L'incendio

Nella progettazione antincendio, quando ci troviamo di fronte a locali ad elevato carico di incendio, dove dalla committenza è richiesta particolare attenzione alla business continuity(il cliente non può permettersi che il suo magazzino vada a fuoco, oltre che per il contenuto soprattutto per il fermo produttivo) è necessario valutare l'utilizzo di impianti tali per cui non possano esservi mai le condizioni necessarie ad un innesco di generare un incendio.

triangolo del fuoco

Come fare?

La risposta si basa su un concetto molto semplice, ovvero il triangolo del fuoco. Come ogni addetto antincendio ben sa, al mancare del comburente, il processo di combustione non può avvenire. Ma come è vero che si sottrae ossigeno all'eventuale incendio, lo si sottrae anche agli occupanti e pertanto è necessario calibrare bene tale % di riduzione affinché non possano esserci le condizioni per l'innesco efficace ma che garantiscano la salvaguardia della vita.

Soluzione - caso studio

Il magazzino è stato protetto dalla tecnologia dell’impianto di riduzione d’ossigeno OSR. Il principio di funzionamento di questo impianto si basa sul fatto che l’aria, in condizioni normali, è una miscela composta per il 20,9% da ossigeno, per il 78% da azoto e per il restante 1,1% da altri elementi. Andando a ridurre la percentuale di ossigeno intorno al 15% in volume, si ottiene un’atmosfera controllata comunque non pericolosa per l’uomo ma tale da non permettere l’innesco di un eventuale incendio. Questa tecnica avviene grazie all’immissione di gas inerte (tipicamente azoto, già presente nell’aria che respiriamo con una concentrazione del 78%) all’interno del volume che vogliamo proteggere;

l’atmosfera protetta avrà dunque un tenore di azoto maggiorato rispetto alla norma (circa pari all’ 84%). Naturalmente, a monte della realizzazione di questi sistemi, è necessario è stata eseguita un’adeguata valutazione del rischio, da parte di professionista abilitato, al fine di verificare l’idoneità al caso in esame

Le Componenti principali dell’impianto sono:

  1. Compressore, essiccatore e serbatoi di accumulo
    Questi componenti hanno il compito di estrarre aspirare l’aria dell’ambiente, essiccarla, comprimerla sino ad un valore di circa 7 bar e convogliarla in uno o più serbatoi di accumulo.
  2. Generatore di azoto
    L’aria così trattata, passa attraverso speciali generatori ad adsorbitori molecolari; questi macchinari trattengono ed espellono la quasi totalità dell’ossigeno contenuto nell’aria, ottenendo in uscita azoto ad elevato grado di purezza (95-98%)
  3. Linea di distribuzione
    L’aria da alto tenore di azoto viene ridistribuita nell’ambiente protetto attraverso una linea di distribuzione, al fine di raggiungere la concentrazione di ossigeno prevista dal progetto.
  4. Analizzatori di ambiente per il monitoraggio ossigeno
    Naturalmente, per garantire il mantenimento dell’atmosfera ipossica ai valori di target, l’ambiente protetto è costantemente monitorato da analizzatori di ossigeno che analizzano le condizioni dell’aria. La centrale di controllo, che gestisce l’intero impianto ORS, effettua l’analisi dell’ambiente protetto e gestisce il ciclo di generazione ed immissione dell’azoto.
  5. Per raggiungere un ulteriore grado di sicurezza dell’ambiente protetto, è consigliata l’installazione di un sistema di rivelazione fumi del tipo ad aspirazione; tale sistema andrà a campionare costantemente l’aria dell’ambiente protetto, rilevando un’eventuale presenza di fumo (dovuta a possibili principi di combustione lenta, che non sarebbe altrimenti in modo tempestivo).

Modellazione CFD

One more thing

Generalmente essendo progettati a servizio di magazzini automatizzati di grandi dimensioni, le richieste normative possono spingersi fino a richiedere lo studio della dinamica di collasso implosivo. Grazie a tali studi è possibile ottimizzare oltre che l'impianto, anche la struttura del magazzino stesso.

dinamica di collasso