magazzino alimentare

Applicazione del Codice di prevenzione incendi

La progettazione ha previsto l’applicazione della RTO, affrontando le seguenti strategie con soluzione alternativa:

S.2 Resistenza al fuoco LIV II

S.8 Controllo dei fumi e del calore LIV II

Benefici

I benefici di questa progettazione sono così riassumibili

S.2 Resistenza al fuoco: non si è reso necessario riqualificare le strutture

S.8 Controllo dei fumi e del calore LIV II: non si è possibile ottimizzare l’impianto SEFFC in accordo alla UNI9494:2017

 

Autorimessa isolata

Applicazione del Codice di prevenzione incendi

La progettazione ha previsto l’applicazione della RTV Autorimesse, affrontando le seguenti strategie con soluzione alternativa:

S.2 Resistenza al fuoco LIV II

S.3 Compartimentazione LIV I

S.4 Esodo LIV I

S.8 Controllo dei fumi e del calore LIV II

Benefici

I benefici di questa progettazione sono così riassumibili

S.2 Resistenza al fuoco: non si è reso necessario riqualificare le strutture

S.3 Compartimentazione LIV I: non si è reso necessario compartimentare i livelli

S.4 Esodo LIV I: non si è reso necessario realizzare nuove vie di esodo

S.8 Controllo dei fumi e del calore LIV II: non si è reso necessario installare l’impianto SEFFC

 

Deposito ceramico

All’interno di uno stabilimento produttivo di notevole dimensione, si è presentata una problematica di resistenza al fuoco a seguito della tipologia strutturale della copertura. Questa infatti era di tipo a botte, in laterizio e tiranti in acciaio.

S-2 Resistenza al fuoco

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, ottenendo la curva naturale di incendio da applicare alla struttura in fase di certificazione finale.

Le temperature sviluppate sono contenute, in quanto risulta efficace la limitazione delle aree di stoccaggio e il sistema di smaltimento fumi ENFC.

 S-3 Compartimentazione

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione II, applicando l’ingegneria antincendio, e garantendo la compartimentazione con la predisposizione di distanze di separazione interne, individuando aree specifiche di stoccaggio.

 

Cartiera

All’interno di uno stabilimento produttivo di notevole dimensione, si è presentata una problematica di resistenza al fuoco e di esodo particolare. All’interno di tutta l’attività, sono presenti depositi intensivo di carta e cartone. La soluzione conforme in termini di resistenza al fuoco non era percorribile per il troppo dispendio economico nelle opere di adeguamento alle strutture in acciaio, così come quella relativa alla compartimentazione.

S-2 Resistenza al fuoco

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, ottenendo la curva naturale di incendio da applicare alla struttura in fase di certificazione finale.

Le temperature sviluppate sono contenute, in quanto risulta efficace l’impianto di protezione attiva a controllo.

 S-3 Compartimentazione

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione II, applicando l’ingegneria antincendio, e garantendo la compartimentazione con l’installazione di lame d’acqua in sostituzione ad elementi fisici di separazione EI.

S-4 Esodo

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, calcolando i valori di RSET e ASET dei locali.

Deposito automatizzato

All’interno di uno stabilimento produttivo di notevole dimensione, si è presentata una problematica di resistenza al fuoco e di esodo particolare. All’interno di un locale produttivo, era presente un’area di deposito intensivo di film avvolgibile. Quest’utlima area era protetta da impianto sprinkler a controllo dell’incendio.

S-2 Resistenza al fuoco

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, ottenendo la curva naturale di incendio da applicare alla struttura in fase di certificazione finale.

Le temperature sviluppate sono contenute, in quanto risulta efficacie l’impianto di protezione attiva a controllo.

S-4 Esodo

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, calcolando i valori di RSET e ASET del locale. Il sistema EFC è risultato efficace e ben dimensionato.

Deposito intensivo plastico

Il compartimento, inserito in all’interno di uno stabilimento produttivo di notevole dimensione, presentava una problmatica di resistenza al fuoco. Il calcolo del carico d’incendio, semppur previsto l’impianto a soppressione ESFR definiva una classi di resistenza al fuoco pari a R240. I costi da sostenere per l’attività sarebbero stati eccessivi e di difficile realizzazione gli interventi protettivi.

S-2 Resistenza al fuoco

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione III, applicando l’ingegneria antincendio, ottenendo la curva naturale di incendio da applicare alla struttura in fase di certificazione finale.

