Classe 240 in c.a. con sprinkler – Continuità operativa senza protezione passiva
- 17 Febbraio 2026
di Gianluca Galeotti
- 2 MIN
LETTURA
Classe 240: quando la prescrizione diventa insostenibile
Un carico di incendio di classe 240 rappresenta uno scenario particolarmente severo.
In ambito prescrittivo, ciò comporta normalmente:
- protezione passiva con requisito R240 sulle strutture;
- mantenimento o installazione di impianto sprinkler.
Nel caso analizzato, l’edificio era l’unico sito produttivo dell’azienda.
La continuità operativa era quindi un obiettivo strategico primario.
La combinazione di protezione passiva R240 e impianto automatico risultava tuttavia economicamente insostenibile.
Ridefinire il problema attraverso la FSE
La richiesta iniziale – “garantire R240 tramite approccio prestazionale” – è stata riformulata in termini tecnici corretti:
verificare che, nello scenario d’incendio realistico, la struttura in calcestruzzo armato mantenesse la stabilità per l’intera durata dell’evento grazie al controllo esercitato dall’impianto sprinkler.
L’analisi ha integrato:
- modellazione dell’incendio controllato;
- valutazione termo-strutturale degli elementi in c.a.;
- verifica della stabilità globale.
Lo sprinkler come elemento determinante
L’impianto è stato progettato con requisiti di:
- elevata affidabilità;
- disponibilità superiore;
- controllo sistematico degli stati degradati.
La simulazione ha dimostrato che il rapido controllo dell’incendio limitava le temperature interne agli elementi strutturali entro soglie compatibili con la stabilità per l’intera durata dello scenario.
In questo contesto, lo sprinkler non è un complemento, ma il fulcro della strategia di sicurezza.
Eliminazione della protezione passiva R240
L’analisi prestazionale ha consentito di eliminare integralmente la protezione passiva prevista in via prescrittiva, mantenendo la conformità normativa.
Il progetto è stato approvato, l’attività ha ottenuto il CPI e i costi di intervento sono stati significativamente ridotti rispetto alla soluzione iniziale.
SGSA: la condizione per la validità nel tempo
Quando la stabilità strutturale dipende dal corretto funzionamento di un impianto attivo, la gestione è parte integrante della sicurezza.
Il Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio implementato disciplina:
- manutenzione programmata;
- monitoraggio continuo dell’efficienza;
- procedure in caso di indisponibilità parziale o degrado.
Le ipotesi dell’analisi FSE restano valide solo se l’affidabilità progettata è mantenuta nel tempo.
Un caso che definisce il metodo
Affrontare una classe 240 con approccio prestazionale significa integrare:
- obiettivi strategici dell’azienda;
- comportamento reale della struttura;
- affidabilità impiantistica;
- gestione organizzativa.
La Fire Safety Engineering non sostituisce la norma, ma la applica in modo coerente con il rischio effettivo e con il valore dell’attività.
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