Impianti antincendio e rete pubblica: chi attesta la continuità del servizio idrico?

di Gianluca Galeotti
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Quando si progetta un impianto antincendio alimentato dalla rete idrica pubblica, uno dei punti più delicati è quello della continuità del servizio.

I Vigili del Fuoco possono chiedere al professionista antincendio di attestare la continuità del servizio fornito dall’acquedotto?

La domanda sembra banale, ma in realtà tocca un tema critico: chi ha davvero la responsabilità di certificare un’informazione che dipende da un soggetto terzo (l’ente gestore)?

 

Il contesto normativo

Il riferimento principale è la norma UNI 10779:2021, che disciplina gli impianti di protezione antincendio ad idranti.
Nel suo Allegato A, la norma stabilisce che:

  • l’ente gestore dell’infrastruttura idrica è il solo titolato a fornire dati certi sulla continuità e sulla pressione di rete;

  • l’utilizzo della rete pubblica come alimentazione dell’impianto è ammissibile solo se i parametri dichiarati risultano compatibili con il dimensionamento e l’efficienza dell’impianto stesso.

Anche il Codice di Prevenzione Incendi (capitolo S.6 – Sicurezza impianti) lo conferma:

“La disponibilità idrica può essere attestata mediante dati statistici rilasciati dagli enti gestori o, in alternativa, mediante valutazione tecnica del professionista antincendio.”

 

Il chiarimento del Ministero dell’Interno

Il quesito è stato posto formalmente al Dipartimento dei Vigili del Fuoco e la risposta (prot. n. 10534 del 24/06/2025) ha confermato che:

  • l’attestazione della continuità del servizio idrico spetta all’ente gestore, non al progettista;

  • al progettista spetta il compito di acquisire e riportare i dati ufficiali, oppure – in mancanza – valutarne la compatibilità con le esigenze del progetto.

La Direzione Centrale ha ribadito terminologie normative senza di fatto esprimere un chiarimento.

 

Le implicazioni pratiche

Questa risposta non è di grande rilevanza per i professionisti antincendio.
Significa che:

✅ È corretto riportare in relazione i dati pubblicati dall’acquedotto o ricevuti tramite dichiarazione ufficiale.


⚠️ In mancanza di dati ufficiali, il progettista si orienta nella direzione dell’utilizzo di serbatoi di accumulo e gruppi di pompaggio.

 

Il nostro approccio progettuale

In FSE PROGETTI, quando si utilizza la rete pubblica come fonte per un impianto idrico antincendio:

  • richiediamo una dichiarazione scritta all’ente gestore,

  • riportiamo i dati in relazione, senza assumerci responsabilità sul mantenimento del servizio,

  • valutiamo sempre la possibilità di prevedere un sistema di accumulo o una seconda alimentazione, in base al livello di rischio dell’attività.

 

I dati vanno dichiarati, non inventati

Questa presa di posizione ufficiale aiuta a distinguere tra ruolo tecnico e responsabilità gestionale.

Il progettista non è un oracolo e non può – né deve – assumersi responsabilità su servizi gestiti da soggetti terzi.


Il suo compito è progettare sulla base di dati certi, oppure segnalare che tali dati non sono disponibili e prevedere soluzioni cautelative.

 

La prevenzione incendi si fonda su analisi, non su ipotesi. E la collaborazione tra enti, tecnici e Comandi VVF passa anche dal rispetto delle competenze reciproche.

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