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Normative
Le diverse tipologie dei dispositivi di apertura delle uscite di emergenza
Il D.M. 03/08/2015 e s.m.i. definisce l’uscita di emergenza come “il varco del sistema di esodo al piano di riferimento, che immette all’esterno su luogo sicuro temporaneo o luogo sicuro”.
A seconda dell’ambito (pubblico o privato) e del numero di occupanti presenti, la normativa indica quale dispositivo di apertura deve essere installato: una maniglia (UNI EN 179) o un maniglione antipanico (UNI EN 1125).
Oltre ai dispositivi tradizionali come la maniglia e il maniglione antipanico, il D.M. 03/08/2015 e s.m.i. consente l’uso di altre tipologie di dispositivi di apertura delle porte tagliafuoco, basate su una specifica valutazione del rischio.
Tra queste, le più comuni sono:
Le porte scorrevoli a sfondamento sono dotate di un sistema di sicurezza che permette l’apertura a battente a 90° in caso di emergenza, consentendo un esodo rapido e sicuro. Questo sistema è particolarmente indicato in contesti dove lo spazio per l’apertura tradizionale è limitato.
Queste porte scorrevoli sono dotate di un kit di emergenza con batteria tampone, che garantisce il funzionamento delle ante scorrevoli anche in assenza di corrente. Una volta azionata la batteria, l’apertura della porta resta fissa, assicurando un’esodo sicuro degli occupanti. L’apertura può essere integrata con un sistema IRAI per un ulteriore livello di sicurezza.
La normativa italiana stabilisce chiaramente quando è obbligatorio installare dispositivi di apertura specifici per le uscite di emergenza.
Ad esempio, in strutture sanitarie e asili nido, le porte devono garantire una protezione adeguata contro il fumo e garantire un’esodo sicuro per tutti gli occupanti.
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