Cavedio tecnico

All’interno di un cavedio tecnico di notevole dimensioni ed altezza, erano presenti soluzioni impiantistiche che necessitavano di un rapido controllo dell’incendio per limitare la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dello stesso. Sono stati valutati gli effetti di vasi sistemi come sprinkler, ESFR, soppressione a gas inerte, soppressione a sali

scelta tipologia di impianto

con l’utilizzo di simulazioni CFD è stato possibile valutare gli effetti dei vari impianti di soppressione, valutando per il caso specifico, la soluzione ideale.

Autorimessa interrata

Il progetto è relativo autorimessa condominiale, sita al piano interrato, con una superficie in pianta del compartimento di 830 m2.

La norma UNI 9494

L’esigenza in questo progetto era quella di ottimizzare l’impianto di estrazione fumo/calore per garantire l’esodo e l’intervento delle squadre di soccorso. L’altezza dei locali era inferiore a 3m.

Si evince quindi che non è direttamente riconducibile al campo di applicazione della UNI 9494-2, dunque non può essere approcciato secondo metodologie standard.

La UNI 9494, inoltre è espressamente progettata per campi d’impiego in modalità stazionaria, cioè si intende che l’incendio ha pienamente raggiunto la fase di crescita; oltre a ciò essa fa riferimento sostanzialmente a due gruppi di rilascio termico 300 kW/m2 o 600 kW/m2 che non possono essere riconducibili al caso specifico in quanto nella valutazione degli scenari di incendio ipotizzabili si può ragionevolmente supporre l’incendio di un solo mezzo, ipotizzando uno scenario di incendio di tipo localizzato.

La norma, sia nello scopo che nel campo di applicazione cita espressamente che: “…al di fuori del campo di applicazione si può ricorrere ai metodi dell’approccio ingegneristico”;

inoltre nell’appendice D-Schemi e tipologie degli impianti SEFFC, al punto D.2.6: “…esistono impianti non caratterizzabili, in questi casi particolari è possibile ricorrere ai metodi dell’approccio ingegneristico”.

Occorre dunque impostare il dimensionamento a partire da un diverso assunto: garantire quell’altezza libera da fumi che costituisce la prestazione fondamentale del sistema sia durante l’evacuazione, sia all’individuazione da parte delle squadre di emergenza dell’incendio.

Conclusioni

Grazie alla modellazione fluidodinamica eseguita, è stato possibile dimostrare che, per garantire l’esodo e la sicurezza delle squadre di soccorso sono sufficienti n°2 ventilatori di estrazione fumo. Facendo così risparmiare al cliente l’impianto di immissione e i jet-fan.

 

Magazzino interrato

Il progetto è relativo a deposito , sito al piano interrato, adibito a deposito automatizzato di prodotto finito stoccato in pallets, con una superficie in pianta del compartimento di 1.800 m2.

La norma UNI 9494

L’esigenza in questo progetto era quella di ottimizzare l’impianto di estrazione fumo/calore per garantire l’esodo e l’intervento delle squadre di soccorso. Erano previsti impianti di immissione aria fresca, jet-fan e impianti di estrazione. Il locale in pianta sviluppava complessivamente 1’800m2

Si evince quindi che non è direttamente riconducibile al campo di applicazione della UNI 9494-2, dunque non può essere approcciato secondo metodologie standard.

La UNI 9494, inoltre è espressamente progettata per campi d’impiego in modalità stazionaria, cioè si intende che l’incendio ha pienamente raggiunto la fase di crescita; oltre a ciò essa fa riferimento sostanzialmente a due gruppi di rilascio termico 300 kW/m2 o 600 kW/m2 che non possono essere riconducibili al caso specifico in quanto nella valutazione degli scenari di incendio ipotizzabili si può ragionevolmente supporre l’incendio di un solo mezzo, ipotizzando uno scenario di incendio di tipo localizzato.

La norma, sia nello scopo che nel campo di applicazione cita espressamente che: “…al di fuori del campo di applicazione si può ricorrere ai metodi dell’approccio ingegneristico”;

inoltre nell’appendice D-Schemi e tipologie degli impianti SEFFC, al punto D.2.6: “…esistono impianti non caratterizzabili, in questi casi particolari è possibile ricorrere ai metodi dell’approccio ingegneristico”.

Occorre dunque impostare il dimensionamento a partire da un diverso assunto: garantire quell’altezza libera da fumi che costituisce la prestazione fondamentale del sistema sia durante l’evacuazione, sia all’individuazione da parte delle squadre di emergenza dell’incendio.

Conclusioni

Grazie alla modellazione fluidodinamica eseguita, è stato possibile dimostrare che, per garantire l’esodo e la sicurezza delle squadre di soccorso sono sufficienti n°2 torrini di estrazione fumo. Facendo così risparmiare al cliente l’impianto di immissione e i jet-fan.

 

Piano di emergenza condominio

l Piano di Emergenza è quindi uno strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate le operazioni da compiere per una corretta gestione degli incidenti, siano essi incendi, infortuni, fughe di gas, fuoriuscite di sostanze pericolose o qualsiasi altro evento calamitoso che determina la necessità di abbandonare la struttura (es. terremoti, inondazioni ecc..), al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio.

