Deposito pneumatici

Lo stabilimento in oggetto è un capannone industriale destinato a deposito di pneumatici, attività n. 43.2.C del DPR 151/2011 (“Depositi di prodotti della gomma, pneumatici e simili, con quantitativi in massa superiori a 5.000 Kg).

Le problematiche riscontrate in questo specifico caso erano due ed entrambe hanno visto la necessità di una risoluzione tramite modellazione CFD:

  1. Esodo (S.4): per il compartimento la lunghezza minima delle vie di esodo prevista dalla soluzione conforme (30 m) non risulta soddisfatta, secondo DM 3 agosto 2015;
  2. Pannelli fotovoltaici: la presenza di un impianto fotovoltaico in copertura, seppur non attività soggetta al DPR 151/2011, risulta un aggravio del rischio incendio se installato in attività già soggette ai controlli, in accordo con la Nota DCPREV Prot. n. 1324 del 7 febbraio 2012 (Guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici).

Obiettivo e realizzazione del progetto – Esodo (S.4)

L’obiettivo di questa progettazione era quello di verificare l’esodo tramite soluzione alternativa, ovvero verificare tramite modellazione avanzata che l’esodo degli occupanti avviene nonostante non sia rispettata la soluzione conforme, che prevede una lunghezza di 30 m dei percorsi.

Abbiamo quindi applicato le soluzioni alternative, così come previsto dal paragrafo G.2.6 mediante l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio per lo studio dell’esodo degli occupanti in caso di incendio, conformemente ai capitoli M1, M2 e M3 di cui al DM 03/05/2015 e s.m.i.

In questo modo abbiamo potuto verificare i livelli di prestazione di sicurezza antincendio nell’attività, entro i quali le soluzioni conformi non erano applicabili.

Analogamente, abbiamo dimostrato che per lo scenario d’incendio di progetto ipotizzato (scelto fra tutti gli scenari d’incendio) gli occupanti possono abbandonare l’edificio senza compromettere la propria incolumità. Questo è stato possibile tramite la verifica ASET/RSET: abbiamo verificato che il valore di ASET (Available Safe Escape Time, ovvero il tempo sicuro a disposizione per l’esodo) fosse maggiore rispetto al RSET (Real Safe Escape Time, ovvero il tempo richiesto per effettuare l’esodo in condizioni di sicurezza).

Obiettivo e realizzazione del progetto – Pannelli FTV

Secondo la Nota DCPREV Prot. n. 1324 del 7 febbraio 2012, gli impianti fotovoltaici non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del DPR 151/2011. Tuttavia, in via generale, l’installazione di un impianto fotovoltaico (FTV), in funzione delle caratteristiche elettriche, costruttive o delle relative modalità di posa in opera, può comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio, in termini di:

  • Interferenza con il sistema di ventilazione dei prodotti di combustione (ostruzione parziale o totale di traslucidi, impedimenti apertura evacuatori);
  • ostacolo alle operazioni di raffreddamento/estinzione di tetti combustibili;
  • rischio di propagazione delle fiamme all’esterno o verso l’interno del fabbricato (presenza di condutture sulla copertura di un fabbricato suddiviso in più compartimenti – modifica della velocità di propagazione di un incendio in un fabbricato mono compartimento).

L’obiettivo di questa progettazione era quindi quello di dimostrare che la presenza dell’impianto fotovoltaico non comportava un aggravio del rischio incendio e, nello specifico, che la posizione dei pannelli inferiore a 1 m (distanza minima prescritta dalla Nota DCPREV in oggetto dei pannelli dagli EFC), fosse comunque adeguata.

Abbiamo effettuato quindi una nuova valutazione del rischio incendio, validando le ipotesi con modellazioni fluidodinamiche: abbiamo potuto dimostrare come, per il caso specifico in oggetto, la distanza di 72,5 cm interposta tra pannello in policarbonato e pannello fotovoltaico potesse ritenersi ragionevolmente sufficiente al fine di eseguire gli obiettivi di sicurezza in caso di incendio prefissati. Infatti, le temperature registrate rientravano nel campo di impiego dei pannelli in policarbonato installati, che varia da -40°C a 120°C.