Resistenza al fuoco
Con approccio ingegneristico
La resistenza al fuoco non è un adempimento formale né un esercizio di calcolo automatico.
È una verifica strutturale a tutti gli effetti, che incide sulla sicurezza reale dell’opera, sulla continuità operativa dell’attività e sull’esito delle procedure antincendio.
In FSE PROGETTI ci occupiamo di resistenza al fuoco strutturale con approccio ingegneristico, intervenendo su strutture complesse, esistenti o non riconducibili a soluzioni standard, operando prevalentemente nel Nord Italia.
Cos’è la resistenza al fuoco?
La resistenza al fuoco rappresenta la capacità di una struttura di mantenere stabilità, portanza e integrità durante un incendio per un tempo prestabilito.
Nella pratica progettuale, però, la verifica di resistenza al fuoco viene spesso ridotta a:
applicazione di tabelle
soluzioni conservative
sovradimensionamenti inutili
Questo approccio funziona solo in casi semplici.
Quando la struttura è esistente, complessa, industriale o soggetta a vincoli, la resistenza al fuoco diventa un problema strutturale reale, che va affrontato con metodi prestazionali e assunzione di responsabilità tecnica.
Quando la resistenza al fuoco diventa un problema strutturale
Nella nostra esperienza, la resistenza al fuoco diventa critica quando si verificano una o più di queste condizioni:
strutture esistenti prive di progetto antincendio originario
capannoni industriali in acciaio o prefabbricati
ampliamenti o cambi di destinazione d’uso
strutture autoportanti o non tradizionali
prescrizioni dei Vigili del Fuoco non risolvibili con soluzioni tabellari
necessità di soluzioni alternative ai sensi del Codice di Prevenzione Incendi
In questi casi, applicare soluzioni standard significa aumentare costi, tempi e incertezze, senza reali benefici in termini di sicurezza.
Come affrontiamo la resistenza al fuoco
Affrontiamo la resistenza al fuoco come parte integrante della progettazione strutturale, non come verifica accessoria.
Il nostro approccio si basa su:
analisi ingegneristica del comportamento strutturale in caso d’incendio
utilizzo di metodi prestazionali e Fire Safety Engineering
valutazione delle reali azioni termiche e dei meccanismi di collasso
dialogo tecnico con i Comandi dei Vigili del Fuoco
assunzione diretta della responsabilità progettuale
L’obiettivo non è “far passare la pratica”, ma ottenere una soluzione tecnicamente sostenibile, difendibile e realizzabile.
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La resistenza al fuoco richiesta deve essere adeguata al carico di incendio dell’attività, ovvero alla quantità e alla tipologia di materiali combustibili presenti, e consente di valutare approssimativamente il tempo e l’intensità di un possibile incendio all’interno del locale.
Il paragrafo S.2 del Codice antincendio definisce una strategia specifica per garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio, nonché la capacità di compartimentazione per un tempo sufficiente a raggiungere gli obiettivi di sicurezza e prevenzione degli incendi.
Inoltre, è importante tenere in considerazione la necessità di contenere i costi di adeguamento antincendio, pur garantendo la massima sicurezza possibile e il rispetto della normativa.
Ambiti di intervento
Gli interventi vengono affrontati con approccio ingegneristico, differenziando il metodo in funzione del materiale, della complessità della struttura e degli scenari di incendio da valutare.
Non applichiamo soluzioni standard: ogni ambito richiede criteri di analisi specifici, assunzione di responsabilità progettuale e, quando necessario, l’utilizzo di metodi prestazionali e analisi avanzate.
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Progettazione e verifica della resistenza al fuoco in funzione del materiale strutturale, con approccio specifico per ciascun comportamento al fuoco.
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Nei casi più complessi sviluppiamo analisi avanzate per valutare il comportamento globale della struttura in condizioni di incendio.
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Alcuni interventi richiedono competenze specifiche e approcci non standardizzati.
