Pensi che non ci sia alternativa ad interporre distanza di separazione pari all'altezza del fabbricato per soddisfare i Livelli I e II? Scopri qui come risolvere questo grosso problema.

Che cos'è il collasso strutturale implosivo?

Come consentito dal Codice di prevenzione incendi DM 15/08/2015 (aggiornato con il Dm 18/10/2019), è possibile regolarizzare determinate strutture in materia di resistenza al fuoco mediante il calcolo del collasso strutturale implosivo. Questo requisito consente di non dover proteggere le strutture, anche quelle più snelle in acciaio dei magazzini automatizzati auto-portanti.

Si tratta di una soluzione molto utile nei casi di edifici isolati, tettoie esterne, telonati e in tutti quei casi dove è condivisa con il responsabile dell’attività la possibilità di perdita del bene. In alcune situazioni è altrettanto applicabile anche in edifici adiacenti, con l'aggiunta di dimostrare che a struttura non rechi danno ad altre costruzioni o all’esterno del confine dell’area su cui sorge l’attività, per effetto di collasso strutturale.

 

Cosa c'è di nuovo nel DM 18 ottobre 2019?

Il collasso strutturale di tipo implosivo è richiesto nella soluzione alternativa al Livello di prestazione I e II, in quanto il codice stesso chiede: assenza di danneggiamento ad altre costruzioni o all’esterno del confine dell’area su cui sorge l’attività, per effetto di collasso strutturale. Attenzione perché la nuova versione del Codice introduce il concetto "all'interno dell'area su cui sorge l'attività" che rende ancora più vincolante l'applicazione della soluzione conforme.

 

 

 

Come ottengo una dinamica di collasso strutturale di tipo implosiva?

Ci sono una serie di verifiche da effettuare, alcune in accordo agli Eurocodici ed alcune più semplici. E' però fondamentale inserire in termini quali-quantitativi anche alcune delle seguenti indicazioni:

  • adozione di criteri di gerarchia di resistenza al fuoco (es. assegnazione di sovraresistenza al fuoco alle strutture perimetrali dell’opera da costruzione rispetto a quelle interne, ...);
  • distribuzione spaziale dei carichi di incendio verso zone interne;
  • adozione di forme strutturali convenienti (es. con inclinazione verso l’interno, ...);
  • adozione di elementi chiave in posizione opportuna;
  • impiego di sistemi automatici per il controllo dell’incendio a disponibilità superiore;
  • impilaggio piramidale dei materiali combustibili stoccati;
  • adozione di vincoli che agevolino il collasso implosivo.