La nuova normativa di prevenzione incendi per gli impianti fotovoltaici pone l’accento su un aspetto critico: il riscaldamento eccessivo dei componenti. È fondamentale garantire che il calore disperso sia sempre superiore a quello generato dal funzionamento normale o anomalo, evitando rischi di innesco e propagazione di incendi.
Installazione sicura degli inverter fotovoltaici
I componenti maggiormente suscettibili a surriscaldamento, come inverter e convertitori DC-DC, devono essere installati con criteri precisi:
All’aperto oppure in compartimenti antincendio dedicati con resistenza minima REI/El 30.
Accesso diretto dall’esterno o dall’interno tramite porta tagliafuoco.
Esclusione di locali chiusi di piccole dimensioni senza adeguata ventilazione.
Esclusione di compartimenti già soggetti a controlli di prevenzione incendi (DPR 151/2011).
In caso di accesso dall’interno, la resistenza al fuoco delle pareti deve essere almeno pari alla più elevata dei compartimenti contigui.
Circolazione dell’aria e prevenzione dei surriscaldamenti
Anche rispettando le compartimentazioni, resta essenziale garantire una corretta circolazione dell’aria intorno agli inverter. Una ventilazione inadeguata può ridurre la capacità di dissipazione del calore, causando surriscaldamenti e rischi di incendio.
Distanze minime e layout di installazione
Gli inverter non devono essere installati in verticale su più file: l’aria calda in uscita potrebbe compromettere quelli sottostanti.
Devono essere rispettate le distanze minime dagli oggetti circostanti, come previsto dai manuali tecnici.
In assenza di ventilazione naturale sufficiente, è obbligatoria l’installazione di sistemi di estrazione o raffrescamento forzato.
👉🏻 La prevenzione del surriscaldamento negli impianti fotovoltaici è oggi un requisito normativo imprescindibile. Installare correttamente gli inverter, rispettare le distanze e garantire la ventilazione adeguata significa ridurre drasticamente i rischi di incendio e garantire impianti più sicuri, efficienti e conformi.