccare quantitativi di materiale decisamente superiori e posizionare all’interno dei lotti aziendali magazzini automatizzati verticali con distanza di separazione degli edifici o dei confini ridotti. Lo studio della dinamica di collasso inclusiva di questi magazzini consente di posizionarli praticamente ovunque si voglia.

Stoccaggio bobine cartiera

Quali sono i benefici nella gestione della sicurezza antincendio di cartiera?

Quando gli edifici e le attività sono così complessi, coordinare tutte le attività di controllo sorveglianza e manutenzione può diventare complicato.

Fortunatamente le nuove metodologie di progettazione consentono di impostare dei sistemi di gestione della sicurezza antincendio cuciti su misura per l’attività. Questo consente di distribuire equamente in modo chiaro i ruoli all’interno dell’azienda e comunicare in modo molto più efficace con i manutentori. Oggi diventa di fondamentale importanza anche tutto ciò che riguarda la formazione e l’informazione dei lavoratori, degli addetti antincendio e degli ospiti in struttura, generalmente i fornitori.

Rivelazione incendi cartiera

 

FSE PROGETTI Paper division

è la nostra divisione specializzata nella progettazione antincendio negli stabilimenti di impianti per la produzione della carta dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici

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Piano di Emergenza Esterno per gestori di rifiuti (PEE)

Il Piano di Emergenza Esterno per gestori di rifiuti (PEE). Il 07/10/2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 27 agosto 2021 “Approvazione delle linee guida per la predisposizione del Piano di Emergenza Esterna e per la relativa informazione della popolazione per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti”.

Come sapere se sei in regola?

Le linee guida definiscono la procedura di intervento da attuare secondo livelli progressivi, con l’obiettivo di definire in maniera sintetica e puntuale, le modalità operative di intervento per la gestione dell’emergenza connessa ai possibili eventi accidentali occorrenti in impianti di stoccaggio e trattamento, quali ad esempio incendi con formazione e diffusione di sostanze inquinanti all’esterno dell’impianto stesso.

 

A quali attività si applicano le disposizioni del Piano di Emergenza Esterno per gestori di rifiuti?

Tali disposizioni si applicano agli impianti di trattamento dei rifiuti che effettuano le seguenti operazioni:

  • di stoccaggio di cui al dell’art. 183, comma 1, lett. aa) del D.Lgs. 152/2006 [(aa) “stoccaggio”: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell’allegato B alla parte quarta del presente decreto, nonchè le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell’allegato C alla medesima parte quarta];
  • trattamento dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. s) del d.lgs. 152/2006 [s) “trattamento”: operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento;], pertanto si intende lo stoccaggio e trattamento dei rifiuti mediante le operazioni di recupero da R1 a R13 e lo smaltimento mediante le operazioni da D1 a D15;
    Centri di raccolta comunali o intercomunali, autorizzati secondo le modalità previste dal D.Lgs. 152/2006.

Il Piano di Emergenza Esterno per gestori di rifiuti (PEE). Il 07/10/2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 27 agosto 2021 “Approvazione delle linee guida per la predisposizione del Piano di Emergenza Esterna e per la relativa informazione della popolazione per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti”.

Come sapere se sei in regola?

Le linee guida definiscono la procedura di intervento da attuare secondo livelli progressivi, con l’obiettivo di definire in maniera sintetica e puntuale, le modalità operative di intervento per la gestione dell’emergenza connessa ai possibili eventi accidentali occorrenti in impianti di stoccaggio e trattamento, quali ad esempio incendi con formazione e diffusione di sostanze inquinanti all’esterno dell’impianto stesso.

 

A quali attività si applicano le disposizioni del Piano di Emergenza Esterno per gestori di rifiuti?

