Dove la Fire Safety Engineering riduce costi e rigidità senza deroghe
- 19 Dicembre 2025
Il nodo: distanze tabellate vs vincoli reali di sito
Le distanze di sicurezza del D.M. 7 luglio 2023 sono un riferimento prezioso perché legano il requisito a una grandezza fisica chiave: la pressione dell’idrogeno. In molti siti, però, l’applicazione “letterale” può generare effetti collaterali: aumento superfici dedicate, interferenze con viabilità interna, opere civili aggiuntive, o impossibilità di installazione in aree industriali già sature.
Il decreto stesso riconosce il problema e indica la via: distanze differenti possono essere determinate applicando l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (D.M. 9 maggio 2007). Non è una scorciatoia: è una metodologia per trasformare ipotesi in numeri.
Cosa significa usare la Fire Safety Engineering in questi impianti
In un impianto H₂, la FSE tipicamente lavora su quattro livelli:
Definizione degli scenari credibili
Non basta “idrogeno = esplosione”. Si distinguono perdite da componenti diversi (tubazioni, connessioni, compressori, stoccaggi), condizioni operative e probabilità di innesco. Questo è coerente con l’impostazione del decreto, che considera come “elementi pericolosi” anche i tratti di tubazione.Modellazione di dispersione ed effetti
Con modelli di dispersione si stima l’evoluzione della nube (in funzione di geometrie, ventilazione, ostacoli). Con modelli d’incendio si valutano effetti termici (es. jet fire) e, dove pertinente, sovrapressioni. Il risultato non è “più carta”: è capire quali bersagli sono realmente critici.Progetto delle barriere
Le barriere non sono solo passive. In questi impianti contano:
schermature e muri paraschegge (quando hanno senso fisico e posizionamento coerente);
logiche di rilevazione H₂ e ventilazione (obiettivo operativo di mantenere concentrazioni basse);
ESS con isolamento e depressurizzazione dei tratti in pressione secondo logiche definite;
criteri di segregazione e accessibilità per manutenzione, che riducono la probabilità di guasto e l’esposizione degli operatori.
Dimostrazione di prestazione e robustezza
La FSE produce un ragionamento tracciabile: assunzioni, dati, margini, sensibilità. L’obiettivo è dimostrare che la soluzione proposta garantisce livelli di sicurezza equivalenti o superiori, evitando invece misure “a prescindere” che aumentano CAPEX e tempi.
Dove si vedono benefici concreti
I benefici più frequenti non sono “ridurre tutto”, ma ridurre sprechi:
distanze gestite insieme a schermature e layout (minori demolizioni o delocalizzazioni);
riduzione di opere civili non necessarie quando il rischio è mitigato da barriere attive e logiche di emergenza ben progettate;
maggiore prevedibilità in autorizzazione e in fase esecutiva, perché gli scenari sono dichiarati e governati.
Perché questo tema conta per FSE PROGETTI
L’idrogeno richiede un salto di qualità: integrare impianto, automazione, ATEX e prevenzione incendi in un unico modello di sicurezza. In FSE PROGETTI usiamo l’approccio ingegneristico quando serve davvero: per rendere le scelte verificabili e per evitare che i costi di adeguamento derivino da incertezza progettuale.
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