Piano di emergenza negozio

l Piano di Emergenza è quindi uno strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate le operazioni da compiere per una corretta gestione degli incidenti, siano essi incendi, infortuni, fughe di gas, fuoriuscite di sostanze pericolose o qualsiasi altro evento calamitoso che determina la necessità di abbandonare la struttura (es. terremoti, inondazioni ecc..), al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio.

Hotel

L’attività ricettiva “oggetto della presente relazione, è ubicata a Cesenatico (FC).
Il lotto rettangolare è confinante a nord con altra proprietà, a sud con strada pubblica, cosi come ad est e ad ovest con giardino pubblico. L’attività è accessibile da entrambi i lati affacciati su pubblica via. L’edifico inserito nel lotto è ad uso esclusivo, non presenta piani interrati e si eleva per 5 piani fuori terra. L’attività è cosi articolata: al piano terreno si trova la hall-soggiorno per il ricevimento dei clienti, l’accesso al vano scala e i locali chiusi al pubblico come ufficio, vani tecnici e vani di servizio. Al piano primo troviamo la sala da pranzo ad uso esclusivo dei clienti dell’Hotel, così come la cucina ed i servizi igienici. Dal secondo al quarto troviamo la zona ospiti, il layout è ripetuto uguale per i 3 livelli e caratterizzato da 9 camere per piano. Al quinto sono presenti ulteriori 4 camere e locali di servizio chiusi al pubblico. La struttura portante è a telaio in c.a. con muri di tamponamento in laterizio. Sono presenti attività a rischio specifico pertinenti con l’attività quali il locale caldaia ad uso esclusivo per produzione di acqua calda sanitaria, e la cucina con i mezzi di cottura.

L’edificio è servito da una sola scala, e da un ascensore non utilizzabile in caso di incendio.
Le caratteristiche architettoniche non permettono la visita dei locali ai disabili, pertanto non sono allestite camere specifiche.

Sono previsti lavori di adeguamento dell’edificio alla normativa antincendio di cui all’allegato al DM 9 Aprile 1994 e successive integrazioni.

Hotel

L’attività ricettiva oggetto della presente relazione, è ubicata ia Cesenatico (FC).
Il lotto rettangolare è confinante a nord a ovest e ad est con altra proprietà, a sud con il viale. L’attività è accessibile dal fronte strada affacciato su pubblica via. L’edifico inserito nel lotto è ad uso esclusivo, non presenta piani interrati e si eleva per 6 piani fuori terra. L’attività è cosi articolata: al piano terra l’ingresso, i locali di servizio e il locale caldaia. Al piano rialzato si trova la hall-soggiorno per il ricevimento dei clienti, l’accesso al vano scala, i locali chiusi al pubblico come ufficio, vani tecnici e vani di servizio, la sala pranzo e la cucina. Dal primo al quinto troviamo la zona ospiti, il layout è ripetuto uguale per i 5 livelli e caratterizzato da 9 camere per piano. Al sesto sono presenti ulteriori 2 camere per ospiti e locali di servizio chiusi al pubblico. La struttura portante è a telaio in c.a. con muri di tamponamento in laterizio. Sono presenti attività a rischio specifico pertinenti con l’attività quali locale caldaia ad uso esclusivo per produzione di acqua calda sanitaria, e la cucina con i mezzi di cottura.

L’edificio è servito da una sola scala, e da un ascensore non utilizzabile in caso di incendio.
Le caratteristiche architettoniche non permettono la visita dei locali ai disabili, pertanto non sono allestite camere specifiche.

Sono previsti lavori di adeguamento dell’edificio alla normativa antincendio di cui all’allegato al DM 9 Aprile 1994 e successive integrazioni.

Centro sportivo

E’ stata eseguita la progettazione in accordo al DM delle attività di pubblico spettacolo in quanto l’attività si inquadra come centro sportivo all’aperto.

Destinazione e servizi

Nell’area adibita a centro sportivo per attività di ciclo cross è presente un edificio mono-piano a servizio dell’attività stessa.

Struttura in acciaio

E’ stata eseguita una valutazione preliminare per l’ottimizzazione dei profili al fine di ottenere le caratteristiche di resistenza al fuoco senza la necessità di dover rivestire la struttura.

Curva ISO 834

 Ottimizzando le sezioni, in fase di dimensionamento è possibile ottenere ottimi risultati in termini di resistenza al fuoco, in quanto sin da subito si vanno ad irrobustire le sezioni più compromesse dalle sollecitazioni termiche,

Edificio industriale

Nell’edificio è stata eseguita la progettazione dell’impianto di rilevazione incendi e della rete idrica antincendio

Rede idrica antincnedio

Per la progettazione sono state applicate le seguenti norme:

  • Norma UNI 10779:2014 “Impianti di estinzione incendi: Reti di Idranti”
  • Norma UNI EN 12845 “Installazioni fisse antincendio. Sistemi automatici a sprinkler”
  • Norma UNI 11292 “Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio – Caratteristiche costruttive e funzionali”
  • D.M. 20/12/2012 “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi”
  • D.M. 30/11/1983 Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi