Planimetrie di emergenza: non c'è spazio per l'immaginazione. Esiste un solo modo corretto per elaborarle. In accordo al capitolo S.5 Sistema di gestione della Sicurezza antincendio ed alla UNI ISO 23601.

Quando è obbligatorio redigere il piano di emergenza?

La redazione del Piano di Emergenza è obbligatoria per tutti i luoghi di lavoro ove sono occupati da 10 o più dipendenti ed in quelli ove si esercitano attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Con il Codice di Prevenzione Incendi la componente gestionale della sicurezza antincendio è diventata fondamentale. Infatti, sempre di più le misure di sicurezza sono orientate alla prevenzione e gestione. Diventa infatti fondamentale garantire un corretto comportamento di chi svolge l’attività sia in momenti ordinari di pace, che nei concitati momenti di guerra dell’emergenza.

Le planimetrie sono tutti uguali?

Ci piacerebbe poter rispondere di si, ma in realtà come ben sparai, azienda che vai, planimetria che trovi. In realtà però il modo di progettare questi elaborati non è a discrezione del progettista, ma bensì è demandato ad una normativa di riferimento che consente di omogeneizzarle, standardizzarle e renderlo molto più utili e leggibili. Stiamo parlando della UNI ISO 23601:2014. La norma stabilisce i principi generali di progettazione delle planimetrie per l'emergenza, che contengono informazioni relative ai presidi antincendio, alle vie di fuga, all'evacuazione e al soccorso degli occupanti l'edificio. Tali planimetrie possono essere utilizzate dalle forze di intervento in caso di emergenza e sono destinate ad essere esposte in aree pubbliche e nei luoghi di lavoro.

Esempio di corretta progettazione di una planimetria di emergenza

Le planimetrie sono sufficienti?

No, non lo sono. Sono la parte più “in vista” ma devono necessariamente essere coordinate da un Piano di emergenza ed evacuazione.

Il Piano di Emergenza è infatti uno strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate le operazioni da compiere per una corretta gestione degli incidenti, siano essi incendi, infortuni, fughe di gas, fuoriuscite di sostanze pericolose o qualsiasi altro evento calamitoso che determina la necessità di abbandonare la struttura (es. terremoti, inondazioni ecc..), al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio, gestendo anche gli occupanti con disabilità.

Il piano di Emergenza tende a perseguire i seguenti obbiettivi:

  • prevenire o limitare pericoli alle persone;
  • coordinare gli interventi del personale a tutti i livelli, in modo che siano ben definiti tutti i comportamenti e le azioni che ogni persona presente nell’Azienda deve mettere in atto per salvaguardare la propria incolumità e, se possibile, per limitare i danni ai beni e alla struttura dell’edificio;
  • intervenire, dove necessario, con un pronto soccorso sanitario;
  • individuare tutte le emergenze che possano coinvolgere l’attività, la vita e la funzionalità dell’impianto;
  • definire esattamente i compiti da assegnare al personale che opera all’interno dell’Azienda, durante la fase emergenza.

Nella formulazione del Piano si provvede, tra l’altro a predisporre le mappe dei vari piani con indicazione delle vie d'uscita, scale, ascensori, aree sicure, ubicazione apprestamenti e mezzi antincendio, e con l’indicazione di un’area esterna come punto di ritrovo in caso di evacuazione. Le tanto famose: planimetrie di emergenza.