Carico d’incendio (qf) e obbligo di impianto sprinkler: esiste una soglia normativa?

di Gianluca Galeotti
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Nel settore della prevenzione incendi, uno degli interrogativi più ricorrenti tra progettisti, RSPP e titolari d’impresa è semplice solo in apparenza:

Esiste una soglia di carico d’incendio (qf) oltre la quale è obbligatorio installare un impianto di spegnimento automatico, indipendentemente da ogni altra condizione?

Una domanda concreta, che nasce nei magazzini, nei depositi, nei capannoni produttivi, e che tocca un punto cruciale: la semplificazione della valutazione del rischio in funzione di un solo parametro (qf).

È possibile costruire un criterio oggettivo e condiviso?

 

La richiesta ai Vigili del Fuoco: servono limiti chiari

Il quesito è stato posto formalmente alla Direzione Centrale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco tramite il Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

La richiesta era chiara: valutare l’introduzione – o almeno il riconoscimento – di una soglia di qf, oltre la quale l’adozione di un impianto sprinkler (o altro sistema automatico di spegnimento) sia da considerarsi necessaria per principio, senza dover analizzare ogni volta altezza, compartimentazione, affollamento, resistenza al fuoco, etc.

Un’istanza pratica, pensata per semplificare e uniformare i criteri progettuali.

 

La risposta del Ministero: il Codice non funziona così

La risposta ministeriale è arrivata con il protocollo n. 10534 del 24/06/2025 e – come prevedibile – non ha accolto la proposta.

In estrema sintesi, il Dipartimento ha ribadito che:

  • il Codice di Prevenzione Incendi si basa su un approccio prestazionale, non prescrittivo;

  • le scelte progettuali (come l’obbligo o meno di un impianto di spegnimento) dipendono da un insieme di fattori di rischio, non da un valore singolo;

  • il carico d’incendio specifico qf è uno degli indicatori, ma non può da solo determinare l’obbligo di una misura.

 

Il problema: la mancanza di riferimenti oggettivi crea incertezza

Dal punto di vista normativo, la posizione è coerente.
Ma dal punto di vista operativo, lascia scoperti professionisti e aziende che si aspettano una guida chiara.

Oggi ci sono progetti in cui:

  • il qf è superiore a 1.500 MJ/m²,

  • l’edificio ha un’altezza limitata,

  • non c’è affollamento,

  • ma il rischio reale è elevato e l’impianto di spegnimento viene sottovalutato o contestato solo in fase autorizzativa, a valle del progetto.

 

Il nostro approccio ingegneristico: qf alto = attenzione alta

In FSE PROGETTI, pur rispettando l’impostazione prestazionale del Codice, adottiamo una linea di buonsenso tecnico:

  • quando il qf supera i 900 MJ/m², attiviamo un’analisi approfondita del rischio d’incendio, con valutazione della curva HRR, possibile flashover e danni associati;

  • se l’edificio è adibito a deposito o produzione di materiali combustibili, l’opportunità di uno sprinkler viene espressamente indicata nella strategia;

  • ogni scelta è motivata in modo trasparente nella relazione, perché la documentazione tecnica è l’unico vero atto progettuale per fare sicurezza.

 

Niente soglie fisse, ma criteri sì

Non esiste  una soglia normativa “magica” di qf oltre la quale scatti automaticamente l’obbligo di sprinkler o altri sistemi di spegnimento.
Ma questo non significa che tutto sia opinabile.

Serve costruire una cultura tecnica condivisa, che riconosca alcuni intervalli di rischio come oggettivamente più critici, e che sappia dare forza a scelte preventive, anche in assenza di obblighi tassativi.

 

Finché la norma non impone, è la competenza a proteggere. E in ambito antincendio, non dovrebbe mai servire una seconda occasione per capire quanto una scelta preventiva fosse… l’unica giusta.

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