Azienda di produzione e deposito pallet in legno

L’attività in oggetto si occupa di realizzare pallet in legno con successivo deposito. L’attività è suddivisa in uffici e reparto produzione. È presente una tettoia di grandi dimensioni esterna in carpenteria metallica adibita allo stoccaggio di pallet in legno.

Lo stabilimento ricade come attività n. 37.1.B del D.P.R. 151/2011 (“Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito in quantità da 5.000 a 50.000 kg”).

Tale progetto è stato realizzato tramite l’utilizzo della tecnologia BIM (Building Information Modeling).

Obiettivo del progetto

L’obiettivo da raggiungere è l’adeguamento alla normativa di prevenzione incendi con l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

Inoltre, la progettazione ha incluso anche la ri-valutazione di tutta l’attività in termini di impianti antincendio, in modo tale da uniformare lo stabilimento, adeguandolo con soluzioni tecniche normativamente attuali.

Realizzazione del progetto

E’ stata effettuata la Valutazione Progetto, secondo la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) fornita dal DM 03/08/2015, complessiva del fabbricato. Tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione Incendi sono state analizzate ed è stato sufficiente adottare le sole soluzioni conformi previste dalla normativa.

Tale pratica viene redatta con il BIM (Building Information Modeling) per avere una visuale 3D di tutta la progettazione antincendio. A seguito dell’approvazione da parte del Comando Dei Vigili Del Fuoco si andranno a progettare i relativi impianti necessari, quali idrico e rilevazione incendi, per poi presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività con l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

L’utilizzo del BIM permette di avere una visuale completa sia dal punto di vista progettuale che realistico del fabbricato.

Una volta completato il template si hanno tempistiche più rapide per la consegna del materiale richiesto dal cliente e da presentare al comando.

Infine, la presenza di locale per la ricarica dei muletti e del polverino di legno creato all’interno del locale produttivo per l’aspirazione ha richiesto la realizzazione di una valutazione ATEX per gestire il rischio dovuto alla presenza di atmosfera potenzialmente esplosiva.

Azienda produttiva di suole per calzature

L’attività in oggetto è un’azienda specializzata nella stampa di fondi e suole per calzature. La realizzazione del prodotto avviene all’interno di un fabbricato, suddiviso in due edifici, dove sono presenti un ampio laboratorio artigianale, che si sviluppa su un unico livello, e gli uffici, sviluppati su due livelli.

Obiettivo del progetto

L’obiettivo della progettazione è la presentazione dell’istanza di Valutazione Progetto al Comando dei Vigili del Fuoco di riferimento per l’intera attività svolta nei due edifici, essendo questa finora non ancora configurata come attività soggetta ai sensi del D.P.R. 151/2011.

In particolare, l’attività si inquadra come att. 44.3.C. del D.P.R. 151/2011 “Stabilimenti e impianti ove si producono, lavorano e/o detengono materie plastiche, con quantitativi in massa superiori a 5.000 Kg”, e come att. 70.1.B. del D.P.R. 151/2011 “Locali adibiti a depositi con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5.000 Kg, di superficie lorda da 1.000 mq a 3.000 mq”.

Realizzazione del progetto

Le peculiarità che rendono questo progetto diverso dagli altri sono prevalentemente due.

Il fatto che l’intero iter progettuale è stato svolto tramite il BIM (Building Information Modeling), e questo ha permesso una verifica più precisa e realistica dell’efficacia delle soluzioni sviluppate.

E il fatto che, a seguito delle difficoltà nel reperire le informazioni fondamentali ai fini della progettazione stessa, come il quantitativo di materiale presente, l’affollamento massimo, altezza di stoccaggio, impianti presenti e così via, è stata sviluppata un’analisi di fattibilità delle condizioni reali ed esistenti.

Questo ha permesso di definire tutta una serie di dati di input iniziali, fondamentali per proseguire con la progettazione, che rispettassero il più fedelmente possibile le condizioni reali dell’attività e che permettessero una progettazione efficace, sicura e soddisfacente per entrambe le parti.

Questi input iniziali, individuati lato progettista, sono stati poi ridefiniti ed integrati con le informazioni pervenute dal cliente.

Tale cooperazione ha portato alla realizzazione di una progettazione che non richiedesse soluzioni alternative, che rispettasse tutte le soluzioni conformi previste dalla normativa e si è conclusa con l’approvazione della pratica da parte del Comando dei Vigili del Fuoco.

