Stabilimento materie plastiche

L’edificio oggetto di progettazione è uno stabilimento di materie plastiche, che in questo caso vengono depositate, sia in forma solida che in forma di polvere, e impilate su pallets o in sacchi.

Obiettivo del progetto

Lo scopo della progettazione in oggetto era l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi e l’unificazione delle diverse attività soggette al DPR 151/2011 sotto un’unica pratica di prevenzione incendi.

L’attività principale in oggetto è stata individuata come Attività 44.3.C “Stabilimenti e impianti ove si producono, lavorano e/o detengono materie plastiche, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg”, ma all’interno dello stabilimento erano presenti altre attività soggette minori.

Inoltre, considerate le caratteristiche strutturali dell’edificio, si è resa necessaria l’adozione di una soluzione alternativa per garantire il livello di prestazione II alla strategia antincendio S.2, per verificare la resistenza al fuoco e il collasso implosivo.

Realizzazione del progetto

La progettazione antincendio è avvenuta seguendo la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) fornita dal Codice di Prevenzione Incendi – DM 03/08/2015: grazie all’iniziale valutazione del rischio incendio, che analizza le possibili sorgenti d’innesco e i materiali combustibili o infiammabili con i conseguenti carichi d’incendio, abbiamo potuto individuare un unico compartimento.

Abbiamo analizzato tutte le strategie previste dal Codice di Prevenzione incendi e, a ognuna, abbiamo attribuito i livelli di prestazione: sono risultate sufficienti le soluzioni conformi previste dal DM, fatta eccezione per la strategia S.2 – Resistenza al fuoco (liv. II).

Abbiamo quindi verificato, attraverso l’approccio ingegneristico in Fire Safety Engineering, il livello di prestazione II, ovvero che la struttura resiste e non collassa per i primi 15 minuti di incendio naturale.

Vista la presenza di altri fabbricati nelle vicinanze dello stabilimento in oggetto a una distanza inferiore da quella prevista da normativa, si è resa necessaria una verifica a collasso implosivo, ovvero una verifica dell’assenza di danneggiamento ad altre costruzioni per effetto di collasso strutturale. Si tratta di una verifica particolarmente avanzata che sfrutta dapprima le analisi in campo fluidodinamico (CFD) che consentono di determinare la curva di incendio naturale più gravosa per i diversi elementi strutturali. Successivamente viene eseguita una analisi termina transiente non lineare (Non Linear Transient Heat Analysis) tramite il metodo FEM.

Stabilita la gerarchia di resistenza al fuoco degli elementi strutturali, abbiamo determinato i principali e i più gravosi meccanismi di collasso in caso di incendio, tenendo conto della gerarchia di resistenza stabilita.

Abbiamo evinto che, in caso di incendio le travi reticolari (i tralicci) di copertura arriveranno al collasso prima dee colonne e dovunque sia posizionato l’incendio la perdita di resistenza di queste comporterà il riversarsi della struttura al suolo. Contestualmente, l’incendio inizierà a far perdere la resistenza delle colonne verticali alla base della struttura.

Quindi, abbiamo verificato che la dinamica di collasso risulta di tipo implosiva con conseguente assenza di ribaltamento al di fuori dei confini di proprietà dell’attività.