UNI/TS 9494-4 quando il controllo fumi richiede l’ingegneria antincendio

di Gianluca Galeotti
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Negli edifici “semplici” i criteri prescrittivi delle UNI 9494-1 e 9494-2 funzionano bene: volumi regolari, destinazioni d’uso standard, incendi ragionevolmente rappresentabili da pochi casi tipo. Ma nella pratica di progettazione capita sempre più spesso di lavorare su spazi che escono da questo perimetro: atri alti con balconate, grandi open-space interconnessi, compartimenti piccoli ma densamente affollati, parcheggi con geometrie particolari.

In questi contesti un SEFC progettato “per analogia” rischia di non garantire gli obiettivi fondamentali della prevenzione incendi: contenimento del fumo nella zona di origine, vie d’esodo in condizioni tenibili, supporto alle squadre di soccorso, protezione dei beni strategici. La UNI/TS 9494-4 nasce esattamente per colmare questo vuoto, introducendo metodi ingegneristici per il dimensionamento dei sistemi di controllo del fumo e del calore.

La specifica non sostituisce le parti 1 e 2 della UNI 9494: le integra. L’idea di fondo è semplice: quando il caso reale non rientra negli schemi prescrittivi, si passa ad un approccio prestazionale strutturato, basato sui principi della Fire Safety Engineering (FSE).

Il percorso parte dalla definizione chiara degli obiettivi di sicurezza: tutela delle persone, protezione di beni e continuità operativa, condizioni per l’intervento dei Vigili del Fuoco. A questi obiettivi qualitativi si associano requisiti prestazionali: altezza minima dello strato libero da fumo, limiti di temperatura e visibilità, tempo di tenibilità lungo le vie d’esodo, contenimento del fumo negli spazi di origine o nei serbatoi di fumo.

Il cuore dell’approccio è l’incendio di progetto: una schematizzazione quantitativa dei “credible worst-case scenarios”, che tiene conto di tipo e disposizione dei combustibili, geometria dei locali, presenza di impianti di spegnimento automatico, ventilazione, condizioni al contorno. La UNI/TS 9494-4 fornisce relazioni di calcolo per modellare l’andamento del rilascio termico, la produzione di fumi, la dinamica degli strati caldi e i flussi di massa.

Tutto questo confluisce in un processo documentato: obiettivi di progetto, scenari scelti, metodi di calcolo, ipotesi e limiti di applicabilità, analisi di sensibilità. L’uscita non è solo una portata d’estrazione in m³/h, ma un sistema coerente che comprende aperture, ventilatori, barriere al fumo, punti di immissione aria, logiche di comando e interfacce con altri impianti.

Per FSE PROGETTI questa specifica è uno strumento di lavoro quotidiano. Ci consente di motivare scelte non convenzionali – per esempio una diversa suddivisione dei serbatoi di fumo o un mix naturale/forzato – dimostrando che gli obiettivi di tenibilità e di contenimento sono rispettati sui tempi di progetto individuati.

In sintesi, la UNI/TS 9494-4 sposta il focus dal “rispetto del numero” (tot m² di aperture, tot ricambi/ora) alla dimostrazione della prestazione in scenari realistici. È esattamente il terreno su cui vogliamo collocarci come riferimento per l’ingegneria antincendio applicata ai sistemi di controllo fumo in Italia.

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