Capannone in acciaio non protetto: verifica R60 senza sprinkler tramite Fire Safety Engineering
- 17 Febbraio 2026
di Gianluca Galeotti
- 2 MIN
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Il problema reale: R60 senza proteggere tutto
Nel caso di capannoni industriali in acciaio non protetto, con carico di incendio di classe 60 e assenza di impianto sprinkler, l’approccio prescrittivo conduce quasi inevitabilmente a due alternative: protezione passiva integrale delle strutture oppure installazione di un sistema automatico di spegnimento.
Entrambe le soluzioni comportano costi significativi, spesso non proporzionati al valore strategico dell’edificio o alla reale esposizione al rischio.
La richiesta del committente – “garantire R60 tramite FSE” – era tecnicamente imprecisa, ma evidenziava un’esigenza concreta: ottenere la conformità normativa evitando interventi eccessivamente onerosi.
Il cambio di prospettiva: definire l’obiettivo di sicurezza
La Fire Safety Engineering consente di superare l’automatismo del requisito temporale (R60 inteso come resistenza standardizzata) e di ridefinire l’obiettivo di sicurezza in modo coerente con l’attività.
Nel caso in esame:
- l’edificio non rappresentava l’unico asset produttivo;
- la continuità operativa non era prioritaria;
- l’obiettivo primario era la salvaguardia della vita umana.
La progettazione si è quindi orientata alla verifica della stabilità strutturale per il tempo strettamente necessario all’esodo in sicurezza degli occupanti.
Modellazione dell’incendio e comportamento strutturale
Attraverso analisi prestazionale sono stati:
- modellati gli scenari d’incendio realistici;
- valutate le temperature raggiunte dagli elementi strutturali;
- analizzato il comportamento post-incendio della struttura.
L’aspetto determinante è stato lo studio del meccanismo di collasso.
È stato dimostrato un comportamento di tipo implosivo, confinato all’interno del sedime dell’edificio, privo di effetti domino sugli immobili adiacenti.
Questo passaggio è fondamentale: la sicurezza non riguarda solo l’esodo, ma anche l’assenza di propagazione del danno verso terzi.
Risultato: conformità e ottimizzazione dei costi
Il progetto è stato approvato e l’attività ha ottenuto il Certificato di Prevenzione Incendi.
Rispetto alle soluzioni prescrittive originarie, l’intervento ha comportato costi significativamente inferiori, mantenendo la coerenza con gli obiettivi normativi.
La permanenza delle condizioni di sicurezza è oggi garantita tramite un Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio (SGSA), strutturato per assicurare nel tempo l’allineamento tra scenario analizzato e assetto reale dell’attività.
Perché questo caso è rilevante
Questo intervento dimostra che la Fire Safety Engineering non è uno strumento per “aggirare” la norma, ma per applicarla in modo consapevole.
Definire correttamente l’obiettivo di sicurezza, analizzare il comportamento reale della struttura e valutare gli effetti globali dell’incendio consente di:
- garantire la salvaguardia della vita;
- evitare sovradimensionamenti non necessari;
- ottimizzare i costi di adeguamento.
È in questo equilibrio tra rigore tecnico e sostenibilità economica che si misura la qualità di un progetto di ingegneria antincendio.
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