Autorimessa Caverna

L’attività in oggetto tratta di un’autorimessa aperta al pubblico da realizzarsi all’interno di una caverna di roccia del Monte Benedetto. Essa si sviluppa su sei livelli dedicati al parcheggio di autovetture e di un livello tecnico sovrastante dove trovano spazio gli impianti di aspirazione e di ventilazione.

La sua esclusività è rappresentata dal fatto che il parcheggio sarà allacciato, per il traffico veicolare, alla galleria mediante una rotatoria sotterranea.

L’attività si inquadra come att. 75.4.C. del D.P.R. 151/2011 “Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluripiano e meccanizzati, con superficie superiore a 3.000 mq”; e come att. 49.3.C. del D.P.R. 151/2011 “Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici ed impianti di cogenerazione di potenza complessiva > 700 kW”.

Obiettivo del progetto

L’obiettivo della progettazione era la presentazione dell’istanza di Valutazione Progetto al Comando dei Vigili del Fuoco di riferimento per l’intera attività. Nella progettazione era fondamentale mantenere nel compartimento uno strato libero dai fumi che permettesse la salvaguardia degli occupanti e delle squadre di soccorso; inoltre, fumi e calore non dovevano propagarsi verso compartimenti limitrofi.

Progetto tortuoso, dovuto anche all’impossibilità di realizzare aperture tramite finestre per lo smaltimento dei prodotti della combustione, essendo l’attività all’interno di un monte.

Realizzazione del progetto

Date le difficoltà a monte del progetto, si è operato per munire l’intera attività con:

Inoltre, in previsione di una presenza di occupanti con limitate abilità e si ritroverebbero in difficoltà nel raggiungere il luogo sicuro tramite le vie d’esodo verticali, sono stati impiegati spazi calmi.

Le difficoltà progettuali hanno richiesto l’adozione di soluzioni alternative per garantire sia l’esodo che il controllo di fumi e calore. Attraverso l’adozione di molteplici scenari di incendio sono state effettuate diverse simulazioni tramite modelli di campo ed è stato possibile verificare che nell’attività viene mantenuto uno strato libero dai fumi tale da permettere la salvaguardia degli occupanti e delle squadre di soccorso.

Scuola con palestra

L’attività in oggetto è una Scuola Primaria all’interno di un complesso composto da un edificio principale a più piani in cui si svolgono le attività didattiche. L’edificio al piano terra presenta anche una palestra e una centrale termica, in copertura invece è presente un impianto fotovoltaico.

Obiettivo del progetto

L’obiettivo della progettazione era la presentazione dell’istanza di Valutazione Progetto al Comando di Vigili del Fuoco di riferimento per l’intero complesso scolastico, comprendente quindi l’attività di scuola, palestra e l’impianto fotovoltaico.

L’attività principale si inquadra come att. 67.2.B del DPR 151/2011 “Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 150 persone presenti (fino a 300 persone)”. Come attività secondaria vi è la 65.1.B del DPR 151/2011 “Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone (e fino a 200 persone) ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq”.

Realizzazione del progetto

Vista la presenza di attività differenti e per le quali la normativa italiana prevede delle Regole Tecniche Verticali (RTV), ovvero delle indicazioni particolari in materia di prevenzione incendi, abbiamo scelto di appicare:

  • Codice di Prevenzione Incendi – DM 03/08/2015 come riferimento normativo principale (Regola Tecnica Orizzontale – RTO);
  • RTV V.7 (relativa alla RTO) come riferimento normativo specifico per l’attività scolastica della Scuola Primaria;
  • DM 18/03/1996Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi come riferimento normativo specifico per la palestra;
  • DCPREV Prot. 1324 del 7 febbraio 2012 come riferimento normativo specifico per l’impianto fotovoltaico in copertura

Abbiamo effettuato quindi la Valutazione Progetto della Scuola Primaria: grazie all’iniziale valutazione del rischio incendio, che analizza le possibili sorgenti d’innesco e i materiali combustibili o infiammabili con i conseguenti carichi d’incendio, abbiamo individuato un unico compartimento.

Abbiamo analizzato tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione incendi e, a ognuna, abbiamo attribuito i livelli di prestazione: sono risultate sufficienti le soluzioni conformi previste dalla normativa.

Per quanto riguarda la palestra, seguendo il DM 18/03/1996, abbiamo definito le caratteristiche antincendio da garantire per ogni strategia, in maniera similare a quanto previsto dal Codice di Prevenzione Incendi. In questo caso gli aspetti analizzati sono: ubicazione, comunicazione, esodo, resistenza al fuoco, reazione al fuoco, depositi, impianti elettrici, estintori, servizi igienici, segnaletica, spazi riservati agli spettatori e all’attività sportiva, sistemi di vie di uscita, gestione della sicurezza antincendio.