Le temperature sviluppate sono contenute e limitate nel tempo, in quanto risulta di estrema efficacia l’impianto di protezione attiva a soppressione ESFR.

Centro commerciale

L’edificio presenta una discreta interazione tra i locali adibiti a deposito con quelli fuori terra adibiti ad attività commerciali, uffici e comunque aperti al pubblico. Le scelte architettoniche fatte, rendono in primo luogo impossibile la compartimentazione completa tra il piano interrato (attività 70) e i piani superiori (attività 73) in quanto sono presenti due importanti forometrie nel solaio, in corrispondenza dei corridoi centrali.

I collegamenti tra i piani interessati, avvengono sostanzialmente tramite i seguenti:

  • scale di servizio interne ai locali commerciali (i quali hanno al piano interrato il deposito a servizio dell’attività del piano terreno)
  • scale esterne e aperte, utilizzate per l’esodo
  • scale interne, di tipo protetto a livello -1, che diventano di tipo aperto ai piani fuori terra
  • forometria maggiore di diametro 6,2m
  • forometria minore di diametro 2,5m

S-4 Esodo

Si segue la soluzione alternativa per il livello di prestazione I, applicando l’ingegneria antincendio

Edificio Industriale multipiano

La ditta si occupa principalmente della vendita di macchine per la pavimentazione stradale e movimento terra, della vendita dei ricambi, dell’assistenza in officina e in cantiere e del noleggio macchine pavimentazione stradale e movimento terra. Il servizio di “Serivce” dell’azienda consiste fondamentalmente in interventi in officina (il cliente porta il mezzo da riparare in officina) ed in interventi in cantiere (mandando in cantiere dei tecnici specializzati per risolvere sul posto i problemi). L’edificio è caratterizzato da un corpo fabbrica centrale, non isolato, adiacente ad altra attività, entro il quale al piano terra vengono eseguite le lavorazioni tipiche dell’officina e dove sono presenti gli uffici tecnici (attività 53.1.B). Al piano primo invece, il locale è adibito a deposito (attività 70.1.B). A piano terra, troviamo una C.T. di potenza inferiore a 35kW. Nel piazzale esterno, è presente un deposito di liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 65°C e capacità compresa tra 1m3 e 9m3 (attività 12.1.A).

S-2 Resistenza al fuoco delle strutture

Si segue la soluzione conforme per il livello di prestazione III, identificando un valore di carico d’incendio di progetto <450 MJ/m2 ne segue che la classe a di resistenza al fuoco sia di R 30.

S-3 Compartimentazione

A seguito della valutazione Rvita=A2 è possibile realizzare la compartimentazione multipiano. L’edificio è caratterizzato da quote di tutti i piani inferiori a 12m, essi infatti sono inseriti in un unico compartimento, separato dalla porzione interrata dell’attività. Non sono necessarie misure antincendio aggiuntive.

Edificio Industriale

L’attività in oggetto esegue lavorazioni di taglio di vari materiali plastici attraverso tecnologia laser, piegatura a caldo e non, termoformatura, incollaggio, assemblaggio ed imballaggio (serigrafia, verniciatura, incisione,…). All’interno dell’attività vengono lavorati molteplici materiali tra i quali plexiglass e poliesteri, PVC espanso, polistiroli compatti, teflon, legno, multistrati, impiallacciati, ferro, rame, ottone, acciaio, alluminio, arrivando a fornire il prodotto finito e confezionato al cliente finale.

Valutazione del Rischio

Al fine di identificare e descrivere il rischio incendio dell’attività si definiscono le seguenti tipologie di profilo di rischio:

• Rvita
• Rbeni
• Rambiente

Il profilo Rvita è attribuito per ciascun compartimento, mentre Rbeni ed Rambiente lo è per l’intera attività.

S-2 Resistenza al fuoco delle strutture

Si segue la soluzione conforme per il livello di prestazione III, identificando un valore di carico d’incendio di progetto pari a: 428 MJ/m2 ne segue che la classe minima di resistenza al fuoco sia di R30.

S-3 Esodo

A seguito della valutazione Rvita , Rbeni , Rambiente e i criteri di attribuzione della tabella S3-2 si definisce per entrambi i compartimenti il livello di prestazione di compartimentazione quanto segue:

Livello di prestazione II : E’ contrastata per un periodo congruo con la durata dell’incendio, sia la propagazione dell’incendio verso altre attività, che la propagazione dell’incendio all’interno della stessa attività. (S.3-2)