Gestione della Sicurezza Antincendio

La Gestione della Sicurezza Antincendio nel Codice di Prevenzione Incendi

La Gestione della sicurezza antincendio (GSA) è una misura finalizzata alla gestione di un’attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l’adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure. Sin dalla prima versione del Codice di Prevenzione Incendi il ruolo della GSA è diventato di assoluto spessore. Se prima con il DM 10 marzo 1998 era spesso relagata ad un piccolo trafiletto generico e finale, oggi deve essere opportunamente progettata in fase di valutazione del progetto ed ampiamente sviluppata in fase di SCIA.

 

La GSA è l’unico strumento che il responsabile dell’attività ha per garantire la sicurezza ottenuta con la progettazione, nel tempo.

 

3 Livelli di prestazione

Il Codice prevede 3 livelli di prestazione in questa strategia, via via più articolati e complessi in funzione delle caratteristiche dell’attività. In pieno prestazionale. Nello specifico abbiamo:

  • Livello di prestazione 1: Gestione della sicurezza antincendio per il mantenimento delle condizioni di esercizio e di risposta all’emergenza.
  • Livello di prestazione 2: Gestione della sicurezza antincendio per il mantenimento delle condizioni di esercizio e di risposta all’emergenza con struttura di supporto.
  • Livello di prestazione 3: Gestione della sicurezza antincendio per il mantenimento delle condizioni di esercizio e di risposta all’emergenza con struttura di supporto dedicata.

 

Come definire il livello di prestazione dell’attività?

Anche in questo caso il Codice ci aiuta con criteri di attribuzione generalmente accettati, considerando una serie di paramenti caratteristici del livello di rischio dell’attività

Quando posso fare livello di prestazione 1?

Nelle attività più semplici, con materiali contenuti con velocità di propagazione al massimo media, inseriti in fabbricati non vincolati e non strategici e con impatto ambientale di un potenziale incendio non significativo. Per quanto riguarda gli occupanti, non deve essere prevalentemente destinata ad occupanti con disabilita, tutti i piani dell’attività situati a quota compresa tra -10 m e 54 m, i quantitativi di materiale contenuto devono essere contenuti con una limitazione al carico di incendio specifico qf ≤ 1200 MJ/m2 (comunque piuttosto alto) e che non si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose in quantità significative, nonché non si effettuino lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.

 

Quando devo fare il livello di prestazione 2?

È il livello di prestazione medio, perciò vi si ricade nel momento in cui non ci si configura ne nel livello 1, ne nel livello 3.

 

Quando devo fare livello di prestazione 3?

Nelle attività più complesse, con materiali contenuti con velocità di propagazione veloce, profilo di rischio Rbeni compreso in 3, 4, se aperta al pubblico con un affollamento complessivo > 300 occupanti oppure se non aperta al pubblico con un affollamento complessivo > 1000 occupanti. Altrimenti nei casi con numero complessivo di posti letto > 100 e profili di rischio Rvita compresi in D1, D2, Ciii1, Ciii2, Ciii3 ovvero ospedali ed alberghi. Dove si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose in quantità significative ed affollamento complessivo esposto al rischio > 25 occupanti e dove si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio ed affollamento complessivo esposto al rischio > 25 occupanti.

 

Come posso sviluppare il mio sistema di gestione della sicurezza antincendio?

Il processo di adattamento e stesura di un piano di gestione dell’emergenza è complesso, i dati di input iniziali sono complicati, numerosi ed interdisciplinari. Sono tutte informazioni al quale il responsabile di attività ha accesso tramite un groviglio di pratiche, approvazioni, norme UNI, circolari, buonsenso, linee guida, ma che risultano molto difficili da essere interpretate da chi non è un addetto al settore.

È per questo che un buon sistema di gestione della sicurezza antincendio deve essere semplice nei termini e definizioni, comodo per essere utilizzato e facile da mantenere aggiornato nel tempo.

 

L’importanza della GSA nell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio

Quando si percorrono le soluzioni alternative, viene percorsa una strada progettuale molto articolata e complessa che prevede un processo di individuazione degli scenari di incendio con il Comando dei Vigili del Fuoco, sulla base del quale viene avviata la progettazione di dettaglio. E’ importantissimo quindi che tramite la GSA non si vengano a modificare i parametri iniziali, altrimenti verrebbe invalidata la progettazione sofisticata che è stata eseguita.

Sono necessari infatti requisiti aggiuntivi per la gestione della sicurezza antincendio con l’applicazione della metodologia prestazionale. Il professionista antincendio infatti basa l’individuazione delle misure antincendio di prevenzione e protezione di progetto su specifiche ipotesi e limitazioni d’esercizio, devono pertanto essere previste specifiche misure di gestione della sicurezza antincendio affinché non possa verificarsi la riduzione del livello di sicurezza assicurato inizialmente.

Le specifiche misure di gestione della sicurezza antincendio devono essere riferite agli aspetti trattati nella progettazione prestazionale, con particolare riguardo alle specifiche soluzioni progettuali, alle misure antincendio di prevenzione e protezione adottate, al mantenimento delle condizioni di esercizio da cui discendono i valori dei parametri di ingresso nella progettazione prestazionale. Su specifiche misure di gestione della sicurezza antincendio sono sottoposte a verifiche periodiche da parte del responsabile dell’attività secondo le cadenze temporali già definite nel progetto.

Nell’ambito del programma per l’attuazione della gestione della sicurezza antincendio devono essere valutati ed esplicitati i provvedimenti presi relativamente ai seguenti punti:

  1. organizzazione del personale;
  2. identificazione e valutazione dei pericoli derivanti dall’attività; c. controllo operativo;
  3. gestione delle modifiche;
  4. pianificazione di emergenza;
  5. sicurezza delle squadre di soccorso;
  6. controllo delle prestazioni;
  7. manutenzione dei sistemi di protezione;
  8. controllo e revisione.

Qualora i sistemi di protezione attiva siano considerati ai fini della riduzione della potenza termica rilasciata dall’incendio RHR(t) o comunque contribuiscano a mitigare gli effetti dell’incendio, devono essere installati sistemi a disponibilità superiore.

 

Ora hai tutti gli strumenti per capire e decidere come comportarti nella tua attività.