Abbiamo fornito, inoltre, le prescrizioni secondo normativa che l’impianto fotovoltaico deve garantire.

Deposito logistico

L’edificio oggetto di progettazione è un deposito logistico di grande superficie, caratterizzato da elevati quantitativi di materiale e numerose scaffalature per lo stoccaggio dei prodotti.

Le attività principale svolta all’interno del deposito logistico è quella di immagazzinamento di merce, individuabile in diversi reparti:

  • Ricezione della merce dai fornitori e controlli in ingresso;
  • Stoccaggio della merce nel magazzino manualmente, per componenti minori, e mediante carrelli elevatori per i prodotti di maggiori dimensioni;
  • Prelievo dei prodotti dalla scaffalatura manualmente, per componenti minori, e mediante carrelli elevatori per i prodotti di maggiori dimensioni;
  • Approntamento delle spedizioni e affidamento ai corrieri.

Obiettivo del progetto

La finalità del progetto era la richiesta di parere di conformità antincendio per la realizzazione del fabbricato adibito a deposito logistico, che si inquadra come Attività 70.2.C del DPR 151/2011 “Locali adibiti a depositi con quantitativi di merci e materiale combustibili superiori complessivamente a 5000 kg di superficie lorda superiore a 3000 mq”.

Realizzazione del progetto

La progettazione antincendio è avvenuta seguendo la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) fornita dal Codice di Prevenzione Incendi – DM 03/08/2015: grazie all’iniziale valutazione del rischio incendio, che analizza le possibili sorgenti d’innesco e i materiali combustibili o infiammabili con i conseguenti carichi d’incendio, abbiamo individuato 3 compartimenti, di cui uno principale che consiste nel magazzino e due minori (uffici e carica batterie).

Abbiamo analizzato tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione incendi e, a ognuna, sono stati attribuiti i livelli di prestazione: in alcuni casi sono risultate sufficienti le soluzioni conformi previste dal DM, in altri casi, all’interno del compartimento principale del magazzino, si è visto necessario il ricorso alle soluzioni alternative. Nello specifico:

  • 3 – Compartimentazione: viene verificato il livello di prestazione II affinché sia soddisfatto il seguente requisito “è contrastata per un periodo congruo con la durata dell’incendio la propagazione dell’incendio verso altre attività e la propagazione dell’incendio all’interno della stessa attività”;
  • 4 – Esodo: viene verificato il livello di prestazione I affinché sia soddisfatto il seguente requisito “gli occupanti raggiungono un luogo sicuro prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività attraversati durante l’esodo”.

Attraverso l’approccio ingegneristico in Fire Safety Engineering abbiamo potuto validare i livelli di prestazione di sicurezza antincendio per le strategie individuate.

Stabilimento materie plastiche

L’edificio oggetto di progettazione è uno stabilimento di materie plastiche, che in questo caso vengono depositate, sia in forma solida che in forma di polvere, e impilate su pallets o in sacchi.

Obiettivo del progetto

Lo scopo della progettazione in oggetto era l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi e l’unificazione delle diverse attività soggette al DPR 151/2011 sotto un’unica pratica di prevenzione incendi.

L’attività principale in oggetto è stata individuata come Attività 44.3.C “Stabilimenti e impianti ove si producono, lavorano e/o detengono materie plastiche, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg”, ma all’interno dello stabilimento erano presenti altre attività soggette minori.

Inoltre, considerate le caratteristiche strutturali dell’edificio, si è resa necessaria l’adozione di una soluzione alternativa per garantire il livello di prestazione II alla strategia antincendio S.2, per verificare la resistenza al fuoco e il collasso implosivo.

Realizzazione del progetto

La progettazione antincendio è avvenuta seguendo la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) fornita dal Codice di Prevenzione Incendi – DM 03/08/2015: grazie all’iniziale valutazione del rischio incendio, che analizza le possibili sorgenti d’innesco e i materiali combustibili o infiammabili con i conseguenti carichi d’incendio, abbiamo potuto individuare un unico compartimento.

Abbiamo analizzato tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione incendi e, a ognuna, abbiamo attribuito i livelli di prestazione: sono risultate sufficienti le soluzioni conformi previste dal DM, fatta eccezione per la strategia S.2 – Resistenza al fuoco (liv. II).

Abbiamo quindi verificato, attraverso l’approccio ingegneristico in Fire Safety Engineering, il livello di prestazione II, ovvero che la struttura resiste e non collassa per i primi 15 minuti di incendio naturale.

