Accessibilità per operatività e manutenzione
È necessario garantire sempre l’agevole accesso ai componenti dell’impianto fotovoltaico, inclusi quelli installati in copertura. L’accessibilità è fondamentale sia per esigenze di operatività antincendio che per attività di ispezione e manutenzione.
Raggruppamento dei pannelli e limiti dimensionali
Quando il generatore fotovoltaico è costituito da numerosi pannelli, questi devono essere raggruppati in sottoinsiemi (figura 5):
Le dimensioni massime dei sottoinsiemi non devono superare i 20 m in tutte le direzioni (l).
I sottoinsiemi devono essere separati da percorsi privi di componenti (eccetto i cavi), con una larghezza minima di 2 m (a).
Deve essere lasciata libera una fascia di almeno 1 m (b) lungo il perimetro della copertura, senza pannelli né altre parti di impianto, eccetto i cavi.
Distanze da aperture e impianti tecnici
L’ubicazione di pannelli, condutture elettriche, inverter, quadri e altri apparati deve considerare il rischio di propagazione degli incendi attraverso finestre, lucernari, camini o impianti tecnici.
È vietata l’installazione nel raggio di 1 m (c) dagli EFC, da aperture o da impianti tecnici presenti sulla copertura (es. motori di estrazione fumi, bocchette di ventilazione) – figura 6.
Per tetti a falda inclinata con aperture, il distanziamento di 1 m si applica in proiezione ortogonale orizzontale (figura 7).
In presenza di elementi verticali di compartimentazione sottostanti, i pannelli devono distare almeno 1 m dalla loro proiezione in copertura, salvo che il solaio abbia resistenza al fuoco adeguata.
Coperture a shed (dente di sega)
Per le coperture a shed valgono prescrizioni particolari:
Deve essere mantenuta una distanza minima di 1 m (g) tra i pannelli e le aperture finestrate (figura 8).
Sulla falda contigua alle aperture, deve esserci un franco di almeno 0,1 m (z) per evitare che eventuali colature in caso di incendio cadano in corrispondenza delle aperture.
I pannelli devono essere raggruppati in sottoinsiemi con dimensioni massime di 20 m (l), separati da spazi di 2 m (a), con una fascia perimetrale di 1 m (b) libera da installazioni (figura 9).
Se la conformazione della copertura garantisce in una direzione zone libere di almeno 2 m (g), il limite di 20 m può essere esteso a 30 m nella direzione opposta (figura 10).
Pannelli fotovoltaici in facciata
Quando i generatori FV sono installati in facciata (figura 11):
I pannelli devono essere organizzati in sottoinsiemi di massimo 3 m (h) in altezza e 20 m (l) in lunghezza.
I sottoinsiemi devono essere separati verticalmente da elementi incombustibili orizzontali posti ad almeno 0,5 m (d) dal limite del sottoinsieme e sporgenti per 0,5 m (p).
La distanza orizzontale dalle aperture deve essere di almeno 1 m (c).
È vietata l’installazione diretta sulla verticale delle aperture, salvo inserimento di elementi incombustibili orizzontali posti a 0,5 m (d) dal sottoinsieme e ad almeno 1 m (m) dall’apertura.
Possibili misure alternative
In base all’analisi del rischio d’incendio, possono essere considerate soluzioni progettuali differenti dalle regole generali, purché siano rispettati gli obiettivi di sicurezza (paragrafo 2.2).
Ad esempio:
utilizzo di pannelli a limitata propagazione di incendio (es. moduli glass-glass con classe B-s2,d0);
impiego di lucernari con adeguata resistenza al fuoco, valutati in base al fattore di vista e alle caratteristiche degli elementi di chiusura.
Le prescrizioni relative ad accessibilità, distanze e layout dei pannelli fotovoltaici (BAPV) non sono semplici regole tecniche: rappresentano requisiti indispensabili per garantire la sicurezza degli impianti, la tutela delle persone e la conformità normativa.
La loro corretta applicazione richiede analisi del rischio, esperienza ingegneristica e competenze specialistiche.
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