Monitoraggio applicazione Codice in Italia 2021

Monitoraggio applicazione del Codice di Prevenzione Incendi 2021 (aggiornato con i dati 2020)

La Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del C.N.VV.F. ha effettuato un’analisi statistica sull’applicazione del Codice grazie all’attività di monitoraggio sui dati acquisiti dalle varie Direzioni Regionali. Il secondo periodo di riferimento dell’attività operata dalla Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del C.N.VV.F. ha fornito un aggiornamento al 2020.

Come è stata condotta l'analisi?

L’analisi è stata condotta secondo il seguente schema:

  • raffronto del numero di attività presentate con la progettazione da “Codice” nell’anno 2020 rispetto agli anni precedenti;
  • studio puntuale dell’andamento dei dati nell’anno 2020 approfondendo i seguenti aspetti:
    • numero di pratiche per regione;
    • confronto tra applicazione di soluzioni conformi e soluzioni alternative;
    • esito della valutazione dei progetti;
    • attività del d.p.r. 151/2011 per le quali è stata applicata la progettazione da “Codice”;
    • distribuzione del ricorso a misure antincendio in soluzione alternativa.

Quali tendenze si sono colte dal monitoraggio?

Dal monitoraggio sono emersi i seguenti aspetti maggiormente rappresentativi:

  • l’andamento delle attività di P.I. presentate con la metodologia indicata dal Codice fa registrare una tendenza all’aumento, passando da una media di circa 83 progetti/mese su base nazionale nel 2018 a circa 330 progetti/mese del 2020;
  • il ricorso quasi esclusivo a soluzioni conformi;
  • un valore costante nel numero dei progetti presentati con esclusivo ricorso a soluzioni conformi.

Quindi le soluzioni conformi sono facilmente applicabili

Tale parametro può essere considerato come indice di appropriatezza delle soluzioni tecniche associate ad un determinato livello di prestazione. Il ricorso diffuso a soluzioni alternative significherebbe, infatti, che le soluzioni conformi previste dal d.m. 3 agosto 2015 e s.m.i. sono difficilmente attuabili nei casi reali;

  • il recepimento del Codice nella progettazione non uniforme sul territorio nazionale (nelle 5 regioni del centro nord, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, è stato presentato circa il 76% dei progetti dell’intero territorio nazionale);
  • l’80% delle pratiche presentate evase con esito positivo (favorevole e favorevole condizionato);
  • l’utilizzo delle soluzioni alternative in prevalenza per aspetti strutturali (resistenza al fuoco e compartimentazione), per l’esodo delle persone e per gli impianti.

I buoni propositi

In definitiva l’andamento ha confermato, seppur con notevole margine di miglioramento rispetto al monitoraggio precedente, la necessità di:

  • proseguire l’attività formativa di divulgazione del Codice e delle relative modalità applicative, pur avendo già modificato ed integrato in tal senso il programma dei corsi per i professionisti antincendio;
  • proseguire l’aggiornamento professionale (personale VVF e professionisti) sulle misure antincendio per le quali si è fatto maggiormente ricorso alle soluzioni alternative;
  • incentivare l’aggiornamento professionale (personale VVF e professionisti) sull’ingegneria della sicurezza, strumento principe delle soluzioni in deroga per arrivare, in prospettiva, al superamento del “giudizio esperto” a favore di metodologie maggiormente ingegnerizzate.

 

fonte

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