Tali disposizioni si applicano agli impianti di trattamento dei rifiuti che effettuano le seguenti operazioni:

  • di stoccaggio di cui al dell’art. 183, comma 1, lett. aa) del D.Lgs. 152/2006 [(aa) “stoccaggio”: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell’allegato B alla parte quarta del presente decreto, nonchè le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell’allegato C alla medesima parte quarta];
  • trattamento dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. s) del d.lgs. 152/2006 [s) “trattamento”: operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento;], pertanto si intende lo stoccaggio e trattamento dei rifiuti mediante le operazioni di recupero da R1 a R13 e lo smaltimento mediante le operazioni da D1 a D15;
    Centri di raccolta comunali o intercomunali, autorizzati secondo le modalità previste dal D.Lgs. 152/2006.

 

Nei dettagli il PEE si applica pertanto a:

  • Tutte le aziende autorizzate per le attività di gestione dei rifiuti (stoccaggio, recupero, trattamento);
  • Aziende come le ceramiche che effettuano al loro interno recupero di rifiuti in procedura semplificata (es. acqua/fanghi, scarti ceramici, ecc..)

Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del D.P.C.M. 27/08/2021 (ovvero 06/12/2021): I titolari delle attività individuate nell’allegato del D.P.C.M. 27/08/2021, trasmettono al prefetto competente per territorio, ai sensi dell’art. 26 -bis , del decreto-legge 8 ottobre 2018, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, tutte le informazioni utili per l’elaborazione o per l’aggiornamento del piano di emergenza esterna.

 

 

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Modifiche al Codice di Prevenzione Incendi

MODIFICHE AL CODICE DI PREVENZIONE INCENDI

Nella Gazzetta Ufficiale n. 287 del 2 dicembre 2021 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 24 novembre 2021 che riporta alcune importanti modifiche all’allegato 1 del Codice di prevenzione incendi, emanato con il decreto del Ministro dell’interno 3 agosto 2015.
Per le attività progettate con la previgente edizione del Codice di prevenzione incendi non è previsto alcun adeguamento.
Il decreto del Ministro dell’interno 24 novembre 2021 entra in vigore il 1° gennaio 2022.

Monitoraggio applicazione Codice in Italia 2021

Monitoraggio applicazione del Codice di Prevenzione Incendi 2021 (aggiornato con i dati 2020)

La Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del C.N.VV.F. ha effettuato un’analisi statistica sull’applicazione del Codice grazie all’attività di monitoraggio sui dati acquisiti dalle varie Direzioni Regionali. Il secondo periodo di riferimento dell’attività operata dalla Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del C.N.VV.F. ha fornito un aggiornamento al 2020.

Come è stata condotta l'analisi?

L’analisi è stata condotta secondo il seguente schema:

  • raffronto del numero di attività presentate con la progettazione da “Codice” nell’anno 2020 rispetto agli anni precedenti;
  • studio puntuale dell’andamento dei dati nell’anno 2020 approfondendo i seguenti aspetti:
    • numero di pratiche per regione;
    • confronto tra applicazione di soluzioni conformi e soluzioni alternative;
    • esito della valutazione dei progetti;
    • attività del d.p.r. 151/2011 per le quali è stata applicata la progettazione da “Codice”;
    • distribuzione del ricorso a misure antincendio in soluzione alternativa.

Quali tendenze si sono colte dal monitoraggio?

Dal monitoraggio sono emersi i seguenti aspetti maggiormente rappresentativi:

  • l’andamento delle attività di P.I. presentate con la metodologia indicata dal Codice fa registrare una tendenza all’aumento, passando da una media di circa 83 progetti/mese su base nazionale nel 2018 a circa 330 progetti/mese del 2020;
  • il ricorso quasi esclusivo a soluzioni conformi;
  • un valore costante nel numero dei progetti presentati con esclusivo ricorso a soluzioni conformi.

Quindi le soluzioni conformi sono facilmente applicabili

Tale parametro può essere considerato come indice di appropriatezza delle soluzioni tecniche associate ad un determinato livello di prestazione. Il ricorso diffuso a soluzioni alternative significherebbe, infatti, che le soluzioni conformi previste dal d.m. 3 agosto 2015 e s.m.i. sono difficilmente attuabili nei casi reali;

  • il recepimento del Codice nella progettazione non uniforme sul territorio nazionale (nelle 5 regioni del centro nord, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, è stato presentato circa il 76% dei progetti dell’intero territorio nazionale);
  • l’80% delle pratiche presentate evase con esito positivo (favorevole e favorevole condizionato);
  • l’utilizzo delle soluzioni alternative in prevalenza per aspetti strutturali (resistenza al fuoco e compartimentazione), per l’esodo delle persone e per gli impianti.

