SCIA antincendio in edifici oltre 5.000 m²: cosa fare se il condominio non è ancora costituito
- 7 Luglio 2025
Nel settore della prevenzione incendi, uno dei temi più delicati – e al tempo stesso frequenti – riguarda la gestione delle SCIA antincendio in contesti edilizi complessi, in particolare quando ci si trova di fronte a edifici articolati in più unità, con superficie complessiva superiore ai 5.000 m², ma privi di un condominio formalmente costituito.
Il problema ricorrente: avviare le singole attività senza la SCIA condominiale
Quando si opera in contesti multi-unità – ad esempio capannoni prefabbricati con proprietà distinte ma impianti e spazi comuni – può accadere che le singole attività siano pronte ad avviarsi prima che venga costituito il condominio e depositata la relativa SCIA complessiva.
In questi casi i progettisti antincendio e i titolari delle attività si trovano di fronte a un dubbio operativo concreto:
Come si può regolarizzare l’avvio delle singole attività soggette, in assenza della SCIA condominiale?
Il chiarimento della Direzione Centrale VVF
Il tema è stato oggetto di un quesito formale al Ministero dell’Interno, la cui risposta è riportata nella nota DCPREV prot. n. 5555 del 18.04.2012 e richiamata anche nella recente corrispondenza ufficiale trasmessa dal CNI nel giugno 2025.
Il Dipartimento riconosce:
la complessità amministrativa e gestionale delle attività ricadenti nell’Allegato I del DPR 151/2011 (in particolare l’attività 73),
la possibilità, in presenza di determinate condizioni, di presentare SCIA per porzioni di attività,
l’importanza di una valutazione ad hoc caso per caso da parte del professionista antincendio.
Tuttavia, viene esplicitato che non esistono oggi indicazioni generali valide per tutti i casi, proprio per la pluralità di configurazioni riscontrabili nella pratica.
Nessuna scorciatoia normativa, ma apertura alla flessibilità tecnica
Nonostante la mancanza di una linea guida univoca, il Ministero lascia intendere che – in presenza di condizioni strutturali e impiantistiche chiaramente separate e autonome – è possibile, in molti casi, attivare una SCIA riferita alla sola unità funzionale, pur in assenza della SCIA condominiale generale.
Chiaramente, questo approccio deve essere:
motivato tecnicamente dal progettista,
coerente con i presidi comuni di sicurezza già realizzati o garantiti (vie di esodo, impianti comuni, compartimentazioni),
approvato dal Comando VVF competente nell’ambito dell’istruttoria.
La prospettiva ingegneristica: competenza, non automatismi
In assenza di norme rigide che inquadrino questa casistica, la differenza la fa il metodo. Serve un approccio progettuale fondato su:
conoscenza del Codice di Prevenzione Incendi e delle RTV applicabili,
capacità di leggere il contesto edilizio e impiantistico,
dialogo con il Comando VVF per concordare un percorso attuabile, senza forzature.
È qui che entra in gioco l’esperienza sul campo. Chi progetta oggi in contesti articolati deve sapere quando spingere per la SCIA frazionata e quando, invece, rimandare l’attivazione fino alla regolarizzazione condominiale.
L’ingegneria antincendio è anche strategia
Questo tema ci ricorda un concetto fondamentale: la prevenzione incendi non è solo adempimento, ma strategia tecnica e gestionale, da costruire con responsabilità.
Il professionista non è chiamato solo a “compilare una SCIA”, ma a progettare una soluzione conforme, coerente, difendibile e, soprattutto, sostenibile per l’impresa che la dovrà attuare.
In contesti complessi, è proprio l’approccio progettuale a fare la differenza.
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