CPR 2024/3110 e prevenzione incendi: cosa cambia davvero per i progettisti
- 6 Febbraio 2026
Il Regolamento (UE) 2024/3110 segna un passaggio rilevante nel quadro normativo dei prodotti da costruzione. Non si tratta di una semplice revisione del CPR 305/2011, ma di un rafforzamento strutturale del legame tra prodotto, prestazione e opera di costruzione.
Dal punto di vista della prevenzione incendi, il tema è particolarmente sensibile. Molti prodotti da costruzione – materiali di rivestimento, elementi strutturali, sistemi impiantistici – sono direttamente collegati a requisiti di reazione e resistenza al fuoco. Il CPR chiarisce che tali prestazioni non sono opzionali: devono essere dichiarate, verificabili e coerenti con l’uso previsto.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la responsabilità. Il regolamento attribuisce obblighi chiari agli operatori economici, ma l’uso improprio di un prodotto – anche se marcato CE – può generare non conformità con effetti diretti sui procedimenti di prevenzione incendi. In ambito italiano questo si traduce anche in responsabilità penali ai sensi del D.Lgs. 106/2017.
Il CPR introduce inoltre una maggiore attenzione alla tracciabilità, alla documentazione digitale e alla coerenza delle informazioni lungo tutta la filiera. Per il progettista antincendio questo significa lavorare con dati più strutturati, ma anche dover verificare con maggiore attenzione la reale applicabilità delle prestazioni dichiarate al caso specifico.
Qui entra in gioco la Fire Safety Engineering. Un approccio prestazionale consente di leggere il prodotto non come “vincolo”, ma come variabile di progetto, valutandone l’impatto sugli scenari di incendio, sulle strategie di compartimentazione e sulle misure di protezione.
Il nuovo CPR, in sostanza, rende esplicito ciò che nella pratica era già evidente: la prevenzione incendi efficace nasce dall’integrazione tra normativa sui prodotti e progettazione ingegneristica. Ignorare questo legame significa esporsi a rischi tecnici, normativi ed economici.
Conclusione
Il CPR 2024/3110 non complica la prevenzione incendi: la rende più rigorosa. Per chi progetta, è un invito a superare l’approccio documentale e a governare le prestazioni in modo consapevole. È esattamente qui che la Fire Safety Engineering fa la differenza.
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