I buoni propositi

In definitiva l’andamento ha confermato, seppur con notevole margine di miglioramento rispetto al monitoraggio precedente, la necessità di:

  • proseguire l’attività formativa di divulgazione del Codice e delle relative modalità applicative, pur avendo già modificato ed integrato in tal senso il programma dei corsi per i professionisti antincendio;
  • proseguire l’aggiornamento professionale (personale VVF e professionisti) sulle misure antincendio per le quali si è fatto maggiormente ricorso alle soluzioni alternative;
  • incentivare l’aggiornamento professionale (personale VVF e professionisti) sull’ingegneria della sicurezza, strumento principe delle soluzioni in deroga per arrivare, in prospettiva, al superamento del “giudizio esperto” a favore di metodologie maggiormente ingegnerizzate.

 

fonte

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Criteri generali di progettazione, realizzazione ed eserci- zio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro

Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 29 ottobre 2021 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 3 settembre 2021 inerente i criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

 

Cosa stabilisce la nuova normativa?

La normativa stabilisce i criteri generali atti ad individuare le misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze, nonché le misure precauzionali di esercizio, in attuazione dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Il decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti dall’articolo 62 del decreto 81/2008, ad esclusione delle attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili.

 

Il decreto entrerà in vigore il 29 ottobre 2022, un anno dopo la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, abrogando definitivamente il DM 10 marzo 1998.

Nuova normativa edifici storici tutelati

Nuova normativa (regola tecnica verticale) su edifici storici tutelati

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 25 ottobre 2021 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’interno 14 ottobre 2021 inerente la regola tecnica verticale di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, contenenti una o più attività ricomprese nell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, ivi individuate con il numero 72.

Sono esclusi dal campo di applicazione della normativa i musei, le gallerie, le esposizioni, le mostre, le biblioteche e gli archivi realizzati all'interno di edifici storici tutelati, già dotati di specifica regola tecnica verticale (V.10) emanata con il decreto del Ministro dell’interno 10 luglio 2020.

La nuova RTV entrerà in vigore il 25 novembre 2021.

 

A cosa si applica la nuova RTV?

La regola tecnica verticale reca disposizioni di prevenzione incendi riguardanti:

  1. edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, contenenti una o più attività ricomprese nell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, ivi individuate con il numero 72

 

A cosa non si applica la nuova RTV?

La regola tecnica verticale esclude dalle disposizioni di prevenzione incendi:

  1. musei,
  2. gallerie,
  3. esposizioni,
  4. mostre,
  5. biblioteche
  6. archivi

 

Piano di limitazione dei danni

Il piano di limitazione dei danni, predisposto dal responsabile dell'attività, deve essere aggiornato e adeguato anche a seguito di specifiche esercitazioni e contenere misure e procedure per la salvaguardia dei beni tutelati presenti, da mettere in atto in caso di incendio.

Esso deve individuare:

  • i soggetti, adeguatamente formati, incaricati dell'attuazione delle procedure in esso contenute;
  • la distribuzione qualitativa e quantitativa dei beni tutelati presenti;
  • le procedure di allontanamento dei beni dettagliando, ove possibile, anche le priorità di evacuazione e specifici provvedimenti per la rimozione e il trasporto presso i luoghi di ricovero;
  • gli eventuali luoghi di ricovero dei beni rimossi in caso di emergenza, con particolare riferimento alle condizioni di sicurezza e di conservazione degli stessi;
  • le procedure per la protezione in loco dei beni inamovibili o difficilmente spostabili; (es: copertura con materiali di protezione, puntellamenti, riadesioni di parti staccate, barriere contro schegge, ...)
  • le eventuali restrizioni nell'utilizzo di sostanze estinguenti. (es: zone in cui è necessario evitare o limitare l'uso di acqua per minimizzare i danni ai beni tutelati in esso contenuti ...