Dallo sviluppo interno del BIM alla novità istituzionale del progetto BIM-FDC

di Filippo Battistini
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#iniziodiunanuovaera

Da carta e matita a mouse e tastiera. Dalla progettazione a mano al calcolo computerizzato. Il salto evolutivo che ha interessato la progettazione in ambito ingegneristico, architettonico e impiantistico, non si è arrestato negli anni. Anzi, ha raggiunto un livello ancora più elevato grazie alla nascita, lo sviluppo e l’implementazione della tecnologia BIM.

Che cos’è il BIM?

La forza del BIM (Building Information Modeling) non è solo quella di creare modelli 3D, ma dare una rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali di una struttura. Ha la capacità di mostrare non solo come si presenta un progetto nel suo complesso, ma anche come si comporterà.

L’aspetto degno di nota di questa tecnologia è quello di poter essere utilizzata contemporaneamente dai vari attori che entrano nel gioco della progettazione (architetti, ingegneri, costruttori, clienti ecc… ). Una modifica apportata da una parte si riflette istantaneamente su tutti, consentendo una collaborazione e comunicazione allineata.

Il BIM e l’Antincendio

Nella progettazione antincendio l’implementazione e la diffusione del BIM ha rappresentato un salto di qualità, grazie in particolare al vasto patrimonio informativo che è contenuto negli elementi della progettazione. Informazioni che:

  • consentono una verifica più precisa e realistica dell’efficacia delle soluzioni sviluppate;
  • offrono un quadro completo e aggiornato sul mantenimento dell’efficienza delle soluzioni impiantistiche adottate;
  • consentono di effettuare simulazioni di varia natura come la verifica delle vie d’esodo, la valutazione degli scenari di incendio, la propagazione dei fumi e le analisi fluidodinamiche.

In un precedente articolo è stata già accennata l’importanza e le possibilità che può offrire questa tecnologica nel mondo dell’antincendio. Tanto è che in FSE PROGETTI l’implementazione del BIM ha preso piede dal momento in cui ci si è resi conto della direzione che stava prendendo la progettazione, in generale, e dei benefici che questo nuovo approccio avrebbe apportato all’antincendio, nello specifico.

La possibilità di cooperare e interagire con società che parlano la “stessa lingua” (quella del BIM) e, quindi, di integrare contemporaneamente la progettazione antincendio a quella strutturale, architettonica e, di conseguenza, creare un modello unico con tutte le possibili informazioni al suo interno, è stato uno dei motivi trainanti dell’adozione del BIM. Un’adozione, tuttavia, che richiede un’ulteriore implementazione per allinearsi al mondo dell’antincendio, soprattutto per quanto concerne la parte di verifica di una soluzione. La cooperazione tra esperti nel settore antincendio e in quello del BIM è sfociata nella realizzazione di un template personalizzato capace di effettuare delle verifiche di prevenzione incendi.

FDC ovvero il Fire Digital Check

Proprio sul tema delle verifiche/validazione dei progetti di prevenzione incendi, il dirompente impatto del BIM non si è fatto attendere, tanto da indurre il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ad abbracciare questa evoluzione e formulare un progetto di integrazione della prevenzione incendi con il BIM. Nasce così il cosiddetto progetto BIM – FDC (Fire Digital Check).

Il progetto è finalizzato ad automatizzare la validazione dei progetti di Prevenzione Incendi elaborati con il Codice, limitatamente alle soluzioni conformi, in modo da dare ausilio al progettista durante la progettazione al fine di verificare le prestazioni delle varie misure antincendio man mano che avanza con la progettazione. Avere, quindi, a disposizione un Alert che lo avverte di una possibile incongruenza e che lo porti a correggere le sue scelte.

In attesa degli ulteriori sviluppi, quello che ci si aspetta da questa evoluzione è un’implementazione dell’intero Codice all’interno del BIM in modo da avere degli automatismi che permettano di verificare di volta in volta la correttezza delle varie fasi di progettazione svolte. Ovvero, tentare di ridurre l’eventuale errore dovuto al fattore umano.

Un sistema di validazione che, comunque, non rischia di annichilire il ruolo del progettista poiché, come accennato precedentemente, è un progetto limitato alle soluzioni conformi poiché solo su quelle è possibile agire in maniera standard. Sulla valutazione del rischio e sulla progettazione relativa alle soluzioni alternative, data la complessità e la variabilità delle soluzioni si rimanda completamente alla capacità ed esperienza del progettista antincendio.

Se il passaggio dal tecnigrafo al computer ha segnato una rivoluzione, ora è giunto il momento di una riforma.

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