Dove operiamo
Operiamo prevalentemente nel Nord Italia, dove la concentrazione di strutture industriali, prefabbricate e complesse rende la resistenza al fuoco un tema centrale e spesso critico.
Lavoriamo a supporto di:
imprese
studi di progettazione
proprietà e committenze industriali
offrendo un servizio tecnico specializzato orientato alla risoluzione dei problemi, non all’applicazione automatica delle norme.
Cos’è la resistenza al fuoco di una struttura?
La resistenza al fuoco è la capacità di un edificio o di una struttura portante di mantenere le proprie funzioni durante un incendio, garantendo la stabilità per il tempo necessario all’evacuazione delle persone e all’intervento dei soccorsi.
Il collasso è ammissibile solo dopo che siano state garantite le condizioni di sicurezza per gli occupanti.
Quando è obbligatoria la verifica di resistenza al fuoco?
La verifica di resistenza al fuoco è obbligatoria per le attività soggette al DPR 151/2011.
In altri casi può essere comunque richiesta quando l’edificio è un luogo di lavoro e si applica il Codice di Prevenzione Incendi, anche in assenza di attività soggetta.
Come si calcola la resistenza al fuoco di una struttura?
Il calcolo parte dalla valutazione del carico di incendio, ovvero dei materiali combustibili presenti nell’attività, per stimare intensità e durata dell’incendio.
Sulla base di questi dati si eseguono le verifiche strutturali al fuoco secondo gli Eurocodici, con approccio prescrittivo o prestazionale.
Qual è la differenza tra resistenza al fuoco prescrittiva e prestazionale?
L’approccio prescrittivo impone requisiti minimi indipendentemente dallo scenario reale di incendio.
L’approccio prestazionale analizza invece l’incendio realmente plausibile nell’attività e consente verifiche strutturali coerenti con quello scenario, spesso più realistiche ed efficienti.
Chi è responsabile della verifica di resistenza al fuoco?
La responsabilità è del professionista antincendio, che tramite asseverazione e modello CERT.REI certifica che le strutture in opera possiedono un’adeguata resistenza al fuoco.
La resistenza al fuoco è una verifica strutturale o antincendio?
È entrambe.
La verifica nasce in ambito antincendio, ma si sviluppa necessariamente come verifica strutturale, perché riguarda il comportamento reale dell’opera sotto azione termica.
Quando servono soluzioni alternative per la resistenza al fuoco?
Quando le soluzioni conformi comportano costi eccessivi, interventi invasivi o rendono inevitabile l’installazione di impianti non necessari (es. sprinkler), le soluzioni alternative diventano lo strumento più razionale.
È possibile evitare le protezioni passive con un approccio ingegneristico?
Sì. In molte situazioni è possibile ridurre o eliminare le protezioni passive, soprattutto se l’attività è dotata di sistemi di protezione attiva come sprinkler o rivelazione automatica.
Quanto incide la resistenza al fuoco sui costi di un capannone industriale?
La resistenza al fuoco rappresenta una delle voci di costo più rilevanti nella riqualificazione di un capannone e nell’ottenimento del CPI, soprattutto se affrontata con soluzioni standard.
La resistenza al fuoco può bloccare una SCIA antincendio?
Sì. Senza CERT.REI non è possibile depositare la SCIA Antincendio e quindi ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi.
Cosa succede se la struttura non soddisfa i requisiti di resistenza al fuoco?
Con metodi tradizionali è necessario intervenire con pannelli REI o vernici intumescenti.
Con un approccio prestazionale, invece, è spesso possibile dimostrare l’idoneità della struttura senza interventi invasivi.
È possibile intervenire senza interrompere l’attività?
Sì. Con un approccio prestazionale, non essendo necessario adeguare fisicamente la struttura, l’attività può proseguire senza interruzioni.
Quando conviene un’analisi prestazionale rispetto a soluzioni standard?
Quasi sempre.
Le soluzioni standard sono intrinsecamente sovradimensionate, mentre l’analisi prestazionale consente di progettare sulla base del rischio reale, ottimizzando costi, tempi e interventi.
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