Vista la presenza di altri fabbricati nelle vicinanze dello stabilimento in oggetto a una distanza inferiore da quella prevista da normativa, si è resa necessaria una verifica a collasso implosivo, ovvero una verifica dell’assenza di danneggiamento ad altre costruzioni per effetto di collasso strutturale. Si tratta di una verifica particolarmente avanzata che sfrutta dapprima le analisi in campo fluidodinamico (CFD) che consentono di determinare la curva di incendio naturale più gravosa per i diversi elementi strutturali. Successivamente viene eseguita una analisi termina transiente non lineare (Non Linear Transient Heat Analysis) tramite il metodo FEM.

Stabilita la gerarchia di resistenza al fuoco degli elementi strutturali, abbiamo determinato i principali e i più gravosi meccanismi di collasso in caso di incendio, tenendo conto della gerarchia di resistenza stabilita.

Abbiamo evinto che, in caso di incendio le travi reticolari (i tralicci) di copertura arriveranno al collasso prima dee colonne e dovunque sia posizionato l’incendio la perdita di resistenza di queste comporterà il riversarsi della struttura al suolo. Contestualmente, l’incendio inizierà a far perdere la resistenza delle colonne verticali alla base della struttura.

Quindi, abbiamo verificato che la dinamica di collasso risulta di tipo implosiva con conseguente assenza di ribaltamento al di fuori dei confini di proprietà dell’attività.

Cartiera

La cartiera in oggetto si sviluppa come un enorme stabilimento industriale in cui viene seguito l’intero ciclo di produzione della carta, fino alla fase di converting e di logistica.

La complessità del progetto era legata in gran parte alle dimensioni dell’impianto industriale e alla presenza di numerose e diverse attività produttive al suo interno, dallo stoccaggio della materia prima, alla preparazione degli impasti per la formazione delle bobine di carta e conseguente immagazzinamento.  Ovviamente la presenza di un ciclo produttivo così complesso comporta la presenza di diversi impianti collaterali a supporto, oltre a quelli antincendio.

Conseguentemente, si è individuata la presenza di un’attività principale soggetta al DPR 151/2011, la 33.1.C, e di 14 attività accessorie.

Obiettivo del progetto

Lo scopo della progettazione era l’adeguamento alla normativa di prevenzione incendi e l’ampliamento funzionale dell’attività produttiva dello stabilimento.

Inoltre, la progettazione ha incluso anche la ri-valutazione di tutta l’attività in termini di impianti antincendio, in modo tale da uniformare lo stabilimento adeguarlo con soluzioni tecniche normativamente attuali.

Realizzazione del progetto

In prima istanza, abbiamo effettuato la Valutazione Progetto, secondo la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) fornita dal DM 03/08/2015, complessiva dell’complesso industriale: grazie all’iniziale valutazione del rischio incendio, che analizza le possibili sorgenti d’innesco e i materiali combustibili o infiammabili con i conseguenti carichi d’incendio, abbiamo individuato un totale di 19 compartimenti.

Abbiamo analizzato tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione incendi e, a ognuna, abbiamo attribuito i livelli di prestazione: in alcuni casi sono risultate sufficienti le soluzioni conformi previste dal DM, in altri casi si è visto necessario il ricorso alle soluzioni alternative.

Le soluzioni alternative in FSE sono state adottate per verificare:

  • S.2 – Resistenza al fuoco
  • S.3 – Compartimentazione
  • S.4 – Esodo
  • S.7 – Rilevazione e allarme
  • S.8 – Controllo di fumi e calore

Nel progetto abbiamo applicato, ai 14 compartimenti esaminati, 96 soluzioni conformi e 44 soluzioni alternative in Fire Safety Engineering (FSE), per un totale di 140 soluzioni progettuali.

Abbiamo, invece, sviluppato la ri-valutazione degli impianti antincendio inizialmente attraverso una valutazione del rischio incendio in accordo alla norma UNI 12845:2020. In base a questa, abbiamo elaborato le specifiche tecniche per:

  • Rete idrica (rete idranti interna, esterna e impianto sprinkler), mediante norme UNI
  • Rilevazione e allarme incendio, sia mediante soluzioni classiche normate UNI che soluzioni tecniche alternative (attivazione allarme da sprinkler)
  • Smaltimento fumi e calore di emergenza, mediante soluzioni “di emergenza” normate dalle UNI

Abbiamo definito alcuni di questi impianti a disponibilità superiore, concetto introdotto nel 2019 per poter considerarli «sicuramente funzionanti» in caso di necessità.

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