Classe 90 con sprinkler: continuità operativa senza protezione passiva
- 17 Febbraio 2026
di Gianluca Galeotti
- 2 MIN
LETTURA
Continuità operativa come obiettivo progettuale
Nei capannoni industriali con carico di incendio di classe 90, l’approccio prescrittivo conduce normalmente alla combinazione di:
- protezione passiva delle strutture in acciaio con requisito R90;
- impianto sprinkler automatico.
Quando l’edificio costituisce l’unico sito produttivo, la priorità non è soltanto la salvaguardia della vita, ma la continuità operativa.
Nel caso in esame, tuttavia, i costi combinati di protezione passiva e sprinkler risultavano insostenibili.
Superare il requisito formale
La richiesta iniziale – “garantire R90 alla struttura nuda tramite FSE” – rifletteva un’impostazione ancora legata al dato temporale.
L’approccio prestazionale ha consentito di riformulare il problema:
non dimostrare una resistenza nominale di 90 minuti in condizioni standard, ma verificare che, nello scenario d’incendio realistico, la struttura mantenesse la stabilità per l’intera durata dell’evento grazie al controllo esercitato dallo sprinkler.
Lo sprinkler come elemento strutturale della strategia
L’impianto è stato riprogettato secondo criteri di:
- elevata affidabilità;
- maggiore disponibilità;
- controllo degli stati degradati.
La modellazione termo-strutturale ha dimostrato che il rapido controllo dell’incendio limitava le temperature dei profili in acciaio entro valori compatibili con la stabilità globale dell’edificio.
In questo modo, la funzione dello sprinkler non è stata accessoria, ma centrale nella strategia di sicurezza.
Eliminazione della protezione passiva
L’analisi ha consentito di eliminare integralmente la protezione passiva prevista in via prescrittiva, mantenendo la conformità normativa.
Il progetto è stato approvato e l’azienda ha potuto evitare un investimento significativo, senza ridurre il livello di sicurezza.
Il ruolo del SGSA
Quando la sicurezza strutturale è affidata al controllo attivo dell’incendio, la gestione diventa determinante.
Per questo è stato implementato un Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio (SGSA) che disciplina:
- manutenzione programmata;
- monitoraggio delle condizioni degradate;
- procedure operative in caso di indisponibilità parziale dell’impianto.
L’affidabilità richiesta dall’analisi FSE deve essere mantenuta nel tempo: senza gestione, la soluzione prestazionale perde coerenza.
Perché questo caso è strategico
Questo intervento dimostra che la Fire Safety Engineering può integrare impianti e struttura in un’unica strategia coerente.
Non si tratta di “risparmiare sulla protezione”, ma di:
- progettare in funzione dell’obiettivo reale;
- valorizzare gli impianti esistenti;
- evitare sovrapposizioni prescrittive non necessarie;
- garantire continuità operativa con rigore tecnico.
In contesti industriali complessi, la differenza tra costo e investimento sta nella qualità dell